Cosa Vedere in Umbria

Nelle sue piccole dimensioni (8456 chilometri quadrati) l’Umbria nasconde un insospettabile varietà di paesaggi, ambientazioni naturali, luoghi che appaiono, tra di loro, appartenenti a mondi diversi. Sta forse qui la grande forza attrattiva di questa regione che riesce a proporsi, già solo dal punto di vista naturale, come uno dei luoghi più belli del nostro pianeta. Le montagne predominano il paesaggio con la catena dell’Appennino umbro-marchigiano.

Territorio

Non ci troviamo di fronte ad un unico sistema montuoso ma a diramazioni che vanno a svilupparsi per tutta la regione. Così troveremo nella parte più settentrionale la catena Occidentale che da Bocca Trabaria si dirige sopra Città di Castello, continua formando l’altipiano eugubino, segue con il Monte Subasio (1200mt circa) e termina vicino al corso del fiume Nera con il Monte Maggiore (1488mt). Unita a questa tramite il Passo della Scheggia è la Catena Centrale con cime che raggiungono facilmente i 1500mt e che culminano nel Monte Catria (1702mt). L’ultima diramazione sarà la Catena Orientale che avrà nei Monti Sibillini i massicci più importanti e anche quelli più elevati di tutto il sistema, dove spicca tra questi la cima del Monte Vettore (2476mt).

Se queste diverse catene montuose si ergono sopra ambientazioni naturali molto diverse fra di loro, quello che le accomuna è la loro formazione carsica, tanto che non sarà difficile trovare grotte sotterranee, canaloni, doline formate dall’azione erosiva dell’acqua combinata con l’atmosfera. Ad accompagnare le cime umbre troveremo, più in basso, prossime alle vallate, lunghi sistemi collinari dove la vita ha trovato, meglio che altrove, luogo ideale per moltiplicarsi. La ragione di questa scelta la si trova nella presenza di un clima molto più mite di quello montuoso e, almeno in passato, più salubre di quello pianeggiante (dove solo dopo secolari lavori di bonifica è andata scomparendo la malarica palude).

Le colline dell’Umbria sono caratterizzate dalla presenza dell’Olivo, che qui è protetto dal gelo della pianura e riesce a produrre un olio di altissima qualità, invidiato da tutte le parti del mondo. Scendendo più in basso troveremo delle vallate longitudinali alle catene montuose che si estendono anche per molti chilometri, tra queste ricordiamo la Val Tiberina, la Conca di Gubbio, la Valle Umbra.

L’agricoltura ha trovato qui la sua sede naturale, sviluppandosi fin dai tempi remoti e modificando così il paesaggio in modo determinante. La vista dall’alto delle vallate umbre è qualcosa di emozionante che cambia aspetto con il passare delle stagioni, dal marrone invernale, al verde primaverile fino all’oro dell’estate. La disposizione dei terreni agricoli rimanda ad un passato di coloni mezzadri, che qui come nella vicina Toscana hanno vissuto per secoli e dove hanno lavorato assiduamente per combattere la palude che incombeva pressante nelle piane.

Al giorno d’oggi accanto ai vasti campi di Grano, Mais, Girasole, Tabacco troviamo lo sviluppo di una fiorente attività industriale che è per lo più di piccole-medie dimensioni ma che ha un bacino di mercato che si estende ben oltre i confini nazionali. L’unico ambiente naturale che non è presente in Umbria è quello marino, visto che non c’è uno sbocco sul mare. Nonostante ciò nell’intera regione la presenza dell’acqua è abbondante sia grazie ai numerosi corsi fluviali, dal Tevere che l’attraversa per tutta la sua lunghezza al Nera con la spettacolare Cascata delle Marmore, sia ai laghi. Tra questi il più importante, in assoluto, è il Lago Trasimeno che si trova prossimo al confine con la Toscana e si estende per 128mq con una profondità intorno ai 5-6 metri. All’interno del suo specchio d’acqua troveremo tre piccole isole, la Maggiore, Minore e la Polvere (che è la più estesa) che rendono ancora più vario la quantità di paesaggi presenti nella regione.

Arte

Se il paesaggio rappresenta già da solo un motivo per visitare l’Umbria, ancora maggiore è l’offerta che ci può offrire il panorama artistico presente nella regione. Ogni borgo umbro infatti custodisce dei veri e propri tesori, risultato di una millenaria storia che ha visto passare sul suo suolo numerose popolazioni: dagli antichi etruschi, ai romani, allo Stato Pontificio. Tutti hanno lasciato delle testimonianze di altissimo valore che rendono la visita della regione una continua scoperta tra reperti antichi ed opere d’arte più prossime a noi. Iniziamo allora un viaggio tra alcuni dei periodi storici che hanno contribuito alla formazione di questo vasto patrimonio artistico.

Periodo Etrusco-Romano: la presenza degli etruschi è rilevata dalle numerose necropoli presenti sia intorno a Perugia, sia più a sud ad Orvieto dove c’è la famosa necropoli del Crocifisso, scavata nel tufo. Ancora più numerose sono le tracce lasciate dalla civiltà romana che ha prediletto l’architettura per lasciare le sue testimonianze di gloria. Potremmo trovare così imponenti costruzioni come l’acquedotto romano e il ponte di Augusto nei dintorni di Narni, i vari teatri e anfiteatri a Gubbio (questo davvero notevole per la capacità di poter contenere addirittura 6000 spettatori), a Spoleto e a Terni, le terme presenti ad esempio nell’area degli scavi di Carsulae fino ai vari tempi come quello dedicato alla Minerva ad Assisi.
Periodo Gotico: una delle perle dell’Umbria è stata prodotta dal genio di due artisti, Cimabue e Giotto, nel XIII sec., la Basilica di S. Francesco ad Assisi. La sua particolarità è quella di essere composta da due chiese sovrapposte con stili diversi: quella inferiore che si rifà al romanico, si sviluppa in larghezza mentre quella superiore che abbraccia il nuovo stile gotico-italiano ha uno sviluppo verticale. Questa basilica è presto diventata uno dei santuari più importanti della cristianità intera, simbolo di pace in tutto il mondo. Oltre alla Basilica di S. Francesco, il gotico in Umbria trova una larga diffusione si in edifici religiosi (come anche la Basilica di Orvieto), sia in edifici pubblici e privati.
Periodo Rinascimentale: a partire dal ’400 la Città di Perugia diventa uno dei poli artistici più importanti d’Italia dove affluiscono i maggiori pittori dell’epoca da Piero della Francesca a Beato Angelico, a Filippo Lippi, fino ad arrivare alla formazione di una Scuola Umbra, con tra i tanti il celebre Perugino. La maestria di tutti questi artisti ha arricchito l’Umbria di una notevole quantità di opere pittoriche molte delle quali purtroppo non più presenti nella regione a cause delle requisizioni napoleoniche e vaticane operate a cavallo tra ’700 e ’800. La Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia contiene molte di queste opere pittoriche, una sua visita diventa perciò obbligatoria per gli amanti dell’arte.
Dopo il breve viaggio, tra tre dei periodi storici che più hanno segnato l’Umbria, ci possiamo rendere conto del notevole panorama artistico che la regione può offrire ma non da meno è l’offerta dell’artigianato presente, in pratica, in ogni paese e borgo. Tra i più famosi in tutto il mondo possiamo citare le ceramiche artistiche di Deruta e il ricamo a punto francescano di Assisi. Riportare un souvenir dell’artigianato locale, oltre a permettere a tradizioni antichissime di rimanere in vita, vi darà l’occassione di poter portare all’interno della propria abitazione un po’ dello spirito di questa affascinante regione.

Itinerari

Se avete poco tempo da dedicare al viaggio in umbria, vi consigliamo dei piccoli itinerari che permettono di scoprire le varie facce della regione, anche in pochi giorni. possono essere anche l’occasione per passare un bel weekend con gli amici o con la famiglia.

I borghi più belli
Senza togliere niente a ciò che non menzioneremo, in questo itinerario vi portiamo nei borghi più belli della regione. il viaggio può partire ad assisi, sia per la sua posizione centrale facilmente collegata con tutta la regione, sia per il suo prestigio indiscusso. potremmo poi proseguire seguendo il fianco del monte subasio per i borghi di spello, trevi fino a giungere a spoleto. Da qui ci inoltriamo verso sud arrivando fino al secondo capoluogo di provincia, terni, per ritornare verso nord passando per i borghi termali di san gemini, carsulae per finire a todi. da qui possiamo scegliere se proseguire per la bellissima orvieto oppure ritornare verso assisi e fermarsi a deruta, ammirando così le sue ceramiche artistiche.
I parchi naturalistici umbri
L’umbria, cuore verde dell’italia, è ricca di natura grazie alle presenza di numerose aree protette. visitare, almeno una di queste zone, può essere occasione per una vacanza diversa, immersi tra la natura e viziati dalla più buona cucina umbra. Tra i parchi più interessanti possiamo citare il parco regionale del lago trasimeno, il parco del monte subasio, il parco del monte cucco, il parco fluviale del nera con le spettacolari cascate delle marmore, l’oasi di alviano e il parco dei monti sibillini.
Le vie del vino
Se siete amanti del vino, approfittate dell’evento “cantine aperte” per visitare le maggiori cantine umbre. i percorsi si snodano, generalmente, su due zone: quella nel cuore dell’umbria tra torgiano e montefalco dove si potrà assaggiare il celebre sagrantino prodotto con il vitigno rosso locale e l’altra invece che abbraccia i vitigni tra il trasimeno e l’orvietano.
Quando visitarla
Inverno, Primavera, Estate, Autunno%u2026 ma quale stagione è da preferire per visitare l’Umbria? Le cosiddette “mezze stagioni” sono sicuramente il periodo migliore per una visita poiché, in genere, offrono il clima più adatto a piacevoli passeggiate grazie alle temperature miti. Come mesi possiamo consigliare aprile e maggio per la primavera, mentre settembre e ottobre per l’autunno.

Cercate di evitare sia l’inverno inoltrato poiché il rischio di temperature sotto lo zero è frequente (specialmente nelle zone montuose), sia l’estate di luglio e agosto poiché, in questo caso, sarà l’afa e il gran caldo a farla da padrona. Ciò nonostante l’Umbria è una regione che offre, in ogni stagione, eventi e manifestazioni capaci di attirare milioni di persone da tutto il mondo. Il consiglio, quindi, è quello di far combaciare la permanenza con almeno uno di questi eventi. Ve ne proponiamo alcuni tra i maggiori che si svolgono durante tutto l’anno.

Inverno

Se andiamo in Umbria nel periodo invernale, in particolare durante quello natalizio, può essere una bella occasione per visitare uno dei numerosi Presepi Viventi sparsi per la regione. Tra le località più suggestive vi consigliamo Rocca Sant’Angelo, Giove e Attigliano dove ormai da decenni si svolge, sempre con maggior successo, questo particolare spettacolo. A Gennaio sarà la volta di Umbria Jazz Winter, dove l’annuale rassegna jazz di Perugia si sposterà ad Orvieto proponendo concerti di altissima qualità con artisti provenienti da tutto il mondo. Nelle domeniche di Febbraio vi consigliamo di recarvi a Sant’Eraclio, a pochi chilometri da Foligno, dove potrete festeggiare il Carnevale dei Ragazzi, manifestazione ormai storica nata nel 1960 ma che ha origini risalenti addirittura al 1542 e che permettono alla cittadina di vantarsi di avere uno dei carnevali più antichi dell’Umbria. Il 14 febbraio, invece, a Terni sarà la volta della festa degli innamorati, S. Valentino, con il consueto cammino dei promessi sposi verso la basilica dedicata al santo.
Primavera
La Primavera è contrassegnata in Umbria, innanzitutto, dalle ricorrenze cristiane della Pasqua con la Settima Santa ricca di eventi in tutti i paesi della regione. Tra questi possiamo ricordare la Via Crucis di Alviano, la Processione del Cristo Morto di Assisi o quella della Rinchinata a Bastia Umbra. Il mese di maggio sarà ricco di eventi a carattere storico come il Calendimaggio di Assisi in cui si sfideranno le due parti della cittadina, la Parte de Sopra e la Parte de Sotto, rappresentando in costume alcune scene di vita medievale. Sarà anche il mese della celebre Corsa dei Ceri a Gubbio, della Corsa dell’Anello a Narni, del Cantamaggio a Terni.
Estate
Se il caldo dell’estate non vi spaventa l’Umbria saprà ricompensarvi con una ricca offerta di manifestazioni che vanno ad occupare tutti e tre i mesi estivi. Si partirà con il Mercato delle Gaite a Bevagna, una rappresentazione medievale tra splendide taverne a cielo aperto, si proseguirà con l’Infiorata di Spello per il Corpus Domini, per poi entrare nel mondo del jazz nella tradizionale manifestazione Umbria Jazz a Perugia, che vede il riempirsi delle strade della città di musica e artisti da tutto il mondo. Non mancheranno, anche in questa stagione, le rappresentazioni storiche come il Palio a Città delle Pieve, quello di San Rufino ad Assisi, la Fuga del Bove a Montefalco.
Autunno
La stagione autunnale parte all’insegna della storia con la Giostra della Quintana a Foligno, dove i cavalieri in gara devono centrare un anello tenuto da un manichino di legno e con la Cavalcata di Satriano a Nocera Umbra che ripercorre l’ultimo viaggio verso Assisi di San Francesco prima di morire. Per gli amanti dei cavalli Città di Castello, nel mese di Novembre, ospita la Fiera dei Cavalli, momento di incontro per gli specialisti del panorama equestre internazionale ma anche occasione per far conoscere questi affascinanti animali anche ai più piccoli.
Cosa fare
L’Umbria è una regione caratterizzata da un insieme di paesaggi, pianure, vallate, catene montuose. E’ circondata altresì da fiumi, torrenti, cascate rumorose e sorgenti. Un visitatore che è attratto da tanto verde, può optare come meta turistica l’Umbria. La regione, infatti, è prevalentemente una regione collinare. L’Umbria è poi la regione del fiume Tevere (oggi chiamato Tiberino), fiume che in passato per parecchi secoli era navigabile.

La natura è uno spettacolo in Umbria. Tra le valli del Rio Fonno nell’Appennino Gualdese, il Rio Freddo nel monte Cucco, il Fosso Grande di Amelia, si possono ammirare spettacolari torrenti. Famosa la Valnerina, zona montuosa dove scorrono le acque del fiume Nera e chissà che qualcuno, oltre ad ammirarle, non ci si possa immergere sopra una canoa.
Ancora più conosciute le famose cascate delle Marmore, fenomeno naturale assolutamente da vedere, con le acque delle cascate che precipitano provocando un forte boato proveniente proprio dalle acque.

Insomma, l’Umbria è il luogo ideale per chi ama fare lunghe passeggiate alla scoperta di laghi di montagna e tutto ciò che offre la natura. Non mancano poi le sorgenti curative, utilizzate per scopi terapeutici. Le principali zone termali si trovano a San Gemini, Nocera Umbra, Acquasparta, Assisi e a Fontecchio.

Per chi è anche appassionato di folklore, specialmente in estate, in Umbria vengono svolte parecchie manifestazioni folkloristiche. Queste manifestazioni sono riconosciute anche a livello internazionale e attraggono turisti provenienti da tutto il mondo. Si tratta di rappresentazioni teatrali, mostre e spettacoli musicali tipici della regione.

Per chi ama lo sport, periodicamente vengono presentate attività motorie per la difesa dell’ambiente e anche per promuovere il territorio turistico. Si tratta di attività quali la pesca, il trekking, l’escursionismo, l’alpinismo fino ad arrivare al canottaggio, all’equitazione, allo sci e al windsurf. Per gli sportivi, non si può quindi dire che lo sport manchi in Umbria. Un modo per praticare sport e nello stesso tempo divertirsi.

Prodotti tipici

L’Umbria si fa amare anche per la qualità della sua cucina, ricca di piatti tipici che rimandano alle sue origini contadine. radici ben rappresentate dalla semplicità e genuinità delle proprie pietanze che utilizzano, per lo più, i prodotti tradizionali delle varie località. ma quali sono questi prodotti tipici? ne elenchiamo tra quelli più importanti che hanno reso famose in tutto il mondo la regione:

Tartufo
Questa pregiato tubero è molto presente in umbria soprattutto nella zona di norcia con il suo “nero” e nella val tiberina, nei dintorni di città di castello, con il pregiato bianco. In queste località non sarà quindi difficile poter gustare un piatto “al tartufo” partendo dai semplici crostini per arrivare agli strangozzi o alle scaloppine. i caseifici locali producono anche un’ottima e particolare caciotta aromatizzata proprio con questo tubero.
Legumi
Molto frequenti le coltivazioni di legumi in tutta la regione, specialmente nelle zone montuose. famose in tutto il mondo sono le lenticchie di castelluccio di norcia, dal pregevole sapore e dalla cottura rapida.
Salumi
Ogni casa umbra che si rispetti ha i suoi salumi “fatti in casa”. se non abbiamo la fortuna di poter approfittare dell’ospitalità di una di queste, non ci resta che affidarci a una delle tante norcinerie sparse per la regione. non c’è dubbio che i salumi più rinomati dell’umbria sono quelli di norcia, con il prosciutto crudo, con le salsicce secche e il salame sia di maiale che di cinghiale. Nei ristoranti, generalmente, troveremo questa pietanza nell’antipasto insieme ad olive, fritti, bruschette ecc. altrettanto gustosa, accompagnata con i salumi, è la torta al testo, una semplice ricetta fatta solo con acqua e farina cotta su apposite piastre o “testi” (da qui il suo nome).
Carne
Sulla tavola umbra, per quanto riguarda la carne, non abbiamo che l’imbarazzo della scelta: maiale, manzo, agnello, cacciagione la scelta è veramente ampia, tale da soddisfare anche il più esigente dei carnivori! tra le pietanze più interessanti possiamo trovare il maiale in porchetta, cucinato ad arte a costano, nei pressi di bastia umbra, ma anche piatti più tradizionali come il coniglio, l’agnello , le grigliate miste.
Dolci
Tra i dolci più tipici umbri citiamo il torcolo dolce, creato con varie ricette che variano da località a località: per esempio nei dintorni di perugia lo si suole arricchire con uvetta e canditi e prepararlo per le feste di san giuseppe e san costanzo. altrettanto tipico è l’arvoltolo, un dolce fritto cosparso di zucchero, vera leccornia per i più golosi.
Olio
Non si può parlare di cucina umbra senza menzionare l’olio d’oliva, esportato in tutto il mondo, che accompagna la quasi totalità dei piatti umbri. l’umbria comprende cinque zone che hanno ottenuto il certificato d.o.p. : colli martani, colli assisi-spoleto, colli del trasimeno, colli orvietani e colli amerini. il modo più semplice per godersi il piacere del buon olio umbro è quello di gustarlo con le bruschette, pane “abbrustolito” sul fuoco e strofinato con un po’ di aglio.
Vino
Concludiamo questa rassegna dei prodotti tipici umbri con qualche menzione sul vino locale. tra i vitigni più importanti possiamo citare quello di montefalco (dove si produce il celebre sagrantino), quello di assisi con il greghetto, il bianco di orvieto, il rubesco di forgiano. accompagnato con i tozzetti ci consigliamo l’assaggio del cosiddetto vin santo, vino dolce da dopo pasto.
Ma dove mangiare tutte queste bontà? non c’è che l’imbarazzo della scelta dai più prestigiosi ristoranti alle più semplici e rustiche trattorie. se la parola chiave della cucina umbra è la semplicità, allora è bene partire da questa indirizzandosi sulle trattorie più alla mano, dove potrete respirare in miglior modo l’atmosfera e l’accoglienza umbra, non disdegnate nemmeno le sagre paesane, feste locali che si aprono solo la sera nel periodo estivo dove è possibile mangiare i piatti tipici della zona, tanto che i nomi di queste feste sono spesso dedicati al piatto principale (es. feste dell’oca, feste del cinghiale, feste della porchetta ecc%u2026). periodicamente le cantine e i molini umbri aprono le loro porte, permettendo a tutti di assaggiare direttamente dal produttore i vini e l’olio, assaggi che si traducono in festa e divertimento.

Consigli

L’agriturismo è il modo più semplice per sperimentare al pieno l’armonia e la tranquillità dell’Umbria. Se sceglierete questa soluzione non avrete che l’imbarazzo delle scelta visto l’offerta pressoché illimitata: in ogni località dove andrete, che sia piccola a grande, troverete più di un agriturismo pronto ad accogliervi nel migliore dei modi, facendovi dimenticare lo stress della città e viziandovi con i migliori prodotti tipici umbri. In alternativa ci sono le tradizionali strutture ricettive come gli Hotel, le pensioni, gli appartamenti. Fatevi guidare dai vostri desideri così da non incappare in spiacevoli sorprese.

Soggiorno
Per chi desidera soggiornare in Umbria, la regione presenta diverse alternative per trascorrere qualche giorno. E’ possibile scegliere tra alberghi e hotel, bed&breakfast e agriturismi, a seconda della vacanza e delle proprie esigenze. Le località più visitate dai turistici sono: San Francesco di Assisi, la Basilica dove il Santo aveva scelto di essere sepolto. Per chi ama l’arte sono sicuramente luoghi da visitare. Poi abbiamo Gubbio, una delle più antiche città dell’Umbria, ricca di monumenti che caratterizzano il suo passato come il Palazzo dei Consoli, il Palazzo Ducale e la Cattedrale, luoghi interessanti da visitare. In questo luogo della città di Gubbio troviamo molte strutture architettoniche, specie medioevali. Inoltre vengono anche organizzate importanti manifestazioni che sono la Corsa dei Ceri e il Palio della Balestra.

Un altro posto da visitare è la Cascata delle Marmore (già accennato prima) a Terni, una delle tappe principali per chi vuole visitare lo spettacolo naturale che offre l’Umbria. Le bellezze di queste cascate si possono ammirare solo negli orari che sono stati stabiliti. Vale comunque la pena di visitare questo meraviglioso spettacolo.

Poi c’è la città di Terni, città interessante dal punto di vista dell’architettura. Qui si trova il Duomo, l’Obelisco “lancia di luce” e la Basilica di San Valentino. Un’altra Basilica da visitare è la Basilica Santa Chiara di Assisi.

Altro luogo da visitare è Carsulae, zona archeologica che si trova tra Terni e Sangemini, dove si può visitare un antico municipio romano. Da visitare possibilmente attraverso una visita guidata. Poi abbiamo i vari parchi che si trovano a Perugia, quali il Parco del Trasimeno, il Parco Monte Subasio, il Parco del Monte Cucco e il Parco di Colfiorito.

Cosa Vedere in Trentino

Il Trentino, o più precisamente Trentino Alto-Adige, è una tra le più vaste regioni italiane ma con soli 900.000 mila abitanti; comprende solamente due province, entrambe autonome: quella di Trento e quella di Bolzano. Confina ad est e a sud con la regione Veneto, a ovest con la Lombardia e parte della Svizzera (cantone dei Grigioni) ed infine a nord con l’Austria (la regione del Tirolo). Dopo una breve presentazione analizziamone assieme la storia, i luoghi più belli e le diverse tipologie di vacanze che possiamo trascorrere in questa regione.

Storia

Per capire usi, costumi e tradizioni attuali di una regione dobbiamo necessariamente analizzarne le varie vicissitudini che hanno determinato l’evoluzione storico-culturale della regione stessa. Siamo così di frequente abituati a sentir parlare delle splendide Dolomiti, delle lussuose cittadine come Cortina e degli affascinanti laghetti alpini del Trentino a tal punto da considerare nostra questa regione da sempre; fino a circa un secolo fa però non era affatto così. Probabilmente ancora ai tempi dei nostri nonni infatti il Trentino faceva parte del territorio del Tirolo ed era sotto il comando politico ed amministrativo dell’Impero Austro-Ungarico.
Fu solo grazie ai movimenti irredentisti e risorgimentali italiani che nel 1919 fu firmato il trattato di Saint Germain che sancì definitivamente il passaggio della regione del Trentino (all’epoca nominata Venezia Tridentina) sotto il governo del Regno d’Italia.

Dopo soli venti anni, nel 1939, nel pieno degli anni del fascismo italiano, la situazione sembra rovesciarsi completamente. Quelle popolazioni che da sempre avevano parlato la lingua tedesca, e che furono obbligate invece, dopo l’annessione al territorio italiano e l’avvento del Fascismo, ad imparare la lingua italiana, intravedono la possibilità di tornare sotto la giurisdizione tedesca, ma è proprio lo scoppio del secondo conflitto mondiale a bloccare i fronti ed impedire quindi un esodo di massa.

Al termine della seconda guerra mondiale le popolazioni del Trentino reclamano il distacco del loro territorio dall’Italia e rivendicano una nuova separazione ma è proprio un trentino, indubbiamente uno dei più grandi statisti della storia italiana, Alcide De Gasperi, a mediare la situazione ed a mantenere la regione entro i confini italiani pur tuttavia riconoscendole una giusta, parziale, indipendenza.
La storia del trentino rimane più o meno stabile fino ai giorni nostri a meno della fine degli anni sessanta, inizio anni settanta in cui si rende necessario formare una Euroregione comprendente Trentino Alto-Adige e Tirolo, a fronte del terrorismo del BAS di origine tedesca.

Riposo

La quotidianità snervante di tutti i giorni, lo stress quotidiano delle città, il traffico, il lavoro, ci portano a cercare sempre di più dei break; break che possono essere anche un semplice week-end o una settimana di relax, di completo riposo per permettere al corpo di abbandonare la fatica accumulata e permettere alla mente di estraniarsi completamente dalla quotidianità. Risulta quindi necessario trovare un luogo completamente estraneo alle nostre abitudini, estraneo alla nostra realtà dove poter impegnare la mente in futili attività che ci renderanno più sereni e meno ossessionati dalla vita di tutti i giorni.

Il Trentino è sicuramente un luogo ideale se state cercando proprio questo genere di vacanza. Basti pensare alla innumerevoli fonti di acqua sorgive o che scendono dalle cime del trentino e che nel corso degli anni sono state trasformate in veri e propri luoghi paradisiaci corredati con bagni termali, luoghi attrezzati per rilassanti massaggi, centri benessere e quant’altro sia legato alla cura del nostro corpo e della nostra mente.

Il risultato che otterrete dopo una vacanza di questo genere sarà probabilmente proprio come ve lo immaginavate se non superiore alle vostre aspettative in quando questi centri, oltre ad essere attrezzati di tutti i comfort, sono quasi tutti moderni e caratteristici, ovvero integrati perfettamente con l’edilizia caratteristica del luogo. Entrerete quindi in locali più simili ad una stube che non ad una stanza per i massaggi o in idromassaggi posti al centro un locale completamente rivestito di legno.

Dopo tutta questa bellissima presentazione però, non possiamo che non fornirvi alcuni luoghi più nel dettaglio, in cui quasi sicuramente troverete tutto quanto vi abbiamo preannunciato noi. Potete trovare centri termali dislocati su quasi tutto il territorio del Trentino e più precisamente potreste decidere di visitare i centri termali di Dolomia, Levico, Pejo o Rabbi giusto per citare i più famosi, senza però dimenticare anche quelli di Roncegno, Garniga, Comano ed il centro termale della Val Rendena. Questi centri termali sono solitamente aperti tutto l’anno, quindi anche durante la stagione estiva e quella invernale.

Vi vogliamo informare che ogni differente centro termale potrebbe avere delle differenti specializzazioni rispetto ad un altro. E’ bene quindi che scegliate con precisione che cosa vi attrae maggiormente e solo successivamente contattare i differenti centri e valutare le diverse offerte. Tutti senz’altro, come già annunciato prima, vi lasceranno soddisfatti della vostra favolosa vacanza relax!

Sport

Trentino Alto-Adige è quasi sinonimo di sport; ma non uno sport in particolare, davvero centinaia di sport.
Molti considerano le vacanze come un breve periodo per fare qualcosa di diverso dalla vita quotidiana, qualcosa che sia diverso ad esempio dallo spostarsi in auto tra le vie della città, diverso dal vestire elegantemente per recarsi in ufficio insomma, quasi un momento di “trasgressione”, se così si può definire, in cui dedicarsi ad attività che mai faremmo nella vita di tutti i giorni. I Trentino ha la risposta pronta per soddisfare le esigenze di tutte queste persone. La vacanza per molti deve “stancare”, deve impegnare il tempo di attività divertenti, che portino la nostra mente ad immaginare la nostra simbiosi con la natura.

E cosa può offrirvi allora il Trentino Alto-Adige? Iniziamo dal Trentino; Trentino è spesso sinonimo di Lago di Garda; si, Lago di Garda, il lago più grosso d’Italia, metà lombardo e metà trentino, potrà offrirvi tanto sport e tanto divertimento. Se decidete di trascorrere una vacanza al Lago, probabilmente siete amanti dell’acqua e vorrete provare l’esperienza di stare su una barca a vela o una canoa e passare un piacevole pomeriggio con la vostra famiglia a farvi trasportare dal vento, sempre presente sul Lago di Garda! Il vento potrebbe anche farvi venire voglia di windsurf, praticato da molti stranieri che visitano le rive del lago, oppure voglia di parafly, l’equivalente dello sci nautico ma col paracadute.

Ma se l’acqua non è il vostro forte allora il Trentino Alto-Adige vi regala i suoi affascinanti monti. Nella parte trentina la fanno sicuramente da padrone le Dolomiti del Brenta ma è avvicinandoci all’Alto-Adige che rimarremo sempre più senza fiato in quanto a splendore; potremo infatti ammirare il “piccolo” gruppo del Latemar, il lungo Catinaccio, oppure il magnifico gruppo del Sella con la Cima Pordoi e poi ancora la Marmolada, il monte Civetta ma se non ne abbiamo ancora abbastanza allora ci aspettano le Cinque Torri di Cortina, e poi le famosissime Tre Cime di Lavaredo. Questi sono sicuramente luoghi affascinanti per gli scalatori e rocciatori.

Tutti coloro che si preparano a scalare le grandi vette del mondo che superano gli 8.000 metri passano prima anni di esercizi sulle Dolomiti; non a caso uno dei più noti alpinisti di sempre è Reinhold Messner, originario proprio di quelle terre.

Se però non siete così avventurosi, e soprattutto allenati, da praticare roccia allora potrete portare la vostra famiglia a fare una delle bellissime passeggiate sui sentieri di queste montagne e avrete la possibilità di respirare aria fresca, fare incontri con simpatici animali e scattare foto mozzafiato da mostrare ai vostri amici. Ma le possibilità offerte non finisco qui: gli stessi sentieri potreste decidere di percorrerli in mountain bike oppure a cavallo con un’escursione guidata.

Turismo invernale

Il Trentino Alto-Adige non è solo relax o trekking, è anche sci, è anche snowboard! Ebbene si, l’inverno si avvicina e i candidi fiocchi iniziano a ricoprire i verdi prati dell’estate: sciatori preparatevi! Il Trentino Alto-Adige conta centinaia di chilometri di piste tutte tra loro collegate in comprensori sciistici di vaste dimensioni, che comprendono intere vallate attigue e permettono così allo sciatore di percorre piste tutte diverse durante tutta la giornata. Lo sci è uno sport affascinante e il Trentino è una delle regioni italiane a garantire un ottimo servizio di connessione degli impianti e di assistenza per le urgenze.

La vostra giornata scorrerà probabilmente così.

Sveglia verso le ore 9 del mattino e abbondante e sostanziosa colazione presso il buffet offerto dall’albergo; dopodiché potete prepararvi per iniziare una lunga e stancante giornata sui vostri sci (da discesa o da fondo) o sul vostro snowboard e macinare chilometri e chilometri senza accorgersi della fatica che piano piano vi fa sentire soddisfatti di quello che state facendo.

Verso le 13 potete fermarvi ed entrare in una di quelle numerosissime baite in alta quota che offrono un servizio di ristorazione completo di tutti i servizi che hanno solo i migliori alberghi; probabilmente vi verranno offerti prodotti locali, tipici della zona. E saranno proprio questi prodotti tipici, ricchi di proteine, a darvi tutta l’energia che lentamente spenderete durante le ore pomeridiane mentre continuate a divertirvi con vostra moglie, i vostri figli o i vostri amici. Quando la sera sta per giungere, il sole cala dietro ai monti, la temperatura si abbassa molto rapidamente e vi consigliamo quindi di ritirarvi nel vostro albergo e godervi questi servizi tanto amati quanto pagati come la piscina o l’idromassaggio o ancora la sauna ed il bagno turco. Proprio questi servizi saranno a vostra disposizione per distendere il vostro corpo dopo una faticosa, e paradossalmente divertente, giornata.

Giunta la sera avete ancora diverse possibilità. Potete cadere in un sonno ritemprante sul letto della vostra stanza ma se le energie sono ancora tanta allora potrete uscire per le vie del centro e passare una bella serata in qualche piccola discoteca o pub del posto.

E per capodanno? Le offerte sono ancora diversificate: avete la possibilità di passare la serata di capodanno nel vostro albergo ma se possiamo darvi un nostro parere, vi consigliamo di provare quelle escursioni organizzate in notturna in mezzo ai boschi, per recarvi in una baita in quota a festeggiare la notte di capodanno! Una passeggiata nel buio più assoluto (muniti di torce), nel bosco, con la neve e le ciaspole ai piedi vi susciterà tante di quelle emozioni che da sole ripagheranno l’intera vacanza!

Cosa vedere

Il Trentino Alto-Adige, come vi accennavamo precedentemente, ha una tormentata storia ed è stata proprio la storia che le ha permesso di raggiungere un alto livello culturale. Ma da dove traspare la cultura trentina? Dove possiamo leggere la storia del trentino?

Se siamo amanti della storia passata ormai da parecchi secoli, il Medioevo, allora ci piacerà visitare uno di quei tanti castelli lungo la Valle dell’Adige che portano ancora evidentissimi i segni di quel periodo considerato buoi; questi castelli, come spesso accade, sono tutti rivestiti di un’aurea mistica che li renderà ancora più affascinanti e misteriosi attraverso le loro leggende. Un castello che vi consigliamo di visitare, se siete nella zona, è il castello di Campo Tures; un grande castello legato ad una storia intrigante.

Sempre se siete nella zona potreste voler fare una bellissima passeggiata alla scoperta delle cascate di Riva: tre cascate affascinanti all’interno di un bosco che da solo riesce a suscitare tante belle emozioni. Se amate invece il laghi di montagna il Trentino ve ne offre tantissimi ma i più celebri sono senz’altro il Lago di Misurina, nei pressi delle Tre Cime di Lavaredo, il lago di Braies, il lago di Alleghe o il più piccolino lago di Carezza oppure ancora se intendete rimanere nella valle dell’Adige, mentre percorrete la Strada dei Vini, la “Wine Strass”, potreste fermarvi al lago di Caldaro.

Se invece siete amanti della cultura e dell’architettura cittadina sicuramente qui ritroverete molti più aspetti che legano questi posti all’Austria che non all’Italia. Potreste voler cominciare proprio da Caldaro, dalla sua grande piazza, dalla chiesa e dal suo splendido campanile ma se volete addentrarvi ancora di più negli influssi austriaci allora potreste voler visitare a titolo d’esempio Bressanone e la sua piazza con le due chiese e i due campanili, oppure la più piccola, ma pur sempre affascinante, San Candido. Per gli amanti invece del lusso e della mondanità sembra quasi superfluo consigliare di soggiornare nella bella Cortina.

Cosa Vedere nel Salento

Nel Salento, quello che governa è “lu sule, lu mare, lu ientu” (il sole, il mare, il vento), non solo nei suoi paessaggi ma anche nei sui abitanti. Sempre sorridenti e disposti a farti conoscere una terra spesso dimenticata però sempre accogliente.
Il Salento è caratteristico per il suo contatto diretto con il mare. Questa parte d’Italia è bagnata da due mari: l’Adriatico, che qui ha una costa prevalentemente rocciosa, e lo Jonio, prevalentemente sabbioso.
Se anche tu sei un amante del sole, del mare e del vento tipico del Salento ma ancora non hai avuto l’opportunità di viaggiare in questi bei posti, qui scoprirai cosa vedere nel Salento.

Lecce
Lecce, conosciuta come la Firenze del Sud, è una delle città che più hanno da raccontare sulla storia in Puglia. Durante una passeggiata per la capitale del Salento, ti sentirai trasportare indietro al passato, ai tempi dei romani o del rinascimento. Potrai scegliere in quale epoca rimanere.
Quello che non ti può mancare in un tour di Lecce
Anfiteatro romano: Piazza Sant’Oronzo è il centro nevralgico, economico e sociale della città di Lecce. Questa ampia piazza della città è sempre piena di vita e attività, sia di inverno che d’estate.
La caratteristica più importante di questa piazza è la presenza di un anfiteatro romano del secolo I a.C, solo scoperto a inizi del secolo XX per dei lavori di costruzione del palazzo della Banca d’Italia. Oggi, l’anfiteatro domina tutta la struttura della Piazza ed anche se non si può accedere, sarà come essere catapultati ai tempi dell’Impero Romano.
Il Duomo: Se cammini in direzione ovest da Piazza Sant’Oronzo, per Corso Vittorio Emanuele II, troverai alla tua destra la magnifica Cattedrale di Santa Maria Assunta, nel centro della Piazza del Duomo. Una magnifica Chiesa dal secolo XII d.C. in stile barocco leccese e dedicata ai Santi Pietro, Paolo, Gennaro e Ludovico da Tolosa.
Ti consigliamo visitarla durante la sera, dove ti sembrerà di stare nel mezzo a un teatro. La Piazza del Duomo viene illuminata in colore verde tenue, cosa che raddoppia la sua bellezza.
Porta Napoli: A Lecce, ancora rimane l’antica struttura stradale romana d’accesso alla città. Per questo motivo ancora rimangono in piedi anche le porte d’accesso che sono tre: Porta Napoli, Porta San Biagio e Porta Rudiae. Fra tutte queste, quella che merita una visita se sei in visita a Lecce è Porta Napoli, considerata un Arco di Trionfo e costruito nel secolo XVI in onore a Carlo V d’Absburgo.

Castro
Castro è una città che si trova sulla costa Adriatica, a 1 h di viaggio in macchina da Lecce. Castro è un paese caratteristico leccese, dove il colore bianco domina le facciate ed il profumo del mare pervade tutte le sue strade. Ti consigliamo di scendere al lungomare, dove potrai fare un tuffo in una piccola zona dedicata al bagno. La costa circostante è completamente rocciosa.
Altre cose da vedere a Castro
Grotte di Zinzulusa
Se vuoi ammirare l’immensità dal mare Adriatico, le grotte di Zinzulusa sono il posto adatto. In questo magnifico paessaggio Mediterraneo, potrai fare un tuffo dagli ampi scogli vicini alle grotte di Zinzilusa. Dopo il bagno, potrai fare una capatina alle Grotte di Zinzulusa, un vero spettacolo naturale.

Otranto
Otranto è l’immagine che riempirà la memoria della tua macchina fotografica, perché non c’è una città costiera più bella nella zona Adriatica del Salento. Il suo lungomare è ampio e puoi fare un tuffo nelle sue acque cristalline e voltandoti verso la città sempre ti meraviglierai del paesaggio urbano che ti offre Otranto: sembra che il suo lungomare ti abbracci e ti porti con sé verso il mare. La sua città vecchia ti farà viaggiare al passato e ti darà la sensazione di star camminando in un labirinto. All’improvviso vedrai il Castello Aragonese, maestoso e pieno di storia.

Leuca
Dove si incontrano i due mari del Salento, l’Adriatico e lo Jonio, sorge la bellissima cittá di Santa Maria di Leuca. La città più a sud di questa parte d’Italia prima di affacciarsi sull’immensità del Mar Mediterraneo è appunto questa.
Il colore di Santa Maria di Leuca è il bianco: tutto è bianco in questa città, sembrerà di essere avvolti dal bianco. Inoltre a Leuca è uno dei pochi posti d’Italia dove potrai fare il bagno in due mari diversi: a sinistra l’Adriatico, roccioso, e a destra lo Jonio, sabbioso.
Scegli quello che più ti si addice! Non puoi andare via da Leuca senza conoscere il suo faro, sulla cima della montagna che sovrasta la città. Da questo faro, potrai goderti la più bella vista panoramica dal Mediterraneo. E se c’è un posto peculiare dove fare un tuffo a Leuca quello è il Ponte del Ciolo. Come il suo nome indica, farai il bagno sotto un ponte pieno di rocce in un acqua completamente trasparente. Spettacolare.

Gallipoli
Risulta essere imprescindibile che nelle cose più importanti da vedere in Salento non manchi Gallipoli, la Perla dello Jonio.
Questa città si divide in due parti: il centro storico e le spiagge. Gallipoli è la città turistica più conosciuta in Salento soprattutto tra i più giovani. Le sue spiagge offrono durante tutta la giornata musica e animazione, ideale per andare in vacanza con amici. Il centro storico di Gallipoli è un’isola piena di restauranti e bar, e con un ampio lungomare.

Guida riviera del Conero: le spiagge di Portonovo

La Riviera del Conero in provincia di Ancona, è una delle mete emergenti degli ultimi anni. Panorami mozzafiato, mare blu, spiagge acciottolate, ottima cucina di pesce e tranquillità fanno a capo alle varie località della Riviera in cui il Monte Conero dall’alto guarda il mare e crea degli scenari incantevoli. Tra le località più belle della Riviera del Conero c’è Portonovo, che insieme a Sirolo e Numano fa parte dei gioielli di questa zona, che pur facendo parte del Mare Adriatico presenta una conformazione del tutto diversa, caratterizzata da spiagge rocciose, scogli, mare azzurro e tanto verde.

Portonovo, piccola località alle porte di Ancona, famosa per i suoi ristoranti di pesce e la tranquillità che si respira, vanta alcune spiagge assolutamente imperdibili. La Spiaggia del Molo è indubbiamente una delle più affollate, ricca di ristoranti e perfetta per chi non vuole rinunciare al classico stabilimento balneare con ombrelli e sdraie. In estate è parecchio caotica, ma basta affittare un pedalò per inoltrarsi in mare e rilassarsi all’ombra del Monte Conero. Tra le spiagge più suggestive c’è quella della Vela, formata da sassi e ghiaia bianca.

Per gli appassionati del windsurf c’è la spiaggia della Torre, anch’essa caratterizzata da ghiaia e piccole lagune formate dai sassi. Un luogo da visitare è la Spiaggia dei Gabbiani, raggiungibile solo via mare. con un canotto o in barca. Un piccolo angolo popolato da gabbiani, in cui il pomeriggio l’ombra del monte copre il sole e regala rilassanti momenti di riposo.

Bella e selvaggia è la Spiaggia di Mezzavalle che si può raggiungere via mare o a piedi percorrendo un sentiero in discesa. Questa spiaggia è molto grande e larga, in estate è popolata da tende e giovani che amano campeggiare liberamente. La Spiaggia di Mezzavalle è una delle poche di sabbia e si popola soprattutto la domenica.

Cosa Vedere in Sicilia

Sicilia: mediterraneo da scoprire. Questa era lo slogan che qualche anno fa pubblicizzava il turismo in Sicilia. Un slogan azzeccato a mio avviso: la Sicilia è una terra turisticamente stupenda. Con questa guida vi segnalerò le località, a mio avviso, più belle da visitare.

Come arrivare

La Sicilia è raggiungibile in aereo, in auto, in treno oppure in nave. Per quanto riguarda gli aeroporti, ne sono presenti tre sull’isola: uno a Catania, in cui si concentra il traffico aereo per il turismo della zona orientale della Sicilia, uno a Palermo ed uno a Trapani, anche se, tra i due, il più utilizzato per il turismo è senza dubbio quello di Palermo. Inoltre gli aeroporti di Catania e di Palermo sono entrambi internazionali: ciò significa che su essi arrivano voli diretti provenienti dalle città più importanti del mondo tra cui ad esempio New York, Parigi e Londra. Ovviamente gli aeroporti sono poi collegati da voli diretti con le principali città italiane. Per chi voglia visitare la zona di Messina può anche optare per l’aeroporto di Reggio Calabria, per poi traghettare e arrivare nel messinese.

Per quanto riguarda l’arrivo in auto, dopo aver traghettato ed essere arrivati a Messina, si può decidere se andare verso Catania prendendo l’autostrada Catania – Messina; una volta arrivati a Catania e possibile continuare dritto per andare verso Siracusa e la parte meridionale della Sicilia. Nel tragitto della Catania – Messina potrete arrivare nelle principali aree balneari della Sicilia, quali Taormina, Giardini Naxos, Roccalumera e d altre ancora.

Se invece vi volete recare verso Palermo, dovrete prendere l’autostrada Palermo – Messina, da dove potrete anche raggiungere località balneari quali Gioiosa Marea, Patti, Cefalù e Capo d’Orlando. Se vi trovate a Catania e volete invece raggiungere Palermo non dovrete fare tutto il giro, ma basterà prendere l’autostrada Catania – Palermo; una volta li potrete poi dirigervi verso Trapani, Marsala e tutte le mete turistiche della costa occidentale.

Se arrivate in treno potrete voi scegliere la stazione in cui fermarvi; le principali comunque sono Messina, Taormina, Catania, Siracusa, Agrigento, Trapani, Palermo. Per chi vuole invece arrivare in nave, è possibile attraccare in diversi porti: a Catania, Palermo, Augusta, Siracusa, Trapani, Milazzo, Licata e Gela. Diverse sono le compagnie navali che collegano questi porti con i principali porti del resto d’Italia. Ora che abbiamo visto quelli che sono i modi per raggiungere la Sicilia, passiamo a vedere quali sono le località che più consiglio.

Taormina

Chiunque si reca in Sicilia non può fare a meno di visitare Taormina. Questa stupenda città si affaccia sul Mar Ionio, su un promontorio, da un altezza di 200 metri sopra il livello del mare. Taormina è senza dubbio una meta turistica culturale, dove potrete osservare numerosi edifici e chiese in stile gotico. Tra queste possiamo senza dubbio consigliare il Duomo di Taormina, la Chiesa di San Nicola e quella di San Pancrazio , tutte realizzate in stile gotico, dove all’interno potrete ammirare quadri e statue raffiguranti i santi. Tra gli edifici famosi, invece, consiglio:

La villa Comunale di Taormina, dove potrete ammirare i giardini presenti al suo interno.
Teatro Antico Romano, una testimonianza passata dei romani a Taormina. Oggi questo teatro viene spesso utilizzato per eventi importanti, quali ad esempio in passato il Festivalbar.
Il Palazzo del Duca Santo Stefano e il Palazzo Corvaja, due splendidi patrimoni culturali di Taormina
Taormina è anche la sede di un museo molto importante; il Museo Archeologico Regionale, all’interno del quale potrete trovare numerosi reperti archeologici. Tuttavia Taormina può anche essere considerata una metà balneare, visto lo splendido mare su cui si affaccia e la spiaggia di Mazzarò raggiungibile a piedi o con l’ausilio della funivia. Vi consiglio di visitare anche l’Isola Bella, un isolotto situato tra Capo Taormina e Mazzarò, che è possibile raggiungere a piedi attraverso un percorso naturale.

Il clima mite siciliano permette poi di potersi godere delle vacanze splendide, con giornata stupende. Per alloggiare, potrete scegliere tra hotel, pensioni e bed and breakfast; tuttavia in caso di alta stagione consiglio vivamente di prenotare prima. Insomma Taormina una tappa obbligata per chi visita la costa orientale della Sicilia, e la consiglio sia a chi è interessato ad un turismo culturale, sia a chi vuole invece rilassarsi nelle spiagge del suo splendido mare.

Catania

Catania è una tappa obbligata per quanto riguarda il turismo culturale. Nella città barocca potrete vedere numerose chiese e palazzi signorili, interamente realizzati in stile barocco. Possiamo, senza dubbio partire dal Duomo di Catania, all’interno del quale potrete vedere diversi dipinti, decorazioni e statue sacre. Potrete inoltre osservare, al suo intenro, le ” candelore ” usate durante la festa della patrona di Catania.

Dopo il Duomo, vi consiglio di visitare la celebre Via Crociferi, una via che potremmo definire religiosa, in quanto li sono state costruite le più belle chiese di Catania; questa via è stata addirittura utilizzata diverse volte per film ambientati nell’800. Un altro luogo molto interessante è anche il Giardino Bellini, che può essere facilmente raggiunto dal Duomo attraverso la Via Etnea, passando per Piazza Università e Piazza Stesicoro. In Piazza Stesicoro potrete anche ammirare l’Anfiteatro Romano, riportato alla luce dagli scavi archeologici del Principe di Biscari. Tra i palazzi signorili consiglio invece il Palazzo Biscari ed il Palazzo Comunale, all’interno del quale potrete ammirare le bellissime “Carrozze del Senato”..

Non può mancare inoltre una visita al Castello Ursino, costruito da Ferdinando II di Svevia e testimonianza delle antiche dominazioni in Sicilia. Salendo poi via Garibaldi potrete osservare da vicino la Porta Garibaldi, una delle antiche porte d’ingresso della città. Tuttavia Catania non è solo una meta culturale ma anche una località balneare visto la possibilità di poter anche scegliere tra la spiaggia e gli scogli. Per quest’ultimi vi consiglio di andare ad Aci Castello, dove potrete ammirare il fantastico Castello costruito sul mare, e Aci Trezza dove potrete ammirare i fantastici faraglioni e trovare delle acque cristalline; per la spiaggia invece dovrete andare alla Playa dove potrete usufruire delle spiagge libere o andare nei lidi.

Inoltre per chi invece ama la montagna c’è la possibilità di recarsi sull’Etna e di poter fare delle escursioni con l’ausilio di guide per poter guardare da vicino il più alto vulcano d’Europa. Possiamo quindi vedere come Catania sia una meta turistica fantastica, che può soddisfare le esigenze di diversi tipi di viaggiatori: da quelli che amano il mare a quelli che amano la montagna. Insomma una meta turistica per tutti.

Agrigento e Piazza Armerina

Chi viene a visitare la Sicilia non può mancare di visitare Agrigento e la sua fantastica Valle dei Templi. Testimonianza della civiltà greca in Sicilia, la Valle dei Templi , venne fondata nel 580 a.c. ed ancora oggi in essa sono conservati diversi templi, costruiti per venerare le divinità del tempo, anche se solo il Tempio della Concordia rimane totalmente intatto mentre degli altri ne rimangono solo alcune parti. La Valle dei Templi è stata dichiarata dieci anni fa Patrimonio Mondiale, visto le opere d’arte conservate, che possono permettere a chiunque di potersi immergere nelle civiltà antiche. Sono presenti ben sei templi al suo interno:

Il tempio di Giove
Il tempio di Ercole ( il più antico)
Il tempio di Giunone
Il tempio di Esculapio
Il tempio della Concordia ( l’unico ancora totalmente intatto)
Il tempio dei Dioscuri
Inoltre scavata nella roccia è possibile pure osservare la Necropoli Paleocristiana, che può essere considerata un cimitero odierno, dove è presente la Tomba di Terone. Per raggiungere Agrigento basta prendere l’autostrada Catania – Palermo ( indifferente se venite da una direzione o dall’altra ) ed imboccare l’uscita per Caltanissetta; dopo aver attraversato quest’ultima imboccare la s.s. 640 e percorrerla finché non troverete le indicazioni per Agrigento. Per gli amanti delle ville Romane e dei mosaici consiglio di visitare Piazza Armerina; questo paesino si trova in provincia di Enna ed è famoso per gli stupendi mosaici che sono presenti all’interno della Villa Romana del Casale; questa villa è una testimonianza della cultura romana che ha abbracciato la Sicilia nei tempi antichi.

I mosaici presenti all’interno della villa rappresentano scene di vita quotidiana e rappresentazioni delle divinità del tempo; delle opere davvero stupende. Piazza Armerina è raggiungibile dall’autostrada Catania – Palermo; dovrete imboccare l’uscita di Dittaino e seguire la s.s. 192 per poi spostarsi sulla 117 bis che vi porterà dritto al paese. Queste a mio avviso sono le due località più belle e delle mete turistiche più importanti dell’entroterra siciliano.

Siracusa e Provincia

Siracusa è un’altra località siciliana, famosa per il patrimonio culturale ancora oggi esistente. Basti pensare che questa è una delle città più antiche della Sicilia e che, come le altre, ha subito l’influenza di diverse dominazioni. Sicuramente tra questi possiamo inserire l’Anfiteatro Romano, costruito nel II secolo d.c., e il Teatro Greco, risalente invece al III secolo d.c.; quest’ultimo viene, ancora oggi, utilizzato per rappresentazioni teatrali.

A Siracusa è, inoltre, presente il Museo Orsi, dove sono conservate numerosi reperti archeologici ritrovati in Sicilia; questo museo si trova all’interno della Villa Lanolina, dedicata all’omonimo archeologo.

Potrete poi dirigervi verso l’Isola di Ortigia, appena a largo di Siracusa, raggiungibile attraverso due ponti. Ad Ortigia potrete trovare altre opere culturali quali il Tempio di Apollo, il Duomo, la Porta Urbica e la Fontana d’Artemide. Poi, all’estrema punta di Ortigia, potrete osservare il Castello di Maniace, fortezza situata in riva al mare ed eretta da Federico II di Svevia; inoltre ad Ortigia potrete pure visitare l’acquario tropicale della città. Consiglio vivamente di visitare questo luogo, in quanto una delle mete turistiche più belle sia come turismo culturale che balneare. Scendendo ancora più in giù verso sud, se volete visitare le spiagge più belle potrete visitare l’Oasi di Vendicari, un pezzo di spiaggia incontaminato trasformato in riserva naturale.

Si tratta di una zona protetta e fantastica per passarvi una giornata in famiglia o in compagnia di amici. In questa zona potrete poi visitare altre spiagge fantastiche quali San Lorenzo e Fontane Bianche. Scendendo ancora più in giù si arriverà a Portopalo di Capo Passero, una zona balneare fantastica. A largo di Portopalo potrete anche visitare l’Isola di Capo Passero , raggiungibile facilmente a nuoto dalla spiaggia del paese. A 4 km di distanza potrete invece visitare a famosa Isola delle Correnti. Queste sono a mio avviso le località più belle della provincia di Siracusa.

Palermo, Monreale e Cefalù

A Palermo, capoluogo della Sicilia, è possibile osservare diversi palazzi antichi; il Palazzo Abatellis (sede della Galleria Regionale Siciliana), il Palazzo dei Normanni, Palazzo Pretorio delle Aquile (oggi sede del municipio), il Palazzo Arcivescovile ed altri ancora. Sono anche presenti diversi castelli, testimonianza delle civiltà passate. Per quanto riguarda invece il mare, vi consiglio di spostarvi a Mondello, visto che Palermo non presenta delle zona balneari ottime. Arrivare a Palermo è molto semplice, sia per la presenza dell’aeroporto internazionale, sia perché collegato con Catania e Messina attraverso autostrade.

Nella provincia di Palermo le località turistiche più belle sono, però, senza dubbio quelle di Monreale e di Cefalù; Monreale è una località turistica, distante due chilometri da Palermo, dove è possibile ammirare diversi monumenti , chiese ed edifici realizzati in stile barocco. Senza dubbio, l’edificio più bello è il Duomo, testimonianza dell’arte di diverse civiltà; possiamo in esso ritrovare l’arte araba, normanna e bizantina che formano un mix fantastico. Numerose altre chiese presentano caratteristiche simili, ma il Duomo è senza dubbio il più bello.

Proprio di fronte alla cattedrale potrete ammirare la Chiesa degli Agonizzanti, dove potrete invece ammirare i fantastici stucchi che la decorano. Monreale è un paesino che racchiude ancora parte degli aspetti che aveva quando fu costruito. Raggiungere Monreale è molto semplice: una volta arrivati a Palermo basta seguire le indicazioni per il paese che vi porteranno sulla strada Mezzomonreale che vi condurrà sin lì. Sempre in provincia di Palermo, a metà strada con Messina, vi è Cefalù.

E’ principalmente una località balneare, vista la splendida costa presente; tuttavia all’interno del paese sono presenti anche delle attrazioni culturali. Tra questi abbiamo il Duomo, che presenta al suo interno diverse statue e dipinti sacri di altissimo valore. Oltre al Duomo, altre chiese meritano di essere visitate tra cui quella di San Nicola e della Badiola. Inoltre è possibile pure visitare il Museo Mandralisca, situato all’interno del Palazzo Baronale in pieno centro. Per raggiungere Cefalù bisogna prendere l’autostrada Messina – Palermo, e prendere poi l’uscita per Cefalù Est o, qualche chilometro dopo, per Cefalù Ovest. Se vi trovate dalle parti di Cefalù, vi consiglio pure di fare una capatina alle spiagge di Pollina.

Località Balneari

Passo ora ad indicarvi quelle che sono le località turistiche balneari più belle della Sicilia.

Giardini Naxos: si trova a pochi minuti da Taormina ma a differenza di questa si trova proprio sul mare. Le spiagge di questa zona sono stupende; consiglio di visitare anche quelle di Calatabiano, Roccalumera e San Alessio. Raggiungerli è molto semplice: basta imboccare l’autostrada Catania – Messina ed uscire a ” Giardini Naxos ” oppure ” Taormina ” o ” Roccalumera “.
Letojanni: per Letojanni valgono le stesse considerazioni fatte per Giardini; la costa e il mare sono praticamente gli stessi. Letojanni si trova tra le uscite di Taormina e Roccalumera. Consiglio a chi vuole andarci di uscire a Taormina e seguire poi le indicazioni per Letojanni.
Fondachello: questa località balneare si contraddistingue per la sua spiaggia, non costituita da sabbia ma da piccole pietroline. Anche qui non manca l’acqua cristallina che credo abbiate capito sia una cosa comune in tutta la Sicilia. Vicino Fondachello, potrete anche visitare le spiagge di Fiumefreddo, distante pochi minuti in auto.
Risposto: segnalo risposto sia per la bellezza del mare ma anche per la presenza del porto turistico, che è un vero e proprio spettacolo.
Aci Trezza: qui non troverete invece la spiaggia in quanto si tratta di una scogliera. A largo di Aci Trezza potrete ammirare e visitare i fantastici Faraoni dei Ciclopi.
Catania: a Catania potrete avere la possibilità di scegliere tra scogli e spiaggia; nel primo caso dovrete recarvi nei solarium di Ognuna, la zona costiera di Catania. Se invece preferite la sabbia, allora dovrete recarvi alla Playa.
Lido di Noto: per quanto riguarda questa località consiglio vivamente di visitare la spiaggia di Vendicari, di Cala Mosche, e di Fontane Bianche, tre delle più belle spiagge della Sicilia.
San Vito lo Capo: questa località balneare si contraddistingue per le sue spiagge bianchissime e per il mare cristallino. Negli ultimi anni è diventata una delle mete balneari più frequentate in Sicilia, visto anche i premi ricevuti per la qualità dei luoghi. Vicino San Vito lo Capo, consiglio di visitare la riserva dello Zingaro, dove potrete trovare delle acque fantastiche ed incontaminate.
Capo d’Orlando: ubicato in provincia di Messina. Facilmente raggiungibile attraverso l’autostrada Messina – Palermo, svoltando poi per l’uscita Brolo – Capo d’Orlando. Fatto questo imboccate la strada statale 113 fino ad arrivare nel paese.

Zone archeologiche

Di seguito elenchiamo le principali zone di alto valore archeologico presenti nella regione Sicilia:

Agrigento – Valle dei Templi
Camarina
Monte Jato
Piazza Armerina
Siracusa
Tindari
Scoprire la Sicilia significa immergersi un una terra ricca di storia, di calore, di reperti archeologici e di tradizioni tramandate da padre in figlio. Tante le strutture alberghiere create appositamente per i turisti che, anno dopo anno, calpestano le coste siciliane, desiderosi di non lasciare più questi posti magici.
Perchè visitarla
Se la Sicilia, una delle destinazioni più belle del Mediterraneo, vi ha sempre attirato, forse è il giunto il momento di fare le valigie e di partire per questa terra. Non c’è tempo per ripensamenti e rinunce, perché la Sicilia è un posto ricco sotto ogni punto di vista, soprattutto per la cultura, le tradizioni presenti e passate e la gente ospitale e calorosa. La Sicilia ha un clima temperato che le permette fortunatamente di essere visitata in qualunque momento dell’anno senza troppi disagi. Il paesaggio è soprattutto montuoso anche se grande parte della terra è caratterizzata da un mare limpido e da estese spiagge dorate.

La regione è dotata di un’ottima attrezzatura alberghiera essendo pronta ad accogliere molti turisti da tutta l’Europa. Nessun timore quanto ai costi: ci sono hotel di tutte le fascie. Inoltre si trovano anche molto camping abbastanza economici e villaggi di vacanze con animazione e numerose attrezzature proprio nelle vicinanze dei maggiori centri turistici.

Avete voglia di dedicarvi allo shopping? Bene, la Sicilia è il posto adatto per voi. Proprio qui sorgono una serie di laboratori anche se la maggior parte dei artigianati che lavoravano solo con l’aiuto delle proprie mani sono purtroppo spariti. Se volete però acquistare qualcosa per voi o prendere dei souvenir per parenti e amici, è possibile orientare le proprie scelte verso oggetti di vimini, ceramiche dipinte a mano e terracotte. Caratteristici della regione sono i pannelli raffiguranti carretti o le marionette originali anche se i costi sono abbastanza alti.

E la cucina siciliana? Un vero tripudio di colori, sapori e creatività. I piatti siciliani sono sopratutto pietanze con la pasta, la carne e i frutti di mare. Da assaggiare, i maccheroni con le sarde, gli spaghetti alla carrettiera, le braciole alla palermitana. E poi couscous al pesce, un ricordo del dominio passato da parte degli Arabi.

Soggiornare

Se desiderate trascorrere una vacanza in Sicilia, breve o lunga che sia, sappiate che visitare questi paesaggi è semplice. La rete ferroviaria permette infatti di percorrere l’intera isola visto che ogni punto turistico è ben collegato, comprese le località archeologiche. Per chi dispone di un auto, questo è forse il mezzo migliore per girare la Sicilia visto che la rete stradale è ben attrezzata e le città sono collegate tra loro grazie a una veloce autostrada. Ma cosa visitare, una volta giunti sin qui?

Prima di tutto Palermo, il capoluogo della regione, che si trova nella costa nord occidentale. Grazie alla sua posizione, Palermo è un punto importante nel Mar Mediterraneo, ed è stata in passato una terra molto ambita dai conquistatori che lambivano le sue coste. Poi cìè Agrigento, caratterizzata dal profilo dei suoi templi e purtroppo anche da un’edilizia selvaggia che ha distrutto alcuni posti incantevoli nel corso degli anni più recenti.

Ancora, Catania, una città plurimillenaria. La vita di questa città è da sempre condizionata dal vulcano Etna, considerato fonte di pericolo in un futuro non così tanto lontano. Eppure sono tanti gli abitanti che non hanno voluto lasciare la loro terra e hanno deciso di vivere lì, consci che potrebbero esserci all’improvviso sia eruzioni che terremoti. Concludiamo con Siracusa, una città moderna che è rimasta comunque ancorata al suo glorioso passato.

Cosa Vedere sul Lago di Como in un Week End

Ti piacerebbe passare un week end sul lago di Como? Quello che da sempre è definito come il mare dei milanesi, negli ultimi anni è diventato sempre più meta di turisti stranieri. Si, è vero che tedeschi ed olandesi ci sono sempre stati. Pero da quando George Clooney si comprò caso sulle rive del lago, in un piccolo paesello, su questo storico lago sono cominciati ad approdare turisti di ogni parte del mondo. Difatti oltre alle ville dei personaggi famosi ci sono molte più cose da vedere sul lago di Como, in un susseguirsi di pittoreschi borghi stretti tra le rive del lago e le alte cime delle Prealpi e delle Alpi che racchiudono quasi tutte le sue sponde.

Il lago di Como è il terzo lago più grande d’Italia e, sulla cartina, è facilmente riconoscibile da tutte grazie alla sua caratteristica forma a “Y” rovesciata. Da entrambe le sponde del lago di Como si può godere della vista affascinanti borghi suggestivi, splendide ville e giardini lussureggianti che attendono i visitatori in cerca di tranquillità e cultura.

Como
Una delle prime cose da vedere su Lago di Como, ed una delle tappe fisse, è appunto la città che al lago dà il nome: Como. Como è una piccola cittadina con molta storia e da sempre importante grazie alla sua ubicazione proprio al confine con la Svizzera. Merita una visita il Museo della Seta, dove si può sapere di più sulla tradizione tessile della operosa cittadina lombarda, famosa, soprattutto in passato, per la produzione della seta. Inoltre Como è il luogo di nascita del razionalismo artistico ed architettonico italiano: qui infatti sorgono numerosi esempi di architettura razionalista come il Novocomum, la Casa Giuliani Frigerio e l’ex Casa del Fascio, tutti progettati dall’architetto italiano Giuseppe Terragni, nell’epoca del fascismo, quando questo tipo di architettura era in voga. Oltre all’architettura moderna a Como si può ammirare anche un’architettura meno recente: il Duomo di Como o il Palazzo Broletto, sede del comune di Come, ne sono un esempio. Un’altro monumento da vedere a Como è il Castello Baradello, eretto dal Barbarossa nel 1159. E per una passeggiata rilassata si può visitare Villa Olmo.

Bellaggio
Proprio sulla punta del promontorio che separa i due rami del Lago di Como, quello comasco appunto e quello lecchese, di trova una piccola cittadina, Bellaggio. Questo paesello si trova tra le profonde acque del lago ed i frondosi boschi di quercie, abeti, faggi e castagni. Bellaggio è una città di giardini, con numerosi parchi ed ampli spazi verdi (eccetto il centro storico), dove si possono trovare numerosi tipi di piante e perfino oliveti, dato il clima abbastanza mite, per queste latitudini, di cui gode Bellaggio. Questo fatto fa’ si che il miglior periodo per visitare questa cittadina del Lago di Como siano la primavera o l’estate, periodo in cui si può persino fare il bagno nel lago, se non si è troppo freddolosi! Il centro del paese è una piccola ed intricata successione di vicoli che si arrampicano sul promontorio fino ad arrivare alla punta Spartivento, l’estremità dove i due rami del lago si fondono in uno. E per un viaggio fuori dal tempo, visitate Villa Melzi o Villa Serbelloni ed i loro parchi, ammirando le azalee e i sentieri che serpeggiano nel verde, da dove potrete godere di suggestivi scorci sul lago.

Isola Comacina
L’Isola Comacina è una piccolissima isola che sorge nel bel mezzo del lago, nel ramo comasco, tra Argegno e la penisola di Lavedo. Quest’isola fu abitata fin dall’antichità e per questa ragione è considerata una delle aree archeologiche più importanti della Lombardia. Da sempre fu un importante centro della zona del Lario e qui furono combattute numerose battaglie in epoca medievale, fino ad essere rasa al suole dal Barbarossa e di conseguenza abbandonata per rimanere disabitata per un lungo periodo di circa 800 anni. Da qui il soprannome di “Pompei del Lario”. Attualmente qui si trova un buon ristorante, la “Locanda dell’isola”, dove fare un stop per degustare la cucina tipica dell’Isola Comacina, il cui ristorante non cambia il menu dal 1947 per mantenere rigorosamente la purezza della cucina tradizionale comacina.

Brunate
Fino dal 1894 una funicolare unisce la città di Como al piccolo borgo di Brunate, definito il “balcone del Lario” grazie alla sua privilegiata posizione in cima alla montagna che sovasta il ramo comasco del lago da dove appunto si può godere della miglior vista panoramica dello stesso come si stesse su un balcone. Il tragitto con la cremagliera di per sè è già un esperienza perché questo mezzo arranca sulle ripidissime pendici della montagna superando un dislivello di 500 metri con un percorso di poco più di 1 km ed una pendenza massima del 55%. Oltre alla vista sul lago da Brunate si può anche godere di una eccezionale vista sulle Alpi fin a poter scorgere persino il Monte Rosa nei giorni più limpidi.

Lecco
La città di Lecco è la seconda per importanza del Lago e da il nome al “suo” ramo del lago. Lecco è la città che ispirò Alessandro Manzoni per il suo capolavoro “I Promessi Sposi”. E questo si nota: qui si trovano la casa di Lucia, ad Olate, e la chiesa di Don Abbondio, sempre ad Olate. Inoltre a Lecco di trova il Museo Manzoniano, nella villa in cui lo scrittore passò la sua infanzia, il Duomo di Lecco o Basilica di San Nicolò, il Palazzo Bovara, sede del municipio, il ponte Azzone Visconti oppure l’antica piazza del Mercato o la Piazza del XX Settembre, oltre la Torre Viscontea.

Menaggio
Questo è uno dei centri principali del Lago di Como ed una delle referenze in quanto a turismo, visto che fin dall’800 fu sede delle vacanze estive di nobili famiglie comasche e milanesi. La cosa migliore di Menaggio è la sua spiaggia, oltre al lungolago. Inoltre da Menaggio, grazie alla sua strategica ubicazione, di può partire per numerose passeggiate e percorsi panoramici interessanti.

Cernobbio
Nato introno ad un piccole ed antico monastero cistercense, Cernobbio oggi è una delle più eleganti località turistiche della zona, un borgo caratteristico il cui centro storico è la Piazza del Risorgimento che si affaccia direttamente sul lago, e la cui zona è punteggiata da signorili e sontuose ville, come Villa Erba, Villa d’Este, oggi un hotel, Villa Bernasconi, in stile liberty, Villa Pizzo o Villa Fontanelle.

Varenna
La cittadina di Varenna, che si trova nel ramo lecchese, offre due cose da vedere sul Lago di Como: la passeggiata sul lungo lago ed il vicino Castello di Vezio. La passeggiata trascorre sotti i caratteristici portici ed è raccomandabile soprattuto per le coppiette. Il castello di Vezio si trova a circa 30 minuti a piedi dal centro di Varenna ed oltre al castello in se, offre spettacoli di falconeria ed una delle più belle viste panoramiche di questo ramo del Lago di Como.

Cosa vedere sul Lago di Como se hai più tempo
Se si dispone di più giorni di relax sul lago, allora si possono visitare altri posti come: Villa Balbianello vicino a Ossuccio, Villa Carlotta a Tremezzo, Villa Monastero a Varenna, il Forte Montecchio e l’Abbazia di Piona a Colico, oppure raggiungere Pigra con la Funivia da Argengno.

Cosa Vedere in Liguria

Una regione suggestiva fatta di terra, mare, borghi antichi e prelibatezze di una cucina tipicamente ricca del posto. Questa è la Liguria, un luogo capace di regalare forti emozioni ai suoi abitanti e ai numerosi turisti che la popolano, stagione dopo stagione.

Cenni storici

I primi abitanti della regione, gli antichi liguri, si sistemarono sul litorale mediterraneo che va dal rodano all’arno. Successivamente, le migrazioni celtiche e le varie colonizzazioni per mano dei fenici, greci e c, andarono a rimpiazzarono i liguri. Le parole ligure e Liguria furono assegnate da vari popoli. Fautori furono i greci, seguiti subito dopo dai romani. Il significato dei termini è ben chiaro e poco positivo: luogo paludoso o acquitrino. In età classica i centri liguri più importanti erano genua, savo, vada, alba intemelium, alba ingaunum, lunae. Il periodo storico più significativo per la regione è il basso medioevo.

La storia ligure, in questo periodo, vede accrescersi soprattutto fuori la terraferma con episodi forse marginali per comprendere appieno l’evoluzione della regione. e’ certo che questa si sia sviluppata, a partire dalla prima crociata, attorno alle attività delle famiglie e degli alberghi soprattutto genovesi. Una grande forza economica, quella della repubblica marinara, che si manifestò con un impero coloniale dalle possenti basi politiche. Numerosi gli esploratori liguri che si distinsero nella storia: i fratelli vivaldi, leon pancaldo, lanzerotto malocello, antoniotto usodimare, sino all’ammiraglio andrea doria.

Genova riuscì a prendere il controllo della maggior parte della Liguria, fino alla caduta dell’ultima città libera nel 1528, savona nel dettaglio. Con carlo v sino al xvii secolo, il potere finanziario aumentò grazie ai banchieri genovesi e ai prestiti alla corona di spagna. Nel seicento, però, giunse una lunga decadenza fino alla rivoluzione industriale, momento della rinascita.

Con l’invasione francese delle truppe di napoleone nel 1797, la repubblica di Genova diventò repubblica ligure per essere poi annessa al territorio francese. Dopo la caduta di napoleone e l’effimera repubblica genovese del 1814, il congresso di vienna concordò l’annessione al regno di sardegna. Nel risorgimento, grazie proprio a liguri come giuseppe mazzini e goffredo mameli, si giunse poi alla nascita del regno d’italia.

Genova, il capoluogo

Genova, capoluogo della provincia di Genova e della regione Liguria, è la sesta città italiana per popolazione. Il suo porto è, riguardo al traffico mercantile, il più importante d’italia e uno dei maggiori del mare mediterraneo. Nel luglio 2006, l’unesco ha proclamato “patrimonio” una parte del centro storico di Genova – tra i più grandi d’europa. Il centro è articolato in un dedalo di piazzette e caruggi dal sapore medioevale ma sono ben visibili i successivi interventi dell’arte barocca.

Genova è famosa per il suo entroterra, come il parco naturale regionale del beigua, per opere infrastrutturali come l’acquario, il porto antico e la relativa marina. Negli anni ottanta ci furono una serie di opere di restauro su numerose chiese e palazzi della città. Tra questi ricordiamo la rinascimentale basilica di santa maria assunta, il cimitero monumentale di staglieno, nel quale riposano molti personaggi noti, fra i quali giuseppe mazzini, e il palazzo ducale, antica sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali.

Due i simboli di Genova: la lanterna, antico faro alto 117 mt, e la fontana di piazza de ferrari, protagonista di un recente restauro. Genova è conosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze artistiche e per tanti altri fattori. Primo su tutti, il pesto, condimento per primi piatti ma non solo a base di basilico, pinoli, aglio, formaggio pecorino e olio di oliva.

La città è stata anche la prima italiana ad aver dato i natali ad una squadra di calcio. Nel 1893, infatti, nacque la prima società calcistica, il genoa cricket and football club, abile nel conquistare 9 scudetti ed una coppa italia. Genova oggi ospita un’importante università che raccoglie quasi tutte le facoltà, l’accademia ligustica di belle arti, il conservatorio musicale “niccolò paganini” e il quotidiano “il secolo xix” che ha una certa rilevanza anche sul piano nazionale.

Le cinque terre

Le cinque terre è uno dei sentieri italiani più celebri. Questi posti sono facilmente raggiungibili con il treno. Infatti i collegamenti con la stazione della spezia sono frequenti. Numerosi anche i collegamenti via mare. I sentieri possono essere percorsi a piedi. Citiamo il sentiero azzurro, da riomaggiore a monterosso che permette di immergersi nella macchia mediterranea attraverso i celebri vigneti senza mai perdere d’occhio il mare. Da la spezia sino a riomaggiore, il primo tratto di sentiero azzurro è la via dell’amore. Nata negli anni venti, è una passeggiata breve ma molto suggestiva, soprattutto per gli innamorati. verso corniglia, si arriva a punta bonfiglio.

Qui il sentiero diventa delle trasparenze marine grazie all’acqua cristallina dei mari. Si arriva poi a un ampio sentiero sopra gli spiaggioni di corniglia, che si raggiunge attraverso una scalinata oltre la ferrovia. Più movimentato il tratto verso vernazza tra spiagge, uliveti e fichi d’india.

Il tratto più lungo del sentiero azzurro inizia a vernazza e finisce a monterosso ed è una delle passeggiate più amate della zona dai turisti. Per i temerari, c’è la ripida salita del sentiero dieci, ovvero la sommità di punta mesco, un meraviglioso punto panoramico. Le cinque terre sono oggi tutelate dall’unesco e considerate patrimonio dell’umanità. Un patrimonio che necessita continuamente di un’adeguata manutenzione. L’accesso ai percorsi pedonali è regolata con un ticket d’ingresso.

I proventi sono destinati interamente alla cura del territorio e ai servizi logistici. esiste anche una card, la cinque terre card, con validità da uno a sette giorni che consente, oltre all’accesso ai sentieri, la visita ad altri spazi mussali: il museo dello sciacchetrà a manarola, il museo della memoria a riomaggiore, il centro di salagione delle acciughe e all’acquario virtuale di monterosso. e non meno importanti, gli sconti sui prodotti tipici acquistati nei centri di accoglienza da regalare, al ritorno dalla passeggiata, ad amici e parenti.

Musei

La Liguria è una regione caratterizzata dalla cultura per il male. e’ ovvio che la maggior parte dei suoi musei siano dedicati alla navigazione e alla storia della vita marinara. Le sedi di queste musei sono numerose e di qualità. vediamone alcuni.

Museo navale internazionale del ponente ligure
Nato nel 1980 a imperia, il museo fu fondato dal capitano flavio serafini. oggi si articola in 14 aree dedicate alle tecniche di navigazione e costruttive. Da non perdere, la sezione dedicata alla cantieristica in legno e ai maestri liguri del settore.
Museo navale romano di albenga
Il museo, sito ad alberga, nasce proprio da una nave. Al suo interno vi è una sezione di archeologia sottomarina allestita nel 1950. Tra i vari reperti, strumenti per la navigazione, armi e anfore. Galata museo del mare a Genova, il museo accoglie i suoi visitatori in oltre 6000 metri quadri di esposizione. Inaugurato nel 2004, anno di Genova capitale europea della cultura, il galata è oggi uno dei musei più visitati dai turisti. Fa parte anche del muma, il polo culturale che comprende castello d’albertis, museo navale di pegli e commenda di prè.
Museo navale di pegli
Sempre a Genova, il museo ha sede nella villa rinascimentale di andrea doria. Qui è possibile visitare le collezioni marittime genovesi a partire dall’xi secolo al novecento: reperti di archeologia sottomarina, carte nautiche e modelli navali.
Muvita
Situato ad arenzano, in una fabbrica del seicento interamente restaurata, il muvita dispone di una sezione interamente dedicata al caso haven, il più grave disastro da sversamento petrolifero che avvenne anni fa nel mediterraneo.
Museo civico marinaro gio bono ferrari
A camogli, il museo nacque nel 1938. oggi raccoglie strumenti di navigazione, documenti e oggetti spesso offerti dalle famiglie del luogo. Da visitare, le collezioni di quadri con i ritratti di velieri per arredare gli uffici.

Artigianato

Tanti sono i prodotti e le materie prime che gli esperti artigiani liguri modellano nei loro laboratori. Citiamo la ceramica, il vetro, la filigrana e vari tessuti, produzioni artigianali certamente di ottima qualità. I laboratori si concentrano soprattutto in alcuni comuni: campo ligure per la lavorazione della filigrana, altare per la produzione del vetro e la tessitura di damaschi e velluti a zoagli. La lavorazione della ceramica in Liguria partì già nel xv secolo.

Nel cinquecento i ceramisti albissolesi si riunirono in corporazione. erano dotati anche di uno statuto per tutelare la loro produzione. Quanto alla decorazione della ceramica, se nel xvi secolo il colore blu su sfondo bianco era il motivo dominante, nel seicento si comincia a prediligere un decoro in stile cinese caratterizzato da paesaggi e figure umane. Tipiche della produzione ottocentesca, invece, sono le decorazioni con un solo colore dominante, in particolar modo con il giallo. Il vetro si lavorò in Liguria fin dal x secolo. Posto d’eccezione è altare. La corporazione dei maestri vetrai permetteva poi anche di lavorare per i vari committenti stranieri. e nel 1495 vide la luce l’università del vetro. Attualmente gli artigiani di altare lavorano sulle trasparenze e sul vetro bianco.

Quello colorato è una specialità dei maestri di murano. L’arte della filigrana ha il suo centro a campo ligure. I maestri di questo settore sono specializzati nel creare eleganti gioielli con l’intreccio di sottili fili di metalli preziosi. Sempre a campo ligure vi è un museo della filigrana ove sono raccolte molteplici opere d’arte provenienti da tutto il mondo. Quanto ai tessuti e ai pizzi, la tradizione è nata ed è proseguita soprattutto nel tigullio. Due i centri storici di produzione: Genova e chiavari. I motivi decorativi utilizzati nella realizzazione dei pizzi sono particolari e tipici dell’arte islamica. Questi venivano insegnati alle donne dai marinai dopo lunghe spedizioni oltremare. Ancora oggi, sempre in Liguria, esistono scuole per imparare a creare e a lavorare il macramé.

Gastronomia

Come ogni regione, anche la Liguria ha dei piatti tipici. e i condimenti base della gastronomia ligure sono l’olio d’oliva, le erbe aromatiche e le verdure. Tra i primi protagonisti, citiamo i funghi. raccolti in abbondanza nei numerosi boschi di castagno della regione, si cucinano “alla genovese” , con patate, aglio e basilico, oppure si mangiano fritti. Focaccia e farinata sono invece tra i piatti più semplici della cultura gastronomica ligure. Fra i vari prodotti stagionali, si conoscono e si amano in tutta italia i frutti di bosco, le nocciole e i tartufi dell’entroterra.

Sulla costa invece, è possibile pescare dell’ottimo pesce. Molto apprezzati, infatti, sono i mitili della spezia, i crostacei e i tonni dei mari di camogli, imperia, monterosso e santa margherita ligure. Alassio poi, ha alcune specialità, come la bottarga e il mosciame di tonno. e per chi ama i primi piatti, spazio a pasta fresca come pansoti e trofie, pesto e le “frisciêu”, conosciute più comunemente come frittelle. Anche i dolci meritano attenzione. Tra i più noti, gli amaretti di sassello, i gobelletti di rapallo, i binoti del lagaccio e i canestrelli, tipici biscotti al burro.

Da provare, il pandolce genovese, un panettone fatto con burro, canditi e uva passa che è presente in molte case liguri il giorno di natale. La Liguria ha anche un’importante tradizione legata ai confetti. Sin dal xix secolo, la regione è stata ai primi posti per la produzione di confetti grazie ai confettieri genovesi che presero il nome di “nebulari” o “negiari”. Per finire, la lunga lista dei vini liguri. Numerosi sono i marchi doc riconosciuti: bianchetto della val polcevera, buzzetto di quiliano, cinque terre, colli di luni, coronata della val polcevera, granaccia di alicante e tanti altri ancora. Ma, accanto ai vini doc, vi sono anche altre produzioni non meno importanti: il barbarossa, il sarticola, l’albarola, il chiaretto del faro e il portofino.

Cosa Vedere in Friuli

Il Friuli Venezia Giulia è una regione italiana situata nel nord-est; confina a sud-ovest e ad ovest con il Veneto, a nord con l’Austria, ad est con la Slovenia mentre a sud è bagnata per la quasi totalità dal mar Adriatico. La popolazione dell’intera regione è di circa 1.2 milioni di abitanti ed il capoluogo della regione è Trieste che è affacciato sull’omonimo golfo. In questo articolo vogliamo presentarvi alcune vacanze tipo che potreste voler trascorrere proprio in questa regione, senza però evitare di descrivervi la geografia della regione e la sua storia.

Storia

Se volete conoscere a fondo un territorio, comprenderne meglio le usanze, le tradizioni, allora non potete fare a meno che informarvi riguardo alle vicissitudini storico-culturali che lo hanno interessato. La storia della regione Friuli Venezia Giulia è veramente molto recente; abbiamo già accennato che l’unificazione è avvenuta a seguito della seconda guerra mondiale e più precisamente nel 1954 quando, finalmente, Trieste ritornò a far parte del territorio italiano.

La nascita di questa regione unica ebbe inizio nel 1947 quando, nel mese di settembre, venne istituito il TLT ovvero Territorio Libero di Trieste, il quale comprendeva oltre alla cittadina di Trieste e la sua periferia, anche il Capodistria. Il TLT era destinato a diventare un vero e proprio piccolo stato a se, o meglio, controllato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Si capì però ben presto che non era interesse ne italiano ne jugoslavo che ciò avvenisse e quindi, a partire dal 1954 il TLT venne diviso in due zone che furono assegnate rispettivamente all’Italia (il territorio di Trieste) e alla Jugoslavia (il Capodistria).

Qualche anno più tardi lo stato italiano decise di unire la parte italiana del vecchio TLT con il territorio della regione Friuli al fine di creare un’unica, ben più grande, regione. Non dimentichiamoci che, alla luce del confine con ben due stati esteri (Austria a nord e Slovenia ad est), alla regione del Friuli Venezia Giulia è stata riconosciuta l’autonomia proprio come a Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige (per lo stesso motivo del Friuli Venezia Giulia) e Sicilia e Sardegna (in quanto regioni insulari).

Come spesso accade però, unire (o dividere) due territori che sono culturalmente (o politicamente, o ancora religiosamente) differenti può portare alla nascita di contrasti interi che possono sfociare in ribellioni, lotte, etc.. Possiamo dire che non è questo il caso del Friuli Venezia Giulia, tuttavia non possiamo non affermare che vi siano state nel corso dei decenni delle rivalità e delle frizioni tra il territorio di Udine (capoluogo del Friuli) e quello di Trieste (capoluogo della Venezia Giulia).

Geografia

Il Friuli Venezia Giulia, sorge proprio, come evidenzia il nome, dall’unione dei due territori del Friuli (che occupa circa il 90% del territorio totale della regione ed il cui capoluogo amministrativo è Udine) e della Venezia Giulia che è stata annessa al territorio italiano solamente alla conclusione della seconda guerra mondiale.

E’ tuttavia difficile stabilire con precisione quale sia l’esatto confine tra il territorio del Friuli e quello della Venezia Giulia infatti, seppur convenzionalmente si consideri il fiume Timavo (che segnava il confine del Friuli prima dell’annessione della Venezia Giulia) come spartiacque tra le due zone, molti, soprattutto gli abitanti a sinistra del ben più noto fiume Isonzo, considerano che sia proprio questo il confine tra Friuli e Venezia Giulia; gli estranei a questa “disputa” la considerano di poca importanza ma tuttavia questa rivalità è molto sentita dai residenti.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione più ad est del territorio italiano, è la regione dove termina l’arco alpino che inizia dal basso Piemonte e possiamo quindi immaginare come il territorio di questa regione sia in buona parte interessato da significativi rilievi montuosi. Circa il 43% del territorio è infatti montuoso (occupato per la maggior parte dalle Alpi Carniche e dalle Alpi Giulie) mentre la rimanente percentuale si divide tra pianura (quasi il 40%) e colline (poco meno del 20%); non dobbiamo dimenticarci di quella piccola, seppur significativa, percentuale di acqua che è costituita dal Mar Adriatico che lambisce le coste meridionali della regione per quasi tutta la sua estensione.

Morfologia del territorio

Il Friuli-Venezia Giulia è situata nell’estremo nord-est del paese. Per la sua posizione geografica di frontiera, ma anche per tutelare le sue particolari caratteristiche culturali, tra cui la lingua friulana (parlata da circa 700.000 persone e ritenuta dagli studiosi una vera e propria lingua a sé) e quella slovena (della quale nelle province di Gorizia e di Trieste lo stato italiano assicura l’uso ufficiale), il Friuli-Venezia Giulia costituisce, una regione ad amministrazione autonoma.

Il doppio nome dato alla regione, istituita nel 1948, riflette le diverse anime storiche di questo territorio di frontiera. Il nome Friuli deriva, come si è detto, da Forum Iulii, centro fondato da Giulio Cesare e divenuto capoluogo della Regio X, denominata Venetia et Histria. Fu solo dopo la caduta dell’impero romano che il toponimo della città venne esteso all’intera regione, compresa tra i fiumi Livenza e Timavo, le Alpi Carniche e Giulie, e il mare Adriatico. Sono ben 800 le grotte accertate del Carso triestino, il quale, insieme al Carso di Doberdò, costituisce la parte della regione carsica rimasta al Friuli-Venezia Giulia dopo la seconda guerra mondiale. I confini precisi e i caratteri geografici del Carso italiano sono descritti nel brano che segue, tratto dalla Guida Rossa Friuli-Venezia Giulia del Touring Club Italiano.

Al Friuli-Venezia Giulia oggi compete solo una piccola parte del Basso Carso: il Carso di Doberdò o Monfalconese, fra la pianura isontina, la piana del Timavo e il vallone Goriziano, e il Carso Triestino, fra quest’ultimo e il solco della Rosandra ad est, con un affaccio diretto al mare nel settore nord-ovest (baia di Sistiana), mentre a sud-est è orlato dalle colline arenaceo-marnose.

Si tratta di bassi altopiani cretacei spianati dall’abrasione marina e dall’erosione carsica, dove i fenomeni carsici sono particolarmente intensi tanto da costituire un raro patrimonio naturalistico di grande interesse scientifico, richiedente un’opportuna tutela. Il Carso di Doberdò che ha anche un valore storico per i campi di battaglia della prima guerra mondiale (ospita sulle sue pendici il Cimitero monumentale di Redipuglia e conserva i resti delle trincee), è caratterizzato dalla presenza del laghetto di Doberdò (bacino di trapasso della falda carsica, con profondità e superficie variabili), mentre quelli minori sono stati prosciugati.

Il Carso Triestino (Monte Cocusso, 667 metri) degrada lentamente da sud-est a nord-ovest sulla direttrice dell’antico corso del Timavo, che ora scorre nelle sue viscere e può essere raggiunto a 329 metri di profondità nell’abisso di Trebiciano. Lungo l’impluvio del paleosolco si aprono le più grandi doline che comunicano con il reticolo sotterraneo delle grotte. Tra le 800 grotte segnate nel catasto emerge la Grotta Gigante (presso il borgo omonimo), vasta sala alta 115 metri, attrezzata per le visite turistiche. In alcune grotte sono state rinvenute importanti stazioni preistoriche, come nella Grotta Azzurra di Samatorza, nelle grotte Pocala e del Pettirosso di Aurisina, nella Grotta dell’Orso di Gabrovizza.

Fenomeno unico e spettacolare sono le risorgive del Timavo, che dopo circa 55 chilometri di corso superficiale e altri 40 chilometri di corso sotterraneo, in gran parte sconosciuto, riaffiora da 6 polle presso San Giovanni di Duino, dando luogo a tre rami fluviali.

Arte e cultura

Siete persone appassionate della cultura, per voi vacanza non significa divertimento? O meglio, per voi vacanza significa divertimento pacato, estati e fascino scoprendo la cultura di una città? Il Friuli Venezia Giulia è in grado di offrirvi anche tutto questo.

La regione è stata contesa e occupata da molte differenti popolazioni, ognuna delle quali ha contribuito allo sviluppo culturale del territorio seguendo una determinata linea. Proprio questo, a nostro parere, può rendere affascinante un luogo: l’incontro di diverse, e magari contrastanti, culture in un unico luogo, culture che mischiandosi si elevano di valore. Quali sono queste culture diverse che si sono succedute nella storia del Friuli Venezia Giulia? Basti pensare che questo territorio è stato occupato, durante tutti i secoli, dai Celti, dai Romani, dai Longobardi, e ancora dalla Repubblica di Venezia e dagli Asburgo.

Questo indubbiamente ha reso le città affascinanti ed evocatrici di altri tempi; volete un esempio? Provate a passeggiare per le strade di Trieste, andate a visitare il Borgo Teresiano dove riconoscerete inevitabilmente lo stile architettonico tipico di Vienna, entrate in uno dei numerosi tipici caffè ed assaporatene l’aria mitteleuropea; oppure ancora immaginate di tornare indietro di un secolo e percorrere le stesse strade che venivano percorse quotidianamente da veri e propri geni della letteratura, Svevo e Joyce.

E la gita a Trieste potrebbe portarvi fino al vicinissimo Castello di Miramare, assolutamente splendido nella sua posizione e nelle sue linee e dalla storia tanto travagliata quando intrigante. Ma Friuli Venezia Giulia non è solo Trieste; Friuli Venezia Giulia è ad esempio Udine, una città ricca di piazze, una città con una bellissima Torre dell’Orologio, una città che riuscirà ad incantarvi grazie agli affreschi di Tiepolo custoditi nel Palazzo Arcivescovile.

Il vostro giro per la regione potrebbe portarvi poi a Pordenone, con i suoi numerosi palazzi cinquecenteschi o le sue chiese romaniche, o ancora gli edifici in stile gotico e barocco; se ancora non ne avete abbastanza, soggiornate a Gorizia, un’elegantissima città che richiama gli stili del nord-est europeo e risente significativamente del suo confine con lo stato della Slovenia; qui potrete assistere all’incontro, allo scambio e alla fusione di due diverse culture, osservabili attraverso gli edifici, le vie, i monumenti..
Il Friuli Venezia Giulia vi offre davvero un’esperienza indimenticabile tutta da vivere che vi renderà più felici, più tolleranti, più comprensivi e soprattutto ricchi di una splendida esperienza personale.

La montagna friulana

Più del 42% del territorio del Friuli-Venezia Giulia è occupato da montagne, che si snodano nella lunga serie di cime e di vette delle Alpi Carniche e Giulie per scendere poi dolcemente verso il mare con le relative Prealpi e con la zona del Carso, un altopiano segnato profondamente da doline, grotte, inghiottitoi, fiumi sotterranei. La zona alpina vera e propria, corrugatasi precocemente e riconoscibile per la maggiore antichità dei terreni, la maggiore altimetria media, le forme addolcite da un più lungo modellamento e dall’azione più incisiva dei ghiacciai quaternari, nonché per altri caratteri climatici e fitogeografici, è costituita dalle Alpi Carniche, su cui corre lo spartiacque principale, e da un modesto settore delle Alpi Giulie.

Se la porzione montagnosa del Friuli-Venezia Giulia occupa gran parte della regione, di poco inferiore per estensione è l’area pianeggiante, che copre circa il 35% del territorio. Come la Pianura Padana, di cui costituisce la porzione più orientale, si divide tradizionalmente in alta e in bassa pianura, separate dalla caratteristica linea delle risorgive – sorgenti sotterranee che risalgono in superficie quando incontrano uno strato di suolo impermeabile. Nell’alta pianura, dove i terreni sono molto permeabili, le acque fluviali e piovane sono assorbite dalla coltre alluvionale e scendono in profondità, finché incontrano un letto impermeabile, formando un’imponente falda freatica, che può venir raggiunta dai pozzi con profonde trivellazioni.

La falda defluisce lentamente nel sottosuolo finché, con la diminuzione altimetrica dei terreni superficiali e l’esaurimento della coltre permeabile è costretta ad affiorare in una lunga serie di risorgive perenni (in friulano resultivis), caratterizzate da una temperatura costante sui 12 °C e da qualche oscillazione stagionale in rapporto con l’altezza della falda. Le acque di risorgiva, lente e copiose, tendono ad impaludare la zona di affluenza e alimentano alcuni corsi d’acqua che si gettano direttamente nelle lagune o rimpinguano gli alvei dei fiumi provenienti dalla montagna. La zona delle risorgive (corrispondenti ai fontanili padani) attraversa irregolarmente da ovest a est tutta la pianura friulana, raggiungendo il massimo sviluppo fra il Tagliamento e l’Isonzo, da Codroipo a Palmanova; essa divide due sezioni molto diverse per condizioni naturali, su cui si sono originate forme differenziate d’insediamento e di utilizzazione agraria.

L’alta pianura, a monte delle risorgive, presenta suoli piuttosto poveri e aridi, ricoperti da magre praterie (magredis), in cui l’insediamento e l’attività agricola erano condizionati dalla presenza dei pozzi o dalla derivazione delle rogge. Natura e divertimento Per l’appassionato di wilderness e natura il Friuli è ricco di risorse e località interessanti. Anzitutto le Alpi. L’amante della montagna potrà visitare lo splendido Parco Naturale delle Dolomiti Friulane imbattendosi in una natura selvaggia ed incontaminata, lungo percorsi segnati o semplicemente abbandonandosi al gusto dell’esplorazione. Le dolomiti friulane offrono interessanti percorsi d’arrampicata e consentono di immergersi in splendide foreste di conifere, o sostare nei pressi di laghi dalle acque cristalline.

Uno dei centri montani più importanti è Ravascletto, frequentato d’estate e d’inverno e vicino al bel Monte Zoncolan. Un incontro magico è quello con il lago di Sauris, dalle acque azzurre e trasparenti, che si raggiunge inoltrandosi in Carnia fin quasi al confine con il Veneto. Il lago è un piccolo gioiello incastonato tra verdi montagne, cinto dai comuni di Sauris di Sopra e Sauris di Sotto e nota località turistica.

Ma il Friuli è noto all’appassionato di montagna anche per le sue immense foreste. Su tutte, la foresta di Tarvisio (nei pressi dell’omonimo paese), estesa tra le Alpi Carniche e le Alpi Giulie e vicina al confine sloveno, ma anche il magnifico Bosco del Cansiglio, in parte in territorio veneto e popolato da faggi, abeti e larici. Tanti i sentieri segnati, percorribili a piedi, a cavallo o in mountain bike.

Il mare in Friuli comincia dalle distese lagunari e dalle dune di Lignano Sabbiadoro fino a raggiungere, passando per Grado e l’omonima laguna, le coste frastagliate del Carso. Lignano è notissima località balneare e blasonato centro di vita mondana. Situata su una piccola penisola, a poca distanza da Udine e Venezia, la cittadina ospita tra l’altro l’acquasplash, grande parco acquatico ricco di giochi d’acqua e divertenti giostre. Numerosi, nella regione, anche i centri termali; su tutti Grado, antico porto romano oggi ricco di stabilimenti termali, e Arta Terme, centro della Carnia da secoli celebre per le sue acque benefiche.

Turismo sportivo

State cercando la giusta vacanza che unisca divertimento, attività sportiva e natura? Il Friuli Venezia Giulia ha quello che state cercando. Vi offre moltissimi itinerari per chi ha voglia di essere protagonista in prima persona della propria vacanza, per chi vuole vivere in modo originale ciò che la regione, con la sua natura, vi mette a disposizione. Volete praticare qualche sport? Avrete l’imbarazzo della scelta: in estate potete fare trekking o mountain bike in alta quota, e ancora sui monti arrampicata o parapendio; se invece siete amanti dell’acqua potete invece praticare pesca, nuoto, windsurf e davvero tanto altro ancora.

Passare un’estate in Friuli Venezia Giulia significa assistere ad uno spettacolo di natura a tratti aspra e selvaggia dove poter praticare trekking, dove ammirare panorami e luoghi paradisiaci, quasi fuori dal mondo ma ricchi di suggestione. Tutto ciò che la natura può offrirvi, lo troverete durante le vostre passeggiate che diventeranno così assolutamente indimenticabili.

Se amate invece le forti emozioni, dovreste sapere che il Friuli Venezia Giulia è ricco di torrenti che vengono navigati sui gommoncini o sulle canoe e se invece all’acqua preferite l’aria non vi resta che lanciarvi con un parapendio o un deltaplano da una delle vette di questa regione e sorvolare verdi pascoli e paesaggi visibili solo dall’alto. E se si avvicina la stagione invernale il Friuli Venezia Giulia vi offre centinaia di chilometri di piste innevate adatte a sciatori di tutti i livelli, per praticare sci da discesa, sci da fondo o ancora motoslitta, e molto altro!

Ma se lo sci non vi soddisfa a sufficienza allora potrete trovare decine di attività stravaganti sulla neve come per esempio ice-climbing, sleddog, passeggiate con le ciaspole (le racchette da neve), snowboard, freeride , curling, pattinaggio su ghiaccio… Rimarrete davvero affascinati dalla miriade di offerte che potrete trovare in Friuli per soddisfare qualsiasi vostra esigenza e per rimanere il più possibile a contatto con paesaggi mozzafiato.

Se poi l’attività sportiva vi mette appetito allora vi farete tentare dalla tradizione culinaria del Friuli Venezia Giulia, ricca di profumi, aromi, ingredienti e prodotti unici nel loro genere; giusto per citarvi qualche prodotto potreste assaggiare il prosciutto di Sauris, oppure quello di San Daniele o ancora i bianchi del Collio. Il fascino è assicurato e la vostra vacanza sarà resa ancora più suggestiva dalle numerosissime manifestazioni rievocative dei modi e dei costumi di un tempo.

Turismo nautico

Per voi la vacanza significa acqua, mare, spiaggia e divertimento? Non c’è nessun problema in Friuli Venezia Giulia. Tutto ciò che desiderate lo troverete esattamente come lo immaginate. La regione infatti, nella sua costa meridionale, è per la sua quasi totalità bagnata dalle splendide acque del mar Adriatico ma questo non basta a rendere unico il vostro soggiorno; ci pensano quindi un’affascinante costa a tratti a picco sul mare e a tratti lunga, bassa e sabbiosa e una vastissima offerta di attività praticabili durante la vostra vacanza.

Città come Lignano Sabbiadoro e Grado vi offrono spiagge di sabbia dorata e fondali piatti e adatti a persone di tutte le età, dai bambini piccoli agli anziani; e così le spiagge sono adatte per molteplici attività che vanno dal riposo su un lettino, magari mentre ci viene fatto un massaggio, ad avvincenti partite con gli amici a beach volley.

Se però preferite vivere il mare da una barca, allora vorrete sicuramente visitare la laguna di Marano oppure osservare la splendida costa di Trieste che è ricca di insenature nascoste o promontori che scendono a picco sul mare. Se poi siete amanti della vela questo potrebbe essere il vostro paradiso, sia per navigare, per coloro i quali possiedono grosse imbarcazioni a vela, ma anche per diversi per chi pratica vela su piccole barchette oppure chi ama il windsurf; sarete aiutati e sostenuti dalla famosissima bora che, seppur fredda e ritenuta fastidiosa dai più, è parte integrante di questo territorio e contribuisce quindi a renderlo unico nel suo genere.

Se vi piacerebbe poter praticare tutto questo ma non ne avete la necessaria esperienza, non avete di che preoccuparvi; esperti istruttori, di qualsiasi disciplina (vela, wind-surf, kite-surf, ecc..) vi assisteranno e vi guideranno, facendovi imparare tutti i segreti che volete scoprire per vivere anche voi le stesse emozioni.

Terme

Vacanza non significa per tutti attività sportiva e movimento, infatti moltissimi considerano la vacanza alla stregua di un momento di relax, in cui il corpo necessiti di ritemprarsi attraverso trattamenti di benessere fisico e mentale.
La regione Friuli Venezia Giulia offre centri termali di ottimo livello situati nei pressi del mare oppure in montagna; proprio questa bella peculiarità rende unica l’offera di questa regione. I trattamenti sono diversificati a seconda del centro termale scelto in quanto alcuni trattamenti tipici dei monti possono non trovarsi nelle terme di una località balneare e viceversa ma tutti hanno sicuramente un denominatore comune, la raffinatezza e la cura nei trattamenti.

In un centro termale del Friuli Venezia Giulia potrete trovare trattamenti per la vostra salute, per il vostro corpo e per la vostra mente: dai bagni termali nelle piscine, a tonificanti idromassaggi, bagni nel fieno, oppure ancora massaggi, bagno turco, saune e molto molto altro ancora. Ma se non è vostra intenzione spendere un’intera vacanza in un centro termale ecco allora che la quasi totalità degli alberghi del Friuli Venezia Giulia vi mette a disposizione delle vere e proprie beauty farm interne per coniugare ad esempio la vostra vacanza all’insegna dello sport o all’insegna della cultura, con alcune ore di rilassanti massaggi o aromatici e cromatici bagni turchi.

Per chi volesse invece, come parlavamo prima, trascorrere la vacanza in un vero e proprio centro termale, vi indichiamo qui di seguito quelli che sono i tre centri termali più famosi e rinomati della regione. Senza dubbio il primo possono essere le Terme di Grado che, pensate, erano già esistenti e molto conosciute all’epoca dell’impero austro-ungarico. Le Terme di Grado vi offrono, oltre alle acque termali e piscine d’acqua salta, anche sabbiature ma queste sono solo alcune delle loro offerte.

Come secondo centro termale possiamo indicarvi le Terme di Lignano le quali sono molto specializzate nella cura dell’estetica e del corpo ma ciò non toglie che potrete rilassarvi grazie ai bagni termali e alle loro altre numerose offerte.
Infine, ma assolutamente non di minor importanza, vi consigliamo di visitare Arta Terme, che si trova in Carnia, dove, i trattamenti con le acque termali si uniscono in un perfetto connubio con un clima ed un’aria assolutamente salutari.

Regione

Il Friuli Venezia Giulia, la regione più ad est del Nord Italia, si estende per 7845 km² e confina con la Slovenia e l’Austria. E’ una delle cinque regioni italiane definite “autonome a statuto speciale”; conta 4 province (Gorizia, Pordenone, Udine e Trieste) e 219 comuni. Il suo nome deriva dall’incontro tra le due regioni in cui era un tempo diviso il territorio: la regione del Friuli, appunto, e quella della Venezia Giulia, molto più piccola e di recente annessione.

Il territorio del Friuli Venezia Giulia è prevalentemente composto da rilievi, che includono le Alpi Carniche, le Alpi Giulie, le Prealpi Carniche e Giulie. Il monte Coglians, con i suoi 2780 metri è la cima più alta, seguito dalla Cima dei Preti, alta 2703 m. Il restante territorio regionale comprende la pianura friulana, bagnata dai fiumi Tagliamento ed Isonzo (i maggiori della regione), dove sono situati i maggiori nuclei abitativi, parte della laguna veneta e la zona del Carso nei pressi di Trieste. Il clima è variabile a seconda della zona interessata, in generale comunque molto piovoso ed alpino sui rilievi.

La storia del Friuli comincia con i primi insediamenti paleoveneti e celtici. La regione fu conquistata dai Romani che vi fondarono, nel II sec. a.c., la città di Aquileia, della quale ancora oggi si conservano le rovine del foro e dell’anfiteatro.

Il nome della regione, Friuli, deriva da Forum Iulii, una colonia alla quale oggi corrisponde la città di Cividale del Friuli. Anche lo stemma, su cui troneggia un’aquila, è di chiara matrice romana. Nel V sec. la regione venne invasa da Visigoti, Unni,Ostrogoti e Longobardi, per poi entrare a far parte, nel XV sec., della Repubblica di Venezia. In seguito, dopo essere passata in mani asburgiche e napoleoniche, nel 1866 le zone di Udine e Pordenone vedranno finalmente la loro annessione all’Italia. Nel 1918 anche il Friuli orientale entrerà a far parte della penisola, mentre alla città di Trieste toccherà soltanto diversi anni dopo.

Il Friuli è una regione piena di attrattive, sia per l’appassionato di natura che per il cultore di beni storici ed artistici.

Trieste
Capoluogo di Regione e provincia, con i suoi circa 219.000 abitanti Trieste è la città più grande del Friuli ma anche importante snodo commerciale e porto industriale molto attivo. La città è collocata in posizione strategica al confine con la Slovenia e affacciata sull’omonimo splendido golfo, alle pendici del suggestivo altopiano del Carso.

Trieste era una colonia romana fondata nel I sec. a.c. Il suo antico nome, Tergeste, deriva da terg, che vuol dire mercato, a testimonianza della vocazione che sin da allora la città esprimeva. Soltanto nel 1975, con l’accordo di Osimo, Trieste diverrà a tutti gli effetti italiana dopo una serie di vicende che la vedranno più volte contesa. Attualmente Trieste è sede di una prestigiosa università, e conserva numerose testimonianze storiche ed artistiche di valore. E’ spesso agli onori delle cronache per il vento caratteristico che qui soffia, la bora, in grado di raggiungere i 150 km/h.

Una visita alla città può prendere il via da Piazza Unità d’Italia, la più grande piazza italiana direttamente affacciata sul mare, ed abbracciare i luoghi di maggior interesse del centro storico, come il Municipio, la fontana dei Quattro Continenti, il neoclassico Palazzo Carciotti o la suggestiva chiesa ortodossa di San Spiridione. Da Piazza della Borsa possiamo invece incontrare il maestoso Palazzo del Tergesteo, o il liberty di casa Bartoli, per chiudere l’itinerario con la Galleria del Tergesteo, sostando piacevolmente ai tavolini di uno dei tanti bar.

Da visitare anche la Basilica di San Giusto, patrono cittadino, fusione delle due basiliche romaniche dell’Assunta e di San Giusto, arricchita al suo interno da affreschi e mosaici. Infine, il Castello di S. Giusto, realizzato su una vecchia rocca fortificata e dal quale si gode di un magnifico panorama sull’intera città. Ospita il Museo civico del Castello, con un’ampia collezione di armi.

Per quel che riguarda la gastronomia, la cucina triestina risente dell’influenza slava, orientale,austriaca, ebraica, veneziana. Si incontrano dunque piatti a base di pesce, di carne, vini autoctoni come il Rosso del Carso, ed un utilizzo abbondante degli aromi.

Il castello di miramare e i dintorni
Il luogo più suggestivo della città è indubbiamente il Castello di Miramare (Miramar), con annessi parco e riserva marina. Affacciato sul golfo di Trieste, fu progettato da Carl Junker e costruito tra il 1856 ed il 1860, ed ospita attualmente numerosi eventi mondani e culturali. Nel suo ampio parco sono numerose specie arboree, molte di origine tropicale, ed il Castelletto, vecchia alcova di Massimiliano d’Asburgo e consorte. Massimiliano era il fratello dell’Imperatore Austriaco, e scelse di battezzare Miramar il castello ispirandosi a Ferdinando di Sassonia, la cui residenza aveva lo stesso nome.

Diverse sculture abitano i numerosi viali, che si snodano in molteplici percorsi. Uno di questi conduce alle scuderie, che attualmente ospitano mostre fotografiche e d’arte. Le stanze, gli arredi, le decorazioni, possono essere ammirate visitando gli appartamenti. Molto suggestiva la sala dell’ascolto della musica o la sala del trono, destinata agli ospiti. L’atmosfera delle sale è ancora sorprendentemente intatta, per rievocare lo spirito del tempo che fu, lasciando quasi inalterata la disposizione degli arredi (tra di essi, dipinti di Rembrandt e del Tintoretto).

La riserva marina di Miramare include le scogliere nei pressi del Castello, rivestite da cipressi, lecci ed altre essenze mediterranee, ed i fondali, abitati da numerose specie di pesci, molluschi e crostacei. Si estende per circa 30 ettari, ed è dotata di un centro visite.

Nei pressi della città suggeriamo inoltre una visita agli altopiani del Carso, dove è possibile incontrare un’ampia varietà di fenomeni geologici. Doline, inghiottitoi, grotte, cavità naturali, si susseguono a formare un ambiente suggestivo e incontaminato. Da non perdere la Grotta Gigante, lunga 280 metri e caratterizzata da impressionanti stalattiti e stalagmiti. La grotta ospita anche un piccolo museo speleologico, visitabile all’ingresso. Ancora, il Giardino Botanico (la Carsiana di Sgonico) presenta le più importanti specie vegetali del Carso nei loro ambienti naturali di riferimento.

Udine
Seconda grande città del Friuli, da alcuni considerata la sua effettiva capitale, Udine è situata nella pianura friulana tra il Tagliamento e l’Isonzo, e conta circa 96.000 abitanti. E’ nel medioevo che conosce le prime fortune, divenendo importante nucleo mercantile con il patriarca Bertoldo di Andechs. Nel 1866 viene annessa al Regno d’Italia, ed in seguito è teatro di numerosi scontri armati durante la 2ª guerra mondiale.

Attualmente la città è un fervente centro industriale, ricco di monumenti e palazzi di interesse storico. L’edificio più noto e visibile da più punti è indubbiamente il Castello, costruito nel XVI sec. su un vecchio castello dei patriarchi di Aquileia. Al suo interno è il Museo Civico e la Pinacoteca. Il Museo civico fu inaugurato nel 1866 ed include sezioni archeologiche ed artistiche, con dipinti di Caravaggio, Carpaccio, Tiepolo. Ospita anche una Galleria d’Arte Moderna e un Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, che include opere di Durer e di noti artisti veneti.

Un’altra caratteristica della città sono i numerosi edifici in stile gotico veneziano, risalenti soprattutto al sec. XV o XVI. Ne è tipico esempio la Loggia del Lionello e soprattutto la bella Piazza Libertà, collocata sotto il Castello e dominata dalla Torre dell’Orologio (con la nota scultura dei due mori che circondano una campana centrale), edificata nel 1527. Nella piazza, la fontana di Ercole e Caco e le colonne con il leone Marciano completano una splendida e suggestiva cornice.

Tra le chiese, la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, il maggior edificio religioso di Udine, arricchito dagli affreschi del Tiepolo nella cappella del Santissimo, e la Chiesa di Santa Maria in Castello. Diversi anche i palazzi storici, tra cui il Palazzo del Comune ed il Palazzo Arcivescovile, anch’esso affrescato dal Tiepolo. Udine è una città tranquilla, piacevole, vi si passeggia comodamente e si gusta una cucina sobria e genuina, a base di riso, polenta, affettati e vini di qualità.

Altre città
Gli altri capoluoghi di provincia del Friuli sono Gorizia e Pordenone.

Gorizia, cittadina di confine, fu palcoscenico di travagliate vicende storiche, soprattutto legate alle due guerre mondiali. La città attualmente risulta divisa in Nova Gorica, la “parte” slovena, e l’italiana Gorizia. E’ attraversata dall’Isonzo, e dominata dalla mole dell’elegante castello, restaurato dopo i numerosi bombardamenti subiti e sede del Museo del Folklore e di una Pinacoteca. Da visitare Palazzo Attems-Petzenstein, edificato nel ’700 e abitualmente sede espositiva, Villa Coronini con l’adiacente ampio parco, e il borgo antico, con i palazzi storici, il Duomo e la chiesa di S.Ignazio, con interessanti affreschi sulla vita del santo.

Pordenone, tranquilla città costruita attorno al fiume Noncello, è ricca di palazzi storici come Palazzo Gregoris o Palazzo Ricchieri. La mole gotica del bel Palazzo Comunale e lo splendido Duomo di San Marco completano una visita che può essere accompagnata da piacevoli passeggiate nel centro storico o lungo Corso Vittorio Emanuele. A chiudere la visita, una puntata al Parco di San Valentino, adeguatamente attrezzato e luogo ideale per una sosta all’aria aperta. Tra i centri minori, segnaliamo:

Cividale del Friuli: Situata nella regione dei Colli Orientali, è ricca di monumenti dell’alto medioevo. Costruito sul vecchio foro romano, il Duomo rinascimentale ospita contributi di noti artisti, e nelle vicinanze si raggiungono il Museo Archeologico Nazionale e il tempietto longobardo, detto anche oratorio di S.Maria in Valle. Indispensabile anche una sosta al ponte del diavolo, cui è legata una leggenda popolare.

Aquileia: Nei pressi della laguna di Grado il piccolo centro di Aquileia ospita numerosi scavi archeologici, tra cui resti di una cripta e del foro romano. Ancora, una splendida basilica romanica ricca di pregevoli opere d’arte, e il museo paleocristiano con un vasto repertorio di mosaici, iscrizioni funebri ed altri reperti.

Tolmezzo: cittadina maggiore della Carnia, conta circa 10000 abitanti. Da visitare la Fabbrica Linussio e il Duomo, ma anche il Museo Carnico delle arti e tradizioni popolari al Palazzo Campeis.

Cosa Vedere in Basilicata

La Basilicata è una terra di antichissima origine, abitata fin dai tempi preistorici. Meta di numerosi insediamenti fu abitata in tempi diversi da Normanni, Lucani, Romani e Greci, e oggi è possibile trovare segni di queste passate civiltà che hanno apportato ognuna un proprio tocco di personalità. La Basilicata per questo ha un fascino tutto da scoprire. Leggi la guida per conoscerne le caratteristiche e come scegliere i migliori itinerari turistici della Basilicata in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Informazioni generali

La Basilicata, detta anche Lucania ha una popolazione di circa 600.000 abitanti. Il suo territorio è prevalentemente montuoso, e per questo si colloca tra i primi posti riguardo la produzione italiana di cereali: in particolare produce a volontà frumento, avena, orzo e granoturco. La gente che si reca in questa regione solitamente è alla ricerca di un doppio genere di vacanza: quella di tipo culturale e quella balneare.

La presenza di città con anni di storia alle spalle, le dominazioni greche e romane attirano infatti molte persone appassionate di arte e cultura, mentre chi ama soprattutto il mare e le regioni costiere trova in Basilicata il suo habitat ideale. Per la conformità del territorio, che in passato ha reso difficili gli spostamenti, questa regione non è dotata di un aeroporto, ma è raggiungibile senza problemi in treno. La regione è ricca di parchi naturali e di riserve che restano ancora integri e salvaguardati.

Visitare La Basilicata permette di godere di meravigliosi paesaggi, sia di montagna che di mare, di conciliare una vacanza sportiva, culturale e all’insegna del relax. Non tutte le regioni riescono ad offrire tanto ai loro visitatori, specialmente date le sue modeste dimensioni (9.992 kmq). La gente ( come in gran parte delle regioni meridionali ) è molto calorosa e sicuramente trascorrerete una vacanza indimenticabile!

Tra i più importanti citiamo il Parco Nazionale del Pollino, il Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, la Riserva Statale Rubbio e il Parco archeologico storico naturale delle Chiese Rupestri del Materano. Diffusi anche i siti archeologici, come anche i musei, tra cui ricordiamo il Museo archeologico nazionale della Basilicata, il Museo delle Antiche Genti di Lucania e il Museo archeologico di Potenza, capoluogo della regione.

I sassi di matera

La città di Matera è famosa per i suoi caratteristici sassi, che sono dei veri e propri scavi sulla roccia che vengono utilizzati per costruirci i vari quartieri della città. La roccia scavata è di un particolare materiale, molto malleabile e per questo facilmente scavabile, detto calcarenite. Questa abitudine a scavare in tal genere di rocce si fa risalire fino all’epoca paleolitica.

I primi scavi furono fatti per ovviare al problema della siccità; essendo infatti la Basilicata una regione nella quale piove poco, gli scavi permettevano di costruire vere e proprie cisterne che servivano a conservare l’acqua piovana e ad utilizzarla nei momenti di maggior bisogno. Grazie ai sempre più numerosi scavi, molte grotte sono state costruite in modo da risultare comunicanti tra loro, e proprio queste costituivano le dimore degli abitanti di Matera più primitivi.

Purtroppo questo particolare patrimonio unico al mondo oggi è un po’ in declino, essendo stato trascurato per parecchi anni dalle gravi mancanze delle politiche locali, nonché nazionali, anche se ultimamente si è rivalutato il valore storico di tali costruzione e si tenta di salvaguardarli al meglio. Secondo alcuni progetti nel giro di qualche anno i sassi diventeranno parte integrante della città di Matera e saranno utilizzati come musei storici e attività commerciali, come ristoranti o alberghi.

Dal 1999, quindi, i sassi di Matera sono riconosciuti dall’ UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’ Umanità. Tra i luoghi più caratteristici della città di Matera ne elenchiamo alcuni che sono davvero eccezionali e che meritano una visita da chi si appresta a conoscere la Basilicata: la Civita, il Duomo, il Rione Castelvecchio, il museo diocesano, le tante torri, il sasso Caveoso che si trova proprio a sud della Civita, con la sua splendida parrocchia di San Pietro Caveoso e infine il sasso Barisano.

Cosa vedere

Le province di Potenza e quella di Matera offrono agli sportivi splendidi impianti in cui potersi dilettare con gli sport che preferiscono. A Pignola troviamo un ottimo impianto sciistico, mentre a Trecchina un moderno Kartodromo, con una pista lunga 655 m. Maratea è particolarmente indicata ai giovani o a chi ama la vita notturna: offre infatti numerose discoteche, pub, negozi e gelaterie ed è molto frequentata dai giovani.

Sul lago Senise è stato recentemente costruito un impianto sportivo che attira tanta gente e in cui è possibile praticare numerosi sport, tra cui tennis, calcio, pallavolo, ma anche sport acquatici come canoa e vela. Nella provincia di Matera, in particolare a Bernalda- Metaponto, troviamo splendidi campi da golf; per gli appassionati e per chi vuole dilettarsi in questo sport, ci sono 18 buche sparse in una cornice meravigliosa circondati da alberi e da tanta vegetazione.

Eventi

Tra gli eventi e le ricorrenze ricordiamo solo alcune tra le più importanti. In realtà ogni anno in Basilicata si svolgono moltissimi eventi che fanno in modo da rendere questa regione particolarmente attiva ed energica. L’ultimo fine settimana di ogni agosto si svolge a Potenza la sagra del baccalà, che offre la possibilità di assaporare questo alimento preparato in diversi modi.

A Sarconi viene celebrata la sagra del fagiolo, sempre nel mese di agosto. Sempre nella provincia di Potenza si tengono ogni ottobre la sagra della castagna e la vendemmia, mentre ad agosto un evento da non perdere è la festa sotto le stelle, in cui vengono esposti tutti i prodotti tipici della Basilicata, nonché prodotti di artigianato locale, musiche e filmati della storia di questa regione. Nello stesso periodo si celebra anche la sagra del fagiolo e quella del cinghiale.

A Potenza si celebra il 29 maggio di ogni anno, in occasione della festa del patrono, la sfilata dei turchi, manifestazione antichissima e considerata la più importante e suggestiva della provincia. Da circa 16 anni nelle domeniche di settembre, a pochi km da Potenza si radunano i migliori maestri pirotecnici per mostrare uno spettacolo incantevole di fuochi d’artificio.

In provincia di Matera, gli eventi più rappresentativi sono la festa dedicata ai vini e agli oli, che si svolge nel mese di novembre e in cui è possibile assaporare le delizie più tipiche della regione. Imperdibile anche il carnevale di Tricarico, divertente ed unico nel suo genere. Tra le manifestazione strettamente culturali non mancano ogni anno le celebrazioni letterarie dedicate alla poesia e agli artisti locali.

Prodotti tipici

Il piatto tipicamente cucinato e più apprezzato qui in Lucania è la pasta con il ragù. Tra i tipi di pasta più utilizzati abbiamo i minnicchi e gli strascinati. Tipici di Matera anche le famose orecchiette, con agnello, formaggio pecorino e salsa o in alternativa con le cime di rapa. Solitamente per i secondi piatti si prediligono le carni bianche, quelle di ovino, il coniglio e l’agnello, accompagnate da verdure e da spezie, in modo particolare dal peperoncino, buonissimo e diffusissimo in molti piatti. Un’altra specialità della zone sono pure i peperoni “cruschi” cioè croccanti, preparati in modo tale da risultare davvero squisiti e unici nel loro genere.

Ottimi per condirci la pasta. La luganeda, come fa ricordare il nome stesso è un tipo di salsiccia che prende proprio il suo nome da questa regione. Infine gli gnumiriddi, involtini di interiora, ottimi per chi apprezza le carni in toto. Molto apprezzati da tutti sono i formaggi di questa regione, preparati secondo le più antiche tradizioni locali. Ogni zona della Basilicata offre un’aroma, una spezia che la distingue dalle altre; tra i formaggi più conosciuti ci sono: il caciocavallo, il canestrato, il casieddu e il pecorino di Filiano. Infine i marucheddi, i fagioli borlotto e le ottime melenzane. Tra i pesci quello più apprezzato e valorizzato in questa regione è sicuramente il baccalà, preparato sia fritto che al forno, accompagnato da peperoni, patate e acciughe. Se desiderate gustare un tipico pranzo di questa regione non potete assolutamente perdere gli “strangolapreti alla potentina” , a base di maiale cotto con il vino e di buon pecorino.

Se nelle aeree più interne e di montagne i prodotti tipici sono castagne, salumi, frutti di bosco e miele, nelle zone più costiere troviamo una grande ed abbondante produzione di fragole,uva ed albicocche. Famosissime anche le olive, che vengono essiccate ed infornate. Prodotti in quasi tutta la regione anche ottimi vini e squisiti oli, che riescono ad esaltare e rendere speciali anche le ricette più semplici per il loro gusto raffinato ed intenso. Infine tra i dolci, imperdibili le ossa di morti, a base di anice e i calzoni con cioccolato e castagne.

Cosa Vedere in Puglia

Si tratta della regione più dinamica ed attiva del Sud. Si trova nella parte terminale orientale della penisola, confinante a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata. Il Mare Adriatico lambisce le sue coste orientali e settentrionali, mentre lo Ionio bagna il litorale meridionale. Gli abitanti della Puglia sono 4.079.251 suddivisi nelle province di Bari (capoluogo di regione), Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Barletta-Andria-Trani; quest’ultima provincia è di recente istituzione e non è ancora del tutto attiva.

Geografia

La conformazione della regione pugliese presenta un’esigua percentuale di territorio montuoso, solo l’1,5%, dato che le conferisce il primato di regione meno montuosa d’Italia. I rilievi più significativi sono il Monte Cornacchia (1152 m), che si trova nel subappenino Dauno, e il Monte Calvo (1055m), nel Gargano. Le pianure sono invece molto presenti in Puglia (53,3% del territorio), con l’incombente presenza del Tavoliere delle Puglie, che si estende dalla Capitanata, fino alla fascia costiera della Terra di Bari e alla Pianura del Salento. Si osservi infine il dato relativo alle colline (45,3%): esse si dividono tra il territorio delle Murge e quello delle serre salentine. L’idrografia del territorio è piuttosto scarsa; troviamo infatti fiumi poco abbondanti. Nessuno di essi è navigabile, ad eccezione del tratto finale del fiume Ofanto. I laghi di maggiore importanza sono quello di Lesina, di Varano e i laghi Alimini, tutti in prossimità della costa. Ricordiamo, a tal proposito, che la Puglia è la regione italiana con la più lunga estensione di territorio costiero, bagnato dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio. Essa presenta anche un altro primato: è infatti la regione più orientale d’Italia. Punta Palascìa, vicino Otranto, è l’estremità orientale della regione e dista solo 80 Km dall’Albania.

Fiumi, laghi e isole

A nord est della costa del Gargano, piuttosto al largo, si trovano le isole Tremiti, un importante arcipelago, ma possiamo trovare anche delle isole minori come le isole Cheradi, vicino alla città di Taranto, e l’isola di Sant’Andrea, davanti alle coste di Gallipoli. E’ importante ricordare che anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, posto a nord-est delle Tremiti, appartiene geograficamente al territorio pugliese, pur essendo amministrativamente dello stato Croato. Passando ad analizzare l’idrografia pugliese, possiamo in generale notare la povertà di corsi d’acqua superficiali, dovuta sia alla natura carsica del territorio, che alle limitate precipitazioni. I fiumi della Puglia sono per lo più brevi torrenti (alcuni esempi possono essere il Candelaro, il Cervaro, il Carapelle), ad eccezione dei fiumi Ofanto e Fortore, che però scorrono in questa regione solo per una parte del loro corso.
La scarsità dell’acqua nella regione ha spinto il Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia a costruire una diga sul fiume Fortore, nei pressi del confine con il Molise, che ha dato vita al lago artificiale di Occhito. Altri laghi della regione sono i laghi Alimini, lungo la costa in prossimità di Otranto, e quelli di Lesina e di Varano, nella parte settentrionale della costa del Gargano.

Le coste

In Puglia sono presenti lunghi tratti costieri, che arrivano ad un totale di 834 Km. Tale dato comprende anche il perimetro delle isole Tremiti. La balneabilità di tali spiagge si aggira, secondo dati del 2007, al 92,6%, dato corrispondente a circa 693 Km di costa. E’ evidente che la costa pugliese sia piuttosto varia e che alterni tratti sabbiosi ad aspre porzioni rocciose. L’intera parte delle coste ioniche, dal basso Salento fino ai confini con la Basilicata, presenta spiagge bianche circondate da ampie pinete, soprattutto nella zona a nord del golfo di Taranto. I lidi sabbiosi sono prevalenti anche a sud di Monopoli, fino alla città di Otranto, e nel litorale adriatico, anche se per questa zona è opportuno precisare che non è raro imbattersi in tratti di roccia. Una significativa alternanza è presente inoltre in Terra di Bari, anche se gli scogli sono di relativa entità, ad eccezione di Polignano a Mare, dove si impone uno sperone a strapiombo. Prevalentemente rocciose sono invece le coste del Gargano, con piccole insenature di lidi, mentre il litorale a sud di Manfredonia, fino a Barletta, è per lo più basso e sabbioso.

Clima

La caratteristica della regione è quella di possedere il tipico clima mediterraneo. Analizzando le temperature, possiamo notare che nelle zone costiere le estati si presentano calde e gli inverni piuttosto miti, mentre nel Subappennino Dauno, nel Gargano, e nell’Alta Murgia le estati sono più fresche e gli inverni maggiormente rigidi. Consultando le 10 stazioni meteorologiche della Puglia, notiamo come le medie temperature in gennaio si aggirino tra i 1,3° C di Monte Sant’Angelo e i 7,5° C di Santa Maria di Leuca, mentre le medie estive siano comprese tra i 24° C di Monte Sant’Angelo e i 30, 6° C di Foggia Amendola.
Passando ad indagare le precipitazioni, è importante ricordare come esse, in prevalenza piovose, siano piuttosto scarse e concentrate per lo più nelle stagioni tardo autunnali ed invernali. Nelle zone più interne tuttavia in inverno possono verificarsi precipitazioni a carattere nevoso. I valori medi della piovosità in Puglia si aggirano tra i 450 e i 650 mm annui, con particolare intensità in alcune zone, come il Subappennino Dauno e il versante adriatico del Salento.

Flora e fauna

Quali sono gli animali che compongono la fauna pugliese? Ai nostri giorni le specie più diffuse sono quelle del tasso, della volpe, dell’istrice, della talpa, della donnola e dello scoiattolo. Analizzando le varie zone è possibile notare che nelle aeree pianeggianti, come il Tavoliere delle Puglie, siano molto diffusi gli ovipari, come l’allodola, la calandra e la gallina prataiola. Le colline pugliesi, in particolare quelle delle Murge, sono invece popolate da animali quali i tordi, mentre nelle coste da segnalare è la presenza di marangoni. La testuggine terrestre, la lucertola, il geco e la vipera sono i rettili più comuni in Puglia, mentre per gli anfibi spiccano il tritone italiano e l’ululone. Si ricordi che le terre della Puglia ospitavano, fino ad alcuni secoli fa, anche grandi mammiferi, come il lupo, il cinghiale e il capriolo.
Per quello che riguarda la flora, protagonista assoluta di tale regione è la macchia mediterranea, presente soprattutto lungo le coste, con alberi ed arbusti resistenti al caldo e alla siccità.

Di rilevante importanza è anche l’olivo, diffuso in tutta la regione. Analizzando le varie zone spiccano nelle aree interne e nelle colline, ampi boschi, alternati a pascoli rocciosi. Essi, in primavera, presentano asfodeli in gran quantità, mentre in estate spiccano per importanza il mirto e la salvia. Per quel che riguarda le zone alte, gli alberi più comuni sono le querce, i faggi, gli aceri, la roverella e la carpinella. Le coste pugliesi infine presentano delle splendide ed estese pinete, in particolare nella zona del Gargano e nel golfo di Taranto, e delle leccete in prossimità della costa salentina. In tutta la Puglia le varietà floreali maggiormente presenti sono quelle del lentisco, della ginestra, della quercia spinosa, del ginepro e del fenicio, tutti fiori per lo più spontanei.

Tradizioni musicali
La musica e il folklore pugliese vivono principalmente di due danze popolari, la tarantella e la pizzica.
Tarantella: si tratta di una danza popolare del Meridione, denominata anche còrea. Il centro propulsore maggiormente attivo è Carpino, un piccolo centro del Gargano, che contribuisce a mantenere vivo questo genere di musica. Le origini vanno ricercate probabilmente nella cultura araba e slava; la musica infatti corre sul quarto di tono e viene di frequente accompagnata da voce, chitarra battente, chitarra francese, castagnole o tamburo. Il tempo è quasi sempre veloce, in metro di 6/8 e in modo minore, anche se esistono delle tipologie diversificate. Troviamo ad esempio, a volte, dei fraseggi melodici e ritmici in 4/4 (una sestina ogni movimento, su bpm da 60 a 90), così come è possibile ascoltare fraseggi completi in 4 e 16 movimenti, in alcuni varianti peloritane ed agrigentine.
Pizzica: si tratta di un ballo tradizionale, su una musica popolare e battente, da ballare in coppia.

I ballerini possono essere anche appartenenti allo stesso sesso: è più frequente, ai nostri tempi, che siano due donne a ballare insieme la pizzica, ma in passato non era raro imbattersi in due uomini, uno dei quali riproponeva con ironia le movenze riservate, tipiche della donna. Un importante centro, per il ballo della pizzica, è Ostuni, luogo in cui è fortemente sentita questa tradizione. L’impatto scenico della pizzica è molto forte. Le origini di questa danza ci riconducono alla musica che accompagnava i riti di guarigione delle “tarantate”, ovvero di quelle donne si supponeva essere state morse da una tarantola, e i movimenti particolarmente concitati richiamano anche ad una manifestazione di isteria; tale strada interpretativa è stata percorsa dall’antropologo Ernesto de Martino che, nel libro La terra del rimorso, approfondisce il fenomeno da un punto di vista sociale e storico.

Enogastronomia

La regione della Puglia è conosciuta per la sua buona e varia cucina. Alcuni dei piatti più famosi si riallacciano alla cucina mediterranea, proponendo i “Cavatelli con le cozze”, il “Risotto ai frutti di mare”, il “Polpo alla griglia” e il “Riso, patate e cozze”, tipico della città di Bari. Non mancano poi le specificità regionali, tra cui spiccano le orecchiette, servite sia con le cime di rapa che con il tipico ragù di carne, e la cicoria con la purea di fave. Da ricordare poi alcuni piatti salentini come i “pezzetti di cavallo al sugo”, i “ciceri e tria” ed i celebri “municeddhi”, che sono degli involtini con le interiora di agnello.

Le peculiarità della cucina pugliese sono fondamentalmente due: la prima è quella di una specifica attenzione per le materie prime, per i sapori di base dei prodotti, mentre la seconda riguarda l’alternanza significativa di piatti a seconda delle differenti stagioni. Per quanto concerne la prima caratteristica, essa rende la cucina della Puglia particolarmente attenta ai prodotti della terra, prime tra tutte le verdure di stagione: cime di rapa, cavolo verde, cardo, peperoni, melanzane, carciofi, fagioli, cicerchie, lenticchie, fave, cipolle rosse di Acquaviva delle Fonti vengono serviti in numerosi piatti. Analizzando la seconda caratteristica è invece possibile notare come l’estate e la primavera propongano principalmente verdure e piatti di pesce, mentre le stagioni più fredde prediligano legumi e pasta fatta in casa con sughi di vario genere.

Se ci spostiamo lungo tutta la regione, non sarà difficile gustare piatti tipici delle varie località che cambiano ad esempio se ci troviamo nella provincia di Foggia, più collinosa, in quella di Lecce, maggiormente terragna, o nelle zone costiere di Taranto, Bari e Brindisi. Ciò che unifica l’intera cucina pugliese è certamente un’incombente presenza di pesce, soprattutto del Mare Adriatico. Questo tipo di pesce infatti, a causa della particolare pastura che si trova lungo le coste e a causa delle polle di acqua dolce che vengono scaricate in mare, si distingue dall’altro pescato, in quanto attutisce il salmastro senza alterarne minimamente il profumo.

Luoghi di interesse naturalistico

Il Gargano
Si tratta di un imponente promontorio, appartenente alla provincia di Foggia, che presenta un territorio di 2000 Km² e si protende per 70 Km nel mare Adriatico. Il Gargano è circondato da tutti i lati da questo mare, ad eccezione della parte occidentale, saldata al Tavoliere delle Puglie. La vita e la maggior parte della popolazione si concentrano nelle zone costiere, ben collegate da una strada panoramica che tocca tutte le città di rilievo e che segue l’intero perimetro della zona. Si possono trovare città come San Nicandro Garganico, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Mattinata e Manfredonia. Questa concentrazione di popolazione nelle città costiere è dovuta a fattori fisici e territoriali, ma anche economici. L’interno del Gargano è infatti una zona con fitta vegetazione, difficilmente abitabile – analogamente alla Foresta Umbra – mentre le città costiere sono attive e fiorenti, grazie alle attività agricole, peschereccia e grazie allo sviluppo del turismo, cresciuto negli ultimi anni. Di rilevante importanza è il Parco Nazionale del Gargano, con molte specie di piante ed animali che popolano il cosiddetto “sperone d’Italia”.

Le isole Tremiti
Si tratta di un piccolo arcipelago che si trova a 12 miglia a nord del promontorio del Gargano e a 24 miglia ad est delle coste del Molise. Pur essendo il più piccolo comune della Puglia e uno dei meno abitati (secondo solo a Celle di San Vito), è il fulcro del turismo pugliese. Le Tremiti sono infatti delle isole bellissime con acque balneabili splendide. Sono state infatti insignite più volte della “Bandiera Blu”, il famoso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.

Il Subappennino Dauno
Questa area comprende gli unici rilievi montuosi della regione e costituisce il prolungamento dell’Appennino Campano. La zona è denominata anche “Monti Dauni” o “Monti della Daunia” e segna la linea di confine con il Molise e la Campania, occupando la porzione occidentale della Capitanata. Il Subappennino Dauno è una meta turistica molto interessante: oltre alle suggestive montagne, infatti, si possono visitare dei piccoli paesini arroccati sulla roccia, da cui godere di splendidi panorami poco contaminati.

Il Salento
La zona salentina è molto ricca per quel che riguarda l’agricoltura e il turismo. Si possono infatti scorgere delle bellissime spiagge ampie e sabbiose, che si affacciano sul Mar Ionio e sul Mar Adriatico, come quella di Pulsano, Lizzano, Campomarino, Porto Cesareo di Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto ed Ostuni. Non mancano scogliere a picco sul mare e spiagge rocciose di rara bellezza come Castro, Santa Cesarea Terme e Porto Badisco. Le acque salentine sono di una trasparenza e di una bellezza unica, e danno vita a dei giochi cromatici di grande effetto. Per quello che concerne l’agricoltura, è importante sottolineare come l’intero agro salentino sia coltivato ed organizzato in proprietà terriere divise dai tipici muretti a secco. Gli alberi più diffusi sono gli ulivi, spesso secolari, con tronchi contorti e piuttosto grandi. I paesini sono generalmente di modeste dimensioni e presentano delle tipiche costruzioni bianche ed orientaleggianti.
Un altro elemento tipico della zona salentina sono le costruzioni a secco, con pietra, simili ai nuraghi sardi, impiegate dai contadini per riporre attrezzi da lavoro o per altre funzioni; esse vengono denominate “furniedde” o “pajare”. Molto diffuse sono anche le masserie fortificate che risalgono al XVI, XVII, XVIII secolo.

Le Grotte di Castellana
Si tratta di un insieme di cavità, presenti nella località di Castellana Grotte, a sud di Bari. Queste grotte sono di origine carsica e sono estremamente importanti dal punto di vista turistico e speleologico. La prima che si scorge è una cavità profonda 60 metri, denominata “Grave”, che permette di raggiungere poi altre grotte, dislocate lungo 3km di percorso. Tra esse spiccano la “grotta bianca” e la “caverna del duomo di Milano”, chiamata in questo modo a causa della particolare forma delle stalagmiti, simili ai pinnacoli.

Monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’unesco

I trulli di Alberobello
La località di Alberobello è conosciuta e nota per i trulli: si tratta di costruzioni a forma di cono “a secco”, presenti in tutta la Valle d’Itria, con origini protostoriche. Attualmente non ne esistono di particolarmente antichi, a causa del fatto che essi non venivano riparati in caso di dissesto, ma, per la loro particolare conformazione, direttamente abbattuti e ricostruiti al completo. Le zone in cui sono presenti queste costruzioni sono comunque di grande rilievo storico archeologico, in quanto è stato possibile ritrovare numerosi reperti di epoca preistorica o fondazioni di capanne in pietra che risalgono all’età del bronzo.

Ma qual’è l’origine dei trulli? Che funzione svolgevano? In antichità essi costituivano il giaciglio e il riparo per il cozzaro, ovvero per colui che coltivava la terra per il suo padrone. Si trattava dunque di una costruzione contadina che presentava delle travi, anche oggi presenti, che venivano utilizzate per appendere vivande, arnesi ed altri utensili, e che ospitava anche bambini che dormivano in alcune nicchie scavate nel muro, separate dall’intero ambiente solo tramite delle tende. Il pavimento era solitamente in terra battuta e nel trullo convivevano, senza alcun problema, persone ed animali domestici.

Ai trulli sono legate alcune leggende ed ipotesi non accertate: una di queste sostiene che la loro funzione primaria fosse quella di agevolare l’evasione del pagamento delle tasse. Si pensa che, in occasione di controlli, si provvedesse allo scoperchiamento della costruzione e che si comunicasse tramite segnali di fumo, simboleggianti il pericolo. Addirittura alcuni sostengono che, quando giungeva il padrone per reclamare dei pagamenti, era sufficiente per i cozzari spostare una sola pietra per far crollare l’intero trullo, rendendolo così un cumulo di semplici pietre. Scampato il pericolo, si provvedeva alla ricostruzione.

Castel del Monte
Castel del Monte è un castello antico che si trova in provincia di BT e presenta una particolare struttura architettonica, basata sulla forma ottagonale. Così’ infatti si presenta la pianta (ogni lato misura 16,30m) e della medesima forma sono le torrette che si stagliano sugli angoli della costruzione (i lati delle torrette misurano invece 3,10m ciascuna, con diametro di 7,80m ed altezza di 24m, poco superiore a quella del castello). La costruzione possiede un diametro complessivo di 56m. Lo spazio interno, organizzato anch’esso in un ottagono (i lati sono di 8,65m ciascuno) presenta due piani rialzati rispetto al piazzale: il più vicino è a soli 3m, mentre l’altro a 9,5m. Questo differente livello di altezza è segnalato anche all’esterno, con una cornice marcapiano. Le stanze che costituiscono ogni piano sono 8, con una forma trapezoidale.

Sono infatti state suddivise tramite le linee di congiunzione che partono dagli spigoli dell’ottagono interno ed arrivano a quelli dell’ottagono esterno. Ma qual’è la storia di questa costruzione? Il primo elemento da precisare è la collocazione storica: si tratta di un castello nato ufficialmente il 29 gennaio 1240, giorno in cui Federico II di Svevia predispone ed organizza i lavori e i materiali per una costruzione (si pensa su rovine longobarde e normanne) nei pressi della chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi non più presente). Occorre però precisare che alcuni storici sposano la tesi che la costruzione del castello, in questa data, fosse già arrivata alle coperture. Quello che sembra molto probabile è che Federico II, morto nel 1250, non riuscì a godere dell’opera conclusa. Non abbiamo alcuna certezza neanche per il nome dell’architetto: le principali ipotesi alternano al nome dello stesso Federico II quello di Riccardo da Lentini.