Cosa Vedere sul Lago di Como in un Week End

Ti piacerebbe passare un week end sul lago di Como? Quello che da sempre è definito come il mare dei milanesi, negli ultimi anni è diventato sempre più meta di turisti stranieri. Si, è vero che tedeschi ed olandesi ci sono sempre stati. Pero da quando George Clooney si comprò caso sulle rive del lago, in un piccolo paesello, su questo storico lago sono cominciati ad approdare turisti di ogni parte del mondo. Difatti oltre alle ville dei personaggi famosi ci sono molte più cose da vedere sul lago di Como, in un susseguirsi di pittoreschi borghi stretti tra le rive del lago e le alte cime delle Prealpi e delle Alpi che racchiudono quasi tutte le sue sponde.

Il lago di Como è il terzo lago più grande d’Italia e, sulla cartina, è facilmente riconoscibile da tutte grazie alla sua caratteristica forma a “Y” rovesciata. Da entrambe le sponde del lago di Como si può godere della vista affascinanti borghi suggestivi, splendide ville e giardini lussureggianti che attendono i visitatori in cerca di tranquillità e cultura.

Como
Una delle prime cose da vedere su Lago di Como, ed una delle tappe fisse, è appunto la città che al lago dà il nome: Como. Como è una piccola cittadina con molta storia e da sempre importante grazie alla sua ubicazione proprio al confine con la Svizzera. Merita una visita il Museo della Seta, dove si può sapere di più sulla tradizione tessile della operosa cittadina lombarda, famosa, soprattutto in passato, per la produzione della seta. Inoltre Como è il luogo di nascita del razionalismo artistico ed architettonico italiano: qui infatti sorgono numerosi esempi di architettura razionalista come il Novocomum, la Casa Giuliani Frigerio e l’ex Casa del Fascio, tutti progettati dall’architetto italiano Giuseppe Terragni, nell’epoca del fascismo, quando questo tipo di architettura era in voga. Oltre all’architettura moderna a Como si può ammirare anche un’architettura meno recente: il Duomo di Como o il Palazzo Broletto, sede del comune di Come, ne sono un esempio. Un’altro monumento da vedere a Como è il Castello Baradello, eretto dal Barbarossa nel 1159. E per una passeggiata rilassata si può visitare Villa Olmo.

Bellaggio
Proprio sulla punta del promontorio che separa i due rami del Lago di Como, quello comasco appunto e quello lecchese, di trova una piccola cittadina, Bellaggio. Questo paesello si trova tra le profonde acque del lago ed i frondosi boschi di quercie, abeti, faggi e castagni. Bellaggio è una città di giardini, con numerosi parchi ed ampli spazi verdi (eccetto il centro storico), dove si possono trovare numerosi tipi di piante e perfino oliveti, dato il clima abbastanza mite, per queste latitudini, di cui gode Bellaggio. Questo fatto fa’ si che il miglior periodo per visitare questa cittadina del Lago di Como siano la primavera o l’estate, periodo in cui si può persino fare il bagno nel lago, se non si è troppo freddolosi! Il centro del paese è una piccola ed intricata successione di vicoli che si arrampicano sul promontorio fino ad arrivare alla punta Spartivento, l’estremità dove i due rami del lago si fondono in uno. E per un viaggio fuori dal tempo, visitate Villa Melzi o Villa Serbelloni ed i loro parchi, ammirando le azalee e i sentieri che serpeggiano nel verde, da dove potrete godere di suggestivi scorci sul lago.

Isola Comacina
L’Isola Comacina è una piccolissima isola che sorge nel bel mezzo del lago, nel ramo comasco, tra Argegno e la penisola di Lavedo. Quest’isola fu abitata fin dall’antichità e per questa ragione è considerata una delle aree archeologiche più importanti della Lombardia. Da sempre fu un importante centro della zona del Lario e qui furono combattute numerose battaglie in epoca medievale, fino ad essere rasa al suole dal Barbarossa e di conseguenza abbandonata per rimanere disabitata per un lungo periodo di circa 800 anni. Da qui il soprannome di “Pompei del Lario”. Attualmente qui si trova un buon ristorante, la “Locanda dell’isola”, dove fare un stop per degustare la cucina tipica dell’Isola Comacina, il cui ristorante non cambia il menu dal 1947 per mantenere rigorosamente la purezza della cucina tradizionale comacina.

Brunate
Fino dal 1894 una funicolare unisce la città di Como al piccolo borgo di Brunate, definito il “balcone del Lario” grazie alla sua privilegiata posizione in cima alla montagna che sovasta il ramo comasco del lago da dove appunto si può godere della miglior vista panoramica dello stesso come si stesse su un balcone. Il tragitto con la cremagliera di per sè è già un esperienza perché questo mezzo arranca sulle ripidissime pendici della montagna superando un dislivello di 500 metri con un percorso di poco più di 1 km ed una pendenza massima del 55%. Oltre alla vista sul lago da Brunate si può anche godere di una eccezionale vista sulle Alpi fin a poter scorgere persino il Monte Rosa nei giorni più limpidi.

Lecco
La città di Lecco è la seconda per importanza del Lago e da il nome al “suo” ramo del lago. Lecco è la città che ispirò Alessandro Manzoni per il suo capolavoro “I Promessi Sposi”. E questo si nota: qui si trovano la casa di Lucia, ad Olate, e la chiesa di Don Abbondio, sempre ad Olate. Inoltre a Lecco di trova il Museo Manzoniano, nella villa in cui lo scrittore passò la sua infanzia, il Duomo di Lecco o Basilica di San Nicolò, il Palazzo Bovara, sede del municipio, il ponte Azzone Visconti oppure l’antica piazza del Mercato o la Piazza del XX Settembre, oltre la Torre Viscontea.

Menaggio
Questo è uno dei centri principali del Lago di Como ed una delle referenze in quanto a turismo, visto che fin dall’800 fu sede delle vacanze estive di nobili famiglie comasche e milanesi. La cosa migliore di Menaggio è la sua spiaggia, oltre al lungolago. Inoltre da Menaggio, grazie alla sua strategica ubicazione, di può partire per numerose passeggiate e percorsi panoramici interessanti.

Cernobbio
Nato introno ad un piccole ed antico monastero cistercense, Cernobbio oggi è una delle più eleganti località turistiche della zona, un borgo caratteristico il cui centro storico è la Piazza del Risorgimento che si affaccia direttamente sul lago, e la cui zona è punteggiata da signorili e sontuose ville, come Villa Erba, Villa d’Este, oggi un hotel, Villa Bernasconi, in stile liberty, Villa Pizzo o Villa Fontanelle.

Varenna
La cittadina di Varenna, che si trova nel ramo lecchese, offre due cose da vedere sul Lago di Como: la passeggiata sul lungo lago ed il vicino Castello di Vezio. La passeggiata trascorre sotti i caratteristici portici ed è raccomandabile soprattuto per le coppiette. Il castello di Vezio si trova a circa 30 minuti a piedi dal centro di Varenna ed oltre al castello in se, offre spettacoli di falconeria ed una delle più belle viste panoramiche di questo ramo del Lago di Como.

Cosa vedere sul Lago di Como se hai più tempo
Se si dispone di più giorni di relax sul lago, allora si possono visitare altri posti come: Villa Balbianello vicino a Ossuccio, Villa Carlotta a Tremezzo, Villa Monastero a Varenna, il Forte Montecchio e l’Abbazia di Piona a Colico, oppure raggiungere Pigra con la Funivia da Argengno.

Cosa Vedere in Liguria

Una regione suggestiva fatta di terra, mare, borghi antichi e prelibatezze di una cucina tipicamente ricca del posto. Questa è la Liguria, un luogo capace di regalare forti emozioni ai suoi abitanti e ai numerosi turisti che la popolano, stagione dopo stagione.

Cenni storici

I primi abitanti della regione, gli antichi liguri, si sistemarono sul litorale mediterraneo che va dal rodano all’arno. Successivamente, le migrazioni celtiche e le varie colonizzazioni per mano dei fenici, greci e c, andarono a rimpiazzarono i liguri. Le parole ligure e Liguria furono assegnate da vari popoli. Fautori furono i greci, seguiti subito dopo dai romani. Il significato dei termini è ben chiaro e poco positivo: luogo paludoso o acquitrino. In età classica i centri liguri più importanti erano genua, savo, vada, alba intemelium, alba ingaunum, lunae. Il periodo storico più significativo per la regione è il basso medioevo.

La storia ligure, in questo periodo, vede accrescersi soprattutto fuori la terraferma con episodi forse marginali per comprendere appieno l’evoluzione della regione. e’ certo che questa si sia sviluppata, a partire dalla prima crociata, attorno alle attività delle famiglie e degli alberghi soprattutto genovesi. Una grande forza economica, quella della repubblica marinara, che si manifestò con un impero coloniale dalle possenti basi politiche. Numerosi gli esploratori liguri che si distinsero nella storia: i fratelli vivaldi, leon pancaldo, lanzerotto malocello, antoniotto usodimare, sino all’ammiraglio andrea doria.

Genova riuscì a prendere il controllo della maggior parte della Liguria, fino alla caduta dell’ultima città libera nel 1528, savona nel dettaglio. Con carlo v sino al xvii secolo, il potere finanziario aumentò grazie ai banchieri genovesi e ai prestiti alla corona di spagna. Nel seicento, però, giunse una lunga decadenza fino alla rivoluzione industriale, momento della rinascita.

Con l’invasione francese delle truppe di napoleone nel 1797, la repubblica di Genova diventò repubblica ligure per essere poi annessa al territorio francese. Dopo la caduta di napoleone e l’effimera repubblica genovese del 1814, il congresso di vienna concordò l’annessione al regno di sardegna. Nel risorgimento, grazie proprio a liguri come giuseppe mazzini e goffredo mameli, si giunse poi alla nascita del regno d’italia.

Genova, il capoluogo

Genova, capoluogo della provincia di Genova e della regione Liguria, è la sesta città italiana per popolazione. Il suo porto è, riguardo al traffico mercantile, il più importante d’italia e uno dei maggiori del mare mediterraneo. Nel luglio 2006, l’unesco ha proclamato “patrimonio” una parte del centro storico di Genova – tra i più grandi d’europa. Il centro è articolato in un dedalo di piazzette e caruggi dal sapore medioevale ma sono ben visibili i successivi interventi dell’arte barocca.

Genova è famosa per il suo entroterra, come il parco naturale regionale del beigua, per opere infrastrutturali come l’acquario, il porto antico e la relativa marina. Negli anni ottanta ci furono una serie di opere di restauro su numerose chiese e palazzi della città. Tra questi ricordiamo la rinascimentale basilica di santa maria assunta, il cimitero monumentale di staglieno, nel quale riposano molti personaggi noti, fra i quali giuseppe mazzini, e il palazzo ducale, antica sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali.

Due i simboli di Genova: la lanterna, antico faro alto 117 mt, e la fontana di piazza de ferrari, protagonista di un recente restauro. Genova è conosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze artistiche e per tanti altri fattori. Primo su tutti, il pesto, condimento per primi piatti ma non solo a base di basilico, pinoli, aglio, formaggio pecorino e olio di oliva.

La città è stata anche la prima italiana ad aver dato i natali ad una squadra di calcio. Nel 1893, infatti, nacque la prima società calcistica, il genoa cricket and football club, abile nel conquistare 9 scudetti ed una coppa italia. Genova oggi ospita un’importante università che raccoglie quasi tutte le facoltà, l’accademia ligustica di belle arti, il conservatorio musicale “niccolò paganini” e il quotidiano “il secolo xix” che ha una certa rilevanza anche sul piano nazionale.

Le cinque terre

Le cinque terre è uno dei sentieri italiani più celebri. Questi posti sono facilmente raggiungibili con il treno. Infatti i collegamenti con la stazione della spezia sono frequenti. Numerosi anche i collegamenti via mare. I sentieri possono essere percorsi a piedi. Citiamo il sentiero azzurro, da riomaggiore a monterosso che permette di immergersi nella macchia mediterranea attraverso i celebri vigneti senza mai perdere d’occhio il mare. Da la spezia sino a riomaggiore, il primo tratto di sentiero azzurro è la via dell’amore. Nata negli anni venti, è una passeggiata breve ma molto suggestiva, soprattutto per gli innamorati. verso corniglia, si arriva a punta bonfiglio.

Qui il sentiero diventa delle trasparenze marine grazie all’acqua cristallina dei mari. Si arriva poi a un ampio sentiero sopra gli spiaggioni di corniglia, che si raggiunge attraverso una scalinata oltre la ferrovia. Più movimentato il tratto verso vernazza tra spiagge, uliveti e fichi d’india.

Il tratto più lungo del sentiero azzurro inizia a vernazza e finisce a monterosso ed è una delle passeggiate più amate della zona dai turisti. Per i temerari, c’è la ripida salita del sentiero dieci, ovvero la sommità di punta mesco, un meraviglioso punto panoramico. Le cinque terre sono oggi tutelate dall’unesco e considerate patrimonio dell’umanità. Un patrimonio che necessita continuamente di un’adeguata manutenzione. L’accesso ai percorsi pedonali è regolata con un ticket d’ingresso.

I proventi sono destinati interamente alla cura del territorio e ai servizi logistici. esiste anche una card, la cinque terre card, con validità da uno a sette giorni che consente, oltre all’accesso ai sentieri, la visita ad altri spazi mussali: il museo dello sciacchetrà a manarola, il museo della memoria a riomaggiore, il centro di salagione delle acciughe e all’acquario virtuale di monterosso. e non meno importanti, gli sconti sui prodotti tipici acquistati nei centri di accoglienza da regalare, al ritorno dalla passeggiata, ad amici e parenti.

Musei

La Liguria è una regione caratterizzata dalla cultura per il male. e’ ovvio che la maggior parte dei suoi musei siano dedicati alla navigazione e alla storia della vita marinara. Le sedi di queste musei sono numerose e di qualità. vediamone alcuni.

Museo navale internazionale del ponente ligure
Nato nel 1980 a imperia, il museo fu fondato dal capitano flavio serafini. oggi si articola in 14 aree dedicate alle tecniche di navigazione e costruttive. Da non perdere, la sezione dedicata alla cantieristica in legno e ai maestri liguri del settore.
Museo navale romano di albenga
Il museo, sito ad alberga, nasce proprio da una nave. Al suo interno vi è una sezione di archeologia sottomarina allestita nel 1950. Tra i vari reperti, strumenti per la navigazione, armi e anfore. Galata museo del mare a Genova, il museo accoglie i suoi visitatori in oltre 6000 metri quadri di esposizione. Inaugurato nel 2004, anno di Genova capitale europea della cultura, il galata è oggi uno dei musei più visitati dai turisti. Fa parte anche del muma, il polo culturale che comprende castello d’albertis, museo navale di pegli e commenda di prè.
Museo navale di pegli
Sempre a Genova, il museo ha sede nella villa rinascimentale di andrea doria. Qui è possibile visitare le collezioni marittime genovesi a partire dall’xi secolo al novecento: reperti di archeologia sottomarina, carte nautiche e modelli navali.
Muvita
Situato ad arenzano, in una fabbrica del seicento interamente restaurata, il muvita dispone di una sezione interamente dedicata al caso haven, il più grave disastro da sversamento petrolifero che avvenne anni fa nel mediterraneo.
Museo civico marinaro gio bono ferrari
A camogli, il museo nacque nel 1938. oggi raccoglie strumenti di navigazione, documenti e oggetti spesso offerti dalle famiglie del luogo. Da visitare, le collezioni di quadri con i ritratti di velieri per arredare gli uffici.

Artigianato

Tanti sono i prodotti e le materie prime che gli esperti artigiani liguri modellano nei loro laboratori. Citiamo la ceramica, il vetro, la filigrana e vari tessuti, produzioni artigianali certamente di ottima qualità. I laboratori si concentrano soprattutto in alcuni comuni: campo ligure per la lavorazione della filigrana, altare per la produzione del vetro e la tessitura di damaschi e velluti a zoagli. La lavorazione della ceramica in Liguria partì già nel xv secolo.

Nel cinquecento i ceramisti albissolesi si riunirono in corporazione. erano dotati anche di uno statuto per tutelare la loro produzione. Quanto alla decorazione della ceramica, se nel xvi secolo il colore blu su sfondo bianco era il motivo dominante, nel seicento si comincia a prediligere un decoro in stile cinese caratterizzato da paesaggi e figure umane. Tipiche della produzione ottocentesca, invece, sono le decorazioni con un solo colore dominante, in particolar modo con il giallo. Il vetro si lavorò in Liguria fin dal x secolo. Posto d’eccezione è altare. La corporazione dei maestri vetrai permetteva poi anche di lavorare per i vari committenti stranieri. e nel 1495 vide la luce l’università del vetro. Attualmente gli artigiani di altare lavorano sulle trasparenze e sul vetro bianco.

Quello colorato è una specialità dei maestri di murano. L’arte della filigrana ha il suo centro a campo ligure. I maestri di questo settore sono specializzati nel creare eleganti gioielli con l’intreccio di sottili fili di metalli preziosi. Sempre a campo ligure vi è un museo della filigrana ove sono raccolte molteplici opere d’arte provenienti da tutto il mondo. Quanto ai tessuti e ai pizzi, la tradizione è nata ed è proseguita soprattutto nel tigullio. Due i centri storici di produzione: Genova e chiavari. I motivi decorativi utilizzati nella realizzazione dei pizzi sono particolari e tipici dell’arte islamica. Questi venivano insegnati alle donne dai marinai dopo lunghe spedizioni oltremare. Ancora oggi, sempre in Liguria, esistono scuole per imparare a creare e a lavorare il macramé.

Gastronomia

Come ogni regione, anche la Liguria ha dei piatti tipici. e i condimenti base della gastronomia ligure sono l’olio d’oliva, le erbe aromatiche e le verdure. Tra i primi protagonisti, citiamo i funghi. raccolti in abbondanza nei numerosi boschi di castagno della regione, si cucinano “alla genovese” , con patate, aglio e basilico, oppure si mangiano fritti. Focaccia e farinata sono invece tra i piatti più semplici della cultura gastronomica ligure. Fra i vari prodotti stagionali, si conoscono e si amano in tutta italia i frutti di bosco, le nocciole e i tartufi dell’entroterra.

Sulla costa invece, è possibile pescare dell’ottimo pesce. Molto apprezzati, infatti, sono i mitili della spezia, i crostacei e i tonni dei mari di camogli, imperia, monterosso e santa margherita ligure. Alassio poi, ha alcune specialità, come la bottarga e il mosciame di tonno. e per chi ama i primi piatti, spazio a pasta fresca come pansoti e trofie, pesto e le “frisciêu”, conosciute più comunemente come frittelle. Anche i dolci meritano attenzione. Tra i più noti, gli amaretti di sassello, i gobelletti di rapallo, i binoti del lagaccio e i canestrelli, tipici biscotti al burro.

Da provare, il pandolce genovese, un panettone fatto con burro, canditi e uva passa che è presente in molte case liguri il giorno di natale. La Liguria ha anche un’importante tradizione legata ai confetti. Sin dal xix secolo, la regione è stata ai primi posti per la produzione di confetti grazie ai confettieri genovesi che presero il nome di “nebulari” o “negiari”. Per finire, la lunga lista dei vini liguri. Numerosi sono i marchi doc riconosciuti: bianchetto della val polcevera, buzzetto di quiliano, cinque terre, colli di luni, coronata della val polcevera, granaccia di alicante e tanti altri ancora. Ma, accanto ai vini doc, vi sono anche altre produzioni non meno importanti: il barbarossa, il sarticola, l’albarola, il chiaretto del faro e il portofino.

Cosa Vedere in Friuli

Il Friuli Venezia Giulia è una regione italiana situata nel nord-est; confina a sud-ovest e ad ovest con il Veneto, a nord con l’Austria, ad est con la Slovenia mentre a sud è bagnata per la quasi totalità dal mar Adriatico. La popolazione dell’intera regione è di circa 1.2 milioni di abitanti ed il capoluogo della regione è Trieste che è affacciato sull’omonimo golfo. In questo articolo vogliamo presentarvi alcune vacanze tipo che potreste voler trascorrere proprio in questa regione, senza però evitare di descrivervi la geografia della regione e la sua storia.

Storia

Se volete conoscere a fondo un territorio, comprenderne meglio le usanze, le tradizioni, allora non potete fare a meno che informarvi riguardo alle vicissitudini storico-culturali che lo hanno interessato. La storia della regione Friuli Venezia Giulia è veramente molto recente; abbiamo già accennato che l’unificazione è avvenuta a seguito della seconda guerra mondiale e più precisamente nel 1954 quando, finalmente, Trieste ritornò a far parte del territorio italiano.

La nascita di questa regione unica ebbe inizio nel 1947 quando, nel mese di settembre, venne istituito il TLT ovvero Territorio Libero di Trieste, il quale comprendeva oltre alla cittadina di Trieste e la sua periferia, anche il Capodistria. Il TLT era destinato a diventare un vero e proprio piccolo stato a se, o meglio, controllato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Si capì però ben presto che non era interesse ne italiano ne jugoslavo che ciò avvenisse e quindi, a partire dal 1954 il TLT venne diviso in due zone che furono assegnate rispettivamente all’Italia (il territorio di Trieste) e alla Jugoslavia (il Capodistria).

Qualche anno più tardi lo stato italiano decise di unire la parte italiana del vecchio TLT con il territorio della regione Friuli al fine di creare un’unica, ben più grande, regione. Non dimentichiamoci che, alla luce del confine con ben due stati esteri (Austria a nord e Slovenia ad est), alla regione del Friuli Venezia Giulia è stata riconosciuta l’autonomia proprio come a Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige (per lo stesso motivo del Friuli Venezia Giulia) e Sicilia e Sardegna (in quanto regioni insulari).

Come spesso accade però, unire (o dividere) due territori che sono culturalmente (o politicamente, o ancora religiosamente) differenti può portare alla nascita di contrasti interi che possono sfociare in ribellioni, lotte, etc.. Possiamo dire che non è questo il caso del Friuli Venezia Giulia, tuttavia non possiamo non affermare che vi siano state nel corso dei decenni delle rivalità e delle frizioni tra il territorio di Udine (capoluogo del Friuli) e quello di Trieste (capoluogo della Venezia Giulia).

Geografia

Il Friuli Venezia Giulia, sorge proprio, come evidenzia il nome, dall’unione dei due territori del Friuli (che occupa circa il 90% del territorio totale della regione ed il cui capoluogo amministrativo è Udine) e della Venezia Giulia che è stata annessa al territorio italiano solamente alla conclusione della seconda guerra mondiale.

E’ tuttavia difficile stabilire con precisione quale sia l’esatto confine tra il territorio del Friuli e quello della Venezia Giulia infatti, seppur convenzionalmente si consideri il fiume Timavo (che segnava il confine del Friuli prima dell’annessione della Venezia Giulia) come spartiacque tra le due zone, molti, soprattutto gli abitanti a sinistra del ben più noto fiume Isonzo, considerano che sia proprio questo il confine tra Friuli e Venezia Giulia; gli estranei a questa “disputa” la considerano di poca importanza ma tuttavia questa rivalità è molto sentita dai residenti.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione più ad est del territorio italiano, è la regione dove termina l’arco alpino che inizia dal basso Piemonte e possiamo quindi immaginare come il territorio di questa regione sia in buona parte interessato da significativi rilievi montuosi. Circa il 43% del territorio è infatti montuoso (occupato per la maggior parte dalle Alpi Carniche e dalle Alpi Giulie) mentre la rimanente percentuale si divide tra pianura (quasi il 40%) e colline (poco meno del 20%); non dobbiamo dimenticarci di quella piccola, seppur significativa, percentuale di acqua che è costituita dal Mar Adriatico che lambisce le coste meridionali della regione per quasi tutta la sua estensione.

Morfologia del territorio

Il Friuli-Venezia Giulia è situata nell’estremo nord-est del paese. Per la sua posizione geografica di frontiera, ma anche per tutelare le sue particolari caratteristiche culturali, tra cui la lingua friulana (parlata da circa 700.000 persone e ritenuta dagli studiosi una vera e propria lingua a sé) e quella slovena (della quale nelle province di Gorizia e di Trieste lo stato italiano assicura l’uso ufficiale), il Friuli-Venezia Giulia costituisce, una regione ad amministrazione autonoma.

Il doppio nome dato alla regione, istituita nel 1948, riflette le diverse anime storiche di questo territorio di frontiera. Il nome Friuli deriva, come si è detto, da Forum Iulii, centro fondato da Giulio Cesare e divenuto capoluogo della Regio X, denominata Venetia et Histria. Fu solo dopo la caduta dell’impero romano che il toponimo della città venne esteso all’intera regione, compresa tra i fiumi Livenza e Timavo, le Alpi Carniche e Giulie, e il mare Adriatico. Sono ben 800 le grotte accertate del Carso triestino, il quale, insieme al Carso di Doberdò, costituisce la parte della regione carsica rimasta al Friuli-Venezia Giulia dopo la seconda guerra mondiale. I confini precisi e i caratteri geografici del Carso italiano sono descritti nel brano che segue, tratto dalla Guida Rossa Friuli-Venezia Giulia del Touring Club Italiano.

Al Friuli-Venezia Giulia oggi compete solo una piccola parte del Basso Carso: il Carso di Doberdò o Monfalconese, fra la pianura isontina, la piana del Timavo e il vallone Goriziano, e il Carso Triestino, fra quest’ultimo e il solco della Rosandra ad est, con un affaccio diretto al mare nel settore nord-ovest (baia di Sistiana), mentre a sud-est è orlato dalle colline arenaceo-marnose.

Si tratta di bassi altopiani cretacei spianati dall’abrasione marina e dall’erosione carsica, dove i fenomeni carsici sono particolarmente intensi tanto da costituire un raro patrimonio naturalistico di grande interesse scientifico, richiedente un’opportuna tutela. Il Carso di Doberdò che ha anche un valore storico per i campi di battaglia della prima guerra mondiale (ospita sulle sue pendici il Cimitero monumentale di Redipuglia e conserva i resti delle trincee), è caratterizzato dalla presenza del laghetto di Doberdò (bacino di trapasso della falda carsica, con profondità e superficie variabili), mentre quelli minori sono stati prosciugati.

Il Carso Triestino (Monte Cocusso, 667 metri) degrada lentamente da sud-est a nord-ovest sulla direttrice dell’antico corso del Timavo, che ora scorre nelle sue viscere e può essere raggiunto a 329 metri di profondità nell’abisso di Trebiciano. Lungo l’impluvio del paleosolco si aprono le più grandi doline che comunicano con il reticolo sotterraneo delle grotte. Tra le 800 grotte segnate nel catasto emerge la Grotta Gigante (presso il borgo omonimo), vasta sala alta 115 metri, attrezzata per le visite turistiche. In alcune grotte sono state rinvenute importanti stazioni preistoriche, come nella Grotta Azzurra di Samatorza, nelle grotte Pocala e del Pettirosso di Aurisina, nella Grotta dell’Orso di Gabrovizza.

Fenomeno unico e spettacolare sono le risorgive del Timavo, che dopo circa 55 chilometri di corso superficiale e altri 40 chilometri di corso sotterraneo, in gran parte sconosciuto, riaffiora da 6 polle presso San Giovanni di Duino, dando luogo a tre rami fluviali.

Arte e cultura

Siete persone appassionate della cultura, per voi vacanza non significa divertimento? O meglio, per voi vacanza significa divertimento pacato, estati e fascino scoprendo la cultura di una città? Il Friuli Venezia Giulia è in grado di offrirvi anche tutto questo.

La regione è stata contesa e occupata da molte differenti popolazioni, ognuna delle quali ha contribuito allo sviluppo culturale del territorio seguendo una determinata linea. Proprio questo, a nostro parere, può rendere affascinante un luogo: l’incontro di diverse, e magari contrastanti, culture in un unico luogo, culture che mischiandosi si elevano di valore. Quali sono queste culture diverse che si sono succedute nella storia del Friuli Venezia Giulia? Basti pensare che questo territorio è stato occupato, durante tutti i secoli, dai Celti, dai Romani, dai Longobardi, e ancora dalla Repubblica di Venezia e dagli Asburgo.

Questo indubbiamente ha reso le città affascinanti ed evocatrici di altri tempi; volete un esempio? Provate a passeggiare per le strade di Trieste, andate a visitare il Borgo Teresiano dove riconoscerete inevitabilmente lo stile architettonico tipico di Vienna, entrate in uno dei numerosi tipici caffè ed assaporatene l’aria mitteleuropea; oppure ancora immaginate di tornare indietro di un secolo e percorrere le stesse strade che venivano percorse quotidianamente da veri e propri geni della letteratura, Svevo e Joyce.

E la gita a Trieste potrebbe portarvi fino al vicinissimo Castello di Miramare, assolutamente splendido nella sua posizione e nelle sue linee e dalla storia tanto travagliata quando intrigante. Ma Friuli Venezia Giulia non è solo Trieste; Friuli Venezia Giulia è ad esempio Udine, una città ricca di piazze, una città con una bellissima Torre dell’Orologio, una città che riuscirà ad incantarvi grazie agli affreschi di Tiepolo custoditi nel Palazzo Arcivescovile.

Il vostro giro per la regione potrebbe portarvi poi a Pordenone, con i suoi numerosi palazzi cinquecenteschi o le sue chiese romaniche, o ancora gli edifici in stile gotico e barocco; se ancora non ne avete abbastanza, soggiornate a Gorizia, un’elegantissima città che richiama gli stili del nord-est europeo e risente significativamente del suo confine con lo stato della Slovenia; qui potrete assistere all’incontro, allo scambio e alla fusione di due diverse culture, osservabili attraverso gli edifici, le vie, i monumenti..
Il Friuli Venezia Giulia vi offre davvero un’esperienza indimenticabile tutta da vivere che vi renderà più felici, più tolleranti, più comprensivi e soprattutto ricchi di una splendida esperienza personale.

La montagna friulana

Più del 42% del territorio del Friuli-Venezia Giulia è occupato da montagne, che si snodano nella lunga serie di cime e di vette delle Alpi Carniche e Giulie per scendere poi dolcemente verso il mare con le relative Prealpi e con la zona del Carso, un altopiano segnato profondamente da doline, grotte, inghiottitoi, fiumi sotterranei. La zona alpina vera e propria, corrugatasi precocemente e riconoscibile per la maggiore antichità dei terreni, la maggiore altimetria media, le forme addolcite da un più lungo modellamento e dall’azione più incisiva dei ghiacciai quaternari, nonché per altri caratteri climatici e fitogeografici, è costituita dalle Alpi Carniche, su cui corre lo spartiacque principale, e da un modesto settore delle Alpi Giulie.

Se la porzione montagnosa del Friuli-Venezia Giulia occupa gran parte della regione, di poco inferiore per estensione è l’area pianeggiante, che copre circa il 35% del territorio. Come la Pianura Padana, di cui costituisce la porzione più orientale, si divide tradizionalmente in alta e in bassa pianura, separate dalla caratteristica linea delle risorgive – sorgenti sotterranee che risalgono in superficie quando incontrano uno strato di suolo impermeabile. Nell’alta pianura, dove i terreni sono molto permeabili, le acque fluviali e piovane sono assorbite dalla coltre alluvionale e scendono in profondità, finché incontrano un letto impermeabile, formando un’imponente falda freatica, che può venir raggiunta dai pozzi con profonde trivellazioni.

La falda defluisce lentamente nel sottosuolo finché, con la diminuzione altimetrica dei terreni superficiali e l’esaurimento della coltre permeabile è costretta ad affiorare in una lunga serie di risorgive perenni (in friulano resultivis), caratterizzate da una temperatura costante sui 12 °C e da qualche oscillazione stagionale in rapporto con l’altezza della falda. Le acque di risorgiva, lente e copiose, tendono ad impaludare la zona di affluenza e alimentano alcuni corsi d’acqua che si gettano direttamente nelle lagune o rimpinguano gli alvei dei fiumi provenienti dalla montagna. La zona delle risorgive (corrispondenti ai fontanili padani) attraversa irregolarmente da ovest a est tutta la pianura friulana, raggiungendo il massimo sviluppo fra il Tagliamento e l’Isonzo, da Codroipo a Palmanova; essa divide due sezioni molto diverse per condizioni naturali, su cui si sono originate forme differenziate d’insediamento e di utilizzazione agraria.

L’alta pianura, a monte delle risorgive, presenta suoli piuttosto poveri e aridi, ricoperti da magre praterie (magredis), in cui l’insediamento e l’attività agricola erano condizionati dalla presenza dei pozzi o dalla derivazione delle rogge. Natura e divertimento Per l’appassionato di wilderness e natura il Friuli è ricco di risorse e località interessanti. Anzitutto le Alpi. L’amante della montagna potrà visitare lo splendido Parco Naturale delle Dolomiti Friulane imbattendosi in una natura selvaggia ed incontaminata, lungo percorsi segnati o semplicemente abbandonandosi al gusto dell’esplorazione. Le dolomiti friulane offrono interessanti percorsi d’arrampicata e consentono di immergersi in splendide foreste di conifere, o sostare nei pressi di laghi dalle acque cristalline.

Uno dei centri montani più importanti è Ravascletto, frequentato d’estate e d’inverno e vicino al bel Monte Zoncolan. Un incontro magico è quello con il lago di Sauris, dalle acque azzurre e trasparenti, che si raggiunge inoltrandosi in Carnia fin quasi al confine con il Veneto. Il lago è un piccolo gioiello incastonato tra verdi montagne, cinto dai comuni di Sauris di Sopra e Sauris di Sotto e nota località turistica.

Ma il Friuli è noto all’appassionato di montagna anche per le sue immense foreste. Su tutte, la foresta di Tarvisio (nei pressi dell’omonimo paese), estesa tra le Alpi Carniche e le Alpi Giulie e vicina al confine sloveno, ma anche il magnifico Bosco del Cansiglio, in parte in territorio veneto e popolato da faggi, abeti e larici. Tanti i sentieri segnati, percorribili a piedi, a cavallo o in mountain bike.

Il mare in Friuli comincia dalle distese lagunari e dalle dune di Lignano Sabbiadoro fino a raggiungere, passando per Grado e l’omonima laguna, le coste frastagliate del Carso. Lignano è notissima località balneare e blasonato centro di vita mondana. Situata su una piccola penisola, a poca distanza da Udine e Venezia, la cittadina ospita tra l’altro l’acquasplash, grande parco acquatico ricco di giochi d’acqua e divertenti giostre. Numerosi, nella regione, anche i centri termali; su tutti Grado, antico porto romano oggi ricco di stabilimenti termali, e Arta Terme, centro della Carnia da secoli celebre per le sue acque benefiche.

Turismo sportivo

State cercando la giusta vacanza che unisca divertimento, attività sportiva e natura? Il Friuli Venezia Giulia ha quello che state cercando. Vi offre moltissimi itinerari per chi ha voglia di essere protagonista in prima persona della propria vacanza, per chi vuole vivere in modo originale ciò che la regione, con la sua natura, vi mette a disposizione. Volete praticare qualche sport? Avrete l’imbarazzo della scelta: in estate potete fare trekking o mountain bike in alta quota, e ancora sui monti arrampicata o parapendio; se invece siete amanti dell’acqua potete invece praticare pesca, nuoto, windsurf e davvero tanto altro ancora.

Passare un’estate in Friuli Venezia Giulia significa assistere ad uno spettacolo di natura a tratti aspra e selvaggia dove poter praticare trekking, dove ammirare panorami e luoghi paradisiaci, quasi fuori dal mondo ma ricchi di suggestione. Tutto ciò che la natura può offrirvi, lo troverete durante le vostre passeggiate che diventeranno così assolutamente indimenticabili.

Se amate invece le forti emozioni, dovreste sapere che il Friuli Venezia Giulia è ricco di torrenti che vengono navigati sui gommoncini o sulle canoe e se invece all’acqua preferite l’aria non vi resta che lanciarvi con un parapendio o un deltaplano da una delle vette di questa regione e sorvolare verdi pascoli e paesaggi visibili solo dall’alto. E se si avvicina la stagione invernale il Friuli Venezia Giulia vi offre centinaia di chilometri di piste innevate adatte a sciatori di tutti i livelli, per praticare sci da discesa, sci da fondo o ancora motoslitta, e molto altro!

Ma se lo sci non vi soddisfa a sufficienza allora potrete trovare decine di attività stravaganti sulla neve come per esempio ice-climbing, sleddog, passeggiate con le ciaspole (le racchette da neve), snowboard, freeride , curling, pattinaggio su ghiaccio… Rimarrete davvero affascinati dalla miriade di offerte che potrete trovare in Friuli per soddisfare qualsiasi vostra esigenza e per rimanere il più possibile a contatto con paesaggi mozzafiato.

Se poi l’attività sportiva vi mette appetito allora vi farete tentare dalla tradizione culinaria del Friuli Venezia Giulia, ricca di profumi, aromi, ingredienti e prodotti unici nel loro genere; giusto per citarvi qualche prodotto potreste assaggiare il prosciutto di Sauris, oppure quello di San Daniele o ancora i bianchi del Collio. Il fascino è assicurato e la vostra vacanza sarà resa ancora più suggestiva dalle numerosissime manifestazioni rievocative dei modi e dei costumi di un tempo.

Turismo nautico

Per voi la vacanza significa acqua, mare, spiaggia e divertimento? Non c’è nessun problema in Friuli Venezia Giulia. Tutto ciò che desiderate lo troverete esattamente come lo immaginate. La regione infatti, nella sua costa meridionale, è per la sua quasi totalità bagnata dalle splendide acque del mar Adriatico ma questo non basta a rendere unico il vostro soggiorno; ci pensano quindi un’affascinante costa a tratti a picco sul mare e a tratti lunga, bassa e sabbiosa e una vastissima offerta di attività praticabili durante la vostra vacanza.

Città come Lignano Sabbiadoro e Grado vi offrono spiagge di sabbia dorata e fondali piatti e adatti a persone di tutte le età, dai bambini piccoli agli anziani; e così le spiagge sono adatte per molteplici attività che vanno dal riposo su un lettino, magari mentre ci viene fatto un massaggio, ad avvincenti partite con gli amici a beach volley.

Se però preferite vivere il mare da una barca, allora vorrete sicuramente visitare la laguna di Marano oppure osservare la splendida costa di Trieste che è ricca di insenature nascoste o promontori che scendono a picco sul mare. Se poi siete amanti della vela questo potrebbe essere il vostro paradiso, sia per navigare, per coloro i quali possiedono grosse imbarcazioni a vela, ma anche per diversi per chi pratica vela su piccole barchette oppure chi ama il windsurf; sarete aiutati e sostenuti dalla famosissima bora che, seppur fredda e ritenuta fastidiosa dai più, è parte integrante di questo territorio e contribuisce quindi a renderlo unico nel suo genere.

Se vi piacerebbe poter praticare tutto questo ma non ne avete la necessaria esperienza, non avete di che preoccuparvi; esperti istruttori, di qualsiasi disciplina (vela, wind-surf, kite-surf, ecc..) vi assisteranno e vi guideranno, facendovi imparare tutti i segreti che volete scoprire per vivere anche voi le stesse emozioni.

Terme

Vacanza non significa per tutti attività sportiva e movimento, infatti moltissimi considerano la vacanza alla stregua di un momento di relax, in cui il corpo necessiti di ritemprarsi attraverso trattamenti di benessere fisico e mentale.
La regione Friuli Venezia Giulia offre centri termali di ottimo livello situati nei pressi del mare oppure in montagna; proprio questa bella peculiarità rende unica l’offera di questa regione. I trattamenti sono diversificati a seconda del centro termale scelto in quanto alcuni trattamenti tipici dei monti possono non trovarsi nelle terme di una località balneare e viceversa ma tutti hanno sicuramente un denominatore comune, la raffinatezza e la cura nei trattamenti.

In un centro termale del Friuli Venezia Giulia potrete trovare trattamenti per la vostra salute, per il vostro corpo e per la vostra mente: dai bagni termali nelle piscine, a tonificanti idromassaggi, bagni nel fieno, oppure ancora massaggi, bagno turco, saune e molto molto altro ancora. Ma se non è vostra intenzione spendere un’intera vacanza in un centro termale ecco allora che la quasi totalità degli alberghi del Friuli Venezia Giulia vi mette a disposizione delle vere e proprie beauty farm interne per coniugare ad esempio la vostra vacanza all’insegna dello sport o all’insegna della cultura, con alcune ore di rilassanti massaggi o aromatici e cromatici bagni turchi.

Per chi volesse invece, come parlavamo prima, trascorrere la vacanza in un vero e proprio centro termale, vi indichiamo qui di seguito quelli che sono i tre centri termali più famosi e rinomati della regione. Senza dubbio il primo possono essere le Terme di Grado che, pensate, erano già esistenti e molto conosciute all’epoca dell’impero austro-ungarico. Le Terme di Grado vi offrono, oltre alle acque termali e piscine d’acqua salta, anche sabbiature ma queste sono solo alcune delle loro offerte.

Come secondo centro termale possiamo indicarvi le Terme di Lignano le quali sono molto specializzate nella cura dell’estetica e del corpo ma ciò non toglie che potrete rilassarvi grazie ai bagni termali e alle loro altre numerose offerte.
Infine, ma assolutamente non di minor importanza, vi consigliamo di visitare Arta Terme, che si trova in Carnia, dove, i trattamenti con le acque termali si uniscono in un perfetto connubio con un clima ed un’aria assolutamente salutari.

Regione

Il Friuli Venezia Giulia, la regione più ad est del Nord Italia, si estende per 7845 km² e confina con la Slovenia e l’Austria. E’ una delle cinque regioni italiane definite “autonome a statuto speciale”; conta 4 province (Gorizia, Pordenone, Udine e Trieste) e 219 comuni. Il suo nome deriva dall’incontro tra le due regioni in cui era un tempo diviso il territorio: la regione del Friuli, appunto, e quella della Venezia Giulia, molto più piccola e di recente annessione.

Il territorio del Friuli Venezia Giulia è prevalentemente composto da rilievi, che includono le Alpi Carniche, le Alpi Giulie, le Prealpi Carniche e Giulie. Il monte Coglians, con i suoi 2780 metri è la cima più alta, seguito dalla Cima dei Preti, alta 2703 m. Il restante territorio regionale comprende la pianura friulana, bagnata dai fiumi Tagliamento ed Isonzo (i maggiori della regione), dove sono situati i maggiori nuclei abitativi, parte della laguna veneta e la zona del Carso nei pressi di Trieste. Il clima è variabile a seconda della zona interessata, in generale comunque molto piovoso ed alpino sui rilievi.

La storia del Friuli comincia con i primi insediamenti paleoveneti e celtici. La regione fu conquistata dai Romani che vi fondarono, nel II sec. a.c., la città di Aquileia, della quale ancora oggi si conservano le rovine del foro e dell’anfiteatro.

Il nome della regione, Friuli, deriva da Forum Iulii, una colonia alla quale oggi corrisponde la città di Cividale del Friuli. Anche lo stemma, su cui troneggia un’aquila, è di chiara matrice romana. Nel V sec. la regione venne invasa da Visigoti, Unni,Ostrogoti e Longobardi, per poi entrare a far parte, nel XV sec., della Repubblica di Venezia. In seguito, dopo essere passata in mani asburgiche e napoleoniche, nel 1866 le zone di Udine e Pordenone vedranno finalmente la loro annessione all’Italia. Nel 1918 anche il Friuli orientale entrerà a far parte della penisola, mentre alla città di Trieste toccherà soltanto diversi anni dopo.

Il Friuli è una regione piena di attrattive, sia per l’appassionato di natura che per il cultore di beni storici ed artistici.

Trieste
Capoluogo di Regione e provincia, con i suoi circa 219.000 abitanti Trieste è la città più grande del Friuli ma anche importante snodo commerciale e porto industriale molto attivo. La città è collocata in posizione strategica al confine con la Slovenia e affacciata sull’omonimo splendido golfo, alle pendici del suggestivo altopiano del Carso.

Trieste era una colonia romana fondata nel I sec. a.c. Il suo antico nome, Tergeste, deriva da terg, che vuol dire mercato, a testimonianza della vocazione che sin da allora la città esprimeva. Soltanto nel 1975, con l’accordo di Osimo, Trieste diverrà a tutti gli effetti italiana dopo una serie di vicende che la vedranno più volte contesa. Attualmente Trieste è sede di una prestigiosa università, e conserva numerose testimonianze storiche ed artistiche di valore. E’ spesso agli onori delle cronache per il vento caratteristico che qui soffia, la bora, in grado di raggiungere i 150 km/h.

Una visita alla città può prendere il via da Piazza Unità d’Italia, la più grande piazza italiana direttamente affacciata sul mare, ed abbracciare i luoghi di maggior interesse del centro storico, come il Municipio, la fontana dei Quattro Continenti, il neoclassico Palazzo Carciotti o la suggestiva chiesa ortodossa di San Spiridione. Da Piazza della Borsa possiamo invece incontrare il maestoso Palazzo del Tergesteo, o il liberty di casa Bartoli, per chiudere l’itinerario con la Galleria del Tergesteo, sostando piacevolmente ai tavolini di uno dei tanti bar.

Da visitare anche la Basilica di San Giusto, patrono cittadino, fusione delle due basiliche romaniche dell’Assunta e di San Giusto, arricchita al suo interno da affreschi e mosaici. Infine, il Castello di S. Giusto, realizzato su una vecchia rocca fortificata e dal quale si gode di un magnifico panorama sull’intera città. Ospita il Museo civico del Castello, con un’ampia collezione di armi.

Per quel che riguarda la gastronomia, la cucina triestina risente dell’influenza slava, orientale,austriaca, ebraica, veneziana. Si incontrano dunque piatti a base di pesce, di carne, vini autoctoni come il Rosso del Carso, ed un utilizzo abbondante degli aromi.

Il castello di miramare e i dintorni
Il luogo più suggestivo della città è indubbiamente il Castello di Miramare (Miramar), con annessi parco e riserva marina. Affacciato sul golfo di Trieste, fu progettato da Carl Junker e costruito tra il 1856 ed il 1860, ed ospita attualmente numerosi eventi mondani e culturali. Nel suo ampio parco sono numerose specie arboree, molte di origine tropicale, ed il Castelletto, vecchia alcova di Massimiliano d’Asburgo e consorte. Massimiliano era il fratello dell’Imperatore Austriaco, e scelse di battezzare Miramar il castello ispirandosi a Ferdinando di Sassonia, la cui residenza aveva lo stesso nome.

Diverse sculture abitano i numerosi viali, che si snodano in molteplici percorsi. Uno di questi conduce alle scuderie, che attualmente ospitano mostre fotografiche e d’arte. Le stanze, gli arredi, le decorazioni, possono essere ammirate visitando gli appartamenti. Molto suggestiva la sala dell’ascolto della musica o la sala del trono, destinata agli ospiti. L’atmosfera delle sale è ancora sorprendentemente intatta, per rievocare lo spirito del tempo che fu, lasciando quasi inalterata la disposizione degli arredi (tra di essi, dipinti di Rembrandt e del Tintoretto).

La riserva marina di Miramare include le scogliere nei pressi del Castello, rivestite da cipressi, lecci ed altre essenze mediterranee, ed i fondali, abitati da numerose specie di pesci, molluschi e crostacei. Si estende per circa 30 ettari, ed è dotata di un centro visite.

Nei pressi della città suggeriamo inoltre una visita agli altopiani del Carso, dove è possibile incontrare un’ampia varietà di fenomeni geologici. Doline, inghiottitoi, grotte, cavità naturali, si susseguono a formare un ambiente suggestivo e incontaminato. Da non perdere la Grotta Gigante, lunga 280 metri e caratterizzata da impressionanti stalattiti e stalagmiti. La grotta ospita anche un piccolo museo speleologico, visitabile all’ingresso. Ancora, il Giardino Botanico (la Carsiana di Sgonico) presenta le più importanti specie vegetali del Carso nei loro ambienti naturali di riferimento.

Udine
Seconda grande città del Friuli, da alcuni considerata la sua effettiva capitale, Udine è situata nella pianura friulana tra il Tagliamento e l’Isonzo, e conta circa 96.000 abitanti. E’ nel medioevo che conosce le prime fortune, divenendo importante nucleo mercantile con il patriarca Bertoldo di Andechs. Nel 1866 viene annessa al Regno d’Italia, ed in seguito è teatro di numerosi scontri armati durante la 2ª guerra mondiale.

Attualmente la città è un fervente centro industriale, ricco di monumenti e palazzi di interesse storico. L’edificio più noto e visibile da più punti è indubbiamente il Castello, costruito nel XVI sec. su un vecchio castello dei patriarchi di Aquileia. Al suo interno è il Museo Civico e la Pinacoteca. Il Museo civico fu inaugurato nel 1866 ed include sezioni archeologiche ed artistiche, con dipinti di Caravaggio, Carpaccio, Tiepolo. Ospita anche una Galleria d’Arte Moderna e un Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, che include opere di Durer e di noti artisti veneti.

Un’altra caratteristica della città sono i numerosi edifici in stile gotico veneziano, risalenti soprattutto al sec. XV o XVI. Ne è tipico esempio la Loggia del Lionello e soprattutto la bella Piazza Libertà, collocata sotto il Castello e dominata dalla Torre dell’Orologio (con la nota scultura dei due mori che circondano una campana centrale), edificata nel 1527. Nella piazza, la fontana di Ercole e Caco e le colonne con il leone Marciano completano una splendida e suggestiva cornice.

Tra le chiese, la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, il maggior edificio religioso di Udine, arricchito dagli affreschi del Tiepolo nella cappella del Santissimo, e la Chiesa di Santa Maria in Castello. Diversi anche i palazzi storici, tra cui il Palazzo del Comune ed il Palazzo Arcivescovile, anch’esso affrescato dal Tiepolo. Udine è una città tranquilla, piacevole, vi si passeggia comodamente e si gusta una cucina sobria e genuina, a base di riso, polenta, affettati e vini di qualità.

Altre città
Gli altri capoluoghi di provincia del Friuli sono Gorizia e Pordenone.

Gorizia, cittadina di confine, fu palcoscenico di travagliate vicende storiche, soprattutto legate alle due guerre mondiali. La città attualmente risulta divisa in Nova Gorica, la “parte” slovena, e l’italiana Gorizia. E’ attraversata dall’Isonzo, e dominata dalla mole dell’elegante castello, restaurato dopo i numerosi bombardamenti subiti e sede del Museo del Folklore e di una Pinacoteca. Da visitare Palazzo Attems-Petzenstein, edificato nel ’700 e abitualmente sede espositiva, Villa Coronini con l’adiacente ampio parco, e il borgo antico, con i palazzi storici, il Duomo e la chiesa di S.Ignazio, con interessanti affreschi sulla vita del santo.

Pordenone, tranquilla città costruita attorno al fiume Noncello, è ricca di palazzi storici come Palazzo Gregoris o Palazzo Ricchieri. La mole gotica del bel Palazzo Comunale e lo splendido Duomo di San Marco completano una visita che può essere accompagnata da piacevoli passeggiate nel centro storico o lungo Corso Vittorio Emanuele. A chiudere la visita, una puntata al Parco di San Valentino, adeguatamente attrezzato e luogo ideale per una sosta all’aria aperta. Tra i centri minori, segnaliamo:

Cividale del Friuli: Situata nella regione dei Colli Orientali, è ricca di monumenti dell’alto medioevo. Costruito sul vecchio foro romano, il Duomo rinascimentale ospita contributi di noti artisti, e nelle vicinanze si raggiungono il Museo Archeologico Nazionale e il tempietto longobardo, detto anche oratorio di S.Maria in Valle. Indispensabile anche una sosta al ponte del diavolo, cui è legata una leggenda popolare.

Aquileia: Nei pressi della laguna di Grado il piccolo centro di Aquileia ospita numerosi scavi archeologici, tra cui resti di una cripta e del foro romano. Ancora, una splendida basilica romanica ricca di pregevoli opere d’arte, e il museo paleocristiano con un vasto repertorio di mosaici, iscrizioni funebri ed altri reperti.

Tolmezzo: cittadina maggiore della Carnia, conta circa 10000 abitanti. Da visitare la Fabbrica Linussio e il Duomo, ma anche il Museo Carnico delle arti e tradizioni popolari al Palazzo Campeis.

Cosa Vedere in Basilicata

La Basilicata è una terra di antichissima origine, abitata fin dai tempi preistorici. Meta di numerosi insediamenti fu abitata in tempi diversi da Normanni, Lucani, Romani e Greci, e oggi è possibile trovare segni di queste passate civiltà che hanno apportato ognuna un proprio tocco di personalità. La Basilicata per questo ha un fascino tutto da scoprire. Leggi la guida per conoscerne le caratteristiche e come scegliere i migliori itinerari turistici della Basilicata in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Informazioni generali

La Basilicata, detta anche Lucania ha una popolazione di circa 600.000 abitanti. Il suo territorio è prevalentemente montuoso, e per questo si colloca tra i primi posti riguardo la produzione italiana di cereali: in particolare produce a volontà frumento, avena, orzo e granoturco. La gente che si reca in questa regione solitamente è alla ricerca di un doppio genere di vacanza: quella di tipo culturale e quella balneare.

La presenza di città con anni di storia alle spalle, le dominazioni greche e romane attirano infatti molte persone appassionate di arte e cultura, mentre chi ama soprattutto il mare e le regioni costiere trova in Basilicata il suo habitat ideale. Per la conformità del territorio, che in passato ha reso difficili gli spostamenti, questa regione non è dotata di un aeroporto, ma è raggiungibile senza problemi in treno. La regione è ricca di parchi naturali e di riserve che restano ancora integri e salvaguardati.

Visitare La Basilicata permette di godere di meravigliosi paesaggi, sia di montagna che di mare, di conciliare una vacanza sportiva, culturale e all’insegna del relax. Non tutte le regioni riescono ad offrire tanto ai loro visitatori, specialmente date le sue modeste dimensioni (9.992 kmq). La gente ( come in gran parte delle regioni meridionali ) è molto calorosa e sicuramente trascorrerete una vacanza indimenticabile!

Tra i più importanti citiamo il Parco Nazionale del Pollino, il Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, la Riserva Statale Rubbio e il Parco archeologico storico naturale delle Chiese Rupestri del Materano. Diffusi anche i siti archeologici, come anche i musei, tra cui ricordiamo il Museo archeologico nazionale della Basilicata, il Museo delle Antiche Genti di Lucania e il Museo archeologico di Potenza, capoluogo della regione.

I sassi di matera

La città di Matera è famosa per i suoi caratteristici sassi, che sono dei veri e propri scavi sulla roccia che vengono utilizzati per costruirci i vari quartieri della città. La roccia scavata è di un particolare materiale, molto malleabile e per questo facilmente scavabile, detto calcarenite. Questa abitudine a scavare in tal genere di rocce si fa risalire fino all’epoca paleolitica.

I primi scavi furono fatti per ovviare al problema della siccità; essendo infatti la Basilicata una regione nella quale piove poco, gli scavi permettevano di costruire vere e proprie cisterne che servivano a conservare l’acqua piovana e ad utilizzarla nei momenti di maggior bisogno. Grazie ai sempre più numerosi scavi, molte grotte sono state costruite in modo da risultare comunicanti tra loro, e proprio queste costituivano le dimore degli abitanti di Matera più primitivi.

Purtroppo questo particolare patrimonio unico al mondo oggi è un po’ in declino, essendo stato trascurato per parecchi anni dalle gravi mancanze delle politiche locali, nonché nazionali, anche se ultimamente si è rivalutato il valore storico di tali costruzione e si tenta di salvaguardarli al meglio. Secondo alcuni progetti nel giro di qualche anno i sassi diventeranno parte integrante della città di Matera e saranno utilizzati come musei storici e attività commerciali, come ristoranti o alberghi.

Dal 1999, quindi, i sassi di Matera sono riconosciuti dall’ UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’ Umanità. Tra i luoghi più caratteristici della città di Matera ne elenchiamo alcuni che sono davvero eccezionali e che meritano una visita da chi si appresta a conoscere la Basilicata: la Civita, il Duomo, il Rione Castelvecchio, il museo diocesano, le tante torri, il sasso Caveoso che si trova proprio a sud della Civita, con la sua splendida parrocchia di San Pietro Caveoso e infine il sasso Barisano.

Cosa vedere

Le province di Potenza e quella di Matera offrono agli sportivi splendidi impianti in cui potersi dilettare con gli sport che preferiscono. A Pignola troviamo un ottimo impianto sciistico, mentre a Trecchina un moderno Kartodromo, con una pista lunga 655 m. Maratea è particolarmente indicata ai giovani o a chi ama la vita notturna: offre infatti numerose discoteche, pub, negozi e gelaterie ed è molto frequentata dai giovani.

Sul lago Senise è stato recentemente costruito un impianto sportivo che attira tanta gente e in cui è possibile praticare numerosi sport, tra cui tennis, calcio, pallavolo, ma anche sport acquatici come canoa e vela. Nella provincia di Matera, in particolare a Bernalda- Metaponto, troviamo splendidi campi da golf; per gli appassionati e per chi vuole dilettarsi in questo sport, ci sono 18 buche sparse in una cornice meravigliosa circondati da alberi e da tanta vegetazione.

Eventi

Tra gli eventi e le ricorrenze ricordiamo solo alcune tra le più importanti. In realtà ogni anno in Basilicata si svolgono moltissimi eventi che fanno in modo da rendere questa regione particolarmente attiva ed energica. L’ultimo fine settimana di ogni agosto si svolge a Potenza la sagra del baccalà, che offre la possibilità di assaporare questo alimento preparato in diversi modi.

A Sarconi viene celebrata la sagra del fagiolo, sempre nel mese di agosto. Sempre nella provincia di Potenza si tengono ogni ottobre la sagra della castagna e la vendemmia, mentre ad agosto un evento da non perdere è la festa sotto le stelle, in cui vengono esposti tutti i prodotti tipici della Basilicata, nonché prodotti di artigianato locale, musiche e filmati della storia di questa regione. Nello stesso periodo si celebra anche la sagra del fagiolo e quella del cinghiale.

A Potenza si celebra il 29 maggio di ogni anno, in occasione della festa del patrono, la sfilata dei turchi, manifestazione antichissima e considerata la più importante e suggestiva della provincia. Da circa 16 anni nelle domeniche di settembre, a pochi km da Potenza si radunano i migliori maestri pirotecnici per mostrare uno spettacolo incantevole di fuochi d’artificio.

In provincia di Matera, gli eventi più rappresentativi sono la festa dedicata ai vini e agli oli, che si svolge nel mese di novembre e in cui è possibile assaporare le delizie più tipiche della regione. Imperdibile anche il carnevale di Tricarico, divertente ed unico nel suo genere. Tra le manifestazione strettamente culturali non mancano ogni anno le celebrazioni letterarie dedicate alla poesia e agli artisti locali.

Prodotti tipici

Il piatto tipicamente cucinato e più apprezzato qui in Lucania è la pasta con il ragù. Tra i tipi di pasta più utilizzati abbiamo i minnicchi e gli strascinati. Tipici di Matera anche le famose orecchiette, con agnello, formaggio pecorino e salsa o in alternativa con le cime di rapa. Solitamente per i secondi piatti si prediligono le carni bianche, quelle di ovino, il coniglio e l’agnello, accompagnate da verdure e da spezie, in modo particolare dal peperoncino, buonissimo e diffusissimo in molti piatti. Un’altra specialità della zone sono pure i peperoni “cruschi” cioè croccanti, preparati in modo tale da risultare davvero squisiti e unici nel loro genere.

Ottimi per condirci la pasta. La luganeda, come fa ricordare il nome stesso è un tipo di salsiccia che prende proprio il suo nome da questa regione. Infine gli gnumiriddi, involtini di interiora, ottimi per chi apprezza le carni in toto. Molto apprezzati da tutti sono i formaggi di questa regione, preparati secondo le più antiche tradizioni locali. Ogni zona della Basilicata offre un’aroma, una spezia che la distingue dalle altre; tra i formaggi più conosciuti ci sono: il caciocavallo, il canestrato, il casieddu e il pecorino di Filiano. Infine i marucheddi, i fagioli borlotto e le ottime melenzane. Tra i pesci quello più apprezzato e valorizzato in questa regione è sicuramente il baccalà, preparato sia fritto che al forno, accompagnato da peperoni, patate e acciughe. Se desiderate gustare un tipico pranzo di questa regione non potete assolutamente perdere gli “strangolapreti alla potentina” , a base di maiale cotto con il vino e di buon pecorino.

Se nelle aeree più interne e di montagne i prodotti tipici sono castagne, salumi, frutti di bosco e miele, nelle zone più costiere troviamo una grande ed abbondante produzione di fragole,uva ed albicocche. Famosissime anche le olive, che vengono essiccate ed infornate. Prodotti in quasi tutta la regione anche ottimi vini e squisiti oli, che riescono ad esaltare e rendere speciali anche le ricette più semplici per il loro gusto raffinato ed intenso. Infine tra i dolci, imperdibili le ossa di morti, a base di anice e i calzoni con cioccolato e castagne.

Cosa Vedere in Puglia

Si tratta della regione più dinamica ed attiva del Sud. Si trova nella parte terminale orientale della penisola, confinante a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata. Il Mare Adriatico lambisce le sue coste orientali e settentrionali, mentre lo Ionio bagna il litorale meridionale. Gli abitanti della Puglia sono 4.079.251 suddivisi nelle province di Bari (capoluogo di regione), Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Barletta-Andria-Trani; quest’ultima provincia è di recente istituzione e non è ancora del tutto attiva.

Geografia

La conformazione della regione pugliese presenta un’esigua percentuale di territorio montuoso, solo l’1,5%, dato che le conferisce il primato di regione meno montuosa d’Italia. I rilievi più significativi sono il Monte Cornacchia (1152 m), che si trova nel subappenino Dauno, e il Monte Calvo (1055m), nel Gargano. Le pianure sono invece molto presenti in Puglia (53,3% del territorio), con l’incombente presenza del Tavoliere delle Puglie, che si estende dalla Capitanata, fino alla fascia costiera della Terra di Bari e alla Pianura del Salento. Si osservi infine il dato relativo alle colline (45,3%): esse si dividono tra il territorio delle Murge e quello delle serre salentine. L’idrografia del territorio è piuttosto scarsa; troviamo infatti fiumi poco abbondanti. Nessuno di essi è navigabile, ad eccezione del tratto finale del fiume Ofanto. I laghi di maggiore importanza sono quello di Lesina, di Varano e i laghi Alimini, tutti in prossimità della costa. Ricordiamo, a tal proposito, che la Puglia è la regione italiana con la più lunga estensione di territorio costiero, bagnato dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio. Essa presenta anche un altro primato: è infatti la regione più orientale d’Italia. Punta Palascìa, vicino Otranto, è l’estremità orientale della regione e dista solo 80 Km dall’Albania.

Fiumi, laghi e isole

A nord est della costa del Gargano, piuttosto al largo, si trovano le isole Tremiti, un importante arcipelago, ma possiamo trovare anche delle isole minori come le isole Cheradi, vicino alla città di Taranto, e l’isola di Sant’Andrea, davanti alle coste di Gallipoli. E’ importante ricordare che anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, posto a nord-est delle Tremiti, appartiene geograficamente al territorio pugliese, pur essendo amministrativamente dello stato Croato. Passando ad analizzare l’idrografia pugliese, possiamo in generale notare la povertà di corsi d’acqua superficiali, dovuta sia alla natura carsica del territorio, che alle limitate precipitazioni. I fiumi della Puglia sono per lo più brevi torrenti (alcuni esempi possono essere il Candelaro, il Cervaro, il Carapelle), ad eccezione dei fiumi Ofanto e Fortore, che però scorrono in questa regione solo per una parte del loro corso.
La scarsità dell’acqua nella regione ha spinto il Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia a costruire una diga sul fiume Fortore, nei pressi del confine con il Molise, che ha dato vita al lago artificiale di Occhito. Altri laghi della regione sono i laghi Alimini, lungo la costa in prossimità di Otranto, e quelli di Lesina e di Varano, nella parte settentrionale della costa del Gargano.

Le coste

In Puglia sono presenti lunghi tratti costieri, che arrivano ad un totale di 834 Km. Tale dato comprende anche il perimetro delle isole Tremiti. La balneabilità di tali spiagge si aggira, secondo dati del 2007, al 92,6%, dato corrispondente a circa 693 Km di costa. E’ evidente che la costa pugliese sia piuttosto varia e che alterni tratti sabbiosi ad aspre porzioni rocciose. L’intera parte delle coste ioniche, dal basso Salento fino ai confini con la Basilicata, presenta spiagge bianche circondate da ampie pinete, soprattutto nella zona a nord del golfo di Taranto. I lidi sabbiosi sono prevalenti anche a sud di Monopoli, fino alla città di Otranto, e nel litorale adriatico, anche se per questa zona è opportuno precisare che non è raro imbattersi in tratti di roccia. Una significativa alternanza è presente inoltre in Terra di Bari, anche se gli scogli sono di relativa entità, ad eccezione di Polignano a Mare, dove si impone uno sperone a strapiombo. Prevalentemente rocciose sono invece le coste del Gargano, con piccole insenature di lidi, mentre il litorale a sud di Manfredonia, fino a Barletta, è per lo più basso e sabbioso.

Clima

La caratteristica della regione è quella di possedere il tipico clima mediterraneo. Analizzando le temperature, possiamo notare che nelle zone costiere le estati si presentano calde e gli inverni piuttosto miti, mentre nel Subappennino Dauno, nel Gargano, e nell’Alta Murgia le estati sono più fresche e gli inverni maggiormente rigidi. Consultando le 10 stazioni meteorologiche della Puglia, notiamo come le medie temperature in gennaio si aggirino tra i 1,3° C di Monte Sant’Angelo e i 7,5° C di Santa Maria di Leuca, mentre le medie estive siano comprese tra i 24° C di Monte Sant’Angelo e i 30, 6° C di Foggia Amendola.
Passando ad indagare le precipitazioni, è importante ricordare come esse, in prevalenza piovose, siano piuttosto scarse e concentrate per lo più nelle stagioni tardo autunnali ed invernali. Nelle zone più interne tuttavia in inverno possono verificarsi precipitazioni a carattere nevoso. I valori medi della piovosità in Puglia si aggirano tra i 450 e i 650 mm annui, con particolare intensità in alcune zone, come il Subappennino Dauno e il versante adriatico del Salento.

Flora e fauna

Quali sono gli animali che compongono la fauna pugliese? Ai nostri giorni le specie più diffuse sono quelle del tasso, della volpe, dell’istrice, della talpa, della donnola e dello scoiattolo. Analizzando le varie zone è possibile notare che nelle aeree pianeggianti, come il Tavoliere delle Puglie, siano molto diffusi gli ovipari, come l’allodola, la calandra e la gallina prataiola. Le colline pugliesi, in particolare quelle delle Murge, sono invece popolate da animali quali i tordi, mentre nelle coste da segnalare è la presenza di marangoni. La testuggine terrestre, la lucertola, il geco e la vipera sono i rettili più comuni in Puglia, mentre per gli anfibi spiccano il tritone italiano e l’ululone. Si ricordi che le terre della Puglia ospitavano, fino ad alcuni secoli fa, anche grandi mammiferi, come il lupo, il cinghiale e il capriolo.
Per quello che riguarda la flora, protagonista assoluta di tale regione è la macchia mediterranea, presente soprattutto lungo le coste, con alberi ed arbusti resistenti al caldo e alla siccità.

Di rilevante importanza è anche l’olivo, diffuso in tutta la regione. Analizzando le varie zone spiccano nelle aree interne e nelle colline, ampi boschi, alternati a pascoli rocciosi. Essi, in primavera, presentano asfodeli in gran quantità, mentre in estate spiccano per importanza il mirto e la salvia. Per quel che riguarda le zone alte, gli alberi più comuni sono le querce, i faggi, gli aceri, la roverella e la carpinella. Le coste pugliesi infine presentano delle splendide ed estese pinete, in particolare nella zona del Gargano e nel golfo di Taranto, e delle leccete in prossimità della costa salentina. In tutta la Puglia le varietà floreali maggiormente presenti sono quelle del lentisco, della ginestra, della quercia spinosa, del ginepro e del fenicio, tutti fiori per lo più spontanei.

Tradizioni musicali
La musica e il folklore pugliese vivono principalmente di due danze popolari, la tarantella e la pizzica.
Tarantella: si tratta di una danza popolare del Meridione, denominata anche còrea. Il centro propulsore maggiormente attivo è Carpino, un piccolo centro del Gargano, che contribuisce a mantenere vivo questo genere di musica. Le origini vanno ricercate probabilmente nella cultura araba e slava; la musica infatti corre sul quarto di tono e viene di frequente accompagnata da voce, chitarra battente, chitarra francese, castagnole o tamburo. Il tempo è quasi sempre veloce, in metro di 6/8 e in modo minore, anche se esistono delle tipologie diversificate. Troviamo ad esempio, a volte, dei fraseggi melodici e ritmici in 4/4 (una sestina ogni movimento, su bpm da 60 a 90), così come è possibile ascoltare fraseggi completi in 4 e 16 movimenti, in alcuni varianti peloritane ed agrigentine.
Pizzica: si tratta di un ballo tradizionale, su una musica popolare e battente, da ballare in coppia.

I ballerini possono essere anche appartenenti allo stesso sesso: è più frequente, ai nostri tempi, che siano due donne a ballare insieme la pizzica, ma in passato non era raro imbattersi in due uomini, uno dei quali riproponeva con ironia le movenze riservate, tipiche della donna. Un importante centro, per il ballo della pizzica, è Ostuni, luogo in cui è fortemente sentita questa tradizione. L’impatto scenico della pizzica è molto forte. Le origini di questa danza ci riconducono alla musica che accompagnava i riti di guarigione delle “tarantate”, ovvero di quelle donne si supponeva essere state morse da una tarantola, e i movimenti particolarmente concitati richiamano anche ad una manifestazione di isteria; tale strada interpretativa è stata percorsa dall’antropologo Ernesto de Martino che, nel libro La terra del rimorso, approfondisce il fenomeno da un punto di vista sociale e storico.

Enogastronomia

La regione della Puglia è conosciuta per la sua buona e varia cucina. Alcuni dei piatti più famosi si riallacciano alla cucina mediterranea, proponendo i “Cavatelli con le cozze”, il “Risotto ai frutti di mare”, il “Polpo alla griglia” e il “Riso, patate e cozze”, tipico della città di Bari. Non mancano poi le specificità regionali, tra cui spiccano le orecchiette, servite sia con le cime di rapa che con il tipico ragù di carne, e la cicoria con la purea di fave. Da ricordare poi alcuni piatti salentini come i “pezzetti di cavallo al sugo”, i “ciceri e tria” ed i celebri “municeddhi”, che sono degli involtini con le interiora di agnello.

Le peculiarità della cucina pugliese sono fondamentalmente due: la prima è quella di una specifica attenzione per le materie prime, per i sapori di base dei prodotti, mentre la seconda riguarda l’alternanza significativa di piatti a seconda delle differenti stagioni. Per quanto concerne la prima caratteristica, essa rende la cucina della Puglia particolarmente attenta ai prodotti della terra, prime tra tutte le verdure di stagione: cime di rapa, cavolo verde, cardo, peperoni, melanzane, carciofi, fagioli, cicerchie, lenticchie, fave, cipolle rosse di Acquaviva delle Fonti vengono serviti in numerosi piatti. Analizzando la seconda caratteristica è invece possibile notare come l’estate e la primavera propongano principalmente verdure e piatti di pesce, mentre le stagioni più fredde prediligano legumi e pasta fatta in casa con sughi di vario genere.

Se ci spostiamo lungo tutta la regione, non sarà difficile gustare piatti tipici delle varie località che cambiano ad esempio se ci troviamo nella provincia di Foggia, più collinosa, in quella di Lecce, maggiormente terragna, o nelle zone costiere di Taranto, Bari e Brindisi. Ciò che unifica l’intera cucina pugliese è certamente un’incombente presenza di pesce, soprattutto del Mare Adriatico. Questo tipo di pesce infatti, a causa della particolare pastura che si trova lungo le coste e a causa delle polle di acqua dolce che vengono scaricate in mare, si distingue dall’altro pescato, in quanto attutisce il salmastro senza alterarne minimamente il profumo.

Luoghi di interesse naturalistico

Il Gargano
Si tratta di un imponente promontorio, appartenente alla provincia di Foggia, che presenta un territorio di 2000 Km² e si protende per 70 Km nel mare Adriatico. Il Gargano è circondato da tutti i lati da questo mare, ad eccezione della parte occidentale, saldata al Tavoliere delle Puglie. La vita e la maggior parte della popolazione si concentrano nelle zone costiere, ben collegate da una strada panoramica che tocca tutte le città di rilievo e che segue l’intero perimetro della zona. Si possono trovare città come San Nicandro Garganico, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Mattinata e Manfredonia. Questa concentrazione di popolazione nelle città costiere è dovuta a fattori fisici e territoriali, ma anche economici. L’interno del Gargano è infatti una zona con fitta vegetazione, difficilmente abitabile – analogamente alla Foresta Umbra – mentre le città costiere sono attive e fiorenti, grazie alle attività agricole, peschereccia e grazie allo sviluppo del turismo, cresciuto negli ultimi anni. Di rilevante importanza è il Parco Nazionale del Gargano, con molte specie di piante ed animali che popolano il cosiddetto “sperone d’Italia”.

Le isole Tremiti
Si tratta di un piccolo arcipelago che si trova a 12 miglia a nord del promontorio del Gargano e a 24 miglia ad est delle coste del Molise. Pur essendo il più piccolo comune della Puglia e uno dei meno abitati (secondo solo a Celle di San Vito), è il fulcro del turismo pugliese. Le Tremiti sono infatti delle isole bellissime con acque balneabili splendide. Sono state infatti insignite più volte della “Bandiera Blu”, il famoso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.

Il Subappennino Dauno
Questa area comprende gli unici rilievi montuosi della regione e costituisce il prolungamento dell’Appennino Campano. La zona è denominata anche “Monti Dauni” o “Monti della Daunia” e segna la linea di confine con il Molise e la Campania, occupando la porzione occidentale della Capitanata. Il Subappennino Dauno è una meta turistica molto interessante: oltre alle suggestive montagne, infatti, si possono visitare dei piccoli paesini arroccati sulla roccia, da cui godere di splendidi panorami poco contaminati.

Il Salento
La zona salentina è molto ricca per quel che riguarda l’agricoltura e il turismo. Si possono infatti scorgere delle bellissime spiagge ampie e sabbiose, che si affacciano sul Mar Ionio e sul Mar Adriatico, come quella di Pulsano, Lizzano, Campomarino, Porto Cesareo di Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto ed Ostuni. Non mancano scogliere a picco sul mare e spiagge rocciose di rara bellezza come Castro, Santa Cesarea Terme e Porto Badisco. Le acque salentine sono di una trasparenza e di una bellezza unica, e danno vita a dei giochi cromatici di grande effetto. Per quello che concerne l’agricoltura, è importante sottolineare come l’intero agro salentino sia coltivato ed organizzato in proprietà terriere divise dai tipici muretti a secco. Gli alberi più diffusi sono gli ulivi, spesso secolari, con tronchi contorti e piuttosto grandi. I paesini sono generalmente di modeste dimensioni e presentano delle tipiche costruzioni bianche ed orientaleggianti.
Un altro elemento tipico della zona salentina sono le costruzioni a secco, con pietra, simili ai nuraghi sardi, impiegate dai contadini per riporre attrezzi da lavoro o per altre funzioni; esse vengono denominate “furniedde” o “pajare”. Molto diffuse sono anche le masserie fortificate che risalgono al XVI, XVII, XVIII secolo.

Le Grotte di Castellana
Si tratta di un insieme di cavità, presenti nella località di Castellana Grotte, a sud di Bari. Queste grotte sono di origine carsica e sono estremamente importanti dal punto di vista turistico e speleologico. La prima che si scorge è una cavità profonda 60 metri, denominata “Grave”, che permette di raggiungere poi altre grotte, dislocate lungo 3km di percorso. Tra esse spiccano la “grotta bianca” e la “caverna del duomo di Milano”, chiamata in questo modo a causa della particolare forma delle stalagmiti, simili ai pinnacoli.

Monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’unesco

I trulli di Alberobello
La località di Alberobello è conosciuta e nota per i trulli: si tratta di costruzioni a forma di cono “a secco”, presenti in tutta la Valle d’Itria, con origini protostoriche. Attualmente non ne esistono di particolarmente antichi, a causa del fatto che essi non venivano riparati in caso di dissesto, ma, per la loro particolare conformazione, direttamente abbattuti e ricostruiti al completo. Le zone in cui sono presenti queste costruzioni sono comunque di grande rilievo storico archeologico, in quanto è stato possibile ritrovare numerosi reperti di epoca preistorica o fondazioni di capanne in pietra che risalgono all’età del bronzo.

Ma qual’è l’origine dei trulli? Che funzione svolgevano? In antichità essi costituivano il giaciglio e il riparo per il cozzaro, ovvero per colui che coltivava la terra per il suo padrone. Si trattava dunque di una costruzione contadina che presentava delle travi, anche oggi presenti, che venivano utilizzate per appendere vivande, arnesi ed altri utensili, e che ospitava anche bambini che dormivano in alcune nicchie scavate nel muro, separate dall’intero ambiente solo tramite delle tende. Il pavimento era solitamente in terra battuta e nel trullo convivevano, senza alcun problema, persone ed animali domestici.

Ai trulli sono legate alcune leggende ed ipotesi non accertate: una di queste sostiene che la loro funzione primaria fosse quella di agevolare l’evasione del pagamento delle tasse. Si pensa che, in occasione di controlli, si provvedesse allo scoperchiamento della costruzione e che si comunicasse tramite segnali di fumo, simboleggianti il pericolo. Addirittura alcuni sostengono che, quando giungeva il padrone per reclamare dei pagamenti, era sufficiente per i cozzari spostare una sola pietra per far crollare l’intero trullo, rendendolo così un cumulo di semplici pietre. Scampato il pericolo, si provvedeva alla ricostruzione.

Castel del Monte
Castel del Monte è un castello antico che si trova in provincia di BT e presenta una particolare struttura architettonica, basata sulla forma ottagonale. Così’ infatti si presenta la pianta (ogni lato misura 16,30m) e della medesima forma sono le torrette che si stagliano sugli angoli della costruzione (i lati delle torrette misurano invece 3,10m ciascuna, con diametro di 7,80m ed altezza di 24m, poco superiore a quella del castello). La costruzione possiede un diametro complessivo di 56m. Lo spazio interno, organizzato anch’esso in un ottagono (i lati sono di 8,65m ciascuno) presenta due piani rialzati rispetto al piazzale: il più vicino è a soli 3m, mentre l’altro a 9,5m. Questo differente livello di altezza è segnalato anche all’esterno, con una cornice marcapiano. Le stanze che costituiscono ogni piano sono 8, con una forma trapezoidale.

Sono infatti state suddivise tramite le linee di congiunzione che partono dagli spigoli dell’ottagono interno ed arrivano a quelli dell’ottagono esterno. Ma qual’è la storia di questa costruzione? Il primo elemento da precisare è la collocazione storica: si tratta di un castello nato ufficialmente il 29 gennaio 1240, giorno in cui Federico II di Svevia predispone ed organizza i lavori e i materiali per una costruzione (si pensa su rovine longobarde e normanne) nei pressi della chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi non più presente). Occorre però precisare che alcuni storici sposano la tesi che la costruzione del castello, in questa data, fosse già arrivata alle coperture. Quello che sembra molto probabile è che Federico II, morto nel 1250, non riuscì a godere dell’opera conclusa. Non abbiamo alcuna certezza neanche per il nome dell’architetto: le principali ipotesi alternano al nome dello stesso Federico II quello di Riccardo da Lentini.

Come Scegliere un Villaggio Turistico in Italia

Con questa guida illustreremo ai lettori come è fatto un ambiente turistico organizzato in villaggio, sarà di aiuto alla scelta delle proprie vacanze aiutandoci a scegliere quale struttura e quale servizio conviene di più. Il villaggio turistico è una zona attrezzata per le vacanze. Essi possono offrire servizi come un normale hotel, con la differenza che ognuno può avere una casetta per se, comunemente chiamate bungalows, e quindi sentirsi a casa in vacanza. Leggi la guida per conoscerne le caratteristiche e come scegliere i migliori villaggi turistici italiani in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Caratteristiche

Possiamo definirli come zone attrezzate per le vacanze. Essi possono offrire servizi come un normale hotel, con la differenza che ognuno può avere una casetta per se, comunemente chiamate bungalows, e quindi sentirsi a casa in vacanza. Generalmente i villaggi turistici sono organizzati con casette in legno, ma è possibile trovarne anche alcuni con case in muratura. Oggi i villaggi turistici sono più frequentati degli alberghi, il motivo è dato a volte dai prezzi contenuti ma soprattutto dai servizi offerti, infatti a differenza degli hotel i villaggi turistici generalmente organizzano momenti di relax con animazione per bambini ma anche per adulti.

Come gli hotel è classificato secondo un numero di stelle. Di solito vengono classificati con un numero di stelle che varia da due a cinque. E’ inutile dire che maggiore è il numero di stelle, maggiori saranno i servizi offerti e migliore sarà anche la qualità dei servizi offerti. I prezzi delle vacanze possono variare a secondo dei periodi in cui si decide di soggiornare, di solito in una zona di mare i prezzi minori si trovano a giugno e settembre, mentre i prezzi più alti che a volte arrivano anche a cifre altissime sono Luglio e Agosto, in particolare quest’ultimo. Mentre per le zone di montagna si può dire che i prezzi estivi sono normali mentre nelle zone nevose, in inverno i prezzi raggiungono cifre alte, dovuto dal fatto che è presente la neve.

Dove sono collocati

I villaggio turistici vengono creati solitamente presso le zone di mare, proprio per permettere a chiunque di poter prenotare anche per una settimana e soprattutto di essere a pochi passi dal mare. Molto spesso o meglio quasi sempre i villaggi turistici sono dotati di proprie piscine permettendo ai genitori di stare tranquilli per i propri figli senza la paura che possano allontanarsi nelle acque del mare. Nel periodo estivo è possibile trovare villaggi turistici anche nelle zone di montagna, per gli amanti dell’aria fresca, ma è comunque possibile passare momenti di relax nelle piscine che vengono create in ogni struttura.

Nel periodo invernale è possibile trovarne anche nelle zone in cui cade la neve, e quindi prenotare per poter trascorrere un breve periodo come si dice in gergo sulla neve e divertirsi e far divertire grazie all’organizzazione spesso eccellente propria dei villaggi turistici. In poche parole nei villaggi turistici è possibile trovare tutti i servizi e le attrezzature per una vacanza completa, infatti troviamo bungalows o villini, ristoranti, negozi e numerose possibilità divertirsi o per praticare sport. I villaggi presenti nelle zone estive sono complete di spiagge attrezzate.

Servizi offerti

Quasi tutti i villaggi turistici presenti in zone di mare o montagna, sono dotati di villini in muratura, o bungalows accuratamente arredati. I bungalows sono presenti spesso nelle zone di mare perché costruite in legno completi di tutte le stanze e gli accessori necessari per la “sopravvivenza”. Esistono svariati tipi di casette con un numero di stanze e accessori diversi. Un buon villaggio è dotato di piazzole per caravan e tende per dare la possibilità a chi possiede un caravan di poter fittare il parcheggio per il caravan e risparmiare qualche monetina. A disposizione degli ospiti i villaggi turistici si attrezzano anche di bar ben forniti, in cui prendere un caffè e magari per i più anziani trascorrere il tempo con gli amici a giocare le carte, e per i più piccini possono essere presenti i video Game.

Per i più anziani è possibile trovare un campo bocce, soprattutto nei villaggi di montagna, molto frequentati dalle persone anziane. In quasi tutti i villaggi sono presenti campetti di pallavolo, calcio, tennis, basket, e spesse volte sono presenti anche degli istruttori che ti formano per la disciplina disponibile. Nelle zone di montagna dove è presente la neve i villaggi turistici sono dotati quasi sempre di istruttori per insegnare i bambini a sciare e li formano sui pericoli che incombono le zone nevose. Inoltre i villaggi turistici sono dotati di piscina adulti, piscina bambini, e soprattutto idromassaggio. I villaggi turistici a volte sono predisposti anche con aree dove poter alloggiare i propri animali (cane, gatto). I villaggi presenti nelle zone di mare dispongono anche di spiaggia privata e di parcheggio esterno; Inoltre è possibile trovare market, ristoranti, pizzerie, etc. tutti facilmente fruibili. Infine non può mancare l’animazione e spettacoli vari.

Due stelle

Come accennato in precedenza un villaggio turistico è classificato con le stelle, come gli hotel. Quindi prima di sceglierlo, è possibile conoscere i servizi offerti a seconda delle stelle disponibili. Un resort a due stelle avrà delle aree libere ad uso comune, dove potersi incontrare, scambiare due chiacchiere e fare nuove amicizie, sono presenti delle zone di ombra naturale, cioè all’ombra degli alberi, una superficie delle piazzole di circa 70Mq, un impianto telefonico per uso comune con una cabina ogni 400 ospiti, servizio di fax, il personale addetto parlerà oltre l’italiano una lingua straniera, la pulizia dei sevizi igienici avverrà due volte al giorno, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti avverrà almeno una volta al giorno, sarà predisposto un wc ogni 20 ospiti, una doccia chiusa ogni 15 ospiti, un lavabo ogni 20 ospiti, l’acqua calda in almeno il 30% delle docce chiuse, bar, almeno una struttura sportiva (campo da calcio, tennis ecc), parco gioco bambini e una zona coperta di uso comune.

Solitamente è molto frequentato dai ragazzi che vogliono fare le vacanze a poco prezzo, infatti il prezzo per i villaggi a due stelle non è molto alto, grazie al fatto che non vi sono grandissimi servizi offerti, ma sono presenti i servizi necessari per divertirsi e trascorrere una bella vacanza. Non è possibile specificare un prezzo di partenza per questi tipi di villaggi turistici, perche essi variano a secondo delle zone e dei periodi.

Tre stelle

I villaggi turistici a tre stelle fanno parte della categoria media bassa nella classificazione dei servizi offerti, infatti per questi tipi di villaggi ci sono servizi in più rispetto a quelli a due stelle e i servizi sono migliorati anche. La categoria a tre stelle, ha una maggiore area di ombra comune che passa dal 10% al 20%, aumenta anche la superficie delle piazzole che passa dai 70 Mq agli 80 Mq. Invariata rimane la linea telefonica con cabina ogni 400 ospiti, ma viene aggiunto il servizio di telefax. Le lingue straniere parlate dal personale sono due, i servizi igienici anche in questo caso vengono puliti due volte al giorno, e i rifiuti vengono smaltiti una volta a giorno. I wc sono stabiliti in numero di uno per ogni 15 ospiti, mentre le docce rimangono 1 per ogni 25 ospiti.

E’ presente anche un lavabo con appoggio ogni 15 persone, viene aggiunto un lavello con scolapiatti ogni 30 ospiti, e un lavabiancheria di uso comune con un lavatoio ogni 40 persone. Le aree all’aperto sono dotate di salotti, sdraio e ombrelloni. Come attrezzature di ristoro, nei villaggi turistici è possibile trovare un Bar, Tavola calda o ristorante o ristorante self-service. Le attrezzature sportive presenti al suo interno passano da uno a due ed è presente un parco giochi per bambini con animazione per almeno tre ore al giorno, che però può essere esclusa nei periodi di bassa stagione, quando la presenza dei bambini è in basso numero. Nelle camere inoltre è possibile custodire i propri soldi, gioielli in cassaforte.

Quattro stelle

I villaggi turistici a quattro stelle sono villaggi di fascia medio alta, infatti in questi luoghi i servizi offerti sono numerosi. Essi sono frequentati molte volte dalle famiglie, proprio perché possono trovare spazio e divertimento per tutte le età. Inutile dire che i prezzi sono maggiorati rispetto alle fasce inferiori. I villaggi turistici sono dotate di posti auto coperti, le aree libere di uso comune passano dal 10% al 15% delle superficie, sono presenti aree con giardino e le zone di ombreggiatura passano dal 20% al 30% della superficie. Le lingue straniere parlate dal personale dei villaggi turistici sono sempre due.

Per quanto riguarda la pulizia igienico sanitaria dei villaggi turistici, essa viene effettuata da addetti diurni permanenti che operano con idonea strumentazione meccanica automatica. I wc sono presenti uno ogni 15 persone e anche le docce chiuse sono una ogni 15 ospiti. L’erogazione dell’acqua calda avviene in almeno il 70% di ciascun tipo di istallazione igienico sanitaria.

Anche in questa tipologia di villaggi turistici può essere presente un bar, che a differenza del bar del villaggio a due o tre stelle viene creato in un locale apposito con tavolini e sedie, inoltre anche qui è presente una tavola calda, ristorante o ristorante self service. Le attrezzature sportive sono almeno tre e a volte vengono impiegati anche istruttori di disciplina. E’ presente anche qui un parco giochi per bambini con attività di animazione per almeno tre ore al giorno, ma viene aggiunto anche un locale tv, e scomparti frigoriferi individuali per la conservazione degli alimenti e bevande degli ospiti qualora le strutture allestite non ne siano dotate. Infine in ogni camera del villaggio turistico è presente la cassaforte per i propri valori.

Cinque stelle

I villaggi turistici a cinque stelle vengono denominati comunemente villaggi di lusso, proprio perche i servizi che offrono sono servizi di lusso e anche il personale è un personale specifico per ogni settore. Questi villaggi sono poco frequentati dalla gente comune, proprio perché i prezzi grazie al lusso che offrono sono un po alti e quindi solitamente scelgono di fare le vacanze in questi villaggi le persone chiamate comunemente vip, che amano il lusso nella loro vita. Oltre a trovare tutti i servizi delle categorie inferiori questi villaggi turistici sono dotati di piscine apposite per l’idromassaggio, vengono organizzati corsi di ginnastica e massaggi da addetti specializzati, ed è possibile trovare anche una sauna. Le attrezzature sportive sono eccellenti, oltre ad avere campetti di calcio, pallavolo, basket e tennis, può esserci anche una palestra con attrezzi da ginnastica e anche tavoli da ping pong e calcio balilla.

Queste strutture organizzano spesso e volentieri tornei sportivi. Le aree di ombra sono immense, solitamente dislocate tra pinete dove è possibile fare anche picnic. Sono presenti aree parcheggio per i caravan e aree di versamento per caravan, dando quindi la possibilità anche ai vacanzieri in caravan di poter sostare presso di loro ed usufruire dei loro servizi. L’animazione è il punto forte di questi villaggi, il personale infatti è altamente specializzato nel parlare diverse lingue straniere, e spesse volte vengono invitati nel loro interno personaggi famosi, tipo cantanti e personaggi televisivi. Nel villaggio turistico a cinque stelle è disponibile su richiesta anche il servizio in camera.

Come scegliere

Prima di scegliere, bisogna tenere conto di molti fattori per non restare insoddisfatti dai servizi che il villaggio offe. Infatti molti villaggi turistici sono più consigliati per le famiglie, alcuni per i ragazzi e alcuni per i più anziani. E’ molto importante tenere conto anche se si ha un animale da portare con se, dato che non tutti o quasi raramente, i villaggi turistici offrono servizi per gli animali domestici. Importante scegliere in presenza di bambini piccoli un resort che abbia una piscina per i più piccoli, un area gioco e un ottimo servizio di animazione. Riguardo l’animazione, spesse volte i villaggi turistici invitano personaggi famosi presso le loro strutture, è possibile sapere anzi tempo se la struttura ricettiva dispone di questo servizio rivolgendosi direttamente al villaggio.

Risulta essere possibile consultare dei servizi internet per la corretta scelta, collegandosi attraverso web, infatti esistono tantissimi portali che raccolgono informazioni sui più importanti villaggi turistici d’Italia e non solo, catalogati per regione, quindi è molto facile anche rendersi conto di dove è situato il villaggio. Oltre alle informazioni sui servizi è possibile sapere anche come contattare i villaggi turistici e quindi parlare direttamente con il villaggio turistico, e sciogliere qualsiasi tipo di dubbio. Un altro aiuto alla scelta è possibile chiederlo presso le agenzie viaggi, infatti i villaggi turistici, lasciano le loro notizie presso queste agenzie, che a loro volta pubblicano una rivista (se ne trovano svariate anche in edicola) che raccoglie tutte le informazioni possibili riguardanti i villaggi turistici.

Prenotare una vacanza

Qual’ora si decidesse di prenotare per una vacanza estiva o invernale, è possibile rivolgersi direttamente ai villaggi turistici, prendendo i loro recapiti da internet o su pagine gialle, ma è molto consigliato rivolgersi ai villaggi turistici tramite le compagnie di organizzazione viaggi. Presso i loro uffici è possibile trovare giornali guida per le vacanze, dove poter consultare i prezzi a secondo dei periodo, servizi offerti, quali strutture sono presenti nel villaggio (Bar, ristoranti ecc.) come raggiungerlo e tante altre cose. E’ molto consigliato prenotare la vacanza presso le agenzie di viaggio, perché spesso è possibile prenotare in last minute e ricevere un grosso sconto sul prezzo originario. Oltre alle offerte last minute, i villaggi turistici danno la possibilità di agevolazioni presso le agenzie viaggi per chi decide di andare in vacanza in comitiva. Presso le suddette agenzie oltre alla prenotazione del resort, è possibile anche prenotare posti in pullman o treno per raggiungere i villaggi scelti.

Risulta essere importante fare attenzione, perchè spesso i villaggi offrono la possibilità di entrata gratis per i bambini sotto i cinque/sei anni, e se predispongono delle aree per animali, vedere attentamente quali sono i prezzi per poter portare il proprio animale con se in vacanza. Per prenotare una vacanza è consigliabile rivolgersi alle agenzie almeno 2/3 mesi prima, perché è grossa l’affluenza delle persone che scelgono questa soluzione di vacanza e per non dover alloggiare, anche se tutti vorrebbero acquistare in last minute, ma è molto difficile trovare posto per più di due tre persone.

Mete preferite dai turisti

Le mete preferite dai turisti sono le coste siciliane, infatti in Sicilia, il turismo è legato alla cultura. Malgrado l’insufficienza di strutture che ospitino i turisti e di aree e spiagge attrezzate, i vacanzieri continuano a scegliere la Sicilia come meta per passare le loro vacanze. Secondo l’indagine sarebbe stato il turismo culturale a trasformare la Sicilia in meta preferita dei turisti che verrebbero nell’isola, non tanto per godersi il sole e le spiagge, quanto per venire ad ammirare tutto quello che il nostro patrimonio culturale è in grado di offrire. Le coste calabre sono le più popolate dai villaggi turistici, e anche i prezzi sono buoni specialmente nel mese di Giugno e di Settembre. Le zone più frequentate della Calabria sono le zone di Tropea, Diamante ecc. ma soprattutto a Tropea è possibile trovare tantissimi villaggi turistici.

I turisti stranieri invece preferiscono le coste campane di Amalfi e Positano e non solo, infatti è possibile trovare tedeschi ed inglesi anche a Maiori, Minori, Atrani, ecc. in queste zone non ci sono tanti villaggi turistici, anche perché sono piccoli paesini, ma è possibile trovare però più di un albergo e soprattutto alberghi di lusso. Per le vacanze invernali, che gli italiani preferiscono fare soprattutto nel periodo Natalizio troviamo come mete più frequentate Campitello Matese e Roccaraso, in queste zone è possibile trovare più di un villaggio turistico, dotato anche di piste da sci e con servizi di passeggio a cavallo. Non bisogna trascurare però il Piemonte, che conta villaggi turistici a 2000 Mt di altezza sul monte Sestriere.

Cosa Vedere a Roma

La città “storica” per eccellenza, incontro di motivi pagani e cristiani, classici e rinascimentali, è attualmente una delle più apprezzate e visitate mete turistiche al mondo.

L’appellativo di “Citta Eterna” che la contraddistingue conferma e testimonia il ruolo di primo piano che, culturalmente e politicamente, ancora la città riveste.

Entrando a Roma l’impatto con la storia è immediato e d’effetto: possenti rovine circondano le abitazioni avvolgendole in un suggestivo connubio di antico e moderno.

E la grandezza della Tradizione fa ancora udire la sua voce. Una visita alla città eterna non può dunque non iniziare da un’immersione nel passato, percorrendone le antiche vestigia dove accessibili.

Roma dove e come
Un pò di geografia
Roma occupa una posizione geograficamente (oltre che climaticamente) favorevole essendo collocata più o meno al centro della penisola italica e dunque luogo di snodo e confluenza di arterie stradali e ferroviarie. Situata
sulle rive del Tevere, non lontana dalla foce, la città sorge sui noti sette colli e alcuni piccoli rilievi, estendendosi su una superficie di circa 1300mq. Conta 2.700.000 abitanti ed è capoluogo d’Italia e della Regione Lazio. E’ divisa in 23 rioni.

Giungere a Roma

Si raggiunge Roma in auto attraverso l’A1, l’A12 o l’A24 immettendosi successivamente sul grande raccordo anulare che la circonda.
Le vecchie vie consolari, poi (Aurelia, Cassia, Flaminia, Tiburtina, ecc..), raggiungono il cuore della città da diverse direzioni, seguendo il tracciato delle antiche strade romane.
Le principali stazioni ferroviarie, per dimensioni e traffico, sono Roma Tiburtina e Roma Termini, che costituisce la stazione centrale. Da Termini partono numerose linee di autobus ATAC che raggiungono tutti i quartieri della città, e diverse corse di taxi.

Un’altro modo per attraversare la città velocemente e senza contrattempi è la metropolitana. Al momento sono in funzione due linee, la linea A, che collega la stazione di Anagnina con quella di Battistini, e la linea B, che conduce da Laurentina a Rebibbia. Le linee si incrociano nei pressi di Roma Termini, da cui è possibile viaggiare in tutte le direzioni.

Si consiglia di acquistare biglietti romapass (validi tre giorni) o biglietti giornalieri che, al prezzo di 4 euro, consentono di utilizzare per tutto il giorno qualsiasi mezzo pubblico della città. Ciò facilita spostamenti rapidi ed efficienti, oltre ad un notevole risparmio ed una maggiore comodità.

Un passo indietro: la Roma storica
Il cuore simbolico dell’antica Roma è il Colosseo, maestoso anfiteatro teatro di ludi pubblici, dove si esibivano i gladiatori in giochi spesso cruenti e letali. Vi si accede velocemente dalla fermata “Colosseo” della metro, e può esser visitato anche all’interno, fino ai sotterranei dove erano stipati gladiatori e belve. Fuori, qualche simpatico romano vestito da centurione attende, immancabile, i turisti per le foto di rito.

Nelle vicinanze incontriamo il Foro Romano, adagiato tra il Palatino e il Campidoglio e ricco di rovine di templi e basiliche, e gli sfarzosi Fori Imperiali, edificati da diversi imperatori a partire da Cesare, ed il maggiore dei quali è il Foro di Traiano. Nei pressi dell’Arco di Tito si accede all’area archeologica del Palatino, per la quale si può utilizzare lo stesso biglietto di accesso al Colosseo.

Aggirando il colle del Campidoglio raggiungiamo il Circo Massimo, il grande stadio dove correvano le quadrighe, e da Via San Gregorio scopriamo l’Arco di Costantino, dal quale è nuovamente visibile il Colosseo.

Nel parco di Colle Oppio è la Domus Aurea, grande villa edificata da Nerone dopo l’incendio che devastò Roma. Gli interni conservano ancora intatti pitture e stucchi conosciuti come “grottesche” per la particolarità delle decorazioni.

Spostandoci verso il centro incontriamo infine il Pantheon, innalzato da Agrippa per onorare le sette divinità planetarie venerate a Roma e successivamente convertito in chiesa. Un’occhiata verso l’alto dà i brividi per l’immensa mole e l’effetto scenico creato dalla luce che attraversa l’apertura sulla cupola.

A spasso nel centro storico

La Roma della “bella vita”, delle pellicole di Fellini e del celebre bagno di Anita Ekberg, si incontra passeggiando nel centro storico, affollatissimo e ricco di curiosità e sorprese.
Uscendo da Villa Borghese o dalla fermata “ Spagna” della linea B della metro si giunge a Piazza di Spagna, sovrastata dalla celebre scalinata di Trinità dei Monti, uno dei luoghi più frequentati della città, ricco di negozi e cuore di una pulsante vita mondana.

Risalendo la scalinata si può godere di un bel panorama sulla piazza sottostante e sul centro storico:
al centro della piazza, la Fontana della Barcaccia, del Bernini. In alto, dietro di noi, la chiesa di Trinità dei Monti.
Proseguendo lungo le viuzze del centro storico, guidati anche da opportune indicazioni, possiamo, dopo una sosta al caffè Greco (il più vecchio della città) e un percorso-shopping a Via Condotti, giungere alla Fontana di Trevi, splendida e coreografica fontana dove i turisti che si affollano nella piccola piazza di Trevi sono soliti lanciare monetine seguendo un vecchio rito.

Dalla fontana ci si incammina, lungo Via del Tritone o qualche stradina laterale, verso Piazza Colonna e Montecitorio, dov’è attualmente il palazzo del Parlamento. In pochi minuti raggiungeremo anche Piazza della Minerva, con la chiesa di S. Maria della Minerva edificata su un tempio dedicato a Minerva, e il Pantheon, per poi sbucare, attraverso Piazza Sant’Eustachio e le sue suggestive case avvolte dall’edera, a Piazza Navona, con le sue tre fontane (la fontana dei fiumi, la fontana del moro e quella di Nettuno), la chiesa di S. Agnese in Agone ed il Palazzo Pamphilj. Ancora uno sforzo e siamo a Campo de’ Fiori, la piazza in cui fu arso al rogo Giordano Bruno, e al centro della quale svetta appunto una statua di bronzo a lui dedicata.

Se conserviamo ancora energie residue possiamo dirigerci verso Via di Torre Argentina e, imboccando Via delle Botteghe Oscure raggiungere Piazza Venezia, con una sosta a Palazzo Venezia (sede spesso di esposizioni d’arte) o all’imponente Altare della Patria, il monumento a Vittorio Emanuele II detto anche Vittoriano.

Parchi, musei, mondanità
Il verde a Roma
Villa Borghese è l’area verde più frequentata della città: vicina a Piazza di Spagna ed al centro storico, è luogo perfetto per una passeggiata all’aria aperta o per il jogging. Al suo interno è un caratteristico laghetto, dove è possibile prendere a nolo una barchetta a remi, e la Galleria Borghese, che conserva opere di Canova, Bernini, Caravaggio.

Il parco pubblico più esteso di Roma è invece villa Doria Pamphili, grande cuore verde della città. Il parco include l’antico Casino dell’Algardi e la fontana della lumaca del Bernini, immersi in uno splendido intrico di stradine e boschetti.

La seconda area verde della capitale in quanto ad estensione è Villa Ada, collocata a Nord lungo la Salaria e anch’essa aperta al pubblico. Ma la Roma Verde ha numerose altre roccaforti. Possono regalarci piacevoli passeggiate Villa Madama, visitabile su richiesta, Villa Torlonia, l’orto Botanico, il parco del Gianicolo, i giardini dell’Eur o il parco dell’Appia Antica, poco più distante dal centro.

I Musei
Per quel che riguarda i Musei Roma offre un ampio ventaglio di soluzioni, che spaziano dai Musei civici a quelli archeologici ed universitari, fino a numerosi musei storici ed artistici.
Un’utile acquisto è quello del Roma pass (18 euro) con il quale si usufruisce per 3 giorni dei trasporti in città, oltre a visitare due musei e sfruttare numerosi sconti. L’archeologia card, per 20 euro, ci regala invece una settimana tra i beni archeologici della Città Eterna.

Consigliamo una visita al Campidoglio ai Musei Capitolini, che espongono la celebre lupa, e al museo d’arte orientale, situato in via Merulana e ricco di testimonianze di svariate culture e civiltà orientali.

Il cuore della Roma mondana è indubbiamente, di giorno, Piazza di Spagna, con i suoi dintorni affollati di turisti e i suoi negozi. Da Piazza di Spagna si può raggiungere Via Veneto, la celebre strada della Dolce Vita Felliniana, Via Condotti o Via del Corso, popolate da numerosi negozi.
Ma per accedere al tempio della produzione cinematografica italiana dovremmo recarci a Cinecittà, l’Hollywood nostrana, raggiungibile dall’omonima stazione ed attualmente location di numerose produzioni italiane e non.

Roma
Non avete mai visitato la stupenda capitale italiana? O siete stati già colpiti dal suo fascino e volete tornarci al più presto? Se tra i vostri progetti futuri c’è quello di partire alla volta di Roma, vi consigliamo di iniziare a preparare da subito le valigie e di seguire, passo dopo passo, questa guida preparata appositamente per voi.

Qui troverete infatti i migliori hotel della capitale, distinti per fasce. Vi assicuriamo che tra le tante proposte, ci sarà sicuramente quella più adatta a voi.
Roma è certamente una delle più realtà italiane, una città ricca di storia, di leggende legate allo spettacolo e alla cultura. E’ facile perdersi lungo le vie che ospitano i maestosi monumenti, che costeggiano i musei. Strade dove si respira l’atmosfera dell’arte italiana e non solo. Basti pensare che il suo centro storico è uno dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Bagnata dal fiume Tevere, Roma gode del classico clima mediterraneo. Che sia estate o inverno, la città è capace dunque di affascinare i suoi visitatori e di accoglierli nel migliore dei modi. Tanti i suoi simboli ricorrenti, come i colori ufficiali – il giallo ocra e il rosso porpora – , la dea Roma, oggi raffigurata sul monumento del Vittoriano, e l’acronimo S.P.Q.R., Senatus PopulusQue Romanus, che abbraccia il potere del Popolo e del Senato a capo della repubblica.

Roma, dicevamo, è anche capitale di cultura. E’ stata proprio infatti la prima città italiana a inaugurare la Notte Bianca, un avvenimento che ogni anno promuove bellissime iniziative in tutti i campi artistici. E poi festival di danza, rassegne di cinema, grandi stagioni liriche e tour che attraversano la penisola e fanno tappa nei grandi teatro come il Sistina, gare sportive come gli Internazionali di Tennis, fiere enogastronomiche e appuntamenti dell’artigianato nelle grandi strutture adibite per l’occasione, come l’Auditorium della Musica.

Soggiornare

Se desiderate scappare dalla vostra città per tuffarvi nelle bellezze di Roma, avete la possibilità di alloggiare in meravigliosi hotel sparsi per tutta la Capitale. Nessuna paura circa le spese da affrontare. Si va naturalmente da prezzi contenuti fino a hotel di lusso e più cari. Tutte strutture comunque dotate di personale altamente qualificato e gestite nei minimi particolari proprio per garantire ai clienti un soggiorno indimenticabile.

Pensate dunque alla fortuna di dormire nelle più belle zone della città. La ricchezza della zona antistante il Vaticano, l’arte dei Fori Imperiali che sfociano nell’imponente Colosseo, la vita mondana delle vie riservate allo shopping con i negozi delle grandi firme della moda italiana e internazionale, ceramiche artistiche, antiquariato e arredamenti classici e moderni.

Roma è tutto questo ma non solo. Ci sono infatti i numerosi rioni da visitare. Tra i più conosciuti: Campo Marzio che racchiude oggi Piazza di Spagna e Piazza del Popolo; Prati, conosciuto per Piazza Cavour e Piazza dei Quiriti; Testaccio, il quartiere degli operai sino alla fine dell’Ottocento; Esquilino, dove oggi sorge la stupenda Basilica di Santa Maria Maggiore.
Inoltre, tra i pregi di Roma, c’è quello di essere ben collegata grazie ai suoi numerosi mezzi di trasporto. L’ideale per i turisti che vogliono visitare ogni angolo della città in breve tempo, senza rimanere congestionati nel traffico cittadino.

Roma infatti è dotata di una lunga e velocissima linea metropolitana divisa in due percorsi.. Entrambi si incontrano poi in un unico punto, ovvero quello della stazione Termini. Ottima anche la rete costituita da bus, tram e filobus che copre ben 2.152 km. del territorio urbano.
Roma è così, una città dai mille volti, una frenetica quotidianità, Caput Mundi. Un luogo capace di dare intense emozioni a chi la visita e a chi, da lontano, respira la sua storia e l’ama silenziosamente.

Cosa Vedere in Toscana

Patria di grandi artisti, di illustri personalità, di eccellenti intellettuali e della nostra lingua, terra di colori, di sapori, di profumi di bellezze naturali, di paesaggi incantevoli e di scenari senza tempo, luogo d’arte, di cultura, ma anche di divertimento di persone accoglienti, calorose e disponibili, la Toscana ammalia, affascina,attira, strega.

La Toscana è una delle maggiori regioni italiane per patrimonio artistico, storico, culturale, e paesaggistico. Questa regione è posta nell’Italia centrale, confina a nord con l’Emila-Romagna, a nord-ovest con la Liguria, a sud con il Lazio e ad est con le Marche e con l’Umbria. È bagnata dal Mar Tirreno nel tratto costiero che va dal promontorio di Piombino alla foce del fiume Chiarone che segna il confine con il Lazio; nella parte centro settentrionale invece si affaccia sul Mar Ligure.
Informazioni generali
La Toscana amministra anche le isole che fanno parte dell’Arcipelago Toscano. Il capoluogo di regione è Firenze; i capoluoghi di provincia sono Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.

La Toscana conta più di tre milioni e mezzo di abitanti che rappresentano più del 6% della popolazione italiana, anche se la densità della popolazione è di 155 abitanti per km/q, quindi inferiore alla media nazionale. Poco più del 10% della popolazione vive a Firenze e circa un terzo nell’area Firenze-Prato-Pistoia. Altre zone densamente popolate sono l’area intorno a Livorno, la fascia costiera vicino a Massa-Carrara, la Versilia, la Valdinievole, la piana di Lucca, l’area intorno a Pisa e il Valdarno. Scarsamente popolata invece è l’intera area appenninica.

Geografia

Il territorio toscano è per il 66,5% collinare, per l’8,4% pianeggiante e per il resto montuoso. A nord e ad est la Toscana è circondata dagli Appennini, anche se nella regione vi sono altri rilievi degni di nota: nella parte centro settentrionale ci sono le Alpi Apuane e il Monte Pisano; a nord si trova la Montagna Pistoiese, nella parte centrale i monti del Chianti, ad est il Pratomagno.

A sud rilievi importanti sono le Colline Metallifere, il massiccio del Monte Amiata e più ad oriente il Monte Cetona. I vari sistemi collinari sono separati dalle vallate formate dai vari corsi d’acqua e poi digradano verso ovest in pianure. Nella parte centrale ci sono le colline livornesi, le Balze di Volterra, il Montalbano, le colline del Chianti, della Valdelsa e della Valtiberina. Per quanto riguarda le pianure, le coste settentrionali comprendono la Versilia, mentre l’area pianeggiante tra Pisa e Livorno comprende l’ultimo tratto del Valdarno inferiore.

Luogo tutta la costa centro-meridionale si estende la Maremma. La zona pianeggiante più estesa è il Valdarno a sua volta suddiviso in superiore (a monte di Firenze), medio Valdarno (attorno alla città di Firenze) e Valdarno inferiore (a valle di Firenze). Il litorale Toscano è di circa 230 km; l’Arcipelago toscano è costituito da 7 isole principali e alcuni isolotti più piccoli.

Una leggenda narra che le isole dell’Arcipelago si sarebbero originate dalle perle di una corona indossata da Venere e caduta accidentalmente in mare. L’isola principale è l’Elba, a sud della quale si trovano l’Isola di Pianosa, l’isola di Montecristo, l’isola del Giglio e l’isola di Giannutri. A nord si trovano invece l’Isola di Capraia e l’Isola di Gorgona.

Storia

Risulta essere difficile stabilire con esattezza quali furono i primi popoli ad abitare la regione; le prime tracce certe di insediamenti risalgono al secondo millennio a.C.. fra il decimo e l’ottavo secolo a.c. durante l’età del Ferro, la Toscana era abitata dalla civiltà villanoviana, un insediamento di grande valore archeologico, dove ci sono numerosi ritrovamenti che attestano i progressi nella lavorazione dei metalli. Verso l’ottavo secolo prima di Cristo appaiono i primi segni degli Etruschi: questi chiamarono la Regione Etruria, poi i Romani la nominarono Tuscia, poi Tuscanica e infine Toscana.

La loro origine è tuttora incerta: secondo alcuni erano un popolo proveniente dall’Asia Minore, secondo altri erano popolazioni autoctone che subirono influenze esterne. Verso il sesto secolo a.C gli Etruschi raggiunsero il culmine della loro potenza e possedevano territori dalla Pianura Padana alla Campania. Il livello di civiltà raggiunto da questo popolo è testimoniato da importantissimi reperti archeologici. Nel terzo secolo a.C. gli etruschi furono sconfitti dalla potenza militare dei romani; dopo l’iniziale periodo di prosperità dovuto allo sviluppo dei commerci, all’estrazione del ferro e all’artigianato, la regione subì un crollo economico, sociale e culturale.

Alla caduta dell’Impero Romano la regione subì la dominazione ostrogota, bizantina e poi longobarda che la trasformarono in ducato, con sede a Lucca. Quando Carlo Magno fece crollare i longobardi, il ducato divenne contea e poi marchesato di Lucca. Verso il XII secolo iniziò il periodo dei liberi comuni e Lucca divenne il primo comune in Italia. Con la nascita di libere associazioni di arti e mestieri la Toscana divenne esempio di autonomia culturale, economica e sociale.

Tra le città della regione spiccava Firenze. Il Rinascimento italiano deve molto a questa regione e a Firenze: basta pensare a Giotto e Dante Alighieri nel ‘300 e a tutti gli altri artisti quattrocenteschi. Il rinascimento è inscindibilmente legato alla famiglia dei Medici che governarono Firenze fino al 1737 facendola brillare in Italia e in tutta Europa, grazie all’arte e alla scienza. Dal 1737 il Granducato di Toscana passò sotto la famiglia dei Lorena, austriaci, che governarono fino al 1859: anche i Lorena furono principi liberali e resero la regione una delle più ricche d’Italia.

Non si può non citare la più grande innovazione voluta da Pietro Leopoldo, l’abolizione della pena di morte. La Toscana ospitò durante il periodo napoleonico e nel primo rinascimento patrioti e scrittori che trovarono asilo politico. La Toscana verrà annessa al nuovo stato unitario in seguito ad un plebiscito popolare . Firenze fu capitale del Regno d’Italia per 5 anni, in attesa che la capitale fosse spostata a Roma, nel 1870. Pur conservando una sua specificità, da questo momento la sua storia è quelle dello stato Italiano.

Arte

Poche regioni nel nostro paese e nel mondo possiedono un patrimonio artistico così consistente e variegato. Inoltre la particolarità della Toscana è che le testimonianze artistiche presenti riguardano tutta la storia, dall’antichità alla contemporaneità.

La città più famosa ed attraente della Toscana è senza dubbio Firenze, bagnata dal fiume Arno e circondata dalle colline, di origine romana, conobbe il suo massimo splendore con la famiglia dei Medici: da quel momento infatti i più importanti artisti come Giotto, Cimabue, Michelangelo, Brunelleschi, Botticelli, hanno lasciato con le loro opere una traccia indimenticabile che ancora possiamo ammirare grazie alle loro sculture, ai dipinti e alle opere di architettura come il Duomo, Palazzo Vecchio e moltissime altre. Firenze inoltre ospita musei di fama internazionale: la galleria degli Uffizi, le Cappelle medicee, il Museo Nazionale del Bargello e la Galleria dell’Accademia.

Ma Firenze è tutta un’opera d’arte, ogni via, ogni palazzo, ogni giardino ha il sapore della storia e un aura di romanticismo. Un’altra delle mete quotate dai turisti è la città di Siena, di origine etrusca, che raggiunge la sua fortuna nel medioevo, di cui oggi rimangono palazzi e strade. Molto interessanti sono il Duomo del XIV secolo, piazza del campo-sede del Palio- e gli edifici circostanti. Nota in tutto il mondo, soprattutto per la sua torre pendente è Pisa, anch’essa di origine etrusca, poi divenuta colonia romana. La città è bagnata dal fiume Arno e raggiunse l’apice della potenza nell’XI secolo come base navale: i suoi traffici commerciali interessavano tutto il mediterraneo.

San Gimignano inizialmente era un piccolo borgo etrusco che ha cominciato ad espandersi dal X secolo; durante il medioevo possedeva ben 72 torri, oggi ne rimangono 14. Lucca divenne famosa nel XV secolo grazie all’arte della seta che divenne la principale fonte economica.

Oggi è consigliabile vedere il Palazzo della Signoria, la chiesa dei Santi Giovanni e Reparata e piazza San Martino dove si trova il Duomo dedicato all’omonimo santo. Moltissimo altro ci sarebbe da dire riguardo all’arte di questa regione, ma per rendersi un po’ conto dell’inesauribile patrimonio artistico della regione possiamo pensare al significato di un detto toscano in cui si dice che ogni paese non è mai troppo piccolo per contenere un museo.

Economia

L’economia della regione Toscana si basa prevalentemente sul settore terziario, alimentato in modo molto consistente dal turismo. Il commercio ed il terziario infatti sono la fonte di occupazione per circa i 2/3 della popolazione.

Il modello di commercio tipico è basato sulla piccola o media impresa spesso a conduzione familiare. Nonostante ciò, in Toscana vi sono anche numerosi distretti industriali sparsi nel territorio. Di importanza significativa sono anche l’agricoltura e l’allevamento che offrono prodotti di alta qualità; inoltre questa regione è stata la prima in Europa ad approvare una legge che vieta la coltivazione e la produzione di O.G.M..

Le aree collinari si caratterizzano per gli oliveti ed i vigneti (i vini e l’olio toscani hanno importanza mondiale). Le colline più basse e le pianure invece sono coltivate con prodotti cerealicoli-foraggeri, girasoli, mais, barbabietole, zafferano e vaste aree sono anche adibite al vivaismo e all’orticoltura. L’allevamento si basa prevalentemente sulle razze autoctone suine e bovine che forniscono carni molto pregiate.

Turismo

Senza dubbio il turismo rappresenta una delle principali risorse economiche della regione Toscana; circa il 40% dei turisti si dirigono verso le località balneari: basti pensare che nei mesi estivi la Maremma grossetana decuplica il numero dei residenti. Moltissimi turisti inoltre raggiungono la regione per visitare le città d’arte, ma anche centri minori; la sola città di Firenze generalmente supera i 7 milioni di visitatori ogni anno. Un settore che è sempre più in crescita negli ultimi anni è quello del turismo rurale che si accosta a quello termale: località rinomate sono Saturnia, Montecatini Terme e Chianciano Terme.

E poi nella verde Toscana c’è un luogo famoso per le sue eleganti passeggiate e per i suoi locali notturni, per i suoi mille divertimenti in spiaggia e per le sue colline: è la Versilia, che grazie ad una combinazione di fortunati fattori, lussuosi e confortevoli stabilimenti balneari, paesaggi variegati, parchi naturali e pinete, ma anche attrezzature sportive e discoteche alla moda, riesce ad essere la meta ideale per soddisfare ogni tipo di turista.

La Versilia vanta inoltre porti turistici molto attrezzati che richiamano imbarcazioni prestigiose da tutto il mondo. E parlando di turismo in Toscana, dopo aver consigliato tutte le sue meravigliose città d’arte, non posso non ricordare uno dei momenti più allegri, colorati ed artistici dell’anno: il Carnevale di Viareggio, un susseguirsi di manifestazioni ed eventi di ogni genere che vanno dagli eventi culturali alle serate del divertimento più sfrenato. Accanto al turismo estivo e a quello artistico, rilevante è anche quello invernale, praticato sul Monte Amiata e all’Abetone.

Non si può non riconoscere che quando si torna da una vacanza ciò che ci si ricorda e ci si ricorderà sempre sono i sapori che quella terra ti ha fatto conoscere e la Toscana in questo sa essere davvero sorprendente: dal grande ristorante di città alla rustica trattoria, la cucina Toscana, con la sua semplicità, offre sempre a tutti il piatto giusto, rigorosamente accompagnato dai vini locali.

Cosa Vedere a Firenze

Una tra le più celebri, visitate ed apprezzate città d’arte del Bel paese, Firenze è la culla del Rinascimento e lo scrigno di preziosi tesori artistici. La capitale toscana, visitata ogni anno da migliaia di turisti, rappresenta un perfetto esempio di simbiosi e convivenza tra l’antico e il moderno, serbando in un’aura classicheggiante il fascino di antichi fasti.

Cenni geografici
La città di Firenze sorge a 50 metri sul mare in Toscana, non distante dal confine con l’Emilia Romagna. E’ bagnata dal fiume Arno, e conta circa 366.000 abitanti, senza includere l’area metropolitana esterna. Si estende per circa 102 km² ed è il capoluogo della regione Toscana. E’ circondata da rilievi collinari, tra cui le colline di Fiesole e Bellosguardo, e numerosi fiumi minori attraversano la piana in cui è adagiata. Nelle vicinanze, diverse città d’arte e le colline del Chianti.

Cenni storici
La fondazione di Florentia, questo era il suo nome, avviene ad opera dei Romani nel 59 a.c. La città cadrà successivamente in mani “barbare” dopo il declino dell’Impero. Nel 1200 sarà teatro dello scontro tra Guelfi e Ghibellini, le due fazioni fedeli rispettivamente al Papa e all’imperatore, ospitando insigni personalità tra cui il poeta per eccellenza, Dante Alighieri. Negli anni successivi entrerà in scena la famiglia dei Medici, occupando un ruolo di primo piano nella vita politica della città per circa tre secoli, soprattutto con le figure di Cosimo e Lorenzo “il magnifico”. Dal 1865 al 1870 Firenze sarà capitale d’Italia.

Raggiungere Firenze
Firenze si raggiunge in autostrada con l’A1 uscendo, da sud a nord, a Firenze sud, Firenze – Certosa, Firenze – Scandicci, o imboccando l’A11, ovvero la Firenze – mare. Via treno si scenderà a Firenze – Santa Maria Novella, la stazione meglio collegata con il centro storico e le bellezze artistiche della città. La stazione stessa è un capolavoro architettonico del cosiddetto Razionalismo Italiano, e la sua costruzione risale agli anni ’30.

Scorci caratteristici
Risulta essere raccomandabile, da buoni turisti, l’acquisito di una mappa che consenta di individuare facilmente ed organizzare in tappe i nostri percorsi. Il cuore artistico della città è ovviamente il centro storico, ed è da lì che muoveremo i primi passi, magari accedendovi dalla Porta Romana o dalla Porta al Prato, tra le più antiche e interessanti.
Il centro storico di Firenze è patrimonio dell’UNESCO dal 1982. Esso è racchiuso tra antiche mura medievali, scrigno di bellezze e tesori artistici. La nostra visita comincerà dai monumenti storici della città, alla ricerca di scorci suggestivi o monumenti celebri. E affacciarsi sull’Arno regala di queste emozioni.
L’Arno è attraversato da diversi ponti tra i quali il Ponte Vecchio, un must specialmente tra le cartoline e gli scorci classici, essendo tra i simboli più celebrati di Firenze. Il Ponte Vecchio attraversa il fiume nel suo punto più stretto e consente di godere di un’ottima vista sulla città. Costruito per la prima volta dagli etruschi e ripetutamente danneggiato, ha però resistito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, risparmiato da Hitler che ne seppe apprezzare la bellezza.
Una caratteristica del ponte sono le numerose botteghe che lo sovrastano ed il Corridoio Vasariano, edificato nel 1565 da Giorgio Vasari per collegare Palazzo Pitti con Palazzo Vecchio ed attualmente parte della Galleria degli Uffizi. La zona centrale del ponte ha due terrazze panoramiche, una delle quali ospita il monumento a Benvenuto Cellini, celebre per i suoi “lucchetti degli innamorati”. Un itinerario ragionevole include il ponte come terza tappa di un percorso che prende il via da Piazza della Signoria attraversando la Galleria degli Uffizi. Non è il solo ponte degno di menzione: volendo organizzare un percorso circolare, possiamo rientrare verso Piazza della Signoria attraverso il Ponte di Santa Trinità, direttamente affacciato sul Ponte Vecchio.
Per una veduta dall’alto della città possiamo invece salire sulla collina di Bellosguardo, circondati dal profumo dei cipressi e dagli ulivi, passeggiare nel giardino di Boboli o muoverci verso Fiesole, grazioso borgo medievale che sovrasta l’area della città. Restando tra le mura, invece, la migliore vista panoramica è da Piazzale Michelangelo.

Gli Uffizi ed altri musei
Una visita a Firenze non può prescindere da una sosta alla Galleria degli Uffizi, celebre edificio progettato da Giorgio Vasari, che oggi ospita un’importante collezione di manufatti artistici. Essendo il luogo decisamente frequentato, conviene prenotare nel caso si visiti in giorni di grande affluenza, o essere preparati ad una fila agli ingressi. Sul sito ufficiale (www.uffizi.firenze.it) ci sono tutte le informazioni relative alla galleria ed i numeri di telefono indispensabili. Spesso si fa la fila anche con la prenotazione, ma il gioco vale la candela.
Le varie sale degli Uffizi includono sculture, quadri e oggetti d’arte organizzati in sezioni ed aree disposte in ordine cronologico, in corrispondenza alla numerazione delle sale. Tra le opere presenti, un’ampia collezione di pitture di Giotto, quadri del ’300, testimonianze rinascimentali come dipinti di Masaccio, Beato Angelico, Piero della Francesca e Paolo Uccello, quindi una vasta gamma di lavori di Sandro Botticelli, cui è dedicato molto spazio (la sala è la maggiore del museo), e del quale possiamo ammirare la celebre Primavera, enigmatico incontro di motivi neoplatonici e mitologici.
Nella sala 15 incontriamo un altro celebre toscano, Leonardo da Vinci, con la sua Adorazione dei Magi; ancora, completando la visita, il Perugino, Durer, Mantegna, Michelangelo Buonarroti, Raffaello, Tiziano, il Parmigianino, Caravaggio. Dalla Galleria si può accedere al già menzionato Corridoio Vasariano, per visitare il quale occorre però una guida.
Ma la ricchezza artistica di Firenze non si esaurisce con gli Uffizi. Alla Galleria dell’Accademia è esposto il David di Michelangelo, assieme ad altre sculture dell’artista, e diverse opere provenienti dalla collezione del Granduca Pietro Leopoldo. Il Museo del Bargello, ospitato in un elegante ed antico palazzo del centro, è invece ricchissimo di sculture di pregio oltre che del suddetto Michelangelo, del Cellini o del Brunelleschi. In un vecchio convento dei domenicani è il Museo di San Marco, arricchito da splendidi affreschi. Ancora, disponendo di altro tempo potremmo visitare il museo di Storia della Scienza, le Cappelle Medicee, la casa di Dante o il museo Leonardo Da Vinci.

Piazze e palazzi
La piazza più conosciuta di Firenze è Piazza della Signoria, raggiungibile da Piazza Duomo attraverso Via de’ Calzaiuoli. Guardandoci attorno possiamo scorgere anzitutto Palazzo Vecchio, oggi sede municipale, con la sua caratteristica torre. Commissionato ad Arnolfo di Cambio e conosciuto in seguito come Palazzo della Signoria, Palazzo Vecchio ospita ai suoi piani superiori la Galleria degli Uffizi, ed è in parte aperto alle visite.
Al centro della piazza è una copia realistica del David di Michelangelo, e alla destra del Palazzo la Loggia dei Lanzi, sotto le cui volte sono adagiate numerose sculture tra cui la famosa testa di Medusa retta dalla mano di Perseo. Dalla piazza si raggiunge velocemente l’Arno e Ponte Vecchio, e si accede agli Uffizi. Percorrendo il lungarno raggiungiamo Palazzo Corsini, in stile tardo barocco, quindi il quattrocentesco Palazzo Rucellai, affiancato dall’ex chiesa di San Pancrazio.
Proseguendo per Via della Vigna Nuova si incontra Palazzo Strozzi, attualmente sede di diverse esposizioni d’arte e situato in una zona molto suggestiva e “modaiola” della città. Palazzo tipicamente rinascimentale, oggi ospita il gabinetto Vieusseux e l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento. Prima di chiudere il nostro itinerario raggiungendo Piazza Santa Maria Novella diamo uno sguardo a Palazzo Antinori, anch’esso in stile rinascimentale, di fronte al quale spicca la bella chiesa di San Gaetano.
Tra gli altri palazzi non può mancare una nota a Palazzo Pitti, secondo molti studiosi opera del Brunelleschi, affacciato sul bel giardino di Boboli e sede di diversi musei tra cui la Galleria d’Arte Moderna, la Galleria Palatina e la Galleria del Costume. Da visitare anche gli Appartamenti monumentali, con sontuose decorazioni e arredi caratteristici.
Un luogo particolarmente panoramico ed evocativo della città è il Piazzale Michelangelo, con un monumento a Michelangelo che campeggia al centro della piazza. Percorrendo delle suggestive scalinate si accede infine alla Porta San Niccolò, con la sua torre caratteristica.

Giardini, ville e dintorni
Non manca, a Firenze, un’estesa superficie di aree verdi. Cominciamo dal suggestivo Giardino di Boboli, il giardino di Palazzo Pitti, nel quale la natura incontra mirabilmente la scultura e l’opera umana. Il luogo offre interessanti vedute sulla città, e passeggiando per i suoi viali ci si imbatte in statue, fontane e costruzioni come la Grotta del Buontalenti o la statua dell’Abbondanza, o si sosta nei viali alla ricerca di luoghi appartati. Molto suggestivo il lungo Viottolone, ampio viale circondato da cipressi.
Il maggiore parco di Firenze è però il Parco delle Cascine, che prende il nome dalla presenza di fattorie e granai sull’Isola Estate, dove fu creato. Attualmente si estende fino alle sponde dell’Arno, e include numerose strutture per la pratica sportiva (piscina, ippodromo, velodromo). L’ingresso è ovviamente gratuito, ed il parco è la meta privilegiata di moltissimi fiorentini. Ancora:
Varcando la Porta Romana si incontra il Giardino del Bobolino, caratteristico perché si sviluppa interamente in pendenza. Villa Demidoff, la ricostruzione di una vecchia villa medicea, che ospita un grande giardino all’inglese, oltre a diverse sculture, opere d’arte e specie arboree rare e secolari.
Il Giardino della Gherardesca, il più grande parco privato di Firenze.
Il giardino dell’Iris, dove si coltiva questo bellissimo fiore.
Gli orti oricellari, nei pressi di Santa Maria Novella.
Oltre ai giardini, nel territorio di Firenze sono numerose dimore appartenute ai Medici, non tutte aperte al pubblico, tra cui la Villa della Petraia o la stupenda Villa medicea di Castello.
Per apprezzare davvero le particolarità della natura toscana una puntatina fuori Firenze permette di immergersi tra le splendide colline del Chianti toccando borghi caratteristici come San Gimignano o Volterra oppure, salendo verso nord, inoltrarsi nella magica terra del Mugello, per poi visitare i centri storici di Prato e Pistoia. Più a Ovest, Lucca e la Garfagnana regalano splendide immersioni nella natura e passeggiate in montagna nell’incantevole cornice delle Alpi Apuane.

La città
Quanta storia, quanta arte e quante leggende sono racchiuse in una città come Firenze? Tante, tantissime. Dunque, perché non preparare la valigia e partire subito alla volta di questa stupenda città italiana? Se state pensando alla sistemazione, nessun problema. Abbiamo infatti selezionato per voi i migliori hotel della città. Da 2 a 5 stelle, la lista è lunga. Siamo certi che avrete solo l’imbarazzo della scelta di fronte a tanta vastità.
Perché una visita a Firenze è d’obbligo, sia per chi non ha mai messo piede in questa città toscana, sia per chi l’ha già visitata e vuole tornarci. E poi basta pensare che Firenze è importante sotto tanti punti di vista: arte, letteratura, storia, etc.
La città è infatti considerata il luogo d’origine del Rinascimento. Famosi in tutto il mondo sono i suoi edifici antichi, le gallerie d’arte, i musei, i teatri e le biblioteche che attraggono turisti da ogni parte della Terra. Firenze è anche moda – grazie alla fiorente industria nella vicina cittadina di Prato, all’istituto Polimoda e ai marchi Gucci e Ferragamo – oltre ad eventi di beneficenza e ai festival delle più svariate discipline artistiche.
Firenze è il regno delle botteghe e dei maestri artigiani che, nelle viuzze della città, lavorano mettendo in mostra la loro bravura unita alla passione e alla creatività. L’Oltrarno è il quartiere per eccellenza che ospita laboratori aperti al pubblico grazie a visite – su prenotazione – guidate da guide professioniste. Vi consigliamo di non trascorrere pochissimo tempo a Firenze, di non comportarvi come turisti frettolosi ma, se possibile, di soggiornarvi qualche giorno in più per visitare più itinerari possibili. Da non perdere assolutamente il Duomo, Piazza della Signoria, Ponte Vecchio. E ancora Palazzo Pitti, la Basilica di Santa Maria Novella e i vari musei come la Galleria dell`Accademia e il Museo Opera del Duomo.

Soggiornare
Decidere di soggiornare a Firenze per qualche giorno è una scelta che va certamente ponderata. Tante sono le possibilità al fine di rendere questo periodo di vacanze il più rilassante possibile. Ville di lusso, appartamenti, hotel e agriturismi. Queste sono le varie soluzioni che permettono di trovare un punto fermo per i turisti di tutto il mondo. Firenze, celebre anche per un evento tragico – nel 1966 il fiume Arno straripò causando molti danni alla città e ai suoi edifici – oggi ha un posto d’onore per la sua arte, come già accennato, ma sono anche tanti altri i suoi pregi.
Ricordiamo la classica cucina fiorentina che vede le sue origini nell’utilizzo di ingredienti poveri ma dal sapore ricco e genuino; le vie dello shopping caratterizzate da grandi firme della moda e da numerosi negozi di abbigliamento, calzature, pelletteria e gioielli (quest’ultimi soprattutto nella zona di Ponte Vecchio); i due conosciuti mercati alimentari, con i prodotti tipici locali, nei quartieri di San Lorenzo e Sant’Ambrogio; i numerosi teatri – come il teatro della Limonaia e il Teatro della Pergola – che ogni stagione vantano un cartellone con un’ampia scelta di autori e registi italiani e non; i giardini – come il Parco delle cascine – che permettono di assaporare a pieni polmoni l’aria e l’atmosfera salubre del posto.
Firenze, inoltre, è una città ricca di svaghi e di appuntamenti mondani. Sono davvero tante le enoteche e i cocktail bar che sorgono nel centro storico e che attirano molti giovani desiderosi di una pausa di lavoro, di un aperitivo al tavolo o di un incontro tra amici.
E al calare del sole, Firenze non va a dormire. Sono tante infatti le discoteche, gli spettacoli, le rassegne, gli eventi e i concerti che fanno di Firenze una città poliedrica e adatta davvero per tutte le età.

Cosa Vedere in Valle d’Aosta

Con questa semplice guida alla Valle d’Aosta intendiamo guidare il turista alla scoperta di una delle regioni più belle del nostro paese, indicando al lettore le mete più gettonate a livello tuistico e offrendo consigli su alloggi e altri argomenti.

La regione è raggiungibile con l’automobile tramite autostrada da tutta Italia, semplice da raggiungere anche in treno ovviamente.

Come arrivare

Per raggiungere la città in auto invece si impiegheranno 1 ora da Torino, 2 da Milano, 5 ore per chi proviene da Firenze e 8 ore per chi parte da Roma.
Per quanto riguarda gli itinerari a voi più adeguati sarà conveniente consultare uno dei numerosi siti che dato un punto di partenza e uno di arrivo vi mostreranno il percorso più semplice e veloce da seguire.

Passiamo ora ai periodi più adatti per visitare questa splendida regione; ogni periodo è perfetto a nostro parere, perchè ogni periodo ha le sue attrattive. Scegliere il periodo più adatto a voi dipenderà dai vostri interessi. Se ad esempio amate sciare l’inverno è la stagione perfetta per voi, ma se invece siete appassionati di escursioni in montagna e passeggiate nei boschi vi consigliamo la stagione estiva.

Per finire parliamo dell’ampia gamma di possibilità fra cui potrà scegliere il turista per alloggiare.
Anche in questo caso la vostra scelta dovrà essere decisa in base a tipo di vacanza che volete fare e in base (soprattutto) al budget finanziario disponibile.

In ogni caso avrete la possibilità di scegliere tra varie soluzioni quali ad esempio: agriturismi, alberghi, alloggi per vacanze, campeggi e bed and breakfast.
Vediamo ora i prezzi medi di alberghi e bed and breakfast.

In un hotel a 4 stelle una camera doppia potrà avere un costo medio di circa 140 – 200 euro massimi, più economica (relativamente) la singola che potrete avere per un costo di 75 – 100 euro a notte.
Negli alberghi a 3 stelle spenderete in media 40 – 55 euro per una singola e 60 – 80 euro a notte per una doppia. In un 2 stelle la spesa si aggirerà sui 30 – 50 euro per una singola e 50 – 75 euro per una doppia.
Se preferite invece alloggiare in bed and breakfast la spesa sarà di circa 35 – 45 euro per una singola e 60 – 80 euro per una doppia.

Aosta

Aosta è il capoluogo della Valle d’Aosta appunto, situata a 583 metri di altezza, ha circa 34000 abitanti.
Questa città dalle antiche tradizioni possiede soprattutto monumenti risalenti all’epoca romana e al medioevo.
Cominciamo quindi con l’indicarvi i maggiori reperti che potrete vedere risalenti all’epoca romana.
Lo splendido arco di Augusto ad esempio, situato nella zona orientale della città, risalente al 25 a. C.
Al di sotto dell’arco troverete uno splendido crocifisso; è il crocifisso del Santo Volto, aggiunto in seguito quello che vedrete lì non è l’originale che invece è custodito nel Museo del tesoro della cattedrale.

Altre mete risalenti alla medesima epoca sono il Criptoportico romano, l’anfiteatro e il Ponte romano; posto quest’ultimo sull’antico corso del fiume Buthier, che oggi ormai non scorre più al di sotto di esso. Viene ancora oggi utilizzato. Da vedere poi le rovine della basilica paleocristiana, riportate alla luce da scavi archeologici.
Per quanto riguarda le mete risalenti ad altre epoche ecco le più interessanti.

Molto interessante da visitare è la cattedrale medievale di S. Orso, col suo chiostro all’interno e la bellissima Colleggiata sempre intitolata al santo, al suo interno sono custodite le collezioni del Museo del tesoro di S. Orso. Che tra i suoi pezzi vanta oggetti di fine oreficeria e lo splendido calice di S. Orso.
Il Museo archeologico regionale invece vi da la possibilità di ammirare reperti risalenti a varie epoche antiche, reperti di epoca romana ad esempio ma anche provenienti dall’antica Grecia.

Altre due mete di cui consigliamo la visita sono la Cattedrale di S. Maria Assunta e Piazza Chanoux; quest’ultima è la più grande piazza di Aosta e ospita l’edificio del municipio, risalente al 1800.
Vi consigliamo infine di recarvi a vedere lo splendido Castello di Jocteau risalente agli inizi del ‘ 900.

Parchi della valle d’aosta

Molti sono i parchi naturali presenti in Valle d’Aosta, ognuno merita di essere visitato e ognuno possiede caratteristiche uniche, riguardanti flora, fauna o morfologia.
Il primo in importanza è certamente il parco nazionale del gran Paradiso. Questo parco da sempre è legato ad un particolare animale, che può dirsi il suo vero simbolo: lo stambecco.
Il territorio del parco si estende per circa 70000 ettari caratterizzati da un ambiente tipicamente alpino.
Alcune fra le cime più alte della zona raggiungono i 4000 metri, prima fra queste la cima del Gran Paradiso da cui il parco prende il nome.

Nei suoi boschi e prati si possono trovare specie floreali rarissime; molti sono poi gli animali che sarà possibile osservare da vicino. Tra questi, stambecchi, camosci, aquile reali, marmotte, gipeti e linci.
La riserva naturale Les iles è invece importante in quanto tappa per molti uccelli migratori e la fauna che può vantare è davvero numerosa. Spesso in questa riserva ci sono stati avvistamenti di uccelli non comuni per la zona. Alcuni degli uccelli che sarà possibile osservare sono: la folaga, il germano reale e il tarabusino.
Ecco ora altre delle riserve che potrete visitare:

Riserva del lago di Lozon: è certamente uno degli ambienti umidi più interessanti della zona, ospita alcune piante di origine palustre davvero rare; sarà possibile vedere la rana rossa e il rospo comune.
Riserva naturale lago di Villa: Il lago da cui la riserva prende il nome esiste grazie all’apporto di fonti sotterranee. Sulla superficie del lago sono presenti due piante natanti molto rare in Val d’Aosta. Sono presenti inoltre alcuni animali particolari come la rana verde, la lucertola muraiola e la biscia dal collare.
Riserva naturale Mont Mars: possiede splendidi boschi e praterie, nella zona settentrionale sarà possibile trovare la stella alpina. Possibilità di osservare numerosi animali tra cui: lepri, camosci, ermellini, aquila reale, corvo imperiale e pernice bianca.

Riserva naturale di Tsatelet: vi è un’area di interesse archeologico che fu sede di un insediamento nel tardo neolitico. Sarà possibile osservare la poiana, l’astore, il nibbio bruno e il falco pellegrino durante il periodo migratorio.

Castelli della valle d’aosta

IN questa parte della guida vi indicheremo tutti i più bei castelli della regione; voi potrete poi scegliere quali visitare se uno solo o tutti in base ai vostri interessi.
Il primo che vi segnaliamo è il Castello di Fénis: la sua storia ( e anche quella di altri castelli) è sempre stata legata a quella della famiglia Challant, i proprietari durante tutto il medioevo.

Nel 1906 fu donato allo stato da un architetto di nome Alfredo d’Andrade che l’aveva acquistato in precedenza e poi ristrutturato. All’interno potrete ammirare sulla parete di fondo dello scalone, i bellissimi affreschi raffiguranti S. Giorgio che libera la principessa. Il mobilio che vedrete purtroppo non è quello originale; i pezzi ora presenti sono stati acquistati poco per volta da antiquari dopo che il castello venne donato allo stato.
Il Castello di Issogne appartenne anch’esso alla famiglia degli Challant; a testimonianza di ciò possiamo trovare i bellissimi affreschi al suo interno che celebrano la grandezza della famiglia.

Dopo varie vicende il castello agli inizi del 1800, era in stato di abbandono ma nel 1872 fu acquistato da Vittorio Avondo, un pittore piemontese che prima di donarlo allo stato nel 1907 lo fece restaurare a sue spese, recuperando anche alcuni pezzi del mobilio originale del castello e acquistandone altri adatti. Al centro del cortile del castello si trova la bella fontana del melograno.

Un altro interessante castello è quello di Ussel: venne costruito nel XIV secolo, ma nel XVIII venne abbandonato e andò in rovina. In seguito venne poi fortunatamente acquistato dal barone Marcel de bich, che dopo averlo fatto restaurare lo diede in dono alla regione. Spesso in estate il castello ospita delle esposizioni, solo in questi momenti è accessibile al pubblico.

Il castello di Verrei invece è un edificio dal carattere fortemente militare; costruito da Ibleto di Challant, è uno dei primi esempi di castello monoblocco. Andato in rovina col tempo venne restaurato anch’esso da Alfredo d’Andrade che evito così ulteriori danni alla struttura.
L’ultimo castello che vi segnaliamo è il Castel Savoia. Costruito per Margherita di Savoia, che amava fare lunghe passeggiate in montagna. La costruzione iniziò nel 1833; costruito in stile medievale sono visitabili esclusivamente il pian terreno e il primo piano. Dal 1981 appartiene alla regione.

Cucina regionale

Dal momento che vi trovate in una regione che possiede una tradizione gastronomica dalle origini assai antiche e che vanta piatti unici nel territorio italiano perché non approfittarne per gustare qualche ricetta di questa particolare cucina?

Ecco quindi alcuni fra i migliori piatti della tradizione valdostana che vi proponiamo di assaggiare.
La prima specialità che vi consigliamo è la famosa Fonduta alla valdostana, ghiotta pietanza a base di fontina, uova e latte, ideale accompagnata dalla polenta o da crostini di pane.

Un altro piatto tipico della regione è il Capriolo alla valdostana, buonissimo piatto a base di carne di capriolo, ovviamente, pomodori, vino rosso e bacche di ginepro.
La Seuppa a la valpellenentse è un piatto assai particolare a base di pane, fontina e brodo di carne.
Anche il Risotto alla valdostana vi conquisterà, questo risotto tipico infatti è praticamente un risotto condito con la fonduta.

Un altro secondo che vi conquisterà sono i salsicciotti della Valle d’Aosta, tipico piatto a base di carne di pollo, mortadella e fontina.
Ancora due piatti assolutamente da provare sono la minestra di castagne e la zuppa di Valpelline, quest’ultima a base di fontina, prosciutto crudo, pane e brodo di carne.
Infine vi segnaliamo ancora a polenta al forno e per quanto riguarda i dolci i Rissili, rettangoli di pasta a base di farina burro e uova, fritti e ricoperti di zucchero a velo.

Per assaggiare tutte le bontà che vi abbiamo appena segnalato sarà bene recarsi in qualche ristorante specializzato nella cucina valdostana o magari in qualche buona trattoria tipica. Per quanto riguarda i dolci invece o alcuni fra gli ingredienti necessari a preparare queste ricette, potrete procurarveli, se interessati in qualche negozio specializzato nella vendita di prodotti regionali.

Gli sport all’aria aperta

Essendo la Val d’Aosta una regione dalla natura rigogliosa e ricca di parchi e aree protette è il luogo perfetto per tutti coloro che amano praticare sport all’aria aperta.
La regione infatti offre numerose possibilità agli appassionati di questi sport mettendo a disposizione del turista molte strutture specializzate nei vari tipi di discipline.

Vi presentiamo quindi ora alcuni fra gli sport che potrete praticare in questa bellissima regione, approfittando soprattutto delle belle giornate che regala la stagione estiva.
Alpinismo: la regione perfetta per gli amanti di questo sport, che potranno essere affiancati da esperte guide alpine che accompagneranno il turista alla scoperta delle più alte vette delle regione come il Monte Bianco, la splendida vetta del Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso.

Rafting e Canyoning: anche gli appassionati di queste emozionanti discipline troveranno il divertimento che cercano grazie al gran numero di torrenti e fiumi presenti nella regione. Questi sport potranno essere praticati nelle stagioni estive e per chi fosse interessato sono molte le strutture sul territorio che offrono corsi e istruttori.

Equitazione: la splendida natura regionale e i tranquilli sentieri nei boschi sono perfetti per praticare l’equitazione, splendido sport amato da molti. Sul territorio regionale sono molti i circoli equestri e i maneggi che mettono a disposizione dei cavalieri i propri animali per fare lunghe passeggiate o anche trekking a cavallo della durata di qualche giorno.

Sci: come non parlare di uno degli sport più apprezzati dagli amanti della montagna? In Valle d’Aosta questo sport è praticabile anche durante i mesi estivi grazie alle numerose stazioni sciistiche aperte anche in questi mesi.
Questi sono solo alcuni fra gli sport che potrete praticare, altre discipline sono il free climbing, la mountain bike, la pesca sportiva e il golf.