Cosa Vedere sul Lago di Como in un Week End

Ti piacerebbe passare un week end sul lago di Como? Quello che da sempre è definito come il mare dei milanesi, negli ultimi anni è diventato sempre più meta di turisti stranieri. Si, è vero che tedeschi ed olandesi ci sono sempre stati. Pero da quando George Clooney si comprò caso sulle rive del lago, in un piccolo paesello, su questo storico lago sono cominciati ad approdare turisti di ogni parte del mondo. Difatti oltre alle ville dei personaggi famosi ci sono molte più cose da vedere sul lago di Como, in un susseguirsi di pittoreschi borghi stretti tra le rive del lago e le alte cime delle Prealpi e delle Alpi che racchiudono quasi tutte le sue sponde.

Il lago di Como è il terzo lago più grande d’Italia e, sulla cartina, è facilmente riconoscibile da tutte grazie alla sua caratteristica forma a “Y” rovesciata. Da entrambe le sponde del lago di Como si può godere della vista affascinanti borghi suggestivi, splendide ville e giardini lussureggianti che attendono i visitatori in cerca di tranquillità e cultura.

Como
Una delle prime cose da vedere su Lago di Como, ed una delle tappe fisse, è appunto la città che al lago dà il nome: Como. Como è una piccola cittadina con molta storia e da sempre importante grazie alla sua ubicazione proprio al confine con la Svizzera. Merita una visita il Museo della Seta, dove si può sapere di più sulla tradizione tessile della operosa cittadina lombarda, famosa, soprattutto in passato, per la produzione della seta. Inoltre Como è il luogo di nascita del razionalismo artistico ed architettonico italiano: qui infatti sorgono numerosi esempi di architettura razionalista come il Novocomum, la Casa Giuliani Frigerio e l’ex Casa del Fascio, tutti progettati dall’architetto italiano Giuseppe Terragni, nell’epoca del fascismo, quando questo tipo di architettura era in voga. Oltre all’architettura moderna a Como si può ammirare anche un’architettura meno recente: il Duomo di Como o il Palazzo Broletto, sede del comune di Come, ne sono un esempio. Un’altro monumento da vedere a Como è il Castello Baradello, eretto dal Barbarossa nel 1159. E per una passeggiata rilassata si può visitare Villa Olmo.

Bellaggio
Proprio sulla punta del promontorio che separa i due rami del Lago di Como, quello comasco appunto e quello lecchese, di trova una piccola cittadina, Bellaggio. Questo paesello si trova tra le profonde acque del lago ed i frondosi boschi di quercie, abeti, faggi e castagni. Bellaggio è una città di giardini, con numerosi parchi ed ampli spazi verdi (eccetto il centro storico), dove si possono trovare numerosi tipi di piante e perfino oliveti, dato il clima abbastanza mite, per queste latitudini, di cui gode Bellaggio. Questo fatto fa’ si che il miglior periodo per visitare questa cittadina del Lago di Como siano la primavera o l’estate, periodo in cui si può persino fare il bagno nel lago, se non si è troppo freddolosi! Il centro del paese è una piccola ed intricata successione di vicoli che si arrampicano sul promontorio fino ad arrivare alla punta Spartivento, l’estremità dove i due rami del lago si fondono in uno. E per un viaggio fuori dal tempo, visitate Villa Melzi o Villa Serbelloni ed i loro parchi, ammirando le azalee e i sentieri che serpeggiano nel verde, da dove potrete godere di suggestivi scorci sul lago.

Isola Comacina
L’Isola Comacina è una piccolissima isola che sorge nel bel mezzo del lago, nel ramo comasco, tra Argegno e la penisola di Lavedo. Quest’isola fu abitata fin dall’antichità e per questa ragione è considerata una delle aree archeologiche più importanti della Lombardia. Da sempre fu un importante centro della zona del Lario e qui furono combattute numerose battaglie in epoca medievale, fino ad essere rasa al suole dal Barbarossa e di conseguenza abbandonata per rimanere disabitata per un lungo periodo di circa 800 anni. Da qui il soprannome di “Pompei del Lario”. Attualmente qui si trova un buon ristorante, la “Locanda dell’isola”, dove fare un stop per degustare la cucina tipica dell’Isola Comacina, il cui ristorante non cambia il menu dal 1947 per mantenere rigorosamente la purezza della cucina tradizionale comacina.

Brunate
Fino dal 1894 una funicolare unisce la città di Como al piccolo borgo di Brunate, definito il “balcone del Lario” grazie alla sua privilegiata posizione in cima alla montagna che sovasta il ramo comasco del lago da dove appunto si può godere della miglior vista panoramica dello stesso come si stesse su un balcone. Il tragitto con la cremagliera di per sè è già un esperienza perché questo mezzo arranca sulle ripidissime pendici della montagna superando un dislivello di 500 metri con un percorso di poco più di 1 km ed una pendenza massima del 55%. Oltre alla vista sul lago da Brunate si può anche godere di una eccezionale vista sulle Alpi fin a poter scorgere persino il Monte Rosa nei giorni più limpidi.

Lecco
La città di Lecco è la seconda per importanza del Lago e da il nome al “suo” ramo del lago. Lecco è la città che ispirò Alessandro Manzoni per il suo capolavoro “I Promessi Sposi”. E questo si nota: qui si trovano la casa di Lucia, ad Olate, e la chiesa di Don Abbondio, sempre ad Olate. Inoltre a Lecco di trova il Museo Manzoniano, nella villa in cui lo scrittore passò la sua infanzia, il Duomo di Lecco o Basilica di San Nicolò, il Palazzo Bovara, sede del municipio, il ponte Azzone Visconti oppure l’antica piazza del Mercato o la Piazza del XX Settembre, oltre la Torre Viscontea.

Menaggio
Questo è uno dei centri principali del Lago di Como ed una delle referenze in quanto a turismo, visto che fin dall’800 fu sede delle vacanze estive di nobili famiglie comasche e milanesi. La cosa migliore di Menaggio è la sua spiaggia, oltre al lungolago. Inoltre da Menaggio, grazie alla sua strategica ubicazione, di può partire per numerose passeggiate e percorsi panoramici interessanti.

Cernobbio
Nato introno ad un piccole ed antico monastero cistercense, Cernobbio oggi è una delle più eleganti località turistiche della zona, un borgo caratteristico il cui centro storico è la Piazza del Risorgimento che si affaccia direttamente sul lago, e la cui zona è punteggiata da signorili e sontuose ville, come Villa Erba, Villa d’Este, oggi un hotel, Villa Bernasconi, in stile liberty, Villa Pizzo o Villa Fontanelle.

Varenna
La cittadina di Varenna, che si trova nel ramo lecchese, offre due cose da vedere sul Lago di Como: la passeggiata sul lungo lago ed il vicino Castello di Vezio. La passeggiata trascorre sotti i caratteristici portici ed è raccomandabile soprattuto per le coppiette. Il castello di Vezio si trova a circa 30 minuti a piedi dal centro di Varenna ed oltre al castello in se, offre spettacoli di falconeria ed una delle più belle viste panoramiche di questo ramo del Lago di Como.

Cosa vedere sul Lago di Como se hai più tempo
Se si dispone di più giorni di relax sul lago, allora si possono visitare altri posti come: Villa Balbianello vicino a Ossuccio, Villa Carlotta a Tremezzo, Villa Monastero a Varenna, il Forte Montecchio e l’Abbazia di Piona a Colico, oppure raggiungere Pigra con la Funivia da Argengno.

Cosa Vedere in Liguria

Una regione suggestiva fatta di terra, mare, borghi antichi e prelibatezze di una cucina tipicamente ricca del posto. Questa è la Liguria, un luogo capace di regalare forti emozioni ai suoi abitanti e ai numerosi turisti che la popolano, stagione dopo stagione.

Cenni storici

I primi abitanti della regione, gli antichi liguri, si sistemarono sul litorale mediterraneo che va dal rodano all’arno. Successivamente, le migrazioni celtiche e le varie colonizzazioni per mano dei fenici, greci e c, andarono a rimpiazzarono i liguri. Le parole ligure e Liguria furono assegnate da vari popoli. Fautori furono i greci, seguiti subito dopo dai romani. Il significato dei termini è ben chiaro e poco positivo: luogo paludoso o acquitrino. In età classica i centri liguri più importanti erano genua, savo, vada, alba intemelium, alba ingaunum, lunae. Il periodo storico più significativo per la regione è il basso medioevo.

La storia ligure, in questo periodo, vede accrescersi soprattutto fuori la terraferma con episodi forse marginali per comprendere appieno l’evoluzione della regione. e’ certo che questa si sia sviluppata, a partire dalla prima crociata, attorno alle attività delle famiglie e degli alberghi soprattutto genovesi. Una grande forza economica, quella della repubblica marinara, che si manifestò con un impero coloniale dalle possenti basi politiche. Numerosi gli esploratori liguri che si distinsero nella storia: i fratelli vivaldi, leon pancaldo, lanzerotto malocello, antoniotto usodimare, sino all’ammiraglio andrea doria.

Genova riuscì a prendere il controllo della maggior parte della Liguria, fino alla caduta dell’ultima città libera nel 1528, savona nel dettaglio. Con carlo v sino al xvii secolo, il potere finanziario aumentò grazie ai banchieri genovesi e ai prestiti alla corona di spagna. Nel seicento, però, giunse una lunga decadenza fino alla rivoluzione industriale, momento della rinascita.

Con l’invasione francese delle truppe di napoleone nel 1797, la repubblica di Genova diventò repubblica ligure per essere poi annessa al territorio francese. Dopo la caduta di napoleone e l’effimera repubblica genovese del 1814, il congresso di vienna concordò l’annessione al regno di sardegna. Nel risorgimento, grazie proprio a liguri come giuseppe mazzini e goffredo mameli, si giunse poi alla nascita del regno d’italia.

Genova, il capoluogo

Genova, capoluogo della provincia di Genova e della regione Liguria, è la sesta città italiana per popolazione. Il suo porto è, riguardo al traffico mercantile, il più importante d’italia e uno dei maggiori del mare mediterraneo. Nel luglio 2006, l’unesco ha proclamato “patrimonio” una parte del centro storico di Genova – tra i più grandi d’europa. Il centro è articolato in un dedalo di piazzette e caruggi dal sapore medioevale ma sono ben visibili i successivi interventi dell’arte barocca.

Genova è famosa per il suo entroterra, come il parco naturale regionale del beigua, per opere infrastrutturali come l’acquario, il porto antico e la relativa marina. Negli anni ottanta ci furono una serie di opere di restauro su numerose chiese e palazzi della città. Tra questi ricordiamo la rinascimentale basilica di santa maria assunta, il cimitero monumentale di staglieno, nel quale riposano molti personaggi noti, fra i quali giuseppe mazzini, e il palazzo ducale, antica sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali.

Due i simboli di Genova: la lanterna, antico faro alto 117 mt, e la fontana di piazza de ferrari, protagonista di un recente restauro. Genova è conosciuta in tutto il mondo per le sue bellezze artistiche e per tanti altri fattori. Primo su tutti, il pesto, condimento per primi piatti ma non solo a base di basilico, pinoli, aglio, formaggio pecorino e olio di oliva.

La città è stata anche la prima italiana ad aver dato i natali ad una squadra di calcio. Nel 1893, infatti, nacque la prima società calcistica, il genoa cricket and football club, abile nel conquistare 9 scudetti ed una coppa italia. Genova oggi ospita un’importante università che raccoglie quasi tutte le facoltà, l’accademia ligustica di belle arti, il conservatorio musicale “niccolò paganini” e il quotidiano “il secolo xix” che ha una certa rilevanza anche sul piano nazionale.

Le cinque terre

Le cinque terre è uno dei sentieri italiani più celebri. Questi posti sono facilmente raggiungibili con il treno. Infatti i collegamenti con la stazione della spezia sono frequenti. Numerosi anche i collegamenti via mare. I sentieri possono essere percorsi a piedi. Citiamo il sentiero azzurro, da riomaggiore a monterosso che permette di immergersi nella macchia mediterranea attraverso i celebri vigneti senza mai perdere d’occhio il mare. Da la spezia sino a riomaggiore, il primo tratto di sentiero azzurro è la via dell’amore. Nata negli anni venti, è una passeggiata breve ma molto suggestiva, soprattutto per gli innamorati. verso corniglia, si arriva a punta bonfiglio.

Qui il sentiero diventa delle trasparenze marine grazie all’acqua cristallina dei mari. Si arriva poi a un ampio sentiero sopra gli spiaggioni di corniglia, che si raggiunge attraverso una scalinata oltre la ferrovia. Più movimentato il tratto verso vernazza tra spiagge, uliveti e fichi d’india.

Il tratto più lungo del sentiero azzurro inizia a vernazza e finisce a monterosso ed è una delle passeggiate più amate della zona dai turisti. Per i temerari, c’è la ripida salita del sentiero dieci, ovvero la sommità di punta mesco, un meraviglioso punto panoramico. Le cinque terre sono oggi tutelate dall’unesco e considerate patrimonio dell’umanità. Un patrimonio che necessita continuamente di un’adeguata manutenzione. L’accesso ai percorsi pedonali è regolata con un ticket d’ingresso.

I proventi sono destinati interamente alla cura del territorio e ai servizi logistici. esiste anche una card, la cinque terre card, con validità da uno a sette giorni che consente, oltre all’accesso ai sentieri, la visita ad altri spazi mussali: il museo dello sciacchetrà a manarola, il museo della memoria a riomaggiore, il centro di salagione delle acciughe e all’acquario virtuale di monterosso. e non meno importanti, gli sconti sui prodotti tipici acquistati nei centri di accoglienza da regalare, al ritorno dalla passeggiata, ad amici e parenti.

Musei

La Liguria è una regione caratterizzata dalla cultura per il male. e’ ovvio che la maggior parte dei suoi musei siano dedicati alla navigazione e alla storia della vita marinara. Le sedi di queste musei sono numerose e di qualità. vediamone alcuni.

Museo navale internazionale del ponente ligure
Nato nel 1980 a imperia, il museo fu fondato dal capitano flavio serafini. oggi si articola in 14 aree dedicate alle tecniche di navigazione e costruttive. Da non perdere, la sezione dedicata alla cantieristica in legno e ai maestri liguri del settore.
Museo navale romano di albenga
Il museo, sito ad alberga, nasce proprio da una nave. Al suo interno vi è una sezione di archeologia sottomarina allestita nel 1950. Tra i vari reperti, strumenti per la navigazione, armi e anfore. Galata museo del mare a Genova, il museo accoglie i suoi visitatori in oltre 6000 metri quadri di esposizione. Inaugurato nel 2004, anno di Genova capitale europea della cultura, il galata è oggi uno dei musei più visitati dai turisti. Fa parte anche del muma, il polo culturale che comprende castello d’albertis, museo navale di pegli e commenda di prè.
Museo navale di pegli
Sempre a Genova, il museo ha sede nella villa rinascimentale di andrea doria. Qui è possibile visitare le collezioni marittime genovesi a partire dall’xi secolo al novecento: reperti di archeologia sottomarina, carte nautiche e modelli navali.
Muvita
Situato ad arenzano, in una fabbrica del seicento interamente restaurata, il muvita dispone di una sezione interamente dedicata al caso haven, il più grave disastro da sversamento petrolifero che avvenne anni fa nel mediterraneo.
Museo civico marinaro gio bono ferrari
A camogli, il museo nacque nel 1938. oggi raccoglie strumenti di navigazione, documenti e oggetti spesso offerti dalle famiglie del luogo. Da visitare, le collezioni di quadri con i ritratti di velieri per arredare gli uffici.

Artigianato

Tanti sono i prodotti e le materie prime che gli esperti artigiani liguri modellano nei loro laboratori. Citiamo la ceramica, il vetro, la filigrana e vari tessuti, produzioni artigianali certamente di ottima qualità. I laboratori si concentrano soprattutto in alcuni comuni: campo ligure per la lavorazione della filigrana, altare per la produzione del vetro e la tessitura di damaschi e velluti a zoagli. La lavorazione della ceramica in Liguria partì già nel xv secolo.

Nel cinquecento i ceramisti albissolesi si riunirono in corporazione. erano dotati anche di uno statuto per tutelare la loro produzione. Quanto alla decorazione della ceramica, se nel xvi secolo il colore blu su sfondo bianco era il motivo dominante, nel seicento si comincia a prediligere un decoro in stile cinese caratterizzato da paesaggi e figure umane. Tipiche della produzione ottocentesca, invece, sono le decorazioni con un solo colore dominante, in particolar modo con il giallo. Il vetro si lavorò in Liguria fin dal x secolo. Posto d’eccezione è altare. La corporazione dei maestri vetrai permetteva poi anche di lavorare per i vari committenti stranieri. e nel 1495 vide la luce l’università del vetro. Attualmente gli artigiani di altare lavorano sulle trasparenze e sul vetro bianco.

Quello colorato è una specialità dei maestri di murano. L’arte della filigrana ha il suo centro a campo ligure. I maestri di questo settore sono specializzati nel creare eleganti gioielli con l’intreccio di sottili fili di metalli preziosi. Sempre a campo ligure vi è un museo della filigrana ove sono raccolte molteplici opere d’arte provenienti da tutto il mondo. Quanto ai tessuti e ai pizzi, la tradizione è nata ed è proseguita soprattutto nel tigullio. Due i centri storici di produzione: Genova e chiavari. I motivi decorativi utilizzati nella realizzazione dei pizzi sono particolari e tipici dell’arte islamica. Questi venivano insegnati alle donne dai marinai dopo lunghe spedizioni oltremare. Ancora oggi, sempre in Liguria, esistono scuole per imparare a creare e a lavorare il macramé.

Gastronomia

Come ogni regione, anche la Liguria ha dei piatti tipici. e i condimenti base della gastronomia ligure sono l’olio d’oliva, le erbe aromatiche e le verdure. Tra i primi protagonisti, citiamo i funghi. raccolti in abbondanza nei numerosi boschi di castagno della regione, si cucinano “alla genovese” , con patate, aglio e basilico, oppure si mangiano fritti. Focaccia e farinata sono invece tra i piatti più semplici della cultura gastronomica ligure. Fra i vari prodotti stagionali, si conoscono e si amano in tutta italia i frutti di bosco, le nocciole e i tartufi dell’entroterra.

Sulla costa invece, è possibile pescare dell’ottimo pesce. Molto apprezzati, infatti, sono i mitili della spezia, i crostacei e i tonni dei mari di camogli, imperia, monterosso e santa margherita ligure. Alassio poi, ha alcune specialità, come la bottarga e il mosciame di tonno. e per chi ama i primi piatti, spazio a pasta fresca come pansoti e trofie, pesto e le “frisciêu”, conosciute più comunemente come frittelle. Anche i dolci meritano attenzione. Tra i più noti, gli amaretti di sassello, i gobelletti di rapallo, i binoti del lagaccio e i canestrelli, tipici biscotti al burro.

Da provare, il pandolce genovese, un panettone fatto con burro, canditi e uva passa che è presente in molte case liguri il giorno di natale. La Liguria ha anche un’importante tradizione legata ai confetti. Sin dal xix secolo, la regione è stata ai primi posti per la produzione di confetti grazie ai confettieri genovesi che presero il nome di “nebulari” o “negiari”. Per finire, la lunga lista dei vini liguri. Numerosi sono i marchi doc riconosciuti: bianchetto della val polcevera, buzzetto di quiliano, cinque terre, colli di luni, coronata della val polcevera, granaccia di alicante e tanti altri ancora. Ma, accanto ai vini doc, vi sono anche altre produzioni non meno importanti: il barbarossa, il sarticola, l’albarola, il chiaretto del faro e il portofino.

Cosa Vedere in Friuli

Il Friuli Venezia Giulia è una regione italiana situata nel nord-est; confina a sud-ovest e ad ovest con il Veneto, a nord con l’Austria, ad est con la Slovenia mentre a sud è bagnata per la quasi totalità dal mar Adriatico. La popolazione dell’intera regione è di circa 1.2 milioni di abitanti ed il capoluogo della regione è Trieste che è affacciato sull’omonimo golfo. In questo articolo vogliamo presentarvi alcune vacanze tipo che potreste voler trascorrere proprio in questa regione, senza però evitare di descrivervi la geografia della regione e la sua storia.

Storia

Se volete conoscere a fondo un territorio, comprenderne meglio le usanze, le tradizioni, allora non potete fare a meno che informarvi riguardo alle vicissitudini storico-culturali che lo hanno interessato. La storia della regione Friuli Venezia Giulia è veramente molto recente; abbiamo già accennato che l’unificazione è avvenuta a seguito della seconda guerra mondiale e più precisamente nel 1954 quando, finalmente, Trieste ritornò a far parte del territorio italiano.

La nascita di questa regione unica ebbe inizio nel 1947 quando, nel mese di settembre, venne istituito il TLT ovvero Territorio Libero di Trieste, il quale comprendeva oltre alla cittadina di Trieste e la sua periferia, anche il Capodistria. Il TLT era destinato a diventare un vero e proprio piccolo stato a se, o meglio, controllato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Si capì però ben presto che non era interesse ne italiano ne jugoslavo che ciò avvenisse e quindi, a partire dal 1954 il TLT venne diviso in due zone che furono assegnate rispettivamente all’Italia (il territorio di Trieste) e alla Jugoslavia (il Capodistria).

Qualche anno più tardi lo stato italiano decise di unire la parte italiana del vecchio TLT con il territorio della regione Friuli al fine di creare un’unica, ben più grande, regione. Non dimentichiamoci che, alla luce del confine con ben due stati esteri (Austria a nord e Slovenia ad est), alla regione del Friuli Venezia Giulia è stata riconosciuta l’autonomia proprio come a Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige (per lo stesso motivo del Friuli Venezia Giulia) e Sicilia e Sardegna (in quanto regioni insulari).

Come spesso accade però, unire (o dividere) due territori che sono culturalmente (o politicamente, o ancora religiosamente) differenti può portare alla nascita di contrasti interi che possono sfociare in ribellioni, lotte, etc.. Possiamo dire che non è questo il caso del Friuli Venezia Giulia, tuttavia non possiamo non affermare che vi siano state nel corso dei decenni delle rivalità e delle frizioni tra il territorio di Udine (capoluogo del Friuli) e quello di Trieste (capoluogo della Venezia Giulia).

Geografia

Il Friuli Venezia Giulia, sorge proprio, come evidenzia il nome, dall’unione dei due territori del Friuli (che occupa circa il 90% del territorio totale della regione ed il cui capoluogo amministrativo è Udine) e della Venezia Giulia che è stata annessa al territorio italiano solamente alla conclusione della seconda guerra mondiale.

E’ tuttavia difficile stabilire con precisione quale sia l’esatto confine tra il territorio del Friuli e quello della Venezia Giulia infatti, seppur convenzionalmente si consideri il fiume Timavo (che segnava il confine del Friuli prima dell’annessione della Venezia Giulia) come spartiacque tra le due zone, molti, soprattutto gli abitanti a sinistra del ben più noto fiume Isonzo, considerano che sia proprio questo il confine tra Friuli e Venezia Giulia; gli estranei a questa “disputa” la considerano di poca importanza ma tuttavia questa rivalità è molto sentita dai residenti.

Il Friuli Venezia Giulia è la regione più ad est del territorio italiano, è la regione dove termina l’arco alpino che inizia dal basso Piemonte e possiamo quindi immaginare come il territorio di questa regione sia in buona parte interessato da significativi rilievi montuosi. Circa il 43% del territorio è infatti montuoso (occupato per la maggior parte dalle Alpi Carniche e dalle Alpi Giulie) mentre la rimanente percentuale si divide tra pianura (quasi il 40%) e colline (poco meno del 20%); non dobbiamo dimenticarci di quella piccola, seppur significativa, percentuale di acqua che è costituita dal Mar Adriatico che lambisce le coste meridionali della regione per quasi tutta la sua estensione.

Morfologia del territorio

Il Friuli-Venezia Giulia è situata nell’estremo nord-est del paese. Per la sua posizione geografica di frontiera, ma anche per tutelare le sue particolari caratteristiche culturali, tra cui la lingua friulana (parlata da circa 700.000 persone e ritenuta dagli studiosi una vera e propria lingua a sé) e quella slovena (della quale nelle province di Gorizia e di Trieste lo stato italiano assicura l’uso ufficiale), il Friuli-Venezia Giulia costituisce, una regione ad amministrazione autonoma.

Il doppio nome dato alla regione, istituita nel 1948, riflette le diverse anime storiche di questo territorio di frontiera. Il nome Friuli deriva, come si è detto, da Forum Iulii, centro fondato da Giulio Cesare e divenuto capoluogo della Regio X, denominata Venetia et Histria. Fu solo dopo la caduta dell’impero romano che il toponimo della città venne esteso all’intera regione, compresa tra i fiumi Livenza e Timavo, le Alpi Carniche e Giulie, e il mare Adriatico. Sono ben 800 le grotte accertate del Carso triestino, il quale, insieme al Carso di Doberdò, costituisce la parte della regione carsica rimasta al Friuli-Venezia Giulia dopo la seconda guerra mondiale. I confini precisi e i caratteri geografici del Carso italiano sono descritti nel brano che segue, tratto dalla Guida Rossa Friuli-Venezia Giulia del Touring Club Italiano.

Al Friuli-Venezia Giulia oggi compete solo una piccola parte del Basso Carso: il Carso di Doberdò o Monfalconese, fra la pianura isontina, la piana del Timavo e il vallone Goriziano, e il Carso Triestino, fra quest’ultimo e il solco della Rosandra ad est, con un affaccio diretto al mare nel settore nord-ovest (baia di Sistiana), mentre a sud-est è orlato dalle colline arenaceo-marnose.

Si tratta di bassi altopiani cretacei spianati dall’abrasione marina e dall’erosione carsica, dove i fenomeni carsici sono particolarmente intensi tanto da costituire un raro patrimonio naturalistico di grande interesse scientifico, richiedente un’opportuna tutela. Il Carso di Doberdò che ha anche un valore storico per i campi di battaglia della prima guerra mondiale (ospita sulle sue pendici il Cimitero monumentale di Redipuglia e conserva i resti delle trincee), è caratterizzato dalla presenza del laghetto di Doberdò (bacino di trapasso della falda carsica, con profondità e superficie variabili), mentre quelli minori sono stati prosciugati.

Il Carso Triestino (Monte Cocusso, 667 metri) degrada lentamente da sud-est a nord-ovest sulla direttrice dell’antico corso del Timavo, che ora scorre nelle sue viscere e può essere raggiunto a 329 metri di profondità nell’abisso di Trebiciano. Lungo l’impluvio del paleosolco si aprono le più grandi doline che comunicano con il reticolo sotterraneo delle grotte. Tra le 800 grotte segnate nel catasto emerge la Grotta Gigante (presso il borgo omonimo), vasta sala alta 115 metri, attrezzata per le visite turistiche. In alcune grotte sono state rinvenute importanti stazioni preistoriche, come nella Grotta Azzurra di Samatorza, nelle grotte Pocala e del Pettirosso di Aurisina, nella Grotta dell’Orso di Gabrovizza.

Fenomeno unico e spettacolare sono le risorgive del Timavo, che dopo circa 55 chilometri di corso superficiale e altri 40 chilometri di corso sotterraneo, in gran parte sconosciuto, riaffiora da 6 polle presso San Giovanni di Duino, dando luogo a tre rami fluviali.

Arte e cultura

Siete persone appassionate della cultura, per voi vacanza non significa divertimento? O meglio, per voi vacanza significa divertimento pacato, estati e fascino scoprendo la cultura di una città? Il Friuli Venezia Giulia è in grado di offrirvi anche tutto questo.

La regione è stata contesa e occupata da molte differenti popolazioni, ognuna delle quali ha contribuito allo sviluppo culturale del territorio seguendo una determinata linea. Proprio questo, a nostro parere, può rendere affascinante un luogo: l’incontro di diverse, e magari contrastanti, culture in un unico luogo, culture che mischiandosi si elevano di valore. Quali sono queste culture diverse che si sono succedute nella storia del Friuli Venezia Giulia? Basti pensare che questo territorio è stato occupato, durante tutti i secoli, dai Celti, dai Romani, dai Longobardi, e ancora dalla Repubblica di Venezia e dagli Asburgo.

Questo indubbiamente ha reso le città affascinanti ed evocatrici di altri tempi; volete un esempio? Provate a passeggiare per le strade di Trieste, andate a visitare il Borgo Teresiano dove riconoscerete inevitabilmente lo stile architettonico tipico di Vienna, entrate in uno dei numerosi tipici caffè ed assaporatene l’aria mitteleuropea; oppure ancora immaginate di tornare indietro di un secolo e percorrere le stesse strade che venivano percorse quotidianamente da veri e propri geni della letteratura, Svevo e Joyce.

E la gita a Trieste potrebbe portarvi fino al vicinissimo Castello di Miramare, assolutamente splendido nella sua posizione e nelle sue linee e dalla storia tanto travagliata quando intrigante. Ma Friuli Venezia Giulia non è solo Trieste; Friuli Venezia Giulia è ad esempio Udine, una città ricca di piazze, una città con una bellissima Torre dell’Orologio, una città che riuscirà ad incantarvi grazie agli affreschi di Tiepolo custoditi nel Palazzo Arcivescovile.

Il vostro giro per la regione potrebbe portarvi poi a Pordenone, con i suoi numerosi palazzi cinquecenteschi o le sue chiese romaniche, o ancora gli edifici in stile gotico e barocco; se ancora non ne avete abbastanza, soggiornate a Gorizia, un’elegantissima città che richiama gli stili del nord-est europeo e risente significativamente del suo confine con lo stato della Slovenia; qui potrete assistere all’incontro, allo scambio e alla fusione di due diverse culture, osservabili attraverso gli edifici, le vie, i monumenti..
Il Friuli Venezia Giulia vi offre davvero un’esperienza indimenticabile tutta da vivere che vi renderà più felici, più tolleranti, più comprensivi e soprattutto ricchi di una splendida esperienza personale.

La montagna friulana

Più del 42% del territorio del Friuli-Venezia Giulia è occupato da montagne, che si snodano nella lunga serie di cime e di vette delle Alpi Carniche e Giulie per scendere poi dolcemente verso il mare con le relative Prealpi e con la zona del Carso, un altopiano segnato profondamente da doline, grotte, inghiottitoi, fiumi sotterranei. La zona alpina vera e propria, corrugatasi precocemente e riconoscibile per la maggiore antichità dei terreni, la maggiore altimetria media, le forme addolcite da un più lungo modellamento e dall’azione più incisiva dei ghiacciai quaternari, nonché per altri caratteri climatici e fitogeografici, è costituita dalle Alpi Carniche, su cui corre lo spartiacque principale, e da un modesto settore delle Alpi Giulie.

Se la porzione montagnosa del Friuli-Venezia Giulia occupa gran parte della regione, di poco inferiore per estensione è l’area pianeggiante, che copre circa il 35% del territorio. Come la Pianura Padana, di cui costituisce la porzione più orientale, si divide tradizionalmente in alta e in bassa pianura, separate dalla caratteristica linea delle risorgive – sorgenti sotterranee che risalgono in superficie quando incontrano uno strato di suolo impermeabile. Nell’alta pianura, dove i terreni sono molto permeabili, le acque fluviali e piovane sono assorbite dalla coltre alluvionale e scendono in profondità, finché incontrano un letto impermeabile, formando un’imponente falda freatica, che può venir raggiunta dai pozzi con profonde trivellazioni.

La falda defluisce lentamente nel sottosuolo finché, con la diminuzione altimetrica dei terreni superficiali e l’esaurimento della coltre permeabile è costretta ad affiorare in una lunga serie di risorgive perenni (in friulano resultivis), caratterizzate da una temperatura costante sui 12 °C e da qualche oscillazione stagionale in rapporto con l’altezza della falda. Le acque di risorgiva, lente e copiose, tendono ad impaludare la zona di affluenza e alimentano alcuni corsi d’acqua che si gettano direttamente nelle lagune o rimpinguano gli alvei dei fiumi provenienti dalla montagna. La zona delle risorgive (corrispondenti ai fontanili padani) attraversa irregolarmente da ovest a est tutta la pianura friulana, raggiungendo il massimo sviluppo fra il Tagliamento e l’Isonzo, da Codroipo a Palmanova; essa divide due sezioni molto diverse per condizioni naturali, su cui si sono originate forme differenziate d’insediamento e di utilizzazione agraria.

L’alta pianura, a monte delle risorgive, presenta suoli piuttosto poveri e aridi, ricoperti da magre praterie (magredis), in cui l’insediamento e l’attività agricola erano condizionati dalla presenza dei pozzi o dalla derivazione delle rogge. Natura e divertimento Per l’appassionato di wilderness e natura il Friuli è ricco di risorse e località interessanti. Anzitutto le Alpi. L’amante della montagna potrà visitare lo splendido Parco Naturale delle Dolomiti Friulane imbattendosi in una natura selvaggia ed incontaminata, lungo percorsi segnati o semplicemente abbandonandosi al gusto dell’esplorazione. Le dolomiti friulane offrono interessanti percorsi d’arrampicata e consentono di immergersi in splendide foreste di conifere, o sostare nei pressi di laghi dalle acque cristalline.

Uno dei centri montani più importanti è Ravascletto, frequentato d’estate e d’inverno e vicino al bel Monte Zoncolan. Un incontro magico è quello con il lago di Sauris, dalle acque azzurre e trasparenti, che si raggiunge inoltrandosi in Carnia fin quasi al confine con il Veneto. Il lago è un piccolo gioiello incastonato tra verdi montagne, cinto dai comuni di Sauris di Sopra e Sauris di Sotto e nota località turistica.

Ma il Friuli è noto all’appassionato di montagna anche per le sue immense foreste. Su tutte, la foresta di Tarvisio (nei pressi dell’omonimo paese), estesa tra le Alpi Carniche e le Alpi Giulie e vicina al confine sloveno, ma anche il magnifico Bosco del Cansiglio, in parte in territorio veneto e popolato da faggi, abeti e larici. Tanti i sentieri segnati, percorribili a piedi, a cavallo o in mountain bike.

Il mare in Friuli comincia dalle distese lagunari e dalle dune di Lignano Sabbiadoro fino a raggiungere, passando per Grado e l’omonima laguna, le coste frastagliate del Carso. Lignano è notissima località balneare e blasonato centro di vita mondana. Situata su una piccola penisola, a poca distanza da Udine e Venezia, la cittadina ospita tra l’altro l’acquasplash, grande parco acquatico ricco di giochi d’acqua e divertenti giostre. Numerosi, nella regione, anche i centri termali; su tutti Grado, antico porto romano oggi ricco di stabilimenti termali, e Arta Terme, centro della Carnia da secoli celebre per le sue acque benefiche.

Turismo sportivo

State cercando la giusta vacanza che unisca divertimento, attività sportiva e natura? Il Friuli Venezia Giulia ha quello che state cercando. Vi offre moltissimi itinerari per chi ha voglia di essere protagonista in prima persona della propria vacanza, per chi vuole vivere in modo originale ciò che la regione, con la sua natura, vi mette a disposizione. Volete praticare qualche sport? Avrete l’imbarazzo della scelta: in estate potete fare trekking o mountain bike in alta quota, e ancora sui monti arrampicata o parapendio; se invece siete amanti dell’acqua potete invece praticare pesca, nuoto, windsurf e davvero tanto altro ancora.

Passare un’estate in Friuli Venezia Giulia significa assistere ad uno spettacolo di natura a tratti aspra e selvaggia dove poter praticare trekking, dove ammirare panorami e luoghi paradisiaci, quasi fuori dal mondo ma ricchi di suggestione. Tutto ciò che la natura può offrirvi, lo troverete durante le vostre passeggiate che diventeranno così assolutamente indimenticabili.

Se amate invece le forti emozioni, dovreste sapere che il Friuli Venezia Giulia è ricco di torrenti che vengono navigati sui gommoncini o sulle canoe e se invece all’acqua preferite l’aria non vi resta che lanciarvi con un parapendio o un deltaplano da una delle vette di questa regione e sorvolare verdi pascoli e paesaggi visibili solo dall’alto. E se si avvicina la stagione invernale il Friuli Venezia Giulia vi offre centinaia di chilometri di piste innevate adatte a sciatori di tutti i livelli, per praticare sci da discesa, sci da fondo o ancora motoslitta, e molto altro!

Ma se lo sci non vi soddisfa a sufficienza allora potrete trovare decine di attività stravaganti sulla neve come per esempio ice-climbing, sleddog, passeggiate con le ciaspole (le racchette da neve), snowboard, freeride , curling, pattinaggio su ghiaccio… Rimarrete davvero affascinati dalla miriade di offerte che potrete trovare in Friuli per soddisfare qualsiasi vostra esigenza e per rimanere il più possibile a contatto con paesaggi mozzafiato.

Se poi l’attività sportiva vi mette appetito allora vi farete tentare dalla tradizione culinaria del Friuli Venezia Giulia, ricca di profumi, aromi, ingredienti e prodotti unici nel loro genere; giusto per citarvi qualche prodotto potreste assaggiare il prosciutto di Sauris, oppure quello di San Daniele o ancora i bianchi del Collio. Il fascino è assicurato e la vostra vacanza sarà resa ancora più suggestiva dalle numerosissime manifestazioni rievocative dei modi e dei costumi di un tempo.

Turismo nautico

Per voi la vacanza significa acqua, mare, spiaggia e divertimento? Non c’è nessun problema in Friuli Venezia Giulia. Tutto ciò che desiderate lo troverete esattamente come lo immaginate. La regione infatti, nella sua costa meridionale, è per la sua quasi totalità bagnata dalle splendide acque del mar Adriatico ma questo non basta a rendere unico il vostro soggiorno; ci pensano quindi un’affascinante costa a tratti a picco sul mare e a tratti lunga, bassa e sabbiosa e una vastissima offerta di attività praticabili durante la vostra vacanza.

Città come Lignano Sabbiadoro e Grado vi offrono spiagge di sabbia dorata e fondali piatti e adatti a persone di tutte le età, dai bambini piccoli agli anziani; e così le spiagge sono adatte per molteplici attività che vanno dal riposo su un lettino, magari mentre ci viene fatto un massaggio, ad avvincenti partite con gli amici a beach volley.

Se però preferite vivere il mare da una barca, allora vorrete sicuramente visitare la laguna di Marano oppure osservare la splendida costa di Trieste che è ricca di insenature nascoste o promontori che scendono a picco sul mare. Se poi siete amanti della vela questo potrebbe essere il vostro paradiso, sia per navigare, per coloro i quali possiedono grosse imbarcazioni a vela, ma anche per diversi per chi pratica vela su piccole barchette oppure chi ama il windsurf; sarete aiutati e sostenuti dalla famosissima bora che, seppur fredda e ritenuta fastidiosa dai più, è parte integrante di questo territorio e contribuisce quindi a renderlo unico nel suo genere.

Se vi piacerebbe poter praticare tutto questo ma non ne avete la necessaria esperienza, non avete di che preoccuparvi; esperti istruttori, di qualsiasi disciplina (vela, wind-surf, kite-surf, ecc..) vi assisteranno e vi guideranno, facendovi imparare tutti i segreti che volete scoprire per vivere anche voi le stesse emozioni.

Terme

Vacanza non significa per tutti attività sportiva e movimento, infatti moltissimi considerano la vacanza alla stregua di un momento di relax, in cui il corpo necessiti di ritemprarsi attraverso trattamenti di benessere fisico e mentale.
La regione Friuli Venezia Giulia offre centri termali di ottimo livello situati nei pressi del mare oppure in montagna; proprio questa bella peculiarità rende unica l’offera di questa regione. I trattamenti sono diversificati a seconda del centro termale scelto in quanto alcuni trattamenti tipici dei monti possono non trovarsi nelle terme di una località balneare e viceversa ma tutti hanno sicuramente un denominatore comune, la raffinatezza e la cura nei trattamenti.

In un centro termale del Friuli Venezia Giulia potrete trovare trattamenti per la vostra salute, per il vostro corpo e per la vostra mente: dai bagni termali nelle piscine, a tonificanti idromassaggi, bagni nel fieno, oppure ancora massaggi, bagno turco, saune e molto molto altro ancora. Ma se non è vostra intenzione spendere un’intera vacanza in un centro termale ecco allora che la quasi totalità degli alberghi del Friuli Venezia Giulia vi mette a disposizione delle vere e proprie beauty farm interne per coniugare ad esempio la vostra vacanza all’insegna dello sport o all’insegna della cultura, con alcune ore di rilassanti massaggi o aromatici e cromatici bagni turchi.

Per chi volesse invece, come parlavamo prima, trascorrere la vacanza in un vero e proprio centro termale, vi indichiamo qui di seguito quelli che sono i tre centri termali più famosi e rinomati della regione. Senza dubbio il primo possono essere le Terme di Grado che, pensate, erano già esistenti e molto conosciute all’epoca dell’impero austro-ungarico. Le Terme di Grado vi offrono, oltre alle acque termali e piscine d’acqua salta, anche sabbiature ma queste sono solo alcune delle loro offerte.

Come secondo centro termale possiamo indicarvi le Terme di Lignano le quali sono molto specializzate nella cura dell’estetica e del corpo ma ciò non toglie che potrete rilassarvi grazie ai bagni termali e alle loro altre numerose offerte.
Infine, ma assolutamente non di minor importanza, vi consigliamo di visitare Arta Terme, che si trova in Carnia, dove, i trattamenti con le acque termali si uniscono in un perfetto connubio con un clima ed un’aria assolutamente salutari.

Regione

Il Friuli Venezia Giulia, la regione più ad est del Nord Italia, si estende per 7845 km² e confina con la Slovenia e l’Austria. E’ una delle cinque regioni italiane definite “autonome a statuto speciale”; conta 4 province (Gorizia, Pordenone, Udine e Trieste) e 219 comuni. Il suo nome deriva dall’incontro tra le due regioni in cui era un tempo diviso il territorio: la regione del Friuli, appunto, e quella della Venezia Giulia, molto più piccola e di recente annessione.

Il territorio del Friuli Venezia Giulia è prevalentemente composto da rilievi, che includono le Alpi Carniche, le Alpi Giulie, le Prealpi Carniche e Giulie. Il monte Coglians, con i suoi 2780 metri è la cima più alta, seguito dalla Cima dei Preti, alta 2703 m. Il restante territorio regionale comprende la pianura friulana, bagnata dai fiumi Tagliamento ed Isonzo (i maggiori della regione), dove sono situati i maggiori nuclei abitativi, parte della laguna veneta e la zona del Carso nei pressi di Trieste. Il clima è variabile a seconda della zona interessata, in generale comunque molto piovoso ed alpino sui rilievi.

La storia del Friuli comincia con i primi insediamenti paleoveneti e celtici. La regione fu conquistata dai Romani che vi fondarono, nel II sec. a.c., la città di Aquileia, della quale ancora oggi si conservano le rovine del foro e dell’anfiteatro.

Il nome della regione, Friuli, deriva da Forum Iulii, una colonia alla quale oggi corrisponde la città di Cividale del Friuli. Anche lo stemma, su cui troneggia un’aquila, è di chiara matrice romana. Nel V sec. la regione venne invasa da Visigoti, Unni,Ostrogoti e Longobardi, per poi entrare a far parte, nel XV sec., della Repubblica di Venezia. In seguito, dopo essere passata in mani asburgiche e napoleoniche, nel 1866 le zone di Udine e Pordenone vedranno finalmente la loro annessione all’Italia. Nel 1918 anche il Friuli orientale entrerà a far parte della penisola, mentre alla città di Trieste toccherà soltanto diversi anni dopo.

Il Friuli è una regione piena di attrattive, sia per l’appassionato di natura che per il cultore di beni storici ed artistici.

Trieste
Capoluogo di Regione e provincia, con i suoi circa 219.000 abitanti Trieste è la città più grande del Friuli ma anche importante snodo commerciale e porto industriale molto attivo. La città è collocata in posizione strategica al confine con la Slovenia e affacciata sull’omonimo splendido golfo, alle pendici del suggestivo altopiano del Carso.

Trieste era una colonia romana fondata nel I sec. a.c. Il suo antico nome, Tergeste, deriva da terg, che vuol dire mercato, a testimonianza della vocazione che sin da allora la città esprimeva. Soltanto nel 1975, con l’accordo di Osimo, Trieste diverrà a tutti gli effetti italiana dopo una serie di vicende che la vedranno più volte contesa. Attualmente Trieste è sede di una prestigiosa università, e conserva numerose testimonianze storiche ed artistiche di valore. E’ spesso agli onori delle cronache per il vento caratteristico che qui soffia, la bora, in grado di raggiungere i 150 km/h.

Una visita alla città può prendere il via da Piazza Unità d’Italia, la più grande piazza italiana direttamente affacciata sul mare, ed abbracciare i luoghi di maggior interesse del centro storico, come il Municipio, la fontana dei Quattro Continenti, il neoclassico Palazzo Carciotti o la suggestiva chiesa ortodossa di San Spiridione. Da Piazza della Borsa possiamo invece incontrare il maestoso Palazzo del Tergesteo, o il liberty di casa Bartoli, per chiudere l’itinerario con la Galleria del Tergesteo, sostando piacevolmente ai tavolini di uno dei tanti bar.

Da visitare anche la Basilica di San Giusto, patrono cittadino, fusione delle due basiliche romaniche dell’Assunta e di San Giusto, arricchita al suo interno da affreschi e mosaici. Infine, il Castello di S. Giusto, realizzato su una vecchia rocca fortificata e dal quale si gode di un magnifico panorama sull’intera città. Ospita il Museo civico del Castello, con un’ampia collezione di armi.

Per quel che riguarda la gastronomia, la cucina triestina risente dell’influenza slava, orientale,austriaca, ebraica, veneziana. Si incontrano dunque piatti a base di pesce, di carne, vini autoctoni come il Rosso del Carso, ed un utilizzo abbondante degli aromi.

Il castello di miramare e i dintorni
Il luogo più suggestivo della città è indubbiamente il Castello di Miramare (Miramar), con annessi parco e riserva marina. Affacciato sul golfo di Trieste, fu progettato da Carl Junker e costruito tra il 1856 ed il 1860, ed ospita attualmente numerosi eventi mondani e culturali. Nel suo ampio parco sono numerose specie arboree, molte di origine tropicale, ed il Castelletto, vecchia alcova di Massimiliano d’Asburgo e consorte. Massimiliano era il fratello dell’Imperatore Austriaco, e scelse di battezzare Miramar il castello ispirandosi a Ferdinando di Sassonia, la cui residenza aveva lo stesso nome.

Diverse sculture abitano i numerosi viali, che si snodano in molteplici percorsi. Uno di questi conduce alle scuderie, che attualmente ospitano mostre fotografiche e d’arte. Le stanze, gli arredi, le decorazioni, possono essere ammirate visitando gli appartamenti. Molto suggestiva la sala dell’ascolto della musica o la sala del trono, destinata agli ospiti. L’atmosfera delle sale è ancora sorprendentemente intatta, per rievocare lo spirito del tempo che fu, lasciando quasi inalterata la disposizione degli arredi (tra di essi, dipinti di Rembrandt e del Tintoretto).

La riserva marina di Miramare include le scogliere nei pressi del Castello, rivestite da cipressi, lecci ed altre essenze mediterranee, ed i fondali, abitati da numerose specie di pesci, molluschi e crostacei. Si estende per circa 30 ettari, ed è dotata di un centro visite.

Nei pressi della città suggeriamo inoltre una visita agli altopiani del Carso, dove è possibile incontrare un’ampia varietà di fenomeni geologici. Doline, inghiottitoi, grotte, cavità naturali, si susseguono a formare un ambiente suggestivo e incontaminato. Da non perdere la Grotta Gigante, lunga 280 metri e caratterizzata da impressionanti stalattiti e stalagmiti. La grotta ospita anche un piccolo museo speleologico, visitabile all’ingresso. Ancora, il Giardino Botanico (la Carsiana di Sgonico) presenta le più importanti specie vegetali del Carso nei loro ambienti naturali di riferimento.

Udine
Seconda grande città del Friuli, da alcuni considerata la sua effettiva capitale, Udine è situata nella pianura friulana tra il Tagliamento e l’Isonzo, e conta circa 96.000 abitanti. E’ nel medioevo che conosce le prime fortune, divenendo importante nucleo mercantile con il patriarca Bertoldo di Andechs. Nel 1866 viene annessa al Regno d’Italia, ed in seguito è teatro di numerosi scontri armati durante la 2ª guerra mondiale.

Attualmente la città è un fervente centro industriale, ricco di monumenti e palazzi di interesse storico. L’edificio più noto e visibile da più punti è indubbiamente il Castello, costruito nel XVI sec. su un vecchio castello dei patriarchi di Aquileia. Al suo interno è il Museo Civico e la Pinacoteca. Il Museo civico fu inaugurato nel 1866 ed include sezioni archeologiche ed artistiche, con dipinti di Caravaggio, Carpaccio, Tiepolo. Ospita anche una Galleria d’Arte Moderna e un Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, che include opere di Durer e di noti artisti veneti.

Un’altra caratteristica della città sono i numerosi edifici in stile gotico veneziano, risalenti soprattutto al sec. XV o XVI. Ne è tipico esempio la Loggia del Lionello e soprattutto la bella Piazza Libertà, collocata sotto il Castello e dominata dalla Torre dell’Orologio (con la nota scultura dei due mori che circondano una campana centrale), edificata nel 1527. Nella piazza, la fontana di Ercole e Caco e le colonne con il leone Marciano completano una splendida e suggestiva cornice.

Tra le chiese, la Cattedrale di Santa Maria Annunziata, il maggior edificio religioso di Udine, arricchito dagli affreschi del Tiepolo nella cappella del Santissimo, e la Chiesa di Santa Maria in Castello. Diversi anche i palazzi storici, tra cui il Palazzo del Comune ed il Palazzo Arcivescovile, anch’esso affrescato dal Tiepolo. Udine è una città tranquilla, piacevole, vi si passeggia comodamente e si gusta una cucina sobria e genuina, a base di riso, polenta, affettati e vini di qualità.

Altre città
Gli altri capoluoghi di provincia del Friuli sono Gorizia e Pordenone.

Gorizia, cittadina di confine, fu palcoscenico di travagliate vicende storiche, soprattutto legate alle due guerre mondiali. La città attualmente risulta divisa in Nova Gorica, la “parte” slovena, e l’italiana Gorizia. E’ attraversata dall’Isonzo, e dominata dalla mole dell’elegante castello, restaurato dopo i numerosi bombardamenti subiti e sede del Museo del Folklore e di una Pinacoteca. Da visitare Palazzo Attems-Petzenstein, edificato nel ’700 e abitualmente sede espositiva, Villa Coronini con l’adiacente ampio parco, e il borgo antico, con i palazzi storici, il Duomo e la chiesa di S.Ignazio, con interessanti affreschi sulla vita del santo.

Pordenone, tranquilla città costruita attorno al fiume Noncello, è ricca di palazzi storici come Palazzo Gregoris o Palazzo Ricchieri. La mole gotica del bel Palazzo Comunale e lo splendido Duomo di San Marco completano una visita che può essere accompagnata da piacevoli passeggiate nel centro storico o lungo Corso Vittorio Emanuele. A chiudere la visita, una puntata al Parco di San Valentino, adeguatamente attrezzato e luogo ideale per una sosta all’aria aperta. Tra i centri minori, segnaliamo:

Cividale del Friuli: Situata nella regione dei Colli Orientali, è ricca di monumenti dell’alto medioevo. Costruito sul vecchio foro romano, il Duomo rinascimentale ospita contributi di noti artisti, e nelle vicinanze si raggiungono il Museo Archeologico Nazionale e il tempietto longobardo, detto anche oratorio di S.Maria in Valle. Indispensabile anche una sosta al ponte del diavolo, cui è legata una leggenda popolare.

Aquileia: Nei pressi della laguna di Grado il piccolo centro di Aquileia ospita numerosi scavi archeologici, tra cui resti di una cripta e del foro romano. Ancora, una splendida basilica romanica ricca di pregevoli opere d’arte, e il museo paleocristiano con un vasto repertorio di mosaici, iscrizioni funebri ed altri reperti.

Tolmezzo: cittadina maggiore della Carnia, conta circa 10000 abitanti. Da visitare la Fabbrica Linussio e il Duomo, ma anche il Museo Carnico delle arti e tradizioni popolari al Palazzo Campeis.

Cosa Vedere in Canada

Questa guida ha come scopo quello di aiutarvi a progettare al meglio il vostro viaggio in Canada, fornendovi informazioni sui costi,sui periodi e sulle mete di maggior interesse turistico ma anche culturale. Sarete così pronti a partire per questo splendido paese.

Prima di partire

Per prima cosa ecco la documentazione necessaria per chi volesse recarsi in questo splendido paese, è sufficiente il passaporto valido per la durata di permanenza, il visto è necessario solamente per soggiorni che superano i tre mesi, inoltre bisogna già essere in possesso del biglietto di ritorno, o di proseguimento per altre mete.

Il Canada non è un paese a rischio sanitario, quindi non sono necessarie vaccinazioni particolari. Tenete poi presente che le lingue maggiormente parlate sono il francese e l’inglese. Il fuso orario del Canada passa dalle 3 ore e mezza alle 8 ore indietro rispetto a noi. Passiamo ora ai periodi in cui è più indicato recarsi in questo paese. Sappiate che in inverno le temperature possono scendere anche di parecchio sotto lo zero. In certi casi si è arrivati anche a meno 20 gradi, invece in estate le temperature possono raggiungere i 30- 33 gradi. L’inverno nonostante le rigide condizioni meteorologiche è consigliato agli amanti dello scii. L’estate è perfetta per i campeggiatori, soprattutto i mesi di Luglio e Agosto. In primavera e autunno però i prezzi di biglietti aerei e alberghi risulteranno più economici.

Spetta a voi la scelta del periodo dell’anno più adatto alle vostre esigenze. Vi indichiamo infine alcune fra le festività più popolari del paese, in modo che, se vi trovaste in vacanza proprio in quei periodi, possiate approfittarne per assistere ai festeggiamenti. A Montreal in giugno c’è il Montreal Jazz festival, durante i vari spettacoli si esibiranno musicisti famosi, provenienti da tutto il mondo.

In Quebec in autunno si tiene il Winter Carnival, festeggiamenti durante i quali potrete assistere a balli, sfilate e splendide esposizioni di sculture di ghiaccio. A Toronto nel mese di settembre si svolge il Festival of festivals, importante manifestazione cinematografica, di livello internazionale. A Calgary poi nel mese di giugno si tiene il Calgary Stampeade, un particolare rodeo durante il quale si disputa una caratteristica gara di carri.

Alloggi

Passiamo ora agli alloggi. I costi varieranno considerevolmente sia in base alla classe degli alberghi, sia in base al tipo di struttura (hotel, bed and breakfast, ostello). Consigliamo il pernottamento in hotel o bed and breakfast, i prezzi che mostreremo qui (in euro per semplificare), sono solo indicativi; sarà opportuno recarsi in un’agenzia per avere indicazioni più precise su costi e periodi.

Il prezzo di una camera doppia in un hotel a 4 stelle in una delle grandi città canadesi può variare da un minimo di 70 euro a un massimo di 140. Per quel che riguarda gli alberghi a 3 stelle il costo si aggira intorno ai 50- 120 euro. In un albergo a 2 stelle si va da un minimo di 30 euro ad un massimo di 90 euro a notte. I bed and breakfast hanno costi di pernottamento che si aggirano intorno ai 60 – 80 euro a notte (colazione inclusa nel prezzo). Spesso gli alberghi hanno siti on line consultabili liberamente per informazioni, inoltre in rete è disponibile tutta una serie di siti che elencano gli alberghi per località, con possibilità di prenotazione on line.

Ottawa

Ottawa è la capitale del Canada, splendida città che vanta numerosi parchi pubblici davvero splendidi, ideali per rilassarsi o riposarsi durante la visita della città coi suoi musei e le sue attrazioni. Una delle mete qui ad Ottawa di cui consigliamo la visita è la National gallery, struttura espositiva che ospita opere sia americane che europee (anche antiche). Un altro museo interessante da visitare è il Museo canadese di fotografia contemporanea; questo museo ospita una immensa raccolta di fotografie.

Il Canadian war museum interesserà certamente gli appassionati di prima e seconda guerra mondiale, ma è consigliato a tutti con la sua grande raccolta di reperti risalenti alle due guerre. Vi consigliamo anche di visitare il canale Rideau, situato nella zona centrale della città e utilizzato come luogo di ritrovo dagli abitanti ma anche dai turisti. A tutti coloro che amano la buona cucina e sono in cerca di nuovi sapori consigliamo di assaggiare in uno dei ristoranti di Ottawa, le specialità della cucina canadese: buonissimi piatti a base di carne, pesce e crostacei.

Se vi trovaste poi a passare dalla cittadina di Gatineau, vi proponiamo la visita del Canadian Museum of Civilization,che raccoglie numerosissimi reperti riguardanti varie civiltà. Questo museo inoltre ha un bellissimo sito consultabile on line in varie lingue. Infine vi consigliamo un’escursione nello splendido Algonquin provincial park, un esempio della straordinaria natura canadese ancora incontaminata; se sarete fortunati potrete osservare abbastanza da vicino alcuni fra gli animali che popolano questo parco come alci, orsi e numerosi rapaci. Per gli escursionisti più appassionati poi c’è la possibilità di fare gite di più giorni al’interno del parco (su richiesta) a piedi o anche in canoa.

Vancouver

Probabilmente è la città più bella del Canada, ricca di splendidi paesaggi si affaccia sull’oceano. Le sue spiagge sono molto conosciute in america e molto apprezzate soprattutto dagli amanti del surf. Consigliamo di dedicare qualche giorno a questa splendida città e di trascorrere questi ultimi in completo relax godendosi la straordinaria natura del luogo o magari visitando qualche museo. Il parco cittadino più bello è certamente lo Stanley park, nel quale potrete trascorrere qualche ora passeggiando o rilassandovi.

Grazie alla sua vicinanza con l’oceano, in questa città avrete la possibilità (a nostro parere impedibile) di osservare le balene nella baia, grazie a visite guidate organizzate appositamente per tale scopo. Per informazioni più dettagliate a riguardo sarà utile domandare ad un centro informazioni per turisti. Se invece volete immergervi nella vita notturna di Vancouver e conoscere così il suo lato più movimentato, Granville Street è proprio ciò che fa al caso vostro. È questa infatti la strada più famosa della città, circondata da pub, cinema, locali e teatri di ogni tipo in cui ogni sera si esibiscono numerosi artisti anche di fama internazionale.

Un’altra caratteristica peculiare di Vancouver riguarda uno dei suoi sistemi di trasporto pubblico. Lo sky train infatti è un sistema di trasporto strutturato su rotaie che collega le varie zone della città; non esistono conducenti e i convogli sono gestiti interamente da un software di ultima generazione. Un’altra curiosità riguardante Vancouver la potrete trovare nel quartiere di Gastown, in questa zona infatti potrete vedere un curioso orologio che funziona interamente a vapore.

Quebec e Montreal

Quebec è situata nel Canada francese ed è una città davvero particolare, assolutamente da non perdere. È divisa in città alta e città bassa, la parte alta è fortificata e i musei si trovano tutti in quest’ultima. Il prima di questi musei è il Museè de la civilization, adatto ad ogni tipo di pubblico, espone collezioni che riguardano la storia delle civiltà, possiede una splendida collezione di totem abbastanza famosa. Consigliamo poi la visita di Place Royale, situato nella città bassa, circondata da ristoranti, locali e cafè dove potrete rilassarvi un poco gustando le specialità locali.

Per chi ama gli animali poi sarà perfetta una visita al Parc Aquarium du Quebec, che ospita nelle sue vasche migliaia di specie marine, provenienti da tutto il mondo. Infine vi proponiamo una visita alla splendida chiesa di Notre Dame des victories, risalente al 1688. Passiamo ora a Montreal, situata anch’essa nel Canada francese, in essa potrete visitare due importanti musei; il primo è il Musèe d’art contemporain, che ospita mostre internazionali e opere dei maestri quebecchesi. Il secondo è il Musèe Mc Cord,che illustra la storia canadese occupandosi specialmente delle culture native col supporto di fotografie e l’esposizione di abiti d’epoca.

un’altra meta interessante potrebbe essere il Centre Canadien d’architecture, questo centro espone collezioni importantissime anche a livello internazionale. A Montreal potrete trovare anche un bel parco divertimenti con una grande ruota panoramica, situato nelle vicinanze del vecchio porto della città. Questa è una meta adatta a tutta la famiglia, ideale per passare magari una serata un po’ diversa.

Vi comunichiamo poi un luogo adatto soprattutto ai più piccoli; situato a circa un’ora di viaggio da Montreal si trova il Village du Père Noel, il paese di Babbo Natale, aperto anche in estate. Per finire sappiate che a meno di un’ora di distanza da Montreal si trova il parco safari di Hemmingford, all’interno di questo parco si potranno osservare gli animali dall’interno della propria auto.

Altre mete

Un’altra interessante città in cui potrete recarvi è Toronto, situata sul famoso lago Ontario è questa una città che può vantare numerosi e curiosi musei. Uno di questi è certamente il bata shoe museum, un museo che espone le più varie tipologie di scarpa (di cui alcune davvero curiose) e ripercorre per intero la storia di questi indumenti.

Questo singolare museo possiede un interessante sito internet che potrete visitare in ogni momento. Una delle mete naturali assolutamente imperdibili se vi trovate in Canada sono le splendide Cascate del Niagara. Queste ultime infatti si trovano a due ore di distanza da Toronto e sono senza dubbio uno degli spettacoli naturali più straordinari al mondo.

Se desiderate poi immergervi in un’atmosfera da cittadina coloniale inglese del diciottesimo secolo, Lunenburg è esattamente ciò che fa al caso vostro, questa bella cittadina è situata nel sud della nuova Scozia; consigliamo di visitare questo luogo a piedi godendosi le caratteristiche viuzze e le belle case in legno, segnaliamo inoltre da visitare, l’interessante museo della pesca.

Infine se vi trovaste a passare dal New Brunswick vi consigliamo vivamente di recarvi alla Baia di Fundy, meta naturalistica assai interessante; posta nella zona meridionale della regione, questa baia può vantare le maree più alte del mondo. Nelle isole vicine è fiorente la pesca all’aragosta, e per chi ama la natura, l’isola Gran Manan è perfetta per praticare il bird watching e effettuare belle escursioni. Sempre nella stessa zona poi potrete visitare il bellissimo parco Gaspésie. In questo parco dalla natura incontaminata potrete ammirare splendidi laghi e osservare gli alci, i cervi, i caribù e i numerosi animali che popolano il luogo, assolutamente imperdibile.

Cosa Vedere in Basilicata

La Basilicata è una terra di antichissima origine, abitata fin dai tempi preistorici. Meta di numerosi insediamenti fu abitata in tempi diversi da Normanni, Lucani, Romani e Greci, e oggi è possibile trovare segni di queste passate civiltà che hanno apportato ognuna un proprio tocco di personalità. La Basilicata per questo ha un fascino tutto da scoprire. Leggi la guida per conoscerne le caratteristiche e come scegliere i migliori itinerari turistici della Basilicata in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Informazioni generali

La Basilicata, detta anche Lucania ha una popolazione di circa 600.000 abitanti. Il suo territorio è prevalentemente montuoso, e per questo si colloca tra i primi posti riguardo la produzione italiana di cereali: in particolare produce a volontà frumento, avena, orzo e granoturco. La gente che si reca in questa regione solitamente è alla ricerca di un doppio genere di vacanza: quella di tipo culturale e quella balneare.

La presenza di città con anni di storia alle spalle, le dominazioni greche e romane attirano infatti molte persone appassionate di arte e cultura, mentre chi ama soprattutto il mare e le regioni costiere trova in Basilicata il suo habitat ideale. Per la conformità del territorio, che in passato ha reso difficili gli spostamenti, questa regione non è dotata di un aeroporto, ma è raggiungibile senza problemi in treno. La regione è ricca di parchi naturali e di riserve che restano ancora integri e salvaguardati.

Visitare La Basilicata permette di godere di meravigliosi paesaggi, sia di montagna che di mare, di conciliare una vacanza sportiva, culturale e all’insegna del relax. Non tutte le regioni riescono ad offrire tanto ai loro visitatori, specialmente date le sue modeste dimensioni (9.992 kmq). La gente ( come in gran parte delle regioni meridionali ) è molto calorosa e sicuramente trascorrerete una vacanza indimenticabile!

Tra i più importanti citiamo il Parco Nazionale del Pollino, il Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, la Riserva Statale Rubbio e il Parco archeologico storico naturale delle Chiese Rupestri del Materano. Diffusi anche i siti archeologici, come anche i musei, tra cui ricordiamo il Museo archeologico nazionale della Basilicata, il Museo delle Antiche Genti di Lucania e il Museo archeologico di Potenza, capoluogo della regione.

I sassi di matera

La città di Matera è famosa per i suoi caratteristici sassi, che sono dei veri e propri scavi sulla roccia che vengono utilizzati per costruirci i vari quartieri della città. La roccia scavata è di un particolare materiale, molto malleabile e per questo facilmente scavabile, detto calcarenite. Questa abitudine a scavare in tal genere di rocce si fa risalire fino all’epoca paleolitica.

I primi scavi furono fatti per ovviare al problema della siccità; essendo infatti la Basilicata una regione nella quale piove poco, gli scavi permettevano di costruire vere e proprie cisterne che servivano a conservare l’acqua piovana e ad utilizzarla nei momenti di maggior bisogno. Grazie ai sempre più numerosi scavi, molte grotte sono state costruite in modo da risultare comunicanti tra loro, e proprio queste costituivano le dimore degli abitanti di Matera più primitivi.

Purtroppo questo particolare patrimonio unico al mondo oggi è un po’ in declino, essendo stato trascurato per parecchi anni dalle gravi mancanze delle politiche locali, nonché nazionali, anche se ultimamente si è rivalutato il valore storico di tali costruzione e si tenta di salvaguardarli al meglio. Secondo alcuni progetti nel giro di qualche anno i sassi diventeranno parte integrante della città di Matera e saranno utilizzati come musei storici e attività commerciali, come ristoranti o alberghi.

Dal 1999, quindi, i sassi di Matera sono riconosciuti dall’ UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’ Umanità. Tra i luoghi più caratteristici della città di Matera ne elenchiamo alcuni che sono davvero eccezionali e che meritano una visita da chi si appresta a conoscere la Basilicata: la Civita, il Duomo, il Rione Castelvecchio, il museo diocesano, le tante torri, il sasso Caveoso che si trova proprio a sud della Civita, con la sua splendida parrocchia di San Pietro Caveoso e infine il sasso Barisano.

Cosa vedere

Le province di Potenza e quella di Matera offrono agli sportivi splendidi impianti in cui potersi dilettare con gli sport che preferiscono. A Pignola troviamo un ottimo impianto sciistico, mentre a Trecchina un moderno Kartodromo, con una pista lunga 655 m. Maratea è particolarmente indicata ai giovani o a chi ama la vita notturna: offre infatti numerose discoteche, pub, negozi e gelaterie ed è molto frequentata dai giovani.

Sul lago Senise è stato recentemente costruito un impianto sportivo che attira tanta gente e in cui è possibile praticare numerosi sport, tra cui tennis, calcio, pallavolo, ma anche sport acquatici come canoa e vela. Nella provincia di Matera, in particolare a Bernalda- Metaponto, troviamo splendidi campi da golf; per gli appassionati e per chi vuole dilettarsi in questo sport, ci sono 18 buche sparse in una cornice meravigliosa circondati da alberi e da tanta vegetazione.

Eventi

Tra gli eventi e le ricorrenze ricordiamo solo alcune tra le più importanti. In realtà ogni anno in Basilicata si svolgono moltissimi eventi che fanno in modo da rendere questa regione particolarmente attiva ed energica. L’ultimo fine settimana di ogni agosto si svolge a Potenza la sagra del baccalà, che offre la possibilità di assaporare questo alimento preparato in diversi modi.

A Sarconi viene celebrata la sagra del fagiolo, sempre nel mese di agosto. Sempre nella provincia di Potenza si tengono ogni ottobre la sagra della castagna e la vendemmia, mentre ad agosto un evento da non perdere è la festa sotto le stelle, in cui vengono esposti tutti i prodotti tipici della Basilicata, nonché prodotti di artigianato locale, musiche e filmati della storia di questa regione. Nello stesso periodo si celebra anche la sagra del fagiolo e quella del cinghiale.

A Potenza si celebra il 29 maggio di ogni anno, in occasione della festa del patrono, la sfilata dei turchi, manifestazione antichissima e considerata la più importante e suggestiva della provincia. Da circa 16 anni nelle domeniche di settembre, a pochi km da Potenza si radunano i migliori maestri pirotecnici per mostrare uno spettacolo incantevole di fuochi d’artificio.

In provincia di Matera, gli eventi più rappresentativi sono la festa dedicata ai vini e agli oli, che si svolge nel mese di novembre e in cui è possibile assaporare le delizie più tipiche della regione. Imperdibile anche il carnevale di Tricarico, divertente ed unico nel suo genere. Tra le manifestazione strettamente culturali non mancano ogni anno le celebrazioni letterarie dedicate alla poesia e agli artisti locali.

Prodotti tipici

Il piatto tipicamente cucinato e più apprezzato qui in Lucania è la pasta con il ragù. Tra i tipi di pasta più utilizzati abbiamo i minnicchi e gli strascinati. Tipici di Matera anche le famose orecchiette, con agnello, formaggio pecorino e salsa o in alternativa con le cime di rapa. Solitamente per i secondi piatti si prediligono le carni bianche, quelle di ovino, il coniglio e l’agnello, accompagnate da verdure e da spezie, in modo particolare dal peperoncino, buonissimo e diffusissimo in molti piatti. Un’altra specialità della zone sono pure i peperoni “cruschi” cioè croccanti, preparati in modo tale da risultare davvero squisiti e unici nel loro genere.

Ottimi per condirci la pasta. La luganeda, come fa ricordare il nome stesso è un tipo di salsiccia che prende proprio il suo nome da questa regione. Infine gli gnumiriddi, involtini di interiora, ottimi per chi apprezza le carni in toto. Molto apprezzati da tutti sono i formaggi di questa regione, preparati secondo le più antiche tradizioni locali. Ogni zona della Basilicata offre un’aroma, una spezia che la distingue dalle altre; tra i formaggi più conosciuti ci sono: il caciocavallo, il canestrato, il casieddu e il pecorino di Filiano. Infine i marucheddi, i fagioli borlotto e le ottime melenzane. Tra i pesci quello più apprezzato e valorizzato in questa regione è sicuramente il baccalà, preparato sia fritto che al forno, accompagnato da peperoni, patate e acciughe. Se desiderate gustare un tipico pranzo di questa regione non potete assolutamente perdere gli “strangolapreti alla potentina” , a base di maiale cotto con il vino e di buon pecorino.

Se nelle aeree più interne e di montagne i prodotti tipici sono castagne, salumi, frutti di bosco e miele, nelle zone più costiere troviamo una grande ed abbondante produzione di fragole,uva ed albicocche. Famosissime anche le olive, che vengono essiccate ed infornate. Prodotti in quasi tutta la regione anche ottimi vini e squisiti oli, che riescono ad esaltare e rendere speciali anche le ricette più semplici per il loro gusto raffinato ed intenso. Infine tra i dolci, imperdibili le ossa di morti, a base di anice e i calzoni con cioccolato e castagne.

Cosa Vedere a Lisbona

Una breve guida ai monumenti e alle attrazioni di Lisbona, una delle capitali più affascinanti e pittoresche di tutta Europa. Godetevi questa città poco inquinata, dai paesaggi naturali incantevoli, dalla storia affascinante e dai prezzi vantaggiosi. Leggi la nostra guida per sapere come scegliere il viaggio a Lisbona più adatto alle tue aspettative.

Lisbona (Lisboa in portoghese) è la capitale e la più grande città del Portogallo, con 564.657 abitanti (lisboneti), mentre l’area metropolitana ha più di 3 milioni di abitanti, pari a circa un terzo dell’intera popolazione portoghese. La città si trova alla foce del fiume Tago. Le due sponde del fiume sono messe in collegamento tra loro da due grandi ponti, il Ponte 25 aprile inaugurato nel 1966 e il ponte Vasco da Gama, inaugurato nel 1998 , anno in cui ha avuto luogo l’esposizione universale Expo ’98. In quella occasione si sono celebrati i 500 anni della scoperta del passaggio marittimo per l’India effettuata dal famoso navigatore Vasco da Gama.

Si tratta di una città dalla vivace vita culturale: Lisbona possiede moltissime università pubbliche e private, numerose biblioteche e musei, tra i quali il Museo Nazionale di Arte Antica, il Museo Calouste Gulbenkian e il bellissimo Oceanario. Da visitare il Planetario Calouste Gulbenkian, situato nell’ambito del Museo Navale, a pochi passi dal famoso Monasterio dos Geronimos, sito nel quartiere Belem.

Storia

La città fu fondata molto anticamente, dal popolo fenicio, che le diedero il nome di Alis Ubbo. I romani la ribattezzarono Olisippo, nome che è si è poi trasformato in Olissipona, successivamente in Lissapona e infine in Lisboa. La città fu inoltre conquistata dagli arabi provenienti dal Nord Africa e restò sotto il dominio arabo fina alla riconquista attuata dal primo re del Portogallo nel XII secolo.

Dalla città partirono molte spedizioni, nel periodo che va dal XV al XVII secolo, periodo che coincide con l’epoca dei grandi viaggi di esplorazione. Nel 1755 un grande terremoto distrusse quasi completamente la città, che fu poi prontamente ricostruita sulla base dei progetti realizzati dal marchese Pombal (per questo motivo il centro della città è anche chiamato Baixa Pombalina), caratterizzati dallo schema geometrico delle vie.

Lisbona è stata anche terreno per due rivoluzioni: la rivolta repubblicana del 5 ottobre 1910 e la rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974. Inoltre, il 13 febbraio 1668, vi è stato firmato il Trattato di Lisbona, con cui la Spagna concesse l’indipendenza al Portogallo.

Come muoversi

I vecchi e fatiscenti tram di Lisbona non possono essere considerati come dei semplici mezzi di trasporto, ma come un’esperienza da non perdere e come un’attrazione turistica fra le più pittoresche. Lo stesso si può dire delle tre funicolari, che costituiscono parte integrante del fascino di questa capitale. Esistono poi la metropolitana, con le sue linee in rapida espansione e gli autobus, che svolgono anche corse notturne tutti i giorni. Date le condizioni del traffico, è altamente sconsigliabile muoversi sia in automobile che in bicicletta. Per quanto riguarda le caratteristiche metereologiche, ricordiamo che Lisbona si trova a cavallo tra la zona climatica atlantica e quella mediterranea, pertanto gode di un clima piacevolmente temperato durante tutto l’anno, diciamo pure di una temperatura ideale. La temperatura media annua è infatti di 17° C, con una media di 13° C in inverno e 27° C in estate.

Anche quando le temperature estive raggiungono i 35° C, sarà difficile che il caldo diventi per noi insopportabile, dal momento che la fresca brezza del vicino Atlantico mitiga molto il clima. Luglio e agosto sono solitamente i mesi più caldi e secchi, mentre novembre e febbraio sono i più umidi e freddi. Nella granitica Serra de Sinora sì hanno frequenti nebbie anche in piena estate e temperature notevolmente più fredde, a causa di particolari fenomeni atmosferici.

Ricordiamo poi che, nonostante l’aumento dei costi determinato dall’armonizzazione fiscale con l’UE, il Portogallo è ancora uno dei paesi meno cari d’Europa., ideale per chi vuole viaggiare, anche per un periodo piuttosto lungo, all’insegna del risparmio. Molto conveniente, soprattutto in alta stagione, può essere organizzarsi dormendo in campeggi ed ostelli e provvedendo ai pasti in modo autonomo.

Pernottando negli alberghi di categoria piuttosto elevata e mangiando occasionalmente in qualche ristorante a prezzi medio-bassi, la spesa giornaliera non è comunque mai eccessiva. Viaggiare con un compagno e programmare il viaggio in modo da sfruttare gli sconti offerti in bassa stagione vi consentirà di mangiare e dormire in strutture relativamente lussuose con una spesa molto bassa. Al di fuori delle principali zone turistiche i prezzi diminuiscono in modo sensibile.

Luoghi da vedere

Passeggiare per le vie Lisbona è senza dubbio un’attività piacevole e rilassante, dal momento che questa città è molto pittoresca oltre che scarsamente inquinata. Il fiume Tago e l’Oceano rendono Lisbona particolarmente luminosa e spaziosa. La popolazione è in generale cortese e di mentalità aperta.

Le attrazioni turistiche di Lisbona sono ovviamente numerose. Da segnalare, il il Castelo de São Jorge, che sorge sul sito di quella che era l’acropoli della città antica e domina sull’Alfama, il quartiere più anticamente della città, in alcuni punti forse fatiscente ma sicuramente pittoresco, anche per il fatto di essere l’unico quartiere sopravvissuto al terremoto e per la possibilità di percorrerlo a bordo del caratteristico tram.

Ricordiamo inoltre le piazze Martim Moniz e il Rossio e la Praça do Comércio, oltre alla “Praça Marques de Pombal”, all’interno della quale troviamo il monumento dedicato al marchese che ricostruì la città distrutta dal terremoto e dalla quale parte il più grande parco e giardino botanico della città.

Non si può dimenticare di visitare il Monastero dos Jerónimos , straordinarioesempio di architettura manuelina (Manuel I), che raccoglie le memorie dei portoghesi illustri, da Vasco da Gama a Luis Vaz de Camoes (il Dante Alighieri portoghese) a Amalia Rodrigues a Fernando Pessoa. Nelle vicinanze troviamo inoltre la Torre di Belém, da dove Vasco de Gama partì alla conquista dell’impero.

Caratteristica di Lisbona è la musica del Fado, che si può ancora ascoltare dal vivo, sia di giorno che di notte, nei quartieri della città vecchia.

Cucina e locali

Il cibo e i piatti tipici di Lisbona vengono usualmente considerati di buona qualità, soprattutto se si è amanti del pesce. Una tappa da non perdere per i visitatori che amano gli assaggi gastronomici è senza dubbio la famosa ed antica “Pastelaria de Belem” situata nell’omonimo quartiere, a pochi passi dal “Mosteiro dos Jerónimos”.

È una pasticceria storica, nota e apprezzata in tutto il Portogallo, in particolare per avere inventato la ricetta dei “pasteis de nata”. Si tratta di deliziosi canestrelli di pasta sfoglia riempiti di crema all’uovo cotta al forno, dal sapore unico e davvero inimitabile.

La pasticceria sforna in continuazione e senza sosta i pasteis, così è sempre possibile gustarli tiepidi e comprarsene magari una piccola scorta. Il locale, dal punto di vista strutturale ed estetico è rimasto immutato nel tempo e conserva moltissimi azulejos che i visitatori possono osservare seduti nelle varie sale interne. Questo tipo di pasticcino è comunque diffuso in tutto il Portogallo e se ne può trovare in varie pasticcerie una variante con il canestrello fatto di pasta frolla.

Altri piatti tipici della cucina portoghese che possiamo provare in ogni buon ristorante della capitale sono, per fare alcuni esempi: il “Bacalhau a braz”, una ricetta a base di baccalà secco sfilettato, cipolla, uova, patate fritte, olive nere e prezzemolo, il tutto sapientemente mescolato; la “carne de porco a portuguesa”, uno spezzatino di filetto di maiale e patate saltate nel vino, oppure la “carne de porco à alentejana” dove al posto delle patate troviamo delle vongole.

La capitale del Portogallo

La capitale del Portogallo è certamente tra le città europee più affascinanti e per questo frequentate. Si estende su sette colline, ed è dunque una di quelle città un po’ faticose da visitare, fatta di vicoli stretti e ripidi, continue discese e salite, ma certamente molto appagante per la sua atmosfera e alcune caratteristiche che la rendono pittoresca.

Lisbona è poi una città molto vitale, ricca com’è di locali e cose da fare, ma allo stesso tempo può regalare tranquillità e relax a chi preferisce una vacanza basata sulla cucina e le tradizioni locali. Assolutamente da non perdere ad esempio sono le serate nelle tipiche taverne della città, chiamate “tascas”, dove si suona dal vivo il Fado, musica popolare portoghese. Essendo composta da case con tetti molto caratteristici, strade, ponti, chiese e monumenti che le donano un fascino tutto particolare, Lisbona regala dei bellissimi panorami che si possono ammirare dai numerosi belvedere, sorti non a caso in diversi punti della città.

Anche gli appassionati dei monumenti e dei musei poi non rimarranno certamente delusi, questa capitale offre infatti tradizione e originalità. Segnalo da visitare il Castelo de São Jorge, e più in generale l’Alfama (unico quartiere della parte antica della città rimasto intatto dopo un violento terremoto nel 1700) da attraversare assolutamente con lo storico tram numero 28; la Torre di Belèm, da dove partì Vasco de Gama alla volta dell’India, e il quartiere omonimo; il centro storico con i suoi bellissimi palazzi decorati con maioliche tipiche portoghesi e infine l’originalissimo museo delle carrozze.

Ma per potere vedere con i vostri occhi tutte le bellezze che questa splendida capitale offre, avrete certamente bisogno di trovare un alloggio che vi possa accogliere dopo le intense giornate trascorse. Questa guida vi darà alcuni consigli utili per trovare una sistemazione adatta alle vostre esigenze.

Dove soggiornare

Lisbona, nonostante l’aumento generalizzato dei costi, dovuti all’entrata in vigore dell’euro, è rimasta tra le capitali europee una delle più convenienti, mantenendo comunque una buona qualità dei servizi offerti. Potrete trovare dunque vantaggiose proposte per pernottare anche nei periodi di alta stagione, dato che le alternative sono davvero molte. Gli alberghi disponibili appartengono a tutte le categorie e prezzi e, anche per le categorie basse, generalmente lo standard qualitativo è buono.

Sono molto consigliati poi i residenciales, che si differenziano dagli alberghi perchè non hanno il ristorante ma che offrono ampie camere a prezzi inferiori. Esistono poi le “Pensao”, pensioni, gestite a livello familiare, ma seppur semplici, consigliate per pulizia e decoro, e i “Quartos”, affittacamere, che però, dato il basso costo degli hotel più economici, non sono consigliati, in quanto offrono meno servizi e il vantaggio economico non è poi molto. Ma naturalmente per chi vuole concedersi davvero una vacanza da sogno e ricca di ogni comfort sono a disposizione dei turisti anche hotel prestigiosi e di lusso e alberghi 4 stelle che ugualmente non vi faranno mancare nulla di cui potreste avere bisogno e vi offriranno ambienti ben arredati e comfortevoli.

In questa guida troverete gli hotel divisi a seconda della categoria di cui fanno parte (due, tre, quattro e cinque stelle) e la selezione che ho fatto tiene conto delle caratteristiche generali dell’albergo, dei servizi offerti, della posizione rispetto alla città e ovviamente del prezzo, che è puramente indicativo, data la notevole variazione a seconda del periodo dell’anno in cui sceglierete di partire.

Un consiglio che posso darvi è quello di tenere d’occhio le offerte che troverete sul sito di ogni hotel segnalato o comunque di controllare periodicamente sui siti internet che si occupano di viaggi e prenotazioni alberghiere, dove a volte potrete concludere dei veri affari.

Cosa Vedere in Puglia

Si tratta della regione più dinamica ed attiva del Sud. Si trova nella parte terminale orientale della penisola, confinante a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata. Il Mare Adriatico lambisce le sue coste orientali e settentrionali, mentre lo Ionio bagna il litorale meridionale. Gli abitanti della Puglia sono 4.079.251 suddivisi nelle province di Bari (capoluogo di regione), Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Barletta-Andria-Trani; quest’ultima provincia è di recente istituzione e non è ancora del tutto attiva.

Geografia

La conformazione della regione pugliese presenta un’esigua percentuale di territorio montuoso, solo l’1,5%, dato che le conferisce il primato di regione meno montuosa d’Italia. I rilievi più significativi sono il Monte Cornacchia (1152 m), che si trova nel subappenino Dauno, e il Monte Calvo (1055m), nel Gargano. Le pianure sono invece molto presenti in Puglia (53,3% del territorio), con l’incombente presenza del Tavoliere delle Puglie, che si estende dalla Capitanata, fino alla fascia costiera della Terra di Bari e alla Pianura del Salento. Si osservi infine il dato relativo alle colline (45,3%): esse si dividono tra il territorio delle Murge e quello delle serre salentine. L’idrografia del territorio è piuttosto scarsa; troviamo infatti fiumi poco abbondanti. Nessuno di essi è navigabile, ad eccezione del tratto finale del fiume Ofanto. I laghi di maggiore importanza sono quello di Lesina, di Varano e i laghi Alimini, tutti in prossimità della costa. Ricordiamo, a tal proposito, che la Puglia è la regione italiana con la più lunga estensione di territorio costiero, bagnato dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio. Essa presenta anche un altro primato: è infatti la regione più orientale d’Italia. Punta Palascìa, vicino Otranto, è l’estremità orientale della regione e dista solo 80 Km dall’Albania.

Fiumi, laghi e isole

A nord est della costa del Gargano, piuttosto al largo, si trovano le isole Tremiti, un importante arcipelago, ma possiamo trovare anche delle isole minori come le isole Cheradi, vicino alla città di Taranto, e l’isola di Sant’Andrea, davanti alle coste di Gallipoli. E’ importante ricordare che anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, posto a nord-est delle Tremiti, appartiene geograficamente al territorio pugliese, pur essendo amministrativamente dello stato Croato. Passando ad analizzare l’idrografia pugliese, possiamo in generale notare la povertà di corsi d’acqua superficiali, dovuta sia alla natura carsica del territorio, che alle limitate precipitazioni. I fiumi della Puglia sono per lo più brevi torrenti (alcuni esempi possono essere il Candelaro, il Cervaro, il Carapelle), ad eccezione dei fiumi Ofanto e Fortore, che però scorrono in questa regione solo per una parte del loro corso.
La scarsità dell’acqua nella regione ha spinto il Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia a costruire una diga sul fiume Fortore, nei pressi del confine con il Molise, che ha dato vita al lago artificiale di Occhito. Altri laghi della regione sono i laghi Alimini, lungo la costa in prossimità di Otranto, e quelli di Lesina e di Varano, nella parte settentrionale della costa del Gargano.

Le coste

In Puglia sono presenti lunghi tratti costieri, che arrivano ad un totale di 834 Km. Tale dato comprende anche il perimetro delle isole Tremiti. La balneabilità di tali spiagge si aggira, secondo dati del 2007, al 92,6%, dato corrispondente a circa 693 Km di costa. E’ evidente che la costa pugliese sia piuttosto varia e che alterni tratti sabbiosi ad aspre porzioni rocciose. L’intera parte delle coste ioniche, dal basso Salento fino ai confini con la Basilicata, presenta spiagge bianche circondate da ampie pinete, soprattutto nella zona a nord del golfo di Taranto. I lidi sabbiosi sono prevalenti anche a sud di Monopoli, fino alla città di Otranto, e nel litorale adriatico, anche se per questa zona è opportuno precisare che non è raro imbattersi in tratti di roccia. Una significativa alternanza è presente inoltre in Terra di Bari, anche se gli scogli sono di relativa entità, ad eccezione di Polignano a Mare, dove si impone uno sperone a strapiombo. Prevalentemente rocciose sono invece le coste del Gargano, con piccole insenature di lidi, mentre il litorale a sud di Manfredonia, fino a Barletta, è per lo più basso e sabbioso.

Clima

La caratteristica della regione è quella di possedere il tipico clima mediterraneo. Analizzando le temperature, possiamo notare che nelle zone costiere le estati si presentano calde e gli inverni piuttosto miti, mentre nel Subappennino Dauno, nel Gargano, e nell’Alta Murgia le estati sono più fresche e gli inverni maggiormente rigidi. Consultando le 10 stazioni meteorologiche della Puglia, notiamo come le medie temperature in gennaio si aggirino tra i 1,3° C di Monte Sant’Angelo e i 7,5° C di Santa Maria di Leuca, mentre le medie estive siano comprese tra i 24° C di Monte Sant’Angelo e i 30, 6° C di Foggia Amendola.
Passando ad indagare le precipitazioni, è importante ricordare come esse, in prevalenza piovose, siano piuttosto scarse e concentrate per lo più nelle stagioni tardo autunnali ed invernali. Nelle zone più interne tuttavia in inverno possono verificarsi precipitazioni a carattere nevoso. I valori medi della piovosità in Puglia si aggirano tra i 450 e i 650 mm annui, con particolare intensità in alcune zone, come il Subappennino Dauno e il versante adriatico del Salento.

Flora e fauna

Quali sono gli animali che compongono la fauna pugliese? Ai nostri giorni le specie più diffuse sono quelle del tasso, della volpe, dell’istrice, della talpa, della donnola e dello scoiattolo. Analizzando le varie zone è possibile notare che nelle aeree pianeggianti, come il Tavoliere delle Puglie, siano molto diffusi gli ovipari, come l’allodola, la calandra e la gallina prataiola. Le colline pugliesi, in particolare quelle delle Murge, sono invece popolate da animali quali i tordi, mentre nelle coste da segnalare è la presenza di marangoni. La testuggine terrestre, la lucertola, il geco e la vipera sono i rettili più comuni in Puglia, mentre per gli anfibi spiccano il tritone italiano e l’ululone. Si ricordi che le terre della Puglia ospitavano, fino ad alcuni secoli fa, anche grandi mammiferi, come il lupo, il cinghiale e il capriolo.
Per quello che riguarda la flora, protagonista assoluta di tale regione è la macchia mediterranea, presente soprattutto lungo le coste, con alberi ed arbusti resistenti al caldo e alla siccità.

Di rilevante importanza è anche l’olivo, diffuso in tutta la regione. Analizzando le varie zone spiccano nelle aree interne e nelle colline, ampi boschi, alternati a pascoli rocciosi. Essi, in primavera, presentano asfodeli in gran quantità, mentre in estate spiccano per importanza il mirto e la salvia. Per quel che riguarda le zone alte, gli alberi più comuni sono le querce, i faggi, gli aceri, la roverella e la carpinella. Le coste pugliesi infine presentano delle splendide ed estese pinete, in particolare nella zona del Gargano e nel golfo di Taranto, e delle leccete in prossimità della costa salentina. In tutta la Puglia le varietà floreali maggiormente presenti sono quelle del lentisco, della ginestra, della quercia spinosa, del ginepro e del fenicio, tutti fiori per lo più spontanei.

Tradizioni musicali
La musica e il folklore pugliese vivono principalmente di due danze popolari, la tarantella e la pizzica.
Tarantella: si tratta di una danza popolare del Meridione, denominata anche còrea. Il centro propulsore maggiormente attivo è Carpino, un piccolo centro del Gargano, che contribuisce a mantenere vivo questo genere di musica. Le origini vanno ricercate probabilmente nella cultura araba e slava; la musica infatti corre sul quarto di tono e viene di frequente accompagnata da voce, chitarra battente, chitarra francese, castagnole o tamburo. Il tempo è quasi sempre veloce, in metro di 6/8 e in modo minore, anche se esistono delle tipologie diversificate. Troviamo ad esempio, a volte, dei fraseggi melodici e ritmici in 4/4 (una sestina ogni movimento, su bpm da 60 a 90), così come è possibile ascoltare fraseggi completi in 4 e 16 movimenti, in alcuni varianti peloritane ed agrigentine.
Pizzica: si tratta di un ballo tradizionale, su una musica popolare e battente, da ballare in coppia.

I ballerini possono essere anche appartenenti allo stesso sesso: è più frequente, ai nostri tempi, che siano due donne a ballare insieme la pizzica, ma in passato non era raro imbattersi in due uomini, uno dei quali riproponeva con ironia le movenze riservate, tipiche della donna. Un importante centro, per il ballo della pizzica, è Ostuni, luogo in cui è fortemente sentita questa tradizione. L’impatto scenico della pizzica è molto forte. Le origini di questa danza ci riconducono alla musica che accompagnava i riti di guarigione delle “tarantate”, ovvero di quelle donne si supponeva essere state morse da una tarantola, e i movimenti particolarmente concitati richiamano anche ad una manifestazione di isteria; tale strada interpretativa è stata percorsa dall’antropologo Ernesto de Martino che, nel libro La terra del rimorso, approfondisce il fenomeno da un punto di vista sociale e storico.

Enogastronomia

La regione della Puglia è conosciuta per la sua buona e varia cucina. Alcuni dei piatti più famosi si riallacciano alla cucina mediterranea, proponendo i “Cavatelli con le cozze”, il “Risotto ai frutti di mare”, il “Polpo alla griglia” e il “Riso, patate e cozze”, tipico della città di Bari. Non mancano poi le specificità regionali, tra cui spiccano le orecchiette, servite sia con le cime di rapa che con il tipico ragù di carne, e la cicoria con la purea di fave. Da ricordare poi alcuni piatti salentini come i “pezzetti di cavallo al sugo”, i “ciceri e tria” ed i celebri “municeddhi”, che sono degli involtini con le interiora di agnello.

Le peculiarità della cucina pugliese sono fondamentalmente due: la prima è quella di una specifica attenzione per le materie prime, per i sapori di base dei prodotti, mentre la seconda riguarda l’alternanza significativa di piatti a seconda delle differenti stagioni. Per quanto concerne la prima caratteristica, essa rende la cucina della Puglia particolarmente attenta ai prodotti della terra, prime tra tutte le verdure di stagione: cime di rapa, cavolo verde, cardo, peperoni, melanzane, carciofi, fagioli, cicerchie, lenticchie, fave, cipolle rosse di Acquaviva delle Fonti vengono serviti in numerosi piatti. Analizzando la seconda caratteristica è invece possibile notare come l’estate e la primavera propongano principalmente verdure e piatti di pesce, mentre le stagioni più fredde prediligano legumi e pasta fatta in casa con sughi di vario genere.

Se ci spostiamo lungo tutta la regione, non sarà difficile gustare piatti tipici delle varie località che cambiano ad esempio se ci troviamo nella provincia di Foggia, più collinosa, in quella di Lecce, maggiormente terragna, o nelle zone costiere di Taranto, Bari e Brindisi. Ciò che unifica l’intera cucina pugliese è certamente un’incombente presenza di pesce, soprattutto del Mare Adriatico. Questo tipo di pesce infatti, a causa della particolare pastura che si trova lungo le coste e a causa delle polle di acqua dolce che vengono scaricate in mare, si distingue dall’altro pescato, in quanto attutisce il salmastro senza alterarne minimamente il profumo.

Luoghi di interesse naturalistico

Il Gargano
Si tratta di un imponente promontorio, appartenente alla provincia di Foggia, che presenta un territorio di 2000 Km² e si protende per 70 Km nel mare Adriatico. Il Gargano è circondato da tutti i lati da questo mare, ad eccezione della parte occidentale, saldata al Tavoliere delle Puglie. La vita e la maggior parte della popolazione si concentrano nelle zone costiere, ben collegate da una strada panoramica che tocca tutte le città di rilievo e che segue l’intero perimetro della zona. Si possono trovare città come San Nicandro Garganico, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Mattinata e Manfredonia. Questa concentrazione di popolazione nelle città costiere è dovuta a fattori fisici e territoriali, ma anche economici. L’interno del Gargano è infatti una zona con fitta vegetazione, difficilmente abitabile – analogamente alla Foresta Umbra – mentre le città costiere sono attive e fiorenti, grazie alle attività agricole, peschereccia e grazie allo sviluppo del turismo, cresciuto negli ultimi anni. Di rilevante importanza è il Parco Nazionale del Gargano, con molte specie di piante ed animali che popolano il cosiddetto “sperone d’Italia”.

Le isole Tremiti
Si tratta di un piccolo arcipelago che si trova a 12 miglia a nord del promontorio del Gargano e a 24 miglia ad est delle coste del Molise. Pur essendo il più piccolo comune della Puglia e uno dei meno abitati (secondo solo a Celle di San Vito), è il fulcro del turismo pugliese. Le Tremiti sono infatti delle isole bellissime con acque balneabili splendide. Sono state infatti insignite più volte della “Bandiera Blu”, il famoso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.

Il Subappennino Dauno
Questa area comprende gli unici rilievi montuosi della regione e costituisce il prolungamento dell’Appennino Campano. La zona è denominata anche “Monti Dauni” o “Monti della Daunia” e segna la linea di confine con il Molise e la Campania, occupando la porzione occidentale della Capitanata. Il Subappennino Dauno è una meta turistica molto interessante: oltre alle suggestive montagne, infatti, si possono visitare dei piccoli paesini arroccati sulla roccia, da cui godere di splendidi panorami poco contaminati.

Il Salento
La zona salentina è molto ricca per quel che riguarda l’agricoltura e il turismo. Si possono infatti scorgere delle bellissime spiagge ampie e sabbiose, che si affacciano sul Mar Ionio e sul Mar Adriatico, come quella di Pulsano, Lizzano, Campomarino, Porto Cesareo di Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto ed Ostuni. Non mancano scogliere a picco sul mare e spiagge rocciose di rara bellezza come Castro, Santa Cesarea Terme e Porto Badisco. Le acque salentine sono di una trasparenza e di una bellezza unica, e danno vita a dei giochi cromatici di grande effetto. Per quello che concerne l’agricoltura, è importante sottolineare come l’intero agro salentino sia coltivato ed organizzato in proprietà terriere divise dai tipici muretti a secco. Gli alberi più diffusi sono gli ulivi, spesso secolari, con tronchi contorti e piuttosto grandi. I paesini sono generalmente di modeste dimensioni e presentano delle tipiche costruzioni bianche ed orientaleggianti.
Un altro elemento tipico della zona salentina sono le costruzioni a secco, con pietra, simili ai nuraghi sardi, impiegate dai contadini per riporre attrezzi da lavoro o per altre funzioni; esse vengono denominate “furniedde” o “pajare”. Molto diffuse sono anche le masserie fortificate che risalgono al XVI, XVII, XVIII secolo.

Le Grotte di Castellana
Si tratta di un insieme di cavità, presenti nella località di Castellana Grotte, a sud di Bari. Queste grotte sono di origine carsica e sono estremamente importanti dal punto di vista turistico e speleologico. La prima che si scorge è una cavità profonda 60 metri, denominata “Grave”, che permette di raggiungere poi altre grotte, dislocate lungo 3km di percorso. Tra esse spiccano la “grotta bianca” e la “caverna del duomo di Milano”, chiamata in questo modo a causa della particolare forma delle stalagmiti, simili ai pinnacoli.

Monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’unesco

I trulli di Alberobello
La località di Alberobello è conosciuta e nota per i trulli: si tratta di costruzioni a forma di cono “a secco”, presenti in tutta la Valle d’Itria, con origini protostoriche. Attualmente non ne esistono di particolarmente antichi, a causa del fatto che essi non venivano riparati in caso di dissesto, ma, per la loro particolare conformazione, direttamente abbattuti e ricostruiti al completo. Le zone in cui sono presenti queste costruzioni sono comunque di grande rilievo storico archeologico, in quanto è stato possibile ritrovare numerosi reperti di epoca preistorica o fondazioni di capanne in pietra che risalgono all’età del bronzo.

Ma qual’è l’origine dei trulli? Che funzione svolgevano? In antichità essi costituivano il giaciglio e il riparo per il cozzaro, ovvero per colui che coltivava la terra per il suo padrone. Si trattava dunque di una costruzione contadina che presentava delle travi, anche oggi presenti, che venivano utilizzate per appendere vivande, arnesi ed altri utensili, e che ospitava anche bambini che dormivano in alcune nicchie scavate nel muro, separate dall’intero ambiente solo tramite delle tende. Il pavimento era solitamente in terra battuta e nel trullo convivevano, senza alcun problema, persone ed animali domestici.

Ai trulli sono legate alcune leggende ed ipotesi non accertate: una di queste sostiene che la loro funzione primaria fosse quella di agevolare l’evasione del pagamento delle tasse. Si pensa che, in occasione di controlli, si provvedesse allo scoperchiamento della costruzione e che si comunicasse tramite segnali di fumo, simboleggianti il pericolo. Addirittura alcuni sostengono che, quando giungeva il padrone per reclamare dei pagamenti, era sufficiente per i cozzari spostare una sola pietra per far crollare l’intero trullo, rendendolo così un cumulo di semplici pietre. Scampato il pericolo, si provvedeva alla ricostruzione.

Castel del Monte
Castel del Monte è un castello antico che si trova in provincia di BT e presenta una particolare struttura architettonica, basata sulla forma ottagonale. Così’ infatti si presenta la pianta (ogni lato misura 16,30m) e della medesima forma sono le torrette che si stagliano sugli angoli della costruzione (i lati delle torrette misurano invece 3,10m ciascuna, con diametro di 7,80m ed altezza di 24m, poco superiore a quella del castello). La costruzione possiede un diametro complessivo di 56m. Lo spazio interno, organizzato anch’esso in un ottagono (i lati sono di 8,65m ciascuno) presenta due piani rialzati rispetto al piazzale: il più vicino è a soli 3m, mentre l’altro a 9,5m. Questo differente livello di altezza è segnalato anche all’esterno, con una cornice marcapiano. Le stanze che costituiscono ogni piano sono 8, con una forma trapezoidale.

Sono infatti state suddivise tramite le linee di congiunzione che partono dagli spigoli dell’ottagono interno ed arrivano a quelli dell’ottagono esterno. Ma qual’è la storia di questa costruzione? Il primo elemento da precisare è la collocazione storica: si tratta di un castello nato ufficialmente il 29 gennaio 1240, giorno in cui Federico II di Svevia predispone ed organizza i lavori e i materiali per una costruzione (si pensa su rovine longobarde e normanne) nei pressi della chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi non più presente). Occorre però precisare che alcuni storici sposano la tesi che la costruzione del castello, in questa data, fosse già arrivata alle coperture. Quello che sembra molto probabile è che Federico II, morto nel 1250, non riuscì a godere dell’opera conclusa. Non abbiamo alcuna certezza neanche per il nome dell’architetto: le principali ipotesi alternano al nome dello stesso Federico II quello di Riccardo da Lentini.

Cosa Vedere a Bayahibe

Bayahibe è una località della Repubblica Dominicana diventata uno dei principali poli turistici dell’isola e probabilmente anche di tutti i Caraibi, che attira ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo per la bellezza del suo mare, e per la grande offerta di hotel resort per tutte le tasche. Leggi la guida per sapere dove si trova, come arrivarci partendo dall’Italia, le aree di Dominicus e il Pueblo e come scegliere la vacanza a Bayahibe.

Bayahibe si trova nella provincia dell’Altagracia, nella parte orientale della Repubblica Dominicana, a soli 30 minuti di auto o pullman dall’aeroporto internazionale de La Romana, a un’ora e mezza dall’aeroporto internazionale Las Americas di Santo Domingo e a neanche due ore dall’aeroporto internazionale di Punta Cana. In una posizione protetta all’interno di una baia tranquilla e affacciata su uno dei mari più belli di tutto il Caribe, Bayahibe è una meta particolarmente gradita agli italiani, che trovano in rete e in agenzia numerose offerte di diversi tour operator che propongono villaggi attrezzati per famiglie, coppie e naturalmente anche single e gruppo di amici che si vogl

Quando si parla di Bayahibe si parla di un paese che presenta due zone ben distinte, ossia il Dominicus e il Pueblo. Il Dominicus, che è entrato come suffisso anche nel nome di alcuni degli hotel e dei villaggi più conosciuti e frequentati della zona, è l’abbreviazione di Dominicus Americanus, ossia una frazione di Bayahibe in cui si concentra, per l’appunto, la maggior parte dell’offerta alberghiera, delle case da affittare e delle case dove risiedono i locali e gli stranieri che vivono lì.

Il Pueblo, invece, è il paese “vecchio”, abitata quasi esclusivamente dai locali e frequentata principalmente dai dominicani e dai turisti che vogliono visitare qualcosa fuori dall’hotel, pranzando e godendo del panorama, magari al tramonto, nei suoi numerosi ristorantini, bar e locali in riva al mare.

La zona offre un’incredibile offerta turistica molto diversificata, che va dai grandissimi resort e villaggi che propongono la formula “all inclusive” per arrivare alle più piccole e modeste cabaña (piccoli ed economici hotel), passando anche per una discreta offerta di case in affitto per chi desidera passare una vacanza in stile fai-da-te. Chi non risiede in hotel ha comunque a disposizione, sia nella zona del Dominicus che nel Pueblo, una vasta scelta di ristoranti, locali e negozietti, spiagge libere o beach club piuttosto upperclass dove passare le proprie giornate.

Proprio per la vastità della sua offerta, Bayahibe è la destinazione per chi desidera passare la propria vacanza a tu per tu con il mare in un attrezzatissimo resort, sia per chi preferisce la tranquillità di una casa, e infine anche per chi viaggia con un occhio al portafoglio e preferisce risparmiare in un piccolo hotel. Senza dubbio, però, sono i grandi e bellissimi villaggi e resort che attirano la maggior parte delle persone sulle loro spiagge e che spesso diventano dei veri e propri luoghi cult dove passare la propria vacanza e la cui fama va ben oltre i confini dell’isola.

Come Scegliere un Villaggio Turistico in Italia

Con questa guida illustreremo ai lettori come è fatto un ambiente turistico organizzato in villaggio, sarà di aiuto alla scelta delle proprie vacanze aiutandoci a scegliere quale struttura e quale servizio conviene di più. Il villaggio turistico è una zona attrezzata per le vacanze. Essi possono offrire servizi come un normale hotel, con la differenza che ognuno può avere una casetta per se, comunemente chiamate bungalows, e quindi sentirsi a casa in vacanza. Leggi la guida per conoscerne le caratteristiche e come scegliere i migliori villaggi turistici italiani in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Caratteristiche

Possiamo definirli come zone attrezzate per le vacanze. Essi possono offrire servizi come un normale hotel, con la differenza che ognuno può avere una casetta per se, comunemente chiamate bungalows, e quindi sentirsi a casa in vacanza. Generalmente i villaggi turistici sono organizzati con casette in legno, ma è possibile trovarne anche alcuni con case in muratura. Oggi i villaggi turistici sono più frequentati degli alberghi, il motivo è dato a volte dai prezzi contenuti ma soprattutto dai servizi offerti, infatti a differenza degli hotel i villaggi turistici generalmente organizzano momenti di relax con animazione per bambini ma anche per adulti.

Come gli hotel è classificato secondo un numero di stelle. Di solito vengono classificati con un numero di stelle che varia da due a cinque. E’ inutile dire che maggiore è il numero di stelle, maggiori saranno i servizi offerti e migliore sarà anche la qualità dei servizi offerti. I prezzi delle vacanze possono variare a secondo dei periodi in cui si decide di soggiornare, di solito in una zona di mare i prezzi minori si trovano a giugno e settembre, mentre i prezzi più alti che a volte arrivano anche a cifre altissime sono Luglio e Agosto, in particolare quest’ultimo. Mentre per le zone di montagna si può dire che i prezzi estivi sono normali mentre nelle zone nevose, in inverno i prezzi raggiungono cifre alte, dovuto dal fatto che è presente la neve.

Dove sono collocati

I villaggio turistici vengono creati solitamente presso le zone di mare, proprio per permettere a chiunque di poter prenotare anche per una settimana e soprattutto di essere a pochi passi dal mare. Molto spesso o meglio quasi sempre i villaggi turistici sono dotati di proprie piscine permettendo ai genitori di stare tranquilli per i propri figli senza la paura che possano allontanarsi nelle acque del mare. Nel periodo estivo è possibile trovare villaggi turistici anche nelle zone di montagna, per gli amanti dell’aria fresca, ma è comunque possibile passare momenti di relax nelle piscine che vengono create in ogni struttura.

Nel periodo invernale è possibile trovarne anche nelle zone in cui cade la neve, e quindi prenotare per poter trascorrere un breve periodo come si dice in gergo sulla neve e divertirsi e far divertire grazie all’organizzazione spesso eccellente propria dei villaggi turistici. In poche parole nei villaggi turistici è possibile trovare tutti i servizi e le attrezzature per una vacanza completa, infatti troviamo bungalows o villini, ristoranti, negozi e numerose possibilità divertirsi o per praticare sport. I villaggi presenti nelle zone estive sono complete di spiagge attrezzate.

Servizi offerti

Quasi tutti i villaggi turistici presenti in zone di mare o montagna, sono dotati di villini in muratura, o bungalows accuratamente arredati. I bungalows sono presenti spesso nelle zone di mare perché costruite in legno completi di tutte le stanze e gli accessori necessari per la “sopravvivenza”. Esistono svariati tipi di casette con un numero di stanze e accessori diversi. Un buon villaggio è dotato di piazzole per caravan e tende per dare la possibilità a chi possiede un caravan di poter fittare il parcheggio per il caravan e risparmiare qualche monetina. A disposizione degli ospiti i villaggi turistici si attrezzano anche di bar ben forniti, in cui prendere un caffè e magari per i più anziani trascorrere il tempo con gli amici a giocare le carte, e per i più piccini possono essere presenti i video Game.

Per i più anziani è possibile trovare un campo bocce, soprattutto nei villaggi di montagna, molto frequentati dalle persone anziane. In quasi tutti i villaggi sono presenti campetti di pallavolo, calcio, tennis, basket, e spesse volte sono presenti anche degli istruttori che ti formano per la disciplina disponibile. Nelle zone di montagna dove è presente la neve i villaggi turistici sono dotati quasi sempre di istruttori per insegnare i bambini a sciare e li formano sui pericoli che incombono le zone nevose. Inoltre i villaggi turistici sono dotati di piscina adulti, piscina bambini, e soprattutto idromassaggio. I villaggi turistici a volte sono predisposti anche con aree dove poter alloggiare i propri animali (cane, gatto). I villaggi presenti nelle zone di mare dispongono anche di spiaggia privata e di parcheggio esterno; Inoltre è possibile trovare market, ristoranti, pizzerie, etc. tutti facilmente fruibili. Infine non può mancare l’animazione e spettacoli vari.

Due stelle

Come accennato in precedenza un villaggio turistico è classificato con le stelle, come gli hotel. Quindi prima di sceglierlo, è possibile conoscere i servizi offerti a seconda delle stelle disponibili. Un resort a due stelle avrà delle aree libere ad uso comune, dove potersi incontrare, scambiare due chiacchiere e fare nuove amicizie, sono presenti delle zone di ombra naturale, cioè all’ombra degli alberi, una superficie delle piazzole di circa 70Mq, un impianto telefonico per uso comune con una cabina ogni 400 ospiti, servizio di fax, il personale addetto parlerà oltre l’italiano una lingua straniera, la pulizia dei sevizi igienici avverrà due volte al giorno, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti avverrà almeno una volta al giorno, sarà predisposto un wc ogni 20 ospiti, una doccia chiusa ogni 15 ospiti, un lavabo ogni 20 ospiti, l’acqua calda in almeno il 30% delle docce chiuse, bar, almeno una struttura sportiva (campo da calcio, tennis ecc), parco gioco bambini e una zona coperta di uso comune.

Solitamente è molto frequentato dai ragazzi che vogliono fare le vacanze a poco prezzo, infatti il prezzo per i villaggi a due stelle non è molto alto, grazie al fatto che non vi sono grandissimi servizi offerti, ma sono presenti i servizi necessari per divertirsi e trascorrere una bella vacanza. Non è possibile specificare un prezzo di partenza per questi tipi di villaggi turistici, perche essi variano a secondo delle zone e dei periodi.

Tre stelle

I villaggi turistici a tre stelle fanno parte della categoria media bassa nella classificazione dei servizi offerti, infatti per questi tipi di villaggi ci sono servizi in più rispetto a quelli a due stelle e i servizi sono migliorati anche. La categoria a tre stelle, ha una maggiore area di ombra comune che passa dal 10% al 20%, aumenta anche la superficie delle piazzole che passa dai 70 Mq agli 80 Mq. Invariata rimane la linea telefonica con cabina ogni 400 ospiti, ma viene aggiunto il servizio di telefax. Le lingue straniere parlate dal personale sono due, i servizi igienici anche in questo caso vengono puliti due volte al giorno, e i rifiuti vengono smaltiti una volta a giorno. I wc sono stabiliti in numero di uno per ogni 15 ospiti, mentre le docce rimangono 1 per ogni 25 ospiti.

E’ presente anche un lavabo con appoggio ogni 15 persone, viene aggiunto un lavello con scolapiatti ogni 30 ospiti, e un lavabiancheria di uso comune con un lavatoio ogni 40 persone. Le aree all’aperto sono dotate di salotti, sdraio e ombrelloni. Come attrezzature di ristoro, nei villaggi turistici è possibile trovare un Bar, Tavola calda o ristorante o ristorante self-service. Le attrezzature sportive presenti al suo interno passano da uno a due ed è presente un parco giochi per bambini con animazione per almeno tre ore al giorno, che però può essere esclusa nei periodi di bassa stagione, quando la presenza dei bambini è in basso numero. Nelle camere inoltre è possibile custodire i propri soldi, gioielli in cassaforte.

Quattro stelle

I villaggi turistici a quattro stelle sono villaggi di fascia medio alta, infatti in questi luoghi i servizi offerti sono numerosi. Essi sono frequentati molte volte dalle famiglie, proprio perché possono trovare spazio e divertimento per tutte le età. Inutile dire che i prezzi sono maggiorati rispetto alle fasce inferiori. I villaggi turistici sono dotate di posti auto coperti, le aree libere di uso comune passano dal 10% al 15% delle superficie, sono presenti aree con giardino e le zone di ombreggiatura passano dal 20% al 30% della superficie. Le lingue straniere parlate dal personale dei villaggi turistici sono sempre due.

Per quanto riguarda la pulizia igienico sanitaria dei villaggi turistici, essa viene effettuata da addetti diurni permanenti che operano con idonea strumentazione meccanica automatica. I wc sono presenti uno ogni 15 persone e anche le docce chiuse sono una ogni 15 ospiti. L’erogazione dell’acqua calda avviene in almeno il 70% di ciascun tipo di istallazione igienico sanitaria.

Anche in questa tipologia di villaggi turistici può essere presente un bar, che a differenza del bar del villaggio a due o tre stelle viene creato in un locale apposito con tavolini e sedie, inoltre anche qui è presente una tavola calda, ristorante o ristorante self service. Le attrezzature sportive sono almeno tre e a volte vengono impiegati anche istruttori di disciplina. E’ presente anche qui un parco giochi per bambini con attività di animazione per almeno tre ore al giorno, ma viene aggiunto anche un locale tv, e scomparti frigoriferi individuali per la conservazione degli alimenti e bevande degli ospiti qualora le strutture allestite non ne siano dotate. Infine in ogni camera del villaggio turistico è presente la cassaforte per i propri valori.

Cinque stelle

I villaggi turistici a cinque stelle vengono denominati comunemente villaggi di lusso, proprio perche i servizi che offrono sono servizi di lusso e anche il personale è un personale specifico per ogni settore. Questi villaggi sono poco frequentati dalla gente comune, proprio perché i prezzi grazie al lusso che offrono sono un po alti e quindi solitamente scelgono di fare le vacanze in questi villaggi le persone chiamate comunemente vip, che amano il lusso nella loro vita. Oltre a trovare tutti i servizi delle categorie inferiori questi villaggi turistici sono dotati di piscine apposite per l’idromassaggio, vengono organizzati corsi di ginnastica e massaggi da addetti specializzati, ed è possibile trovare anche una sauna. Le attrezzature sportive sono eccellenti, oltre ad avere campetti di calcio, pallavolo, basket e tennis, può esserci anche una palestra con attrezzi da ginnastica e anche tavoli da ping pong e calcio balilla.

Queste strutture organizzano spesso e volentieri tornei sportivi. Le aree di ombra sono immense, solitamente dislocate tra pinete dove è possibile fare anche picnic. Sono presenti aree parcheggio per i caravan e aree di versamento per caravan, dando quindi la possibilità anche ai vacanzieri in caravan di poter sostare presso di loro ed usufruire dei loro servizi. L’animazione è il punto forte di questi villaggi, il personale infatti è altamente specializzato nel parlare diverse lingue straniere, e spesse volte vengono invitati nel loro interno personaggi famosi, tipo cantanti e personaggi televisivi. Nel villaggio turistico a cinque stelle è disponibile su richiesta anche il servizio in camera.

Come scegliere

Prima di scegliere, bisogna tenere conto di molti fattori per non restare insoddisfatti dai servizi che il villaggio offe. Infatti molti villaggi turistici sono più consigliati per le famiglie, alcuni per i ragazzi e alcuni per i più anziani. E’ molto importante tenere conto anche se si ha un animale da portare con se, dato che non tutti o quasi raramente, i villaggi turistici offrono servizi per gli animali domestici. Importante scegliere in presenza di bambini piccoli un resort che abbia una piscina per i più piccoli, un area gioco e un ottimo servizio di animazione. Riguardo l’animazione, spesse volte i villaggi turistici invitano personaggi famosi presso le loro strutture, è possibile sapere anzi tempo se la struttura ricettiva dispone di questo servizio rivolgendosi direttamente al villaggio.

Risulta essere possibile consultare dei servizi internet per la corretta scelta, collegandosi attraverso web, infatti esistono tantissimi portali che raccolgono informazioni sui più importanti villaggi turistici d’Italia e non solo, catalogati per regione, quindi è molto facile anche rendersi conto di dove è situato il villaggio. Oltre alle informazioni sui servizi è possibile sapere anche come contattare i villaggi turistici e quindi parlare direttamente con il villaggio turistico, e sciogliere qualsiasi tipo di dubbio. Un altro aiuto alla scelta è possibile chiederlo presso le agenzie viaggi, infatti i villaggi turistici, lasciano le loro notizie presso queste agenzie, che a loro volta pubblicano una rivista (se ne trovano svariate anche in edicola) che raccoglie tutte le informazioni possibili riguardanti i villaggi turistici.

Prenotare una vacanza

Qual’ora si decidesse di prenotare per una vacanza estiva o invernale, è possibile rivolgersi direttamente ai villaggi turistici, prendendo i loro recapiti da internet o su pagine gialle, ma è molto consigliato rivolgersi ai villaggi turistici tramite le compagnie di organizzazione viaggi. Presso i loro uffici è possibile trovare giornali guida per le vacanze, dove poter consultare i prezzi a secondo dei periodo, servizi offerti, quali strutture sono presenti nel villaggio (Bar, ristoranti ecc.) come raggiungerlo e tante altre cose. E’ molto consigliato prenotare la vacanza presso le agenzie di viaggio, perché spesso è possibile prenotare in last minute e ricevere un grosso sconto sul prezzo originario. Oltre alle offerte last minute, i villaggi turistici danno la possibilità di agevolazioni presso le agenzie viaggi per chi decide di andare in vacanza in comitiva. Presso le suddette agenzie oltre alla prenotazione del resort, è possibile anche prenotare posti in pullman o treno per raggiungere i villaggi scelti.

Risulta essere importante fare attenzione, perchè spesso i villaggi offrono la possibilità di entrata gratis per i bambini sotto i cinque/sei anni, e se predispongono delle aree per animali, vedere attentamente quali sono i prezzi per poter portare il proprio animale con se in vacanza. Per prenotare una vacanza è consigliabile rivolgersi alle agenzie almeno 2/3 mesi prima, perché è grossa l’affluenza delle persone che scelgono questa soluzione di vacanza e per non dover alloggiare, anche se tutti vorrebbero acquistare in last minute, ma è molto difficile trovare posto per più di due tre persone.

Mete preferite dai turisti

Le mete preferite dai turisti sono le coste siciliane, infatti in Sicilia, il turismo è legato alla cultura. Malgrado l’insufficienza di strutture che ospitino i turisti e di aree e spiagge attrezzate, i vacanzieri continuano a scegliere la Sicilia come meta per passare le loro vacanze. Secondo l’indagine sarebbe stato il turismo culturale a trasformare la Sicilia in meta preferita dei turisti che verrebbero nell’isola, non tanto per godersi il sole e le spiagge, quanto per venire ad ammirare tutto quello che il nostro patrimonio culturale è in grado di offrire. Le coste calabre sono le più popolate dai villaggi turistici, e anche i prezzi sono buoni specialmente nel mese di Giugno e di Settembre. Le zone più frequentate della Calabria sono le zone di Tropea, Diamante ecc. ma soprattutto a Tropea è possibile trovare tantissimi villaggi turistici.

I turisti stranieri invece preferiscono le coste campane di Amalfi e Positano e non solo, infatti è possibile trovare tedeschi ed inglesi anche a Maiori, Minori, Atrani, ecc. in queste zone non ci sono tanti villaggi turistici, anche perché sono piccoli paesini, ma è possibile trovare però più di un albergo e soprattutto alberghi di lusso. Per le vacanze invernali, che gli italiani preferiscono fare soprattutto nel periodo Natalizio troviamo come mete più frequentate Campitello Matese e Roccaraso, in queste zone è possibile trovare più di un villaggio turistico, dotato anche di piste da sci e con servizi di passeggio a cavallo. Non bisogna trascurare però il Piemonte, che conta villaggi turistici a 2000 Mt di altezza sul monte Sestriere.

Cosa Vedere a Amsterdam

In questa guida, vi porterò in un magnifico viaggio virtuale in una tra le più belle capitali d’Europa: Amsterdam. Divertimenti, musei, cibo, curiosità e storia sono gli ingredienti di questa bellissima città, che vale proprio la pena di visitare. Una bella settimana da trascorrere all’insegna della cultura ma anche dello svago.

Cenni e storia

Amsterdam è la capitale dell’Olanda. La popolazione stimata è di 750mila abitanti, mentre i turisti che ogni anno si recano a far visita a questa splendida città sono circa 3 milioni e 500mila. La città di Amsterdam nacque nel XIII secolo come città dei pescatori vicino al fiume Amstel. Dopo la pesca, il popolo avviò anche il commercio , e il secolo successivo, proprio il commercio divenne davvero un’ottima risorsa, specialmente con le città tedesche della Lega Anseatica. Bisogna aspettare fino al 1300 perchè Amsterdam si guadagni ufficialmente, il titolo di città.

Questo avvenne grazie al vescovo di Utrecht, Guy Van Henegouwen. Nel 1795 ci fu l’invasione delle truppe rivoluzionarie francesi e nel 1806 nacque la Repubblica Batava, ovvero il Regno d’Irlanda. Nel 1815 il Congresso di Vienna unisce le province Unite e i Paesi Bassi belgi in un unico regno. 15 anni più tardi, ci fu la rivoluzione belga con la conseguente scissione dei due stati. Negli anni che vanno dal 1840 al 1849, grazie al Regno di Gugliemo II, venne abolita la schiavitù nelle colonie. Nel periodo che va dal 1890 al 1948 ci fu il Regno Guglielmina , grazie alla quale ci fu un grande sviluppo economico. Poi subentrò il Regno Giuliana fino al 1980. Nel 1999 Amsterdam entra a far parte dell’Unione Monetaria. Nello stesso anno, una crisi dovute a divergenze varie, fa cadere il governo.

Nel 2000, una legge legalizza l’eutanasia. Nel 2002 entra in vigore la moneta unica, ovver l’euro. A governare Amsterdam oggi, è la monarchia costituzionale. La lingua ufficiale è l’olandese, ma si parla anche un’altra lingua: il frisone. Per quanto riguarda le religioni, il popolo è diviso tra religione cattolica, protestante, musulmani. Non mancano gli atei e altri tipi di religioni. Dal 1996, è stata abolita la leva obbligatoria. Mentre per quanto riguarda l’istruzione, l’obbligo va dai 5 ai 18 anni. La scuola primaria dura 6 anni. Dopodichè, si passa alle scuole pre universitarie che durano altri 6 anni e preparano l’accesso all’università. Le normali scuole secondarie, durano dai 3 ai 5 anni e permettono comunque di frequentare successivamente l’università.

Cosa visitare

Amsterdam è una città da visitare in tutto e per tutto. In questa parte di guida, vi porto in giro per alcuni dei numerosi musei sparsi un pò in tutta la città. Uno di musei più noti è sicuramente quello di Van Gogh Museum. All’interno si possono ammirare i 200 dipinti dell’artista e circa 500 disegni e acquerelli. Possibilità di ammirare oggetti personali di Van Gogh e lettere personali scritte al fratello del pittore, oltre alla collezione dello stesso fratello Theo.

Al Houseboat Museum, invece si può toccare con mano la vita vissuta nelle tipiche case-barche della città. Mostre contemporanee sono ospitate presso il Centro di Architettura di Amsterdam, situato presso un edificio progettato da Renè van Zuuk. Vakbondmuseum invece, è un edificio risalente al 1900, originariamente nato per ospitare i lavoratori di diamanti, per poi passare alla sede della Borsa di Amsterdam e oggi, teatro di numerosi concerti di musica classica.

Presso il Willet-Holthuysen Museum, si possono ammirare pezzi di arredamento originale, dipinti e oggetti d’epoca appartenenti a famiglie benestanti di un tempo. Museum Het Schip è invece un complesso appartenente al movimento archiettetonico De Amsterdamse School , sorto agli inizi del 1900. Se vi piacciono gli affreschi , presso il Tin, Il Museo del Teatro, potrete ammirarli su pareti e soffitti e lasciarvi andare per un viaggio nel tempo del teatro dal medioevo ai giorni nostri. Complementi d’arredi e preziosi si possono visitare presso l’Amstelkring Museum, ospitato in una casa del 500 e disposto su 2 piani. Un museo dedicato al mondo tropicale con storia dei paesi presi in considerazione , si può visitare al Tropenmuseum, costruito nel 1926.

Allard Pierson Museum è invece il museo specializzato in archeologia. All’interno, reperti di popoli etruschi , greci, egizi, tanto per citarne alcuni. Persmuseum è il museo della carta, con ben 4 secoli di storia, tutti racchiusi in un ordinato archivio di giornali, riviste e immagini politiche. Un archivio simile è presente al Gemeentearchief , con mappe, disegni e tutto quanto serve per conoscere la città di Amsterdam e i suoi abitanti. Non potete non visitare il famoso Museo delle cere che da circa 16 anni ha una proprio sede anche ad Amsterdam. Personaggi famosi di ieri e di oggi sono i protagonisti del museo.

A disposizione dei turisti, la possibilità di fare foto accanto ai personaggi in cera. Per gli amanti dei felini, c’è il Katten Kabinet, ovvero il Museo del gatto, che risiede in un’antica dimora risalente al XVII secolo ed è disposto su due piani. Un museo dedicato interamente ai gatti ma soprattutto a J.P.Morgan , il gatto del fondatore di questo curioso museo. All’interno del museo, oltre a dipinti, anche oggetti d’arte.

Come muoversi

Per muoversi tranquillamente per la città di Amsterdam, il tram risulta essere il mezzo di trasporto migliore. I biglietti possono essere acquistati direttamente a bordo, ma è sicuramente conveniente munirsi di “Strippenkaart”, uno speciale pass valido anche su autobus e metro. Si tratta di un tipo di biglietto speciale a disposizione dei tanti turisti che ogni anno affollano la città.

L’ultima corsa per il tram, è prevista poco dopo la mezzanotte. Esistono tuttavia corse notturne ma occorre munirsi di un altro pass, in quanto lo strippenkaart in questo caso non è valido. Durante il giorno, sono numerose le corse dei bus da e per località nei dintorni di Amsterdam. Tuttavia, si può optare anche per la metropolitana , veloce e comoda.

Anche in questo caso, sono a disposizione dei speciali pass. Non dimentichiamoci dei taxi che dopo la vostra chiamata , arriveranno da voi in pochi minuti. Pensate che questo servizio nel fine settimana è ampiamente utilizzato. Vi toccherà pagare poco meno di 2 euro per chilometro di percorrenza. In giro per Amsterdam, tuttavia, il mezzo più utilizzato è la bicicletta, sicuramente un metodo veloce per spostarsi da un posto all’altro. A questo proposito, ci sono diversi punti di noleggio che offrono questo servizio.

E’ possibile noleggiare anche le auto, ma non è una buona scelta. Come vedremo più avanti, ci sono regole piuttosto severe che devono essere seguite, pena il pagamento di multe salate. In ogni caso, sono molti anche in questo caso, i punti di noleggio delle auto. Da non dimenticare le linee ferroviarie per spostarsi da una città all’altra e i vostri piedi per fare delle belle passeggiate.

Dove mangiare

Quando andiamo a visitare una nuova città, oltre all’arte e alla cultura, vogliamo trovare e sperimentare la cucina del posto. E’ pressochè inutile, andare all’estero, e in questo caso parliamo di Amsterdam, andare a cena e mangiare la classica pizza italiana. Meglio scegliere per le specialità tipiche. Ma cosa mangiano gli olandesi? Il popolo olandese ama molto le zuppe, la carne, il pesce e le patate, oltre a formaggi di oltre 50 tipologie, verdure fresche, insalate , dolci a base di latte e spezie.

La cucina di Amsterdam rievoca il passato coloniale con profumi, aromi e sapori tipicamente esotici. Nella capitale dei Paesi Bassi, c’è l’imbarazzo della scelta tra poco più di 700 ristoranti, e potrete scegliere quello adatto alle vostre tasche. Molti sono i ristoranti con cucine di altri paesi, quindi sapori cinesi, turchi, giapponesi, indonesiani, spagnoli, pakistani. I ristoranti con cucina tipica si trovano tutte nel centro città, ma sono piuttosto piccoli, quindi se decidete per uno di questi, meglio prenotare magari nel pomeriggio.Una curiosità di questi locali riguarda i tavoli.

Ogni tavolo può essere utilizzato una sola volta per sera. Quindi , dove mangerete voi, non mangerà nessun altro la stessa sera e nessuno avrà mangiato prima di voi. E’ buona abitudine, quando si va in un paese straniero, attenersi alle loro abitudini, ai loro usi e costumi. Per questo, di seguito, vi spiego la giornata tipo di un olandese , per quanto riguarda la cucina. Iniziamo dalla colazione che è formata da pane con burro e marmellata, dolci allo zenzero e prosciutto. Bevande in quantità abnormi sono thè e caffè. Un rituale che è praticamente una regola fissa, è quella della pausa caffè a metà mattina. Se desiderate un caffè basta chiedere un bruin cafè, mentre se lo preferite macchiato, chiedete un caffè malfatto , ovvero il koffie verkeerd.

All’ora di pranzo, gli olandesi preferiscono pane con burro, carne fredda , verdure. Da ultimo caffè oppure thè. Nella stagione estiva, il piatto ideale è l’uitsmijter , un insieme di pane, carne e formaggio, uova fritte. Nella stagione fredda, invece, le zuppe compaiono in tutte le tavole, e sono accompagnate da piselli e patate. Il budino con farina di semola e salsa di ribes, è uno dei dessert tipici di Amsterdam. Non perdetevi la merenda, nei bar potete ordinare il thè del pomeriggio con pasticcini e cialde al burro e zucchero. Se il vostro palato è per il salato, optate per le patatine fritte con mostarda e maionese.

Dopo la merenda, a distanza di circa un’ora , c’è un’altra pausa, quella del drink, chiamato “borrel”. Potete scegliere tra vino, birra e gin e assaporarla con squisite noccioline, oppure polpettine di ragù di manzo aromatizzate. All’ora di cena, si mangiano spesso verdure fresche con insalata, carne o pesce , e per finire un dolce a base di latte. Se avete amici olandesi che vi invitano a cena a casa loro, ricordatevi di non andare a mani vuote. Fiori o cioccolatini sono ben accetti. Dopo aver trascorso una settimana tra la cucina olandese, pesatevi e noterete l’ago della bilancia impazzito!!! Quindi, non dimenticatevi di fare lunghe passeggiate e di non abbandonarmi ai riposini pomeridiani, subito dopo aver mangiato .

Nei dintorni

Una buona occasione per chi va in una città nuova, è visitare anche i dintorni. L’ideale è organizzarsi bene tutta la settimana, oppure rivolgersi ad un’agenzia di viaggio della vostra città, che vi organizzerà anche le gite fuori porta. Qui, siamo ad Amsterdam, e nelle zone limitrofe, ci sono città famose e non , che in ogni caso, vale la pena, di visitarle. Una delle città più belle nei dintorni della capitale, è sicuramente Rotterdam. E’ una grande città industriale e commerciale oltre ad essere uno dei più grandi porti mercantili di tutto il mondo. Rotterdam è situata sulla Nuova Mosa, vicino al fiume Rotte ( da qui il nome della città).

Aia è un’altra città capoluogo dell’Olanda meridionale e conta circa 463mila abitanti. Dista da Amsterdam 50 km, quindi fate i conti con il vostro orologio , se volete trascorrere una giornata in questa città. Groninga invece è la città, capoluogo dell’omonima provincia. Un pò più lontanuccia, circa 145 km a nord est di Amsterdam, è un importante centro commerciale , famosa per i suoi prodotti agricoli e il bestiame, oltre ad essere un centro culturale, con grandi industrie tessile, chimiche e meccaniche.

A Groninga risiede un’importante università che risale al lontano 1614 , oltre all’aeroporto. Nella provincia di Brabante, la città principale è Eindhoven. Importante nodo stradale , ferroviario oltre ad essere un polo commerciale di grande dimensioni. E’ sede di una grossa multinazionale elettronica.

Inoltre, dispone di industrie tessili, alimentari, chimiche. A soli 35 km da Amsterdam, potete visitare Utrecht, capoluogo dell’omonima provincia. Città sviluppata economicamente già ai tempi dei romani, oggi è un grosso porto fluviale sul canale Amsterdam-Reno. E’ una città conosciuta per le sue numerose fiere che organizza annualmente, ed è la sede di industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, alimentari e del tabacco. Anche qui, come a Groninga, è presente un’università importante risalente alla metà del 1600.

Divieti

Amsterdam è una grande città con delle regole ben precise da seguire e rispettare. Ricordate che se andate in visita in questa città siete dei turisti e come tali vi dovete attenere ai loro usi e costumi, alla loro etica, alle loro leggi e alle loro regole. Di seguito, una serie di divieti imposti dalla città. Per prima cosa, il fumo. Dal 2004 è vietato fumare sui treni e nelle stazioni. Tuttavia, sono state create delle aree riservate ai fumatori, che se “beccati” in altri posti, vengono multati di 25 euro.

Ricordatevi che le piste ciclabili sono esclusivamente indicate per i ciclisti, mentre i pedoni possono camminare nelle aree a loro designate. I controlli sono molto severi , quindi non fate i furbetti. Metà del traffico in Olanda è formato proprio da questo mezzo due ruote. Se vi muovete in auto, evitate di parcheggiare in centro, dove il “gratta e parcheggia” olandese è davvero caro. Se invece, parcheggiate senza pagare la tariffa, la macchina verrà bloccata dagli addetti.

Per sbloccarla, oltre a dover sborsare soldi, occorre attendere 24 ore. In caso contrario, viene rimossa e per ritirarla, non vi basterà un mese di lavoro. Attenzione anche se decidete di muovervi coi mezzi pubblici. Munitevi di biglietto, se non volete incorrere in multe da oltre 50 euro. Vietato bere alcolici in giro per la città, se acquistati nei pub, devono essere consumati all’interno del locale.

Niente caos di notte nel centro di Amsterdam, dove in ogni caso, la gente del posto devo riposare per andare al lavoro il giorno dopo.I minorenni non possono entrare nei locali dove vengono vendute droghe leggere. Le droghe pesanti invece, sono proibite. Tuttavia, alcuni malintenzionati del posto, si divertono a vendere detersivi e zucchero spacciandola per polvere bianca.

Vietato fotografare le ragazze che praticano il mestiere più antico del mondo, nel quartiere a luci rosse. Potreste imbattervi in una colluttazione!! Infine, è vietato espletare i propri bisogni fisiologici per strada, se non volete incappare in una multa di poco meno di 50 euro.

Dove alloggiare

Amsterdam offre diverse soluzioni di alloggio per i turisti. Le più economiche sono gli ostelli per la gioventù, i Bed and Breakfast e i campeggi, ma c’è anche una vasta scelta di hotel di ogni categoria. Inoltre molto diffuse sono le case galleggianti e gli appartamenti sui canali. Le case galleggianti, o House boat, sono vecchie imbarcazioni che furono costruite per navigare in acque movimentate ma successivamente vennero modificate e rese stabili e accoglienti per i vari turisti che desiderano provare la sensazione di vivere sull’acqua.

Ad Amsterdam ci sono 350 alberghi, di cui la maggior parte situati vicino a fermate di bus e metrò. Numerosi alberghi di lusso sono situati in palazzi storici del centro che custodiscono la storia di Amsterdam. Fuori dal centro, gli alberghi si trovano nella zona sud della città, ma prima di prenotare è sempre meglio informarsi sulla posizione dell’albergo. La città organizza spesso fiere internazionali e concerti, e nel periodo estivo e natalizio si riempie di turisti, per questi motivi è sempre conveniente prenotare con lungo anticipo.

Ma se non doveste fare in tempo a prenotare, o la vostra voglia di avventura è sempre maggiore e quindi decidete di partire “alla cieca”, allora potete rivolgervi al VVV Amsterdam Tourist Office, che vi aiuterà a trovare una sistemazione alberghiera per lo stesso giorno o per quelli successivi e inoltre può fornirvi anche guide, cartine e prenotazioni di escursioni, biglietti per musei, trasporti e gite varie. E ora, a voi la scelta.