Cosa Vedere in Basilicata

La Basilicata è una terra di antichissima origine, abitata fin dai tempi preistorici. Meta di numerosi insediamenti fu abitata in tempi diversi da Normanni, Lucani, Romani e Greci, e oggi è possibile trovare segni di queste passate civiltà che hanno apportato ognuna un proprio tocco di personalità. La Basilicata per questo ha un fascino tutto da scoprire. Leggi la guida per conoscerne le caratteristiche e come scegliere i migliori itinerari turistici della Basilicata in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Informazioni generali

La Basilicata, detta anche Lucania ha una popolazione di circa 600.000 abitanti. Il suo territorio è prevalentemente montuoso, e per questo si colloca tra i primi posti riguardo la produzione italiana di cereali: in particolare produce a volontà frumento, avena, orzo e granoturco. La gente che si reca in questa regione solitamente è alla ricerca di un doppio genere di vacanza: quella di tipo culturale e quella balneare.

La presenza di città con anni di storia alle spalle, le dominazioni greche e romane attirano infatti molte persone appassionate di arte e cultura, mentre chi ama soprattutto il mare e le regioni costiere trova in Basilicata il suo habitat ideale. Per la conformità del territorio, che in passato ha reso difficili gli spostamenti, questa regione non è dotata di un aeroporto, ma è raggiungibile senza problemi in treno. La regione è ricca di parchi naturali e di riserve che restano ancora integri e salvaguardati.

Visitare La Basilicata permette di godere di meravigliosi paesaggi, sia di montagna che di mare, di conciliare una vacanza sportiva, culturale e all’insegna del relax. Non tutte le regioni riescono ad offrire tanto ai loro visitatori, specialmente date le sue modeste dimensioni (9.992 kmq). La gente ( come in gran parte delle regioni meridionali ) è molto calorosa e sicuramente trascorrerete una vacanza indimenticabile!

Tra i più importanti citiamo il Parco Nazionale del Pollino, il Parco di Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane, la Riserva Statale Rubbio e il Parco archeologico storico naturale delle Chiese Rupestri del Materano. Diffusi anche i siti archeologici, come anche i musei, tra cui ricordiamo il Museo archeologico nazionale della Basilicata, il Museo delle Antiche Genti di Lucania e il Museo archeologico di Potenza, capoluogo della regione.

I sassi di matera

La città di Matera è famosa per i suoi caratteristici sassi, che sono dei veri e propri scavi sulla roccia che vengono utilizzati per costruirci i vari quartieri della città. La roccia scavata è di un particolare materiale, molto malleabile e per questo facilmente scavabile, detto calcarenite. Questa abitudine a scavare in tal genere di rocce si fa risalire fino all’epoca paleolitica.

I primi scavi furono fatti per ovviare al problema della siccità; essendo infatti la Basilicata una regione nella quale piove poco, gli scavi permettevano di costruire vere e proprie cisterne che servivano a conservare l’acqua piovana e ad utilizzarla nei momenti di maggior bisogno. Grazie ai sempre più numerosi scavi, molte grotte sono state costruite in modo da risultare comunicanti tra loro, e proprio queste costituivano le dimore degli abitanti di Matera più primitivi.

Purtroppo questo particolare patrimonio unico al mondo oggi è un po’ in declino, essendo stato trascurato per parecchi anni dalle gravi mancanze delle politiche locali, nonché nazionali, anche se ultimamente si è rivalutato il valore storico di tali costruzione e si tenta di salvaguardarli al meglio. Secondo alcuni progetti nel giro di qualche anno i sassi diventeranno parte integrante della città di Matera e saranno utilizzati come musei storici e attività commerciali, come ristoranti o alberghi.

Dal 1999, quindi, i sassi di Matera sono riconosciuti dall’ UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’ Umanità. Tra i luoghi più caratteristici della città di Matera ne elenchiamo alcuni che sono davvero eccezionali e che meritano una visita da chi si appresta a conoscere la Basilicata: la Civita, il Duomo, il Rione Castelvecchio, il museo diocesano, le tante torri, il sasso Caveoso che si trova proprio a sud della Civita, con la sua splendida parrocchia di San Pietro Caveoso e infine il sasso Barisano.

Cosa vedere

Le province di Potenza e quella di Matera offrono agli sportivi splendidi impianti in cui potersi dilettare con gli sport che preferiscono. A Pignola troviamo un ottimo impianto sciistico, mentre a Trecchina un moderno Kartodromo, con una pista lunga 655 m. Maratea è particolarmente indicata ai giovani o a chi ama la vita notturna: offre infatti numerose discoteche, pub, negozi e gelaterie ed è molto frequentata dai giovani.

Sul lago Senise è stato recentemente costruito un impianto sportivo che attira tanta gente e in cui è possibile praticare numerosi sport, tra cui tennis, calcio, pallavolo, ma anche sport acquatici come canoa e vela. Nella provincia di Matera, in particolare a Bernalda- Metaponto, troviamo splendidi campi da golf; per gli appassionati e per chi vuole dilettarsi in questo sport, ci sono 18 buche sparse in una cornice meravigliosa circondati da alberi e da tanta vegetazione.

Eventi

Tra gli eventi e le ricorrenze ricordiamo solo alcune tra le più importanti. In realtà ogni anno in Basilicata si svolgono moltissimi eventi che fanno in modo da rendere questa regione particolarmente attiva ed energica. L’ultimo fine settimana di ogni agosto si svolge a Potenza la sagra del baccalà, che offre la possibilità di assaporare questo alimento preparato in diversi modi.

A Sarconi viene celebrata la sagra del fagiolo, sempre nel mese di agosto. Sempre nella provincia di Potenza si tengono ogni ottobre la sagra della castagna e la vendemmia, mentre ad agosto un evento da non perdere è la festa sotto le stelle, in cui vengono esposti tutti i prodotti tipici della Basilicata, nonché prodotti di artigianato locale, musiche e filmati della storia di questa regione. Nello stesso periodo si celebra anche la sagra del fagiolo e quella del cinghiale.

A Potenza si celebra il 29 maggio di ogni anno, in occasione della festa del patrono, la sfilata dei turchi, manifestazione antichissima e considerata la più importante e suggestiva della provincia. Da circa 16 anni nelle domeniche di settembre, a pochi km da Potenza si radunano i migliori maestri pirotecnici per mostrare uno spettacolo incantevole di fuochi d’artificio.

In provincia di Matera, gli eventi più rappresentativi sono la festa dedicata ai vini e agli oli, che si svolge nel mese di novembre e in cui è possibile assaporare le delizie più tipiche della regione. Imperdibile anche il carnevale di Tricarico, divertente ed unico nel suo genere. Tra le manifestazione strettamente culturali non mancano ogni anno le celebrazioni letterarie dedicate alla poesia e agli artisti locali.

Prodotti tipici

Il piatto tipicamente cucinato e più apprezzato qui in Lucania è la pasta con il ragù. Tra i tipi di pasta più utilizzati abbiamo i minnicchi e gli strascinati. Tipici di Matera anche le famose orecchiette, con agnello, formaggio pecorino e salsa o in alternativa con le cime di rapa. Solitamente per i secondi piatti si prediligono le carni bianche, quelle di ovino, il coniglio e l’agnello, accompagnate da verdure e da spezie, in modo particolare dal peperoncino, buonissimo e diffusissimo in molti piatti. Un’altra specialità della zone sono pure i peperoni “cruschi” cioè croccanti, preparati in modo tale da risultare davvero squisiti e unici nel loro genere.

Ottimi per condirci la pasta. La luganeda, come fa ricordare il nome stesso è un tipo di salsiccia che prende proprio il suo nome da questa regione. Infine gli gnumiriddi, involtini di interiora, ottimi per chi apprezza le carni in toto. Molto apprezzati da tutti sono i formaggi di questa regione, preparati secondo le più antiche tradizioni locali. Ogni zona della Basilicata offre un’aroma, una spezia che la distingue dalle altre; tra i formaggi più conosciuti ci sono: il caciocavallo, il canestrato, il casieddu e il pecorino di Filiano. Infine i marucheddi, i fagioli borlotto e le ottime melenzane. Tra i pesci quello più apprezzato e valorizzato in questa regione è sicuramente il baccalà, preparato sia fritto che al forno, accompagnato da peperoni, patate e acciughe. Se desiderate gustare un tipico pranzo di questa regione non potete assolutamente perdere gli “strangolapreti alla potentina” , a base di maiale cotto con il vino e di buon pecorino.

Se nelle aeree più interne e di montagne i prodotti tipici sono castagne, salumi, frutti di bosco e miele, nelle zone più costiere troviamo una grande ed abbondante produzione di fragole,uva ed albicocche. Famosissime anche le olive, che vengono essiccate ed infornate. Prodotti in quasi tutta la regione anche ottimi vini e squisiti oli, che riescono ad esaltare e rendere speciali anche le ricette più semplici per il loro gusto raffinato ed intenso. Infine tra i dolci, imperdibili le ossa di morti, a base di anice e i calzoni con cioccolato e castagne.

Cosa Vedere a Lisbona

Una breve guida ai monumenti e alle attrazioni di Lisbona, una delle capitali più affascinanti e pittoresche di tutta Europa. Godetevi questa città poco inquinata, dai paesaggi naturali incantevoli, dalla storia affascinante e dai prezzi vantaggiosi. Leggi la nostra guida per sapere come scegliere il viaggio a Lisbona più adatto alle tue aspettative.

Lisbona (Lisboa in portoghese) è la capitale e la più grande città del Portogallo, con 564.657 abitanti (lisboneti), mentre l’area metropolitana ha più di 3 milioni di abitanti, pari a circa un terzo dell’intera popolazione portoghese. La città si trova alla foce del fiume Tago. Le due sponde del fiume sono messe in collegamento tra loro da due grandi ponti, il Ponte 25 aprile inaugurato nel 1966 e il ponte Vasco da Gama, inaugurato nel 1998 , anno in cui ha avuto luogo l’esposizione universale Expo ’98. In quella occasione si sono celebrati i 500 anni della scoperta del passaggio marittimo per l’India effettuata dal famoso navigatore Vasco da Gama.

Si tratta di una città dalla vivace vita culturale: Lisbona possiede moltissime università pubbliche e private, numerose biblioteche e musei, tra i quali il Museo Nazionale di Arte Antica, il Museo Calouste Gulbenkian e il bellissimo Oceanario. Da visitare il Planetario Calouste Gulbenkian, situato nell’ambito del Museo Navale, a pochi passi dal famoso Monasterio dos Geronimos, sito nel quartiere Belem.

Storia

La città fu fondata molto anticamente, dal popolo fenicio, che le diedero il nome di Alis Ubbo. I romani la ribattezzarono Olisippo, nome che è si è poi trasformato in Olissipona, successivamente in Lissapona e infine in Lisboa. La città fu inoltre conquistata dagli arabi provenienti dal Nord Africa e restò sotto il dominio arabo fina alla riconquista attuata dal primo re del Portogallo nel XII secolo.

Dalla città partirono molte spedizioni, nel periodo che va dal XV al XVII secolo, periodo che coincide con l’epoca dei grandi viaggi di esplorazione. Nel 1755 un grande terremoto distrusse quasi completamente la città, che fu poi prontamente ricostruita sulla base dei progetti realizzati dal marchese Pombal (per questo motivo il centro della città è anche chiamato Baixa Pombalina), caratterizzati dallo schema geometrico delle vie.

Lisbona è stata anche terreno per due rivoluzioni: la rivolta repubblicana del 5 ottobre 1910 e la rivoluzione dei Garofani del 25 aprile 1974. Inoltre, il 13 febbraio 1668, vi è stato firmato il Trattato di Lisbona, con cui la Spagna concesse l’indipendenza al Portogallo.

Come muoversi

I vecchi e fatiscenti tram di Lisbona non possono essere considerati come dei semplici mezzi di trasporto, ma come un’esperienza da non perdere e come un’attrazione turistica fra le più pittoresche. Lo stesso si può dire delle tre funicolari, che costituiscono parte integrante del fascino di questa capitale. Esistono poi la metropolitana, con le sue linee in rapida espansione e gli autobus, che svolgono anche corse notturne tutti i giorni. Date le condizioni del traffico, è altamente sconsigliabile muoversi sia in automobile che in bicicletta. Per quanto riguarda le caratteristiche metereologiche, ricordiamo che Lisbona si trova a cavallo tra la zona climatica atlantica e quella mediterranea, pertanto gode di un clima piacevolmente temperato durante tutto l’anno, diciamo pure di una temperatura ideale. La temperatura media annua è infatti di 17° C, con una media di 13° C in inverno e 27° C in estate.

Anche quando le temperature estive raggiungono i 35° C, sarà difficile che il caldo diventi per noi insopportabile, dal momento che la fresca brezza del vicino Atlantico mitiga molto il clima. Luglio e agosto sono solitamente i mesi più caldi e secchi, mentre novembre e febbraio sono i più umidi e freddi. Nella granitica Serra de Sinora sì hanno frequenti nebbie anche in piena estate e temperature notevolmente più fredde, a causa di particolari fenomeni atmosferici.

Ricordiamo poi che, nonostante l’aumento dei costi determinato dall’armonizzazione fiscale con l’UE, il Portogallo è ancora uno dei paesi meno cari d’Europa., ideale per chi vuole viaggiare, anche per un periodo piuttosto lungo, all’insegna del risparmio. Molto conveniente, soprattutto in alta stagione, può essere organizzarsi dormendo in campeggi ed ostelli e provvedendo ai pasti in modo autonomo.

Pernottando negli alberghi di categoria piuttosto elevata e mangiando occasionalmente in qualche ristorante a prezzi medio-bassi, la spesa giornaliera non è comunque mai eccessiva. Viaggiare con un compagno e programmare il viaggio in modo da sfruttare gli sconti offerti in bassa stagione vi consentirà di mangiare e dormire in strutture relativamente lussuose con una spesa molto bassa. Al di fuori delle principali zone turistiche i prezzi diminuiscono in modo sensibile.

Luoghi da vedere

Passeggiare per le vie Lisbona è senza dubbio un’attività piacevole e rilassante, dal momento che questa città è molto pittoresca oltre che scarsamente inquinata. Il fiume Tago e l’Oceano rendono Lisbona particolarmente luminosa e spaziosa. La popolazione è in generale cortese e di mentalità aperta.

Le attrazioni turistiche di Lisbona sono ovviamente numerose. Da segnalare, il il Castelo de São Jorge, che sorge sul sito di quella che era l’acropoli della città antica e domina sull’Alfama, il quartiere più anticamente della città, in alcuni punti forse fatiscente ma sicuramente pittoresco, anche per il fatto di essere l’unico quartiere sopravvissuto al terremoto e per la possibilità di percorrerlo a bordo del caratteristico tram.

Ricordiamo inoltre le piazze Martim Moniz e il Rossio e la Praça do Comércio, oltre alla “Praça Marques de Pombal”, all’interno della quale troviamo il monumento dedicato al marchese che ricostruì la città distrutta dal terremoto e dalla quale parte il più grande parco e giardino botanico della città.

Non si può dimenticare di visitare il Monastero dos Jerónimos , straordinarioesempio di architettura manuelina (Manuel I), che raccoglie le memorie dei portoghesi illustri, da Vasco da Gama a Luis Vaz de Camoes (il Dante Alighieri portoghese) a Amalia Rodrigues a Fernando Pessoa. Nelle vicinanze troviamo inoltre la Torre di Belém, da dove Vasco de Gama partì alla conquista dell’impero.

Caratteristica di Lisbona è la musica del Fado, che si può ancora ascoltare dal vivo, sia di giorno che di notte, nei quartieri della città vecchia.

Cucina e locali

Il cibo e i piatti tipici di Lisbona vengono usualmente considerati di buona qualità, soprattutto se si è amanti del pesce. Una tappa da non perdere per i visitatori che amano gli assaggi gastronomici è senza dubbio la famosa ed antica “Pastelaria de Belem” situata nell’omonimo quartiere, a pochi passi dal “Mosteiro dos Jerónimos”.

È una pasticceria storica, nota e apprezzata in tutto il Portogallo, in particolare per avere inventato la ricetta dei “pasteis de nata”. Si tratta di deliziosi canestrelli di pasta sfoglia riempiti di crema all’uovo cotta al forno, dal sapore unico e davvero inimitabile.

La pasticceria sforna in continuazione e senza sosta i pasteis, così è sempre possibile gustarli tiepidi e comprarsene magari una piccola scorta. Il locale, dal punto di vista strutturale ed estetico è rimasto immutato nel tempo e conserva moltissimi azulejos che i visitatori possono osservare seduti nelle varie sale interne. Questo tipo di pasticcino è comunque diffuso in tutto il Portogallo e se ne può trovare in varie pasticcerie una variante con il canestrello fatto di pasta frolla.

Altri piatti tipici della cucina portoghese che possiamo provare in ogni buon ristorante della capitale sono, per fare alcuni esempi: il “Bacalhau a braz”, una ricetta a base di baccalà secco sfilettato, cipolla, uova, patate fritte, olive nere e prezzemolo, il tutto sapientemente mescolato; la “carne de porco a portuguesa”, uno spezzatino di filetto di maiale e patate saltate nel vino, oppure la “carne de porco à alentejana” dove al posto delle patate troviamo delle vongole.

La capitale del Portogallo

La capitale del Portogallo è certamente tra le città europee più affascinanti e per questo frequentate. Si estende su sette colline, ed è dunque una di quelle città un po’ faticose da visitare, fatta di vicoli stretti e ripidi, continue discese e salite, ma certamente molto appagante per la sua atmosfera e alcune caratteristiche che la rendono pittoresca.

Lisbona è poi una città molto vitale, ricca com’è di locali e cose da fare, ma allo stesso tempo può regalare tranquillità e relax a chi preferisce una vacanza basata sulla cucina e le tradizioni locali. Assolutamente da non perdere ad esempio sono le serate nelle tipiche taverne della città, chiamate “tascas”, dove si suona dal vivo il Fado, musica popolare portoghese. Essendo composta da case con tetti molto caratteristici, strade, ponti, chiese e monumenti che le donano un fascino tutto particolare, Lisbona regala dei bellissimi panorami che si possono ammirare dai numerosi belvedere, sorti non a caso in diversi punti della città.

Anche gli appassionati dei monumenti e dei musei poi non rimarranno certamente delusi, questa capitale offre infatti tradizione e originalità. Segnalo da visitare il Castelo de São Jorge, e più in generale l’Alfama (unico quartiere della parte antica della città rimasto intatto dopo un violento terremoto nel 1700) da attraversare assolutamente con lo storico tram numero 28; la Torre di Belèm, da dove partì Vasco de Gama alla volta dell’India, e il quartiere omonimo; il centro storico con i suoi bellissimi palazzi decorati con maioliche tipiche portoghesi e infine l’originalissimo museo delle carrozze.

Ma per potere vedere con i vostri occhi tutte le bellezze che questa splendida capitale offre, avrete certamente bisogno di trovare un alloggio che vi possa accogliere dopo le intense giornate trascorse. Questa guida vi darà alcuni consigli utili per trovare una sistemazione adatta alle vostre esigenze.

Dove soggiornare

Lisbona, nonostante l’aumento generalizzato dei costi, dovuti all’entrata in vigore dell’euro, è rimasta tra le capitali europee una delle più convenienti, mantenendo comunque una buona qualità dei servizi offerti. Potrete trovare dunque vantaggiose proposte per pernottare anche nei periodi di alta stagione, dato che le alternative sono davvero molte. Gli alberghi disponibili appartengono a tutte le categorie e prezzi e, anche per le categorie basse, generalmente lo standard qualitativo è buono.

Sono molto consigliati poi i residenciales, che si differenziano dagli alberghi perchè non hanno il ristorante ma che offrono ampie camere a prezzi inferiori. Esistono poi le “Pensao”, pensioni, gestite a livello familiare, ma seppur semplici, consigliate per pulizia e decoro, e i “Quartos”, affittacamere, che però, dato il basso costo degli hotel più economici, non sono consigliati, in quanto offrono meno servizi e il vantaggio economico non è poi molto. Ma naturalmente per chi vuole concedersi davvero una vacanza da sogno e ricca di ogni comfort sono a disposizione dei turisti anche hotel prestigiosi e di lusso e alberghi 4 stelle che ugualmente non vi faranno mancare nulla di cui potreste avere bisogno e vi offriranno ambienti ben arredati e comfortevoli.

In questa guida troverete gli hotel divisi a seconda della categoria di cui fanno parte (due, tre, quattro e cinque stelle) e la selezione che ho fatto tiene conto delle caratteristiche generali dell’albergo, dei servizi offerti, della posizione rispetto alla città e ovviamente del prezzo, che è puramente indicativo, data la notevole variazione a seconda del periodo dell’anno in cui sceglierete di partire.

Un consiglio che posso darvi è quello di tenere d’occhio le offerte che troverete sul sito di ogni hotel segnalato o comunque di controllare periodicamente sui siti internet che si occupano di viaggi e prenotazioni alberghiere, dove a volte potrete concludere dei veri affari.

Cosa Vedere in Puglia

Si tratta della regione più dinamica ed attiva del Sud. Si trova nella parte terminale orientale della penisola, confinante a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata. Il Mare Adriatico lambisce le sue coste orientali e settentrionali, mentre lo Ionio bagna il litorale meridionale. Gli abitanti della Puglia sono 4.079.251 suddivisi nelle province di Bari (capoluogo di regione), Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto, Barletta-Andria-Trani; quest’ultima provincia è di recente istituzione e non è ancora del tutto attiva.

Geografia

La conformazione della regione pugliese presenta un’esigua percentuale di territorio montuoso, solo l’1,5%, dato che le conferisce il primato di regione meno montuosa d’Italia. I rilievi più significativi sono il Monte Cornacchia (1152 m), che si trova nel subappenino Dauno, e il Monte Calvo (1055m), nel Gargano. Le pianure sono invece molto presenti in Puglia (53,3% del territorio), con l’incombente presenza del Tavoliere delle Puglie, che si estende dalla Capitanata, fino alla fascia costiera della Terra di Bari e alla Pianura del Salento. Si osservi infine il dato relativo alle colline (45,3%): esse si dividono tra il territorio delle Murge e quello delle serre salentine. L’idrografia del territorio è piuttosto scarsa; troviamo infatti fiumi poco abbondanti. Nessuno di essi è navigabile, ad eccezione del tratto finale del fiume Ofanto. I laghi di maggiore importanza sono quello di Lesina, di Varano e i laghi Alimini, tutti in prossimità della costa. Ricordiamo, a tal proposito, che la Puglia è la regione italiana con la più lunga estensione di territorio costiero, bagnato dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio. Essa presenta anche un altro primato: è infatti la regione più orientale d’Italia. Punta Palascìa, vicino Otranto, è l’estremità orientale della regione e dista solo 80 Km dall’Albania.

Fiumi, laghi e isole

A nord est della costa del Gargano, piuttosto al largo, si trovano le isole Tremiti, un importante arcipelago, ma possiamo trovare anche delle isole minori come le isole Cheradi, vicino alla città di Taranto, e l’isola di Sant’Andrea, davanti alle coste di Gallipoli. E’ importante ricordare che anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, posto a nord-est delle Tremiti, appartiene geograficamente al territorio pugliese, pur essendo amministrativamente dello stato Croato. Passando ad analizzare l’idrografia pugliese, possiamo in generale notare la povertà di corsi d’acqua superficiali, dovuta sia alla natura carsica del territorio, che alle limitate precipitazioni. I fiumi della Puglia sono per lo più brevi torrenti (alcuni esempi possono essere il Candelaro, il Cervaro, il Carapelle), ad eccezione dei fiumi Ofanto e Fortore, che però scorrono in questa regione solo per una parte del loro corso.
La scarsità dell’acqua nella regione ha spinto il Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia a costruire una diga sul fiume Fortore, nei pressi del confine con il Molise, che ha dato vita al lago artificiale di Occhito. Altri laghi della regione sono i laghi Alimini, lungo la costa in prossimità di Otranto, e quelli di Lesina e di Varano, nella parte settentrionale della costa del Gargano.

Le coste

In Puglia sono presenti lunghi tratti costieri, che arrivano ad un totale di 834 Km. Tale dato comprende anche il perimetro delle isole Tremiti. La balneabilità di tali spiagge si aggira, secondo dati del 2007, al 92,6%, dato corrispondente a circa 693 Km di costa. E’ evidente che la costa pugliese sia piuttosto varia e che alterni tratti sabbiosi ad aspre porzioni rocciose. L’intera parte delle coste ioniche, dal basso Salento fino ai confini con la Basilicata, presenta spiagge bianche circondate da ampie pinete, soprattutto nella zona a nord del golfo di Taranto. I lidi sabbiosi sono prevalenti anche a sud di Monopoli, fino alla città di Otranto, e nel litorale adriatico, anche se per questa zona è opportuno precisare che non è raro imbattersi in tratti di roccia. Una significativa alternanza è presente inoltre in Terra di Bari, anche se gli scogli sono di relativa entità, ad eccezione di Polignano a Mare, dove si impone uno sperone a strapiombo. Prevalentemente rocciose sono invece le coste del Gargano, con piccole insenature di lidi, mentre il litorale a sud di Manfredonia, fino a Barletta, è per lo più basso e sabbioso.

Clima

La caratteristica della regione è quella di possedere il tipico clima mediterraneo. Analizzando le temperature, possiamo notare che nelle zone costiere le estati si presentano calde e gli inverni piuttosto miti, mentre nel Subappennino Dauno, nel Gargano, e nell’Alta Murgia le estati sono più fresche e gli inverni maggiormente rigidi. Consultando le 10 stazioni meteorologiche della Puglia, notiamo come le medie temperature in gennaio si aggirino tra i 1,3° C di Monte Sant’Angelo e i 7,5° C di Santa Maria di Leuca, mentre le medie estive siano comprese tra i 24° C di Monte Sant’Angelo e i 30, 6° C di Foggia Amendola.
Passando ad indagare le precipitazioni, è importante ricordare come esse, in prevalenza piovose, siano piuttosto scarse e concentrate per lo più nelle stagioni tardo autunnali ed invernali. Nelle zone più interne tuttavia in inverno possono verificarsi precipitazioni a carattere nevoso. I valori medi della piovosità in Puglia si aggirano tra i 450 e i 650 mm annui, con particolare intensità in alcune zone, come il Subappennino Dauno e il versante adriatico del Salento.

Flora e fauna

Quali sono gli animali che compongono la fauna pugliese? Ai nostri giorni le specie più diffuse sono quelle del tasso, della volpe, dell’istrice, della talpa, della donnola e dello scoiattolo. Analizzando le varie zone è possibile notare che nelle aeree pianeggianti, come il Tavoliere delle Puglie, siano molto diffusi gli ovipari, come l’allodola, la calandra e la gallina prataiola. Le colline pugliesi, in particolare quelle delle Murge, sono invece popolate da animali quali i tordi, mentre nelle coste da segnalare è la presenza di marangoni. La testuggine terrestre, la lucertola, il geco e la vipera sono i rettili più comuni in Puglia, mentre per gli anfibi spiccano il tritone italiano e l’ululone. Si ricordi che le terre della Puglia ospitavano, fino ad alcuni secoli fa, anche grandi mammiferi, come il lupo, il cinghiale e il capriolo.
Per quello che riguarda la flora, protagonista assoluta di tale regione è la macchia mediterranea, presente soprattutto lungo le coste, con alberi ed arbusti resistenti al caldo e alla siccità.

Di rilevante importanza è anche l’olivo, diffuso in tutta la regione. Analizzando le varie zone spiccano nelle aree interne e nelle colline, ampi boschi, alternati a pascoli rocciosi. Essi, in primavera, presentano asfodeli in gran quantità, mentre in estate spiccano per importanza il mirto e la salvia. Per quel che riguarda le zone alte, gli alberi più comuni sono le querce, i faggi, gli aceri, la roverella e la carpinella. Le coste pugliesi infine presentano delle splendide ed estese pinete, in particolare nella zona del Gargano e nel golfo di Taranto, e delle leccete in prossimità della costa salentina. In tutta la Puglia le varietà floreali maggiormente presenti sono quelle del lentisco, della ginestra, della quercia spinosa, del ginepro e del fenicio, tutti fiori per lo più spontanei.

Tradizioni musicali
La musica e il folklore pugliese vivono principalmente di due danze popolari, la tarantella e la pizzica.
Tarantella: si tratta di una danza popolare del Meridione, denominata anche còrea. Il centro propulsore maggiormente attivo è Carpino, un piccolo centro del Gargano, che contribuisce a mantenere vivo questo genere di musica. Le origini vanno ricercate probabilmente nella cultura araba e slava; la musica infatti corre sul quarto di tono e viene di frequente accompagnata da voce, chitarra battente, chitarra francese, castagnole o tamburo. Il tempo è quasi sempre veloce, in metro di 6/8 e in modo minore, anche se esistono delle tipologie diversificate. Troviamo ad esempio, a volte, dei fraseggi melodici e ritmici in 4/4 (una sestina ogni movimento, su bpm da 60 a 90), così come è possibile ascoltare fraseggi completi in 4 e 16 movimenti, in alcuni varianti peloritane ed agrigentine.
Pizzica: si tratta di un ballo tradizionale, su una musica popolare e battente, da ballare in coppia.

I ballerini possono essere anche appartenenti allo stesso sesso: è più frequente, ai nostri tempi, che siano due donne a ballare insieme la pizzica, ma in passato non era raro imbattersi in due uomini, uno dei quali riproponeva con ironia le movenze riservate, tipiche della donna. Un importante centro, per il ballo della pizzica, è Ostuni, luogo in cui è fortemente sentita questa tradizione. L’impatto scenico della pizzica è molto forte. Le origini di questa danza ci riconducono alla musica che accompagnava i riti di guarigione delle “tarantate”, ovvero di quelle donne si supponeva essere state morse da una tarantola, e i movimenti particolarmente concitati richiamano anche ad una manifestazione di isteria; tale strada interpretativa è stata percorsa dall’antropologo Ernesto de Martino che, nel libro La terra del rimorso, approfondisce il fenomeno da un punto di vista sociale e storico.

Enogastronomia

La regione della Puglia è conosciuta per la sua buona e varia cucina. Alcuni dei piatti più famosi si riallacciano alla cucina mediterranea, proponendo i “Cavatelli con le cozze”, il “Risotto ai frutti di mare”, il “Polpo alla griglia” e il “Riso, patate e cozze”, tipico della città di Bari. Non mancano poi le specificità regionali, tra cui spiccano le orecchiette, servite sia con le cime di rapa che con il tipico ragù di carne, e la cicoria con la purea di fave. Da ricordare poi alcuni piatti salentini come i “pezzetti di cavallo al sugo”, i “ciceri e tria” ed i celebri “municeddhi”, che sono degli involtini con le interiora di agnello.

Le peculiarità della cucina pugliese sono fondamentalmente due: la prima è quella di una specifica attenzione per le materie prime, per i sapori di base dei prodotti, mentre la seconda riguarda l’alternanza significativa di piatti a seconda delle differenti stagioni. Per quanto concerne la prima caratteristica, essa rende la cucina della Puglia particolarmente attenta ai prodotti della terra, prime tra tutte le verdure di stagione: cime di rapa, cavolo verde, cardo, peperoni, melanzane, carciofi, fagioli, cicerchie, lenticchie, fave, cipolle rosse di Acquaviva delle Fonti vengono serviti in numerosi piatti. Analizzando la seconda caratteristica è invece possibile notare come l’estate e la primavera propongano principalmente verdure e piatti di pesce, mentre le stagioni più fredde prediligano legumi e pasta fatta in casa con sughi di vario genere.

Se ci spostiamo lungo tutta la regione, non sarà difficile gustare piatti tipici delle varie località che cambiano ad esempio se ci troviamo nella provincia di Foggia, più collinosa, in quella di Lecce, maggiormente terragna, o nelle zone costiere di Taranto, Bari e Brindisi. Ciò che unifica l’intera cucina pugliese è certamente un’incombente presenza di pesce, soprattutto del Mare Adriatico. Questo tipo di pesce infatti, a causa della particolare pastura che si trova lungo le coste e a causa delle polle di acqua dolce che vengono scaricate in mare, si distingue dall’altro pescato, in quanto attutisce il salmastro senza alterarne minimamente il profumo.

Luoghi di interesse naturalistico

Il Gargano
Si tratta di un imponente promontorio, appartenente alla provincia di Foggia, che presenta un territorio di 2000 Km² e si protende per 70 Km nel mare Adriatico. Il Gargano è circondato da tutti i lati da questo mare, ad eccezione della parte occidentale, saldata al Tavoliere delle Puglie. La vita e la maggior parte della popolazione si concentrano nelle zone costiere, ben collegate da una strada panoramica che tocca tutte le città di rilievo e che segue l’intero perimetro della zona. Si possono trovare città come San Nicandro Garganico, Carpino, Rodi Garganico, Peschici, Vieste, Mattinata e Manfredonia. Questa concentrazione di popolazione nelle città costiere è dovuta a fattori fisici e territoriali, ma anche economici. L’interno del Gargano è infatti una zona con fitta vegetazione, difficilmente abitabile – analogamente alla Foresta Umbra – mentre le città costiere sono attive e fiorenti, grazie alle attività agricole, peschereccia e grazie allo sviluppo del turismo, cresciuto negli ultimi anni. Di rilevante importanza è il Parco Nazionale del Gargano, con molte specie di piante ed animali che popolano il cosiddetto “sperone d’Italia”.

Le isole Tremiti
Si tratta di un piccolo arcipelago che si trova a 12 miglia a nord del promontorio del Gargano e a 24 miglia ad est delle coste del Molise. Pur essendo il più piccolo comune della Puglia e uno dei meno abitati (secondo solo a Celle di San Vito), è il fulcro del turismo pugliese. Le Tremiti sono infatti delle isole bellissime con acque balneabili splendide. Sono state infatti insignite più volte della “Bandiera Blu”, il famoso riconoscimento della Foundation for Environmental Education.

Il Subappennino Dauno
Questa area comprende gli unici rilievi montuosi della regione e costituisce il prolungamento dell’Appennino Campano. La zona è denominata anche “Monti Dauni” o “Monti della Daunia” e segna la linea di confine con il Molise e la Campania, occupando la porzione occidentale della Capitanata. Il Subappennino Dauno è una meta turistica molto interessante: oltre alle suggestive montagne, infatti, si possono visitare dei piccoli paesini arroccati sulla roccia, da cui godere di splendidi panorami poco contaminati.

Il Salento
La zona salentina è molto ricca per quel che riguarda l’agricoltura e il turismo. Si possono infatti scorgere delle bellissime spiagge ampie e sabbiose, che si affacciano sul Mar Ionio e sul Mar Adriatico, come quella di Pulsano, Lizzano, Campomarino, Porto Cesareo di Gallipoli, Santa Maria di Leuca, Otranto ed Ostuni. Non mancano scogliere a picco sul mare e spiagge rocciose di rara bellezza come Castro, Santa Cesarea Terme e Porto Badisco. Le acque salentine sono di una trasparenza e di una bellezza unica, e danno vita a dei giochi cromatici di grande effetto. Per quello che concerne l’agricoltura, è importante sottolineare come l’intero agro salentino sia coltivato ed organizzato in proprietà terriere divise dai tipici muretti a secco. Gli alberi più diffusi sono gli ulivi, spesso secolari, con tronchi contorti e piuttosto grandi. I paesini sono generalmente di modeste dimensioni e presentano delle tipiche costruzioni bianche ed orientaleggianti.
Un altro elemento tipico della zona salentina sono le costruzioni a secco, con pietra, simili ai nuraghi sardi, impiegate dai contadini per riporre attrezzi da lavoro o per altre funzioni; esse vengono denominate “furniedde” o “pajare”. Molto diffuse sono anche le masserie fortificate che risalgono al XVI, XVII, XVIII secolo.

Le Grotte di Castellana
Si tratta di un insieme di cavità, presenti nella località di Castellana Grotte, a sud di Bari. Queste grotte sono di origine carsica e sono estremamente importanti dal punto di vista turistico e speleologico. La prima che si scorge è una cavità profonda 60 metri, denominata “Grave”, che permette di raggiungere poi altre grotte, dislocate lungo 3km di percorso. Tra esse spiccano la “grotta bianca” e la “caverna del duomo di Milano”, chiamata in questo modo a causa della particolare forma delle stalagmiti, simili ai pinnacoli.

Monumenti dichiarati patrimonio dell’umanità dall’unesco

I trulli di Alberobello
La località di Alberobello è conosciuta e nota per i trulli: si tratta di costruzioni a forma di cono “a secco”, presenti in tutta la Valle d’Itria, con origini protostoriche. Attualmente non ne esistono di particolarmente antichi, a causa del fatto che essi non venivano riparati in caso di dissesto, ma, per la loro particolare conformazione, direttamente abbattuti e ricostruiti al completo. Le zone in cui sono presenti queste costruzioni sono comunque di grande rilievo storico archeologico, in quanto è stato possibile ritrovare numerosi reperti di epoca preistorica o fondazioni di capanne in pietra che risalgono all’età del bronzo.

Ma qual’è l’origine dei trulli? Che funzione svolgevano? In antichità essi costituivano il giaciglio e il riparo per il cozzaro, ovvero per colui che coltivava la terra per il suo padrone. Si trattava dunque di una costruzione contadina che presentava delle travi, anche oggi presenti, che venivano utilizzate per appendere vivande, arnesi ed altri utensili, e che ospitava anche bambini che dormivano in alcune nicchie scavate nel muro, separate dall’intero ambiente solo tramite delle tende. Il pavimento era solitamente in terra battuta e nel trullo convivevano, senza alcun problema, persone ed animali domestici.

Ai trulli sono legate alcune leggende ed ipotesi non accertate: una di queste sostiene che la loro funzione primaria fosse quella di agevolare l’evasione del pagamento delle tasse. Si pensa che, in occasione di controlli, si provvedesse allo scoperchiamento della costruzione e che si comunicasse tramite segnali di fumo, simboleggianti il pericolo. Addirittura alcuni sostengono che, quando giungeva il padrone per reclamare dei pagamenti, era sufficiente per i cozzari spostare una sola pietra per far crollare l’intero trullo, rendendolo così un cumulo di semplici pietre. Scampato il pericolo, si provvedeva alla ricostruzione.

Castel del Monte
Castel del Monte è un castello antico che si trova in provincia di BT e presenta una particolare struttura architettonica, basata sulla forma ottagonale. Così’ infatti si presenta la pianta (ogni lato misura 16,30m) e della medesima forma sono le torrette che si stagliano sugli angoli della costruzione (i lati delle torrette misurano invece 3,10m ciascuna, con diametro di 7,80m ed altezza di 24m, poco superiore a quella del castello). La costruzione possiede un diametro complessivo di 56m. Lo spazio interno, organizzato anch’esso in un ottagono (i lati sono di 8,65m ciascuno) presenta due piani rialzati rispetto al piazzale: il più vicino è a soli 3m, mentre l’altro a 9,5m. Questo differente livello di altezza è segnalato anche all’esterno, con una cornice marcapiano. Le stanze che costituiscono ogni piano sono 8, con una forma trapezoidale.

Sono infatti state suddivise tramite le linee di congiunzione che partono dagli spigoli dell’ottagono interno ed arrivano a quelli dell’ottagono esterno. Ma qual’è la storia di questa costruzione? Il primo elemento da precisare è la collocazione storica: si tratta di un castello nato ufficialmente il 29 gennaio 1240, giorno in cui Federico II di Svevia predispone ed organizza i lavori e i materiali per una costruzione (si pensa su rovine longobarde e normanne) nei pressi della chiesa di Sancta Maria de Monte (oggi non più presente). Occorre però precisare che alcuni storici sposano la tesi che la costruzione del castello, in questa data, fosse già arrivata alle coperture. Quello che sembra molto probabile è che Federico II, morto nel 1250, non riuscì a godere dell’opera conclusa. Non abbiamo alcuna certezza neanche per il nome dell’architetto: le principali ipotesi alternano al nome dello stesso Federico II quello di Riccardo da Lentini.

Cosa Vedere a Bayahibe

Bayahibe è una località della Repubblica Dominicana diventata uno dei principali poli turistici dell’isola e probabilmente anche di tutti i Caraibi, che attira ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo per la bellezza del suo mare, e per la grande offerta di hotel resort per tutte le tasche. Leggi la guida per sapere dove si trova, come arrivarci partendo dall’Italia, le aree di Dominicus e il Pueblo e come scegliere la vacanza a Bayahibe.

Bayahibe si trova nella provincia dell’Altagracia, nella parte orientale della Repubblica Dominicana, a soli 30 minuti di auto o pullman dall’aeroporto internazionale de La Romana, a un’ora e mezza dall’aeroporto internazionale Las Americas di Santo Domingo e a neanche due ore dall’aeroporto internazionale di Punta Cana. In una posizione protetta all’interno di una baia tranquilla e affacciata su uno dei mari più belli di tutto il Caribe, Bayahibe è una meta particolarmente gradita agli italiani, che trovano in rete e in agenzia numerose offerte di diversi tour operator che propongono villaggi attrezzati per famiglie, coppie e naturalmente anche single e gruppo di amici che si vogl

Quando si parla di Bayahibe si parla di un paese che presenta due zone ben distinte, ossia il Dominicus e il Pueblo. Il Dominicus, che è entrato come suffisso anche nel nome di alcuni degli hotel e dei villaggi più conosciuti e frequentati della zona, è l’abbreviazione di Dominicus Americanus, ossia una frazione di Bayahibe in cui si concentra, per l’appunto, la maggior parte dell’offerta alberghiera, delle case da affittare e delle case dove risiedono i locali e gli stranieri che vivono lì.

Il Pueblo, invece, è il paese “vecchio”, abitata quasi esclusivamente dai locali e frequentata principalmente dai dominicani e dai turisti che vogliono visitare qualcosa fuori dall’hotel, pranzando e godendo del panorama, magari al tramonto, nei suoi numerosi ristorantini, bar e locali in riva al mare.

La zona offre un’incredibile offerta turistica molto diversificata, che va dai grandissimi resort e villaggi che propongono la formula “all inclusive” per arrivare alle più piccole e modeste cabaña (piccoli ed economici hotel), passando anche per una discreta offerta di case in affitto per chi desidera passare una vacanza in stile fai-da-te. Chi non risiede in hotel ha comunque a disposizione, sia nella zona del Dominicus che nel Pueblo, una vasta scelta di ristoranti, locali e negozietti, spiagge libere o beach club piuttosto upperclass dove passare le proprie giornate.

Proprio per la vastità della sua offerta, Bayahibe è la destinazione per chi desidera passare la propria vacanza a tu per tu con il mare in un attrezzatissimo resort, sia per chi preferisce la tranquillità di una casa, e infine anche per chi viaggia con un occhio al portafoglio e preferisce risparmiare in un piccolo hotel. Senza dubbio, però, sono i grandi e bellissimi villaggi e resort che attirano la maggior parte delle persone sulle loro spiagge e che spesso diventano dei veri e propri luoghi cult dove passare la propria vacanza e la cui fama va ben oltre i confini dell’isola.

Come Scegliere un Villaggio Turistico in Italia

Con questa guida illustreremo ai lettori come è fatto un ambiente turistico organizzato in villaggio, sarà di aiuto alla scelta delle proprie vacanze aiutandoci a scegliere quale struttura e quale servizio conviene di più. Il villaggio turistico è una zona attrezzata per le vacanze. Essi possono offrire servizi come un normale hotel, con la differenza che ognuno può avere una casetta per se, comunemente chiamate bungalows, e quindi sentirsi a casa in vacanza. Leggi la guida per conoscerne le caratteristiche e come scegliere i migliori villaggi turistici italiani in base a criteri di qualità, prezzo, offerte e corretta informazione per il consumatore.

Caratteristiche

Possiamo definirli come zone attrezzate per le vacanze. Essi possono offrire servizi come un normale hotel, con la differenza che ognuno può avere una casetta per se, comunemente chiamate bungalows, e quindi sentirsi a casa in vacanza. Generalmente i villaggi turistici sono organizzati con casette in legno, ma è possibile trovarne anche alcuni con case in muratura. Oggi i villaggi turistici sono più frequentati degli alberghi, il motivo è dato a volte dai prezzi contenuti ma soprattutto dai servizi offerti, infatti a differenza degli hotel i villaggi turistici generalmente organizzano momenti di relax con animazione per bambini ma anche per adulti.

Come gli hotel è classificato secondo un numero di stelle. Di solito vengono classificati con un numero di stelle che varia da due a cinque. E’ inutile dire che maggiore è il numero di stelle, maggiori saranno i servizi offerti e migliore sarà anche la qualità dei servizi offerti. I prezzi delle vacanze possono variare a secondo dei periodi in cui si decide di soggiornare, di solito in una zona di mare i prezzi minori si trovano a giugno e settembre, mentre i prezzi più alti che a volte arrivano anche a cifre altissime sono Luglio e Agosto, in particolare quest’ultimo. Mentre per le zone di montagna si può dire che i prezzi estivi sono normali mentre nelle zone nevose, in inverno i prezzi raggiungono cifre alte, dovuto dal fatto che è presente la neve.

Dove sono collocati

I villaggio turistici vengono creati solitamente presso le zone di mare, proprio per permettere a chiunque di poter prenotare anche per una settimana e soprattutto di essere a pochi passi dal mare. Molto spesso o meglio quasi sempre i villaggi turistici sono dotati di proprie piscine permettendo ai genitori di stare tranquilli per i propri figli senza la paura che possano allontanarsi nelle acque del mare. Nel periodo estivo è possibile trovare villaggi turistici anche nelle zone di montagna, per gli amanti dell’aria fresca, ma è comunque possibile passare momenti di relax nelle piscine che vengono create in ogni struttura.

Nel periodo invernale è possibile trovarne anche nelle zone in cui cade la neve, e quindi prenotare per poter trascorrere un breve periodo come si dice in gergo sulla neve e divertirsi e far divertire grazie all’organizzazione spesso eccellente propria dei villaggi turistici. In poche parole nei villaggi turistici è possibile trovare tutti i servizi e le attrezzature per una vacanza completa, infatti troviamo bungalows o villini, ristoranti, negozi e numerose possibilità divertirsi o per praticare sport. I villaggi presenti nelle zone estive sono complete di spiagge attrezzate.

Servizi offerti

Quasi tutti i villaggi turistici presenti in zone di mare o montagna, sono dotati di villini in muratura, o bungalows accuratamente arredati. I bungalows sono presenti spesso nelle zone di mare perché costruite in legno completi di tutte le stanze e gli accessori necessari per la “sopravvivenza”. Esistono svariati tipi di casette con un numero di stanze e accessori diversi. Un buon villaggio è dotato di piazzole per caravan e tende per dare la possibilità a chi possiede un caravan di poter fittare il parcheggio per il caravan e risparmiare qualche monetina. A disposizione degli ospiti i villaggi turistici si attrezzano anche di bar ben forniti, in cui prendere un caffè e magari per i più anziani trascorrere il tempo con gli amici a giocare le carte, e per i più piccini possono essere presenti i video Game.

Per i più anziani è possibile trovare un campo bocce, soprattutto nei villaggi di montagna, molto frequentati dalle persone anziane. In quasi tutti i villaggi sono presenti campetti di pallavolo, calcio, tennis, basket, e spesse volte sono presenti anche degli istruttori che ti formano per la disciplina disponibile. Nelle zone di montagna dove è presente la neve i villaggi turistici sono dotati quasi sempre di istruttori per insegnare i bambini a sciare e li formano sui pericoli che incombono le zone nevose. Inoltre i villaggi turistici sono dotati di piscina adulti, piscina bambini, e soprattutto idromassaggio. I villaggi turistici a volte sono predisposti anche con aree dove poter alloggiare i propri animali (cane, gatto). I villaggi presenti nelle zone di mare dispongono anche di spiaggia privata e di parcheggio esterno; Inoltre è possibile trovare market, ristoranti, pizzerie, etc. tutti facilmente fruibili. Infine non può mancare l’animazione e spettacoli vari.

Due stelle

Come accennato in precedenza un villaggio turistico è classificato con le stelle, come gli hotel. Quindi prima di sceglierlo, è possibile conoscere i servizi offerti a seconda delle stelle disponibili. Un resort a due stelle avrà delle aree libere ad uso comune, dove potersi incontrare, scambiare due chiacchiere e fare nuove amicizie, sono presenti delle zone di ombra naturale, cioè all’ombra degli alberi, una superficie delle piazzole di circa 70Mq, un impianto telefonico per uso comune con una cabina ogni 400 ospiti, servizio di fax, il personale addetto parlerà oltre l’italiano una lingua straniera, la pulizia dei sevizi igienici avverrà due volte al giorno, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti avverrà almeno una volta al giorno, sarà predisposto un wc ogni 20 ospiti, una doccia chiusa ogni 15 ospiti, un lavabo ogni 20 ospiti, l’acqua calda in almeno il 30% delle docce chiuse, bar, almeno una struttura sportiva (campo da calcio, tennis ecc), parco gioco bambini e una zona coperta di uso comune.

Solitamente è molto frequentato dai ragazzi che vogliono fare le vacanze a poco prezzo, infatti il prezzo per i villaggi a due stelle non è molto alto, grazie al fatto che non vi sono grandissimi servizi offerti, ma sono presenti i servizi necessari per divertirsi e trascorrere una bella vacanza. Non è possibile specificare un prezzo di partenza per questi tipi di villaggi turistici, perche essi variano a secondo delle zone e dei periodi.

Tre stelle

I villaggi turistici a tre stelle fanno parte della categoria media bassa nella classificazione dei servizi offerti, infatti per questi tipi di villaggi ci sono servizi in più rispetto a quelli a due stelle e i servizi sono migliorati anche. La categoria a tre stelle, ha una maggiore area di ombra comune che passa dal 10% al 20%, aumenta anche la superficie delle piazzole che passa dai 70 Mq agli 80 Mq. Invariata rimane la linea telefonica con cabina ogni 400 ospiti, ma viene aggiunto il servizio di telefax. Le lingue straniere parlate dal personale sono due, i servizi igienici anche in questo caso vengono puliti due volte al giorno, e i rifiuti vengono smaltiti una volta a giorno. I wc sono stabiliti in numero di uno per ogni 15 ospiti, mentre le docce rimangono 1 per ogni 25 ospiti.

E’ presente anche un lavabo con appoggio ogni 15 persone, viene aggiunto un lavello con scolapiatti ogni 30 ospiti, e un lavabiancheria di uso comune con un lavatoio ogni 40 persone. Le aree all’aperto sono dotate di salotti, sdraio e ombrelloni. Come attrezzature di ristoro, nei villaggi turistici è possibile trovare un Bar, Tavola calda o ristorante o ristorante self-service. Le attrezzature sportive presenti al suo interno passano da uno a due ed è presente un parco giochi per bambini con animazione per almeno tre ore al giorno, che però può essere esclusa nei periodi di bassa stagione, quando la presenza dei bambini è in basso numero. Nelle camere inoltre è possibile custodire i propri soldi, gioielli in cassaforte.

Quattro stelle

I villaggi turistici a quattro stelle sono villaggi di fascia medio alta, infatti in questi luoghi i servizi offerti sono numerosi. Essi sono frequentati molte volte dalle famiglie, proprio perché possono trovare spazio e divertimento per tutte le età. Inutile dire che i prezzi sono maggiorati rispetto alle fasce inferiori. I villaggi turistici sono dotate di posti auto coperti, le aree libere di uso comune passano dal 10% al 15% delle superficie, sono presenti aree con giardino e le zone di ombreggiatura passano dal 20% al 30% della superficie. Le lingue straniere parlate dal personale dei villaggi turistici sono sempre due.

Per quanto riguarda la pulizia igienico sanitaria dei villaggi turistici, essa viene effettuata da addetti diurni permanenti che operano con idonea strumentazione meccanica automatica. I wc sono presenti uno ogni 15 persone e anche le docce chiuse sono una ogni 15 ospiti. L’erogazione dell’acqua calda avviene in almeno il 70% di ciascun tipo di istallazione igienico sanitaria.

Anche in questa tipologia di villaggi turistici può essere presente un bar, che a differenza del bar del villaggio a due o tre stelle viene creato in un locale apposito con tavolini e sedie, inoltre anche qui è presente una tavola calda, ristorante o ristorante self service. Le attrezzature sportive sono almeno tre e a volte vengono impiegati anche istruttori di disciplina. E’ presente anche qui un parco giochi per bambini con attività di animazione per almeno tre ore al giorno, ma viene aggiunto anche un locale tv, e scomparti frigoriferi individuali per la conservazione degli alimenti e bevande degli ospiti qualora le strutture allestite non ne siano dotate. Infine in ogni camera del villaggio turistico è presente la cassaforte per i propri valori.

Cinque stelle

I villaggi turistici a cinque stelle vengono denominati comunemente villaggi di lusso, proprio perche i servizi che offrono sono servizi di lusso e anche il personale è un personale specifico per ogni settore. Questi villaggi sono poco frequentati dalla gente comune, proprio perché i prezzi grazie al lusso che offrono sono un po alti e quindi solitamente scelgono di fare le vacanze in questi villaggi le persone chiamate comunemente vip, che amano il lusso nella loro vita. Oltre a trovare tutti i servizi delle categorie inferiori questi villaggi turistici sono dotati di piscine apposite per l’idromassaggio, vengono organizzati corsi di ginnastica e massaggi da addetti specializzati, ed è possibile trovare anche una sauna. Le attrezzature sportive sono eccellenti, oltre ad avere campetti di calcio, pallavolo, basket e tennis, può esserci anche una palestra con attrezzi da ginnastica e anche tavoli da ping pong e calcio balilla.

Queste strutture organizzano spesso e volentieri tornei sportivi. Le aree di ombra sono immense, solitamente dislocate tra pinete dove è possibile fare anche picnic. Sono presenti aree parcheggio per i caravan e aree di versamento per caravan, dando quindi la possibilità anche ai vacanzieri in caravan di poter sostare presso di loro ed usufruire dei loro servizi. L’animazione è il punto forte di questi villaggi, il personale infatti è altamente specializzato nel parlare diverse lingue straniere, e spesse volte vengono invitati nel loro interno personaggi famosi, tipo cantanti e personaggi televisivi. Nel villaggio turistico a cinque stelle è disponibile su richiesta anche il servizio in camera.

Come scegliere

Prima di scegliere, bisogna tenere conto di molti fattori per non restare insoddisfatti dai servizi che il villaggio offe. Infatti molti villaggi turistici sono più consigliati per le famiglie, alcuni per i ragazzi e alcuni per i più anziani. E’ molto importante tenere conto anche se si ha un animale da portare con se, dato che non tutti o quasi raramente, i villaggi turistici offrono servizi per gli animali domestici. Importante scegliere in presenza di bambini piccoli un resort che abbia una piscina per i più piccoli, un area gioco e un ottimo servizio di animazione. Riguardo l’animazione, spesse volte i villaggi turistici invitano personaggi famosi presso le loro strutture, è possibile sapere anzi tempo se la struttura ricettiva dispone di questo servizio rivolgendosi direttamente al villaggio.

Risulta essere possibile consultare dei servizi internet per la corretta scelta, collegandosi attraverso web, infatti esistono tantissimi portali che raccolgono informazioni sui più importanti villaggi turistici d’Italia e non solo, catalogati per regione, quindi è molto facile anche rendersi conto di dove è situato il villaggio. Oltre alle informazioni sui servizi è possibile sapere anche come contattare i villaggi turistici e quindi parlare direttamente con il villaggio turistico, e sciogliere qualsiasi tipo di dubbio. Un altro aiuto alla scelta è possibile chiederlo presso le agenzie viaggi, infatti i villaggi turistici, lasciano le loro notizie presso queste agenzie, che a loro volta pubblicano una rivista (se ne trovano svariate anche in edicola) che raccoglie tutte le informazioni possibili riguardanti i villaggi turistici.

Prenotare una vacanza

Qual’ora si decidesse di prenotare per una vacanza estiva o invernale, è possibile rivolgersi direttamente ai villaggi turistici, prendendo i loro recapiti da internet o su pagine gialle, ma è molto consigliato rivolgersi ai villaggi turistici tramite le compagnie di organizzazione viaggi. Presso i loro uffici è possibile trovare giornali guida per le vacanze, dove poter consultare i prezzi a secondo dei periodo, servizi offerti, quali strutture sono presenti nel villaggio (Bar, ristoranti ecc.) come raggiungerlo e tante altre cose. E’ molto consigliato prenotare la vacanza presso le agenzie di viaggio, perché spesso è possibile prenotare in last minute e ricevere un grosso sconto sul prezzo originario. Oltre alle offerte last minute, i villaggi turistici danno la possibilità di agevolazioni presso le agenzie viaggi per chi decide di andare in vacanza in comitiva. Presso le suddette agenzie oltre alla prenotazione del resort, è possibile anche prenotare posti in pullman o treno per raggiungere i villaggi scelti.

Risulta essere importante fare attenzione, perchè spesso i villaggi offrono la possibilità di entrata gratis per i bambini sotto i cinque/sei anni, e se predispongono delle aree per animali, vedere attentamente quali sono i prezzi per poter portare il proprio animale con se in vacanza. Per prenotare una vacanza è consigliabile rivolgersi alle agenzie almeno 2/3 mesi prima, perché è grossa l’affluenza delle persone che scelgono questa soluzione di vacanza e per non dover alloggiare, anche se tutti vorrebbero acquistare in last minute, ma è molto difficile trovare posto per più di due tre persone.

Mete preferite dai turisti

Le mete preferite dai turisti sono le coste siciliane, infatti in Sicilia, il turismo è legato alla cultura. Malgrado l’insufficienza di strutture che ospitino i turisti e di aree e spiagge attrezzate, i vacanzieri continuano a scegliere la Sicilia come meta per passare le loro vacanze. Secondo l’indagine sarebbe stato il turismo culturale a trasformare la Sicilia in meta preferita dei turisti che verrebbero nell’isola, non tanto per godersi il sole e le spiagge, quanto per venire ad ammirare tutto quello che il nostro patrimonio culturale è in grado di offrire. Le coste calabre sono le più popolate dai villaggi turistici, e anche i prezzi sono buoni specialmente nel mese di Giugno e di Settembre. Le zone più frequentate della Calabria sono le zone di Tropea, Diamante ecc. ma soprattutto a Tropea è possibile trovare tantissimi villaggi turistici.

I turisti stranieri invece preferiscono le coste campane di Amalfi e Positano e non solo, infatti è possibile trovare tedeschi ed inglesi anche a Maiori, Minori, Atrani, ecc. in queste zone non ci sono tanti villaggi turistici, anche perché sono piccoli paesini, ma è possibile trovare però più di un albergo e soprattutto alberghi di lusso. Per le vacanze invernali, che gli italiani preferiscono fare soprattutto nel periodo Natalizio troviamo come mete più frequentate Campitello Matese e Roccaraso, in queste zone è possibile trovare più di un villaggio turistico, dotato anche di piste da sci e con servizi di passeggio a cavallo. Non bisogna trascurare però il Piemonte, che conta villaggi turistici a 2000 Mt di altezza sul monte Sestriere.

Cosa Vedere a Amsterdam

In questa guida, vi porterò in un magnifico viaggio virtuale in una tra le più belle capitali d’Europa: Amsterdam. Divertimenti, musei, cibo, curiosità e storia sono gli ingredienti di questa bellissima città, che vale proprio la pena di visitare. Una bella settimana da trascorrere all’insegna della cultura ma anche dello svago.

Cenni e storia

Amsterdam è la capitale dell’Olanda. La popolazione stimata è di 750mila abitanti, mentre i turisti che ogni anno si recano a far visita a questa splendida città sono circa 3 milioni e 500mila. La città di Amsterdam nacque nel XIII secolo come città dei pescatori vicino al fiume Amstel. Dopo la pesca, il popolo avviò anche il commercio , e il secolo successivo, proprio il commercio divenne davvero un’ottima risorsa, specialmente con le città tedesche della Lega Anseatica. Bisogna aspettare fino al 1300 perchè Amsterdam si guadagni ufficialmente, il titolo di città.

Questo avvenne grazie al vescovo di Utrecht, Guy Van Henegouwen. Nel 1795 ci fu l’invasione delle truppe rivoluzionarie francesi e nel 1806 nacque la Repubblica Batava, ovvero il Regno d’Irlanda. Nel 1815 il Congresso di Vienna unisce le province Unite e i Paesi Bassi belgi in un unico regno. 15 anni più tardi, ci fu la rivoluzione belga con la conseguente scissione dei due stati. Negli anni che vanno dal 1840 al 1849, grazie al Regno di Gugliemo II, venne abolita la schiavitù nelle colonie. Nel periodo che va dal 1890 al 1948 ci fu il Regno Guglielmina , grazie alla quale ci fu un grande sviluppo economico. Poi subentrò il Regno Giuliana fino al 1980. Nel 1999 Amsterdam entra a far parte dell’Unione Monetaria. Nello stesso anno, una crisi dovute a divergenze varie, fa cadere il governo.

Nel 2000, una legge legalizza l’eutanasia. Nel 2002 entra in vigore la moneta unica, ovver l’euro. A governare Amsterdam oggi, è la monarchia costituzionale. La lingua ufficiale è l’olandese, ma si parla anche un’altra lingua: il frisone. Per quanto riguarda le religioni, il popolo è diviso tra religione cattolica, protestante, musulmani. Non mancano gli atei e altri tipi di religioni. Dal 1996, è stata abolita la leva obbligatoria. Mentre per quanto riguarda l’istruzione, l’obbligo va dai 5 ai 18 anni. La scuola primaria dura 6 anni. Dopodichè, si passa alle scuole pre universitarie che durano altri 6 anni e preparano l’accesso all’università. Le normali scuole secondarie, durano dai 3 ai 5 anni e permettono comunque di frequentare successivamente l’università.

Cosa visitare

Amsterdam è una città da visitare in tutto e per tutto. In questa parte di guida, vi porto in giro per alcuni dei numerosi musei sparsi un pò in tutta la città. Uno di musei più noti è sicuramente quello di Van Gogh Museum. All’interno si possono ammirare i 200 dipinti dell’artista e circa 500 disegni e acquerelli. Possibilità di ammirare oggetti personali di Van Gogh e lettere personali scritte al fratello del pittore, oltre alla collezione dello stesso fratello Theo.

Al Houseboat Museum, invece si può toccare con mano la vita vissuta nelle tipiche case-barche della città. Mostre contemporanee sono ospitate presso il Centro di Architettura di Amsterdam, situato presso un edificio progettato da Renè van Zuuk. Vakbondmuseum invece, è un edificio risalente al 1900, originariamente nato per ospitare i lavoratori di diamanti, per poi passare alla sede della Borsa di Amsterdam e oggi, teatro di numerosi concerti di musica classica.

Presso il Willet-Holthuysen Museum, si possono ammirare pezzi di arredamento originale, dipinti e oggetti d’epoca appartenenti a famiglie benestanti di un tempo. Museum Het Schip è invece un complesso appartenente al movimento archiettetonico De Amsterdamse School , sorto agli inizi del 1900. Se vi piacciono gli affreschi , presso il Tin, Il Museo del Teatro, potrete ammirarli su pareti e soffitti e lasciarvi andare per un viaggio nel tempo del teatro dal medioevo ai giorni nostri. Complementi d’arredi e preziosi si possono visitare presso l’Amstelkring Museum, ospitato in una casa del 500 e disposto su 2 piani. Un museo dedicato al mondo tropicale con storia dei paesi presi in considerazione , si può visitare al Tropenmuseum, costruito nel 1926.

Allard Pierson Museum è invece il museo specializzato in archeologia. All’interno, reperti di popoli etruschi , greci, egizi, tanto per citarne alcuni. Persmuseum è il museo della carta, con ben 4 secoli di storia, tutti racchiusi in un ordinato archivio di giornali, riviste e immagini politiche. Un archivio simile è presente al Gemeentearchief , con mappe, disegni e tutto quanto serve per conoscere la città di Amsterdam e i suoi abitanti. Non potete non visitare il famoso Museo delle cere che da circa 16 anni ha una proprio sede anche ad Amsterdam. Personaggi famosi di ieri e di oggi sono i protagonisti del museo.

A disposizione dei turisti, la possibilità di fare foto accanto ai personaggi in cera. Per gli amanti dei felini, c’è il Katten Kabinet, ovvero il Museo del gatto, che risiede in un’antica dimora risalente al XVII secolo ed è disposto su due piani. Un museo dedicato interamente ai gatti ma soprattutto a J.P.Morgan , il gatto del fondatore di questo curioso museo. All’interno del museo, oltre a dipinti, anche oggetti d’arte.

Come muoversi

Per muoversi tranquillamente per la città di Amsterdam, il tram risulta essere il mezzo di trasporto migliore. I biglietti possono essere acquistati direttamente a bordo, ma è sicuramente conveniente munirsi di “Strippenkaart”, uno speciale pass valido anche su autobus e metro. Si tratta di un tipo di biglietto speciale a disposizione dei tanti turisti che ogni anno affollano la città.

L’ultima corsa per il tram, è prevista poco dopo la mezzanotte. Esistono tuttavia corse notturne ma occorre munirsi di un altro pass, in quanto lo strippenkaart in questo caso non è valido. Durante il giorno, sono numerose le corse dei bus da e per località nei dintorni di Amsterdam. Tuttavia, si può optare anche per la metropolitana , veloce e comoda.

Anche in questo caso, sono a disposizione dei speciali pass. Non dimentichiamoci dei taxi che dopo la vostra chiamata , arriveranno da voi in pochi minuti. Pensate che questo servizio nel fine settimana è ampiamente utilizzato. Vi toccherà pagare poco meno di 2 euro per chilometro di percorrenza. In giro per Amsterdam, tuttavia, il mezzo più utilizzato è la bicicletta, sicuramente un metodo veloce per spostarsi da un posto all’altro. A questo proposito, ci sono diversi punti di noleggio che offrono questo servizio.

E’ possibile noleggiare anche le auto, ma non è una buona scelta. Come vedremo più avanti, ci sono regole piuttosto severe che devono essere seguite, pena il pagamento di multe salate. In ogni caso, sono molti anche in questo caso, i punti di noleggio delle auto. Da non dimenticare le linee ferroviarie per spostarsi da una città all’altra e i vostri piedi per fare delle belle passeggiate.

Dove mangiare

Quando andiamo a visitare una nuova città, oltre all’arte e alla cultura, vogliamo trovare e sperimentare la cucina del posto. E’ pressochè inutile, andare all’estero, e in questo caso parliamo di Amsterdam, andare a cena e mangiare la classica pizza italiana. Meglio scegliere per le specialità tipiche. Ma cosa mangiano gli olandesi? Il popolo olandese ama molto le zuppe, la carne, il pesce e le patate, oltre a formaggi di oltre 50 tipologie, verdure fresche, insalate , dolci a base di latte e spezie.

La cucina di Amsterdam rievoca il passato coloniale con profumi, aromi e sapori tipicamente esotici. Nella capitale dei Paesi Bassi, c’è l’imbarazzo della scelta tra poco più di 700 ristoranti, e potrete scegliere quello adatto alle vostre tasche. Molti sono i ristoranti con cucine di altri paesi, quindi sapori cinesi, turchi, giapponesi, indonesiani, spagnoli, pakistani. I ristoranti con cucina tipica si trovano tutte nel centro città, ma sono piuttosto piccoli, quindi se decidete per uno di questi, meglio prenotare magari nel pomeriggio.Una curiosità di questi locali riguarda i tavoli.

Ogni tavolo può essere utilizzato una sola volta per sera. Quindi , dove mangerete voi, non mangerà nessun altro la stessa sera e nessuno avrà mangiato prima di voi. E’ buona abitudine, quando si va in un paese straniero, attenersi alle loro abitudini, ai loro usi e costumi. Per questo, di seguito, vi spiego la giornata tipo di un olandese , per quanto riguarda la cucina. Iniziamo dalla colazione che è formata da pane con burro e marmellata, dolci allo zenzero e prosciutto. Bevande in quantità abnormi sono thè e caffè. Un rituale che è praticamente una regola fissa, è quella della pausa caffè a metà mattina. Se desiderate un caffè basta chiedere un bruin cafè, mentre se lo preferite macchiato, chiedete un caffè malfatto , ovvero il koffie verkeerd.

All’ora di pranzo, gli olandesi preferiscono pane con burro, carne fredda , verdure. Da ultimo caffè oppure thè. Nella stagione estiva, il piatto ideale è l’uitsmijter , un insieme di pane, carne e formaggio, uova fritte. Nella stagione fredda, invece, le zuppe compaiono in tutte le tavole, e sono accompagnate da piselli e patate. Il budino con farina di semola e salsa di ribes, è uno dei dessert tipici di Amsterdam. Non perdetevi la merenda, nei bar potete ordinare il thè del pomeriggio con pasticcini e cialde al burro e zucchero. Se il vostro palato è per il salato, optate per le patatine fritte con mostarda e maionese.

Dopo la merenda, a distanza di circa un’ora , c’è un’altra pausa, quella del drink, chiamato “borrel”. Potete scegliere tra vino, birra e gin e assaporarla con squisite noccioline, oppure polpettine di ragù di manzo aromatizzate. All’ora di cena, si mangiano spesso verdure fresche con insalata, carne o pesce , e per finire un dolce a base di latte. Se avete amici olandesi che vi invitano a cena a casa loro, ricordatevi di non andare a mani vuote. Fiori o cioccolatini sono ben accetti. Dopo aver trascorso una settimana tra la cucina olandese, pesatevi e noterete l’ago della bilancia impazzito!!! Quindi, non dimenticatevi di fare lunghe passeggiate e di non abbandonarmi ai riposini pomeridiani, subito dopo aver mangiato .

Nei dintorni

Una buona occasione per chi va in una città nuova, è visitare anche i dintorni. L’ideale è organizzarsi bene tutta la settimana, oppure rivolgersi ad un’agenzia di viaggio della vostra città, che vi organizzerà anche le gite fuori porta. Qui, siamo ad Amsterdam, e nelle zone limitrofe, ci sono città famose e non , che in ogni caso, vale la pena, di visitarle. Una delle città più belle nei dintorni della capitale, è sicuramente Rotterdam. E’ una grande città industriale e commerciale oltre ad essere uno dei più grandi porti mercantili di tutto il mondo. Rotterdam è situata sulla Nuova Mosa, vicino al fiume Rotte ( da qui il nome della città).

Aia è un’altra città capoluogo dell’Olanda meridionale e conta circa 463mila abitanti. Dista da Amsterdam 50 km, quindi fate i conti con il vostro orologio , se volete trascorrere una giornata in questa città. Groninga invece è la città, capoluogo dell’omonima provincia. Un pò più lontanuccia, circa 145 km a nord est di Amsterdam, è un importante centro commerciale , famosa per i suoi prodotti agricoli e il bestiame, oltre ad essere un centro culturale, con grandi industrie tessile, chimiche e meccaniche.

A Groninga risiede un’importante università che risale al lontano 1614 , oltre all’aeroporto. Nella provincia di Brabante, la città principale è Eindhoven. Importante nodo stradale , ferroviario oltre ad essere un polo commerciale di grande dimensioni. E’ sede di una grossa multinazionale elettronica.

Inoltre, dispone di industrie tessili, alimentari, chimiche. A soli 35 km da Amsterdam, potete visitare Utrecht, capoluogo dell’omonima provincia. Città sviluppata economicamente già ai tempi dei romani, oggi è un grosso porto fluviale sul canale Amsterdam-Reno. E’ una città conosciuta per le sue numerose fiere che organizza annualmente, ed è la sede di industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, alimentari e del tabacco. Anche qui, come a Groninga, è presente un’università importante risalente alla metà del 1600.

Divieti

Amsterdam è una grande città con delle regole ben precise da seguire e rispettare. Ricordate che se andate in visita in questa città siete dei turisti e come tali vi dovete attenere ai loro usi e costumi, alla loro etica, alle loro leggi e alle loro regole. Di seguito, una serie di divieti imposti dalla città. Per prima cosa, il fumo. Dal 2004 è vietato fumare sui treni e nelle stazioni. Tuttavia, sono state create delle aree riservate ai fumatori, che se “beccati” in altri posti, vengono multati di 25 euro.

Ricordatevi che le piste ciclabili sono esclusivamente indicate per i ciclisti, mentre i pedoni possono camminare nelle aree a loro designate. I controlli sono molto severi , quindi non fate i furbetti. Metà del traffico in Olanda è formato proprio da questo mezzo due ruote. Se vi muovete in auto, evitate di parcheggiare in centro, dove il “gratta e parcheggia” olandese è davvero caro. Se invece, parcheggiate senza pagare la tariffa, la macchina verrà bloccata dagli addetti.

Per sbloccarla, oltre a dover sborsare soldi, occorre attendere 24 ore. In caso contrario, viene rimossa e per ritirarla, non vi basterà un mese di lavoro. Attenzione anche se decidete di muovervi coi mezzi pubblici. Munitevi di biglietto, se non volete incorrere in multe da oltre 50 euro. Vietato bere alcolici in giro per la città, se acquistati nei pub, devono essere consumati all’interno del locale.

Niente caos di notte nel centro di Amsterdam, dove in ogni caso, la gente del posto devo riposare per andare al lavoro il giorno dopo.I minorenni non possono entrare nei locali dove vengono vendute droghe leggere. Le droghe pesanti invece, sono proibite. Tuttavia, alcuni malintenzionati del posto, si divertono a vendere detersivi e zucchero spacciandola per polvere bianca.

Vietato fotografare le ragazze che praticano il mestiere più antico del mondo, nel quartiere a luci rosse. Potreste imbattervi in una colluttazione!! Infine, è vietato espletare i propri bisogni fisiologici per strada, se non volete incappare in una multa di poco meno di 50 euro.

Dove alloggiare

Amsterdam offre diverse soluzioni di alloggio per i turisti. Le più economiche sono gli ostelli per la gioventù, i Bed and Breakfast e i campeggi, ma c’è anche una vasta scelta di hotel di ogni categoria. Inoltre molto diffuse sono le case galleggianti e gli appartamenti sui canali. Le case galleggianti, o House boat, sono vecchie imbarcazioni che furono costruite per navigare in acque movimentate ma successivamente vennero modificate e rese stabili e accoglienti per i vari turisti che desiderano provare la sensazione di vivere sull’acqua.

Ad Amsterdam ci sono 350 alberghi, di cui la maggior parte situati vicino a fermate di bus e metrò. Numerosi alberghi di lusso sono situati in palazzi storici del centro che custodiscono la storia di Amsterdam. Fuori dal centro, gli alberghi si trovano nella zona sud della città, ma prima di prenotare è sempre meglio informarsi sulla posizione dell’albergo. La città organizza spesso fiere internazionali e concerti, e nel periodo estivo e natalizio si riempie di turisti, per questi motivi è sempre conveniente prenotare con lungo anticipo.

Ma se non doveste fare in tempo a prenotare, o la vostra voglia di avventura è sempre maggiore e quindi decidete di partire “alla cieca”, allora potete rivolgervi al VVV Amsterdam Tourist Office, che vi aiuterà a trovare una sistemazione alberghiera per lo stesso giorno o per quelli successivi e inoltre può fornirvi anche guide, cartine e prenotazioni di escursioni, biglietti per musei, trasporti e gite varie. E ora, a voi la scelta.

Cosa Vedere a Roma

La città “storica” per eccellenza, incontro di motivi pagani e cristiani, classici e rinascimentali, è attualmente una delle più apprezzate e visitate mete turistiche al mondo.

L’appellativo di “Citta Eterna” che la contraddistingue conferma e testimonia il ruolo di primo piano che, culturalmente e politicamente, ancora la città riveste.

Entrando a Roma l’impatto con la storia è immediato e d’effetto: possenti rovine circondano le abitazioni avvolgendole in un suggestivo connubio di antico e moderno.

E la grandezza della Tradizione fa ancora udire la sua voce. Una visita alla città eterna non può dunque non iniziare da un’immersione nel passato, percorrendone le antiche vestigia dove accessibili.

Roma dove e come
Un pò di geografia
Roma occupa una posizione geograficamente (oltre che climaticamente) favorevole essendo collocata più o meno al centro della penisola italica e dunque luogo di snodo e confluenza di arterie stradali e ferroviarie. Situata
sulle rive del Tevere, non lontana dalla foce, la città sorge sui noti sette colli e alcuni piccoli rilievi, estendendosi su una superficie di circa 1300mq. Conta 2.700.000 abitanti ed è capoluogo d’Italia e della Regione Lazio. E’ divisa in 23 rioni.

Giungere a Roma

Si raggiunge Roma in auto attraverso l’A1, l’A12 o l’A24 immettendosi successivamente sul grande raccordo anulare che la circonda.
Le vecchie vie consolari, poi (Aurelia, Cassia, Flaminia, Tiburtina, ecc..), raggiungono il cuore della città da diverse direzioni, seguendo il tracciato delle antiche strade romane.
Le principali stazioni ferroviarie, per dimensioni e traffico, sono Roma Tiburtina e Roma Termini, che costituisce la stazione centrale. Da Termini partono numerose linee di autobus ATAC che raggiungono tutti i quartieri della città, e diverse corse di taxi.

Un’altro modo per attraversare la città velocemente e senza contrattempi è la metropolitana. Al momento sono in funzione due linee, la linea A, che collega la stazione di Anagnina con quella di Battistini, e la linea B, che conduce da Laurentina a Rebibbia. Le linee si incrociano nei pressi di Roma Termini, da cui è possibile viaggiare in tutte le direzioni.

Si consiglia di acquistare biglietti romapass (validi tre giorni) o biglietti giornalieri che, al prezzo di 4 euro, consentono di utilizzare per tutto il giorno qualsiasi mezzo pubblico della città. Ciò facilita spostamenti rapidi ed efficienti, oltre ad un notevole risparmio ed una maggiore comodità.

Un passo indietro: la Roma storica
Il cuore simbolico dell’antica Roma è il Colosseo, maestoso anfiteatro teatro di ludi pubblici, dove si esibivano i gladiatori in giochi spesso cruenti e letali. Vi si accede velocemente dalla fermata “Colosseo” della metro, e può esser visitato anche all’interno, fino ai sotterranei dove erano stipati gladiatori e belve. Fuori, qualche simpatico romano vestito da centurione attende, immancabile, i turisti per le foto di rito.

Nelle vicinanze incontriamo il Foro Romano, adagiato tra il Palatino e il Campidoglio e ricco di rovine di templi e basiliche, e gli sfarzosi Fori Imperiali, edificati da diversi imperatori a partire da Cesare, ed il maggiore dei quali è il Foro di Traiano. Nei pressi dell’Arco di Tito si accede all’area archeologica del Palatino, per la quale si può utilizzare lo stesso biglietto di accesso al Colosseo.

Aggirando il colle del Campidoglio raggiungiamo il Circo Massimo, il grande stadio dove correvano le quadrighe, e da Via San Gregorio scopriamo l’Arco di Costantino, dal quale è nuovamente visibile il Colosseo.

Nel parco di Colle Oppio è la Domus Aurea, grande villa edificata da Nerone dopo l’incendio che devastò Roma. Gli interni conservano ancora intatti pitture e stucchi conosciuti come “grottesche” per la particolarità delle decorazioni.

Spostandoci verso il centro incontriamo infine il Pantheon, innalzato da Agrippa per onorare le sette divinità planetarie venerate a Roma e successivamente convertito in chiesa. Un’occhiata verso l’alto dà i brividi per l’immensa mole e l’effetto scenico creato dalla luce che attraversa l’apertura sulla cupola.

A spasso nel centro storico

La Roma della “bella vita”, delle pellicole di Fellini e del celebre bagno di Anita Ekberg, si incontra passeggiando nel centro storico, affollatissimo e ricco di curiosità e sorprese.
Uscendo da Villa Borghese o dalla fermata “ Spagna” della linea B della metro si giunge a Piazza di Spagna, sovrastata dalla celebre scalinata di Trinità dei Monti, uno dei luoghi più frequentati della città, ricco di negozi e cuore di una pulsante vita mondana.

Risalendo la scalinata si può godere di un bel panorama sulla piazza sottostante e sul centro storico:
al centro della piazza, la Fontana della Barcaccia, del Bernini. In alto, dietro di noi, la chiesa di Trinità dei Monti.
Proseguendo lungo le viuzze del centro storico, guidati anche da opportune indicazioni, possiamo, dopo una sosta al caffè Greco (il più vecchio della città) e un percorso-shopping a Via Condotti, giungere alla Fontana di Trevi, splendida e coreografica fontana dove i turisti che si affollano nella piccola piazza di Trevi sono soliti lanciare monetine seguendo un vecchio rito.

Dalla fontana ci si incammina, lungo Via del Tritone o qualche stradina laterale, verso Piazza Colonna e Montecitorio, dov’è attualmente il palazzo del Parlamento. In pochi minuti raggiungeremo anche Piazza della Minerva, con la chiesa di S. Maria della Minerva edificata su un tempio dedicato a Minerva, e il Pantheon, per poi sbucare, attraverso Piazza Sant’Eustachio e le sue suggestive case avvolte dall’edera, a Piazza Navona, con le sue tre fontane (la fontana dei fiumi, la fontana del moro e quella di Nettuno), la chiesa di S. Agnese in Agone ed il Palazzo Pamphilj. Ancora uno sforzo e siamo a Campo de’ Fiori, la piazza in cui fu arso al rogo Giordano Bruno, e al centro della quale svetta appunto una statua di bronzo a lui dedicata.

Se conserviamo ancora energie residue possiamo dirigerci verso Via di Torre Argentina e, imboccando Via delle Botteghe Oscure raggiungere Piazza Venezia, con una sosta a Palazzo Venezia (sede spesso di esposizioni d’arte) o all’imponente Altare della Patria, il monumento a Vittorio Emanuele II detto anche Vittoriano.

Parchi, musei, mondanità
Il verde a Roma
Villa Borghese è l’area verde più frequentata della città: vicina a Piazza di Spagna ed al centro storico, è luogo perfetto per una passeggiata all’aria aperta o per il jogging. Al suo interno è un caratteristico laghetto, dove è possibile prendere a nolo una barchetta a remi, e la Galleria Borghese, che conserva opere di Canova, Bernini, Caravaggio.

Il parco pubblico più esteso di Roma è invece villa Doria Pamphili, grande cuore verde della città. Il parco include l’antico Casino dell’Algardi e la fontana della lumaca del Bernini, immersi in uno splendido intrico di stradine e boschetti.

La seconda area verde della capitale in quanto ad estensione è Villa Ada, collocata a Nord lungo la Salaria e anch’essa aperta al pubblico. Ma la Roma Verde ha numerose altre roccaforti. Possono regalarci piacevoli passeggiate Villa Madama, visitabile su richiesta, Villa Torlonia, l’orto Botanico, il parco del Gianicolo, i giardini dell’Eur o il parco dell’Appia Antica, poco più distante dal centro.

I Musei
Per quel che riguarda i Musei Roma offre un ampio ventaglio di soluzioni, che spaziano dai Musei civici a quelli archeologici ed universitari, fino a numerosi musei storici ed artistici.
Un’utile acquisto è quello del Roma pass (18 euro) con il quale si usufruisce per 3 giorni dei trasporti in città, oltre a visitare due musei e sfruttare numerosi sconti. L’archeologia card, per 20 euro, ci regala invece una settimana tra i beni archeologici della Città Eterna.

Consigliamo una visita al Campidoglio ai Musei Capitolini, che espongono la celebre lupa, e al museo d’arte orientale, situato in via Merulana e ricco di testimonianze di svariate culture e civiltà orientali.

Il cuore della Roma mondana è indubbiamente, di giorno, Piazza di Spagna, con i suoi dintorni affollati di turisti e i suoi negozi. Da Piazza di Spagna si può raggiungere Via Veneto, la celebre strada della Dolce Vita Felliniana, Via Condotti o Via del Corso, popolate da numerosi negozi.
Ma per accedere al tempio della produzione cinematografica italiana dovremmo recarci a Cinecittà, l’Hollywood nostrana, raggiungibile dall’omonima stazione ed attualmente location di numerose produzioni italiane e non.

Roma
Non avete mai visitato la stupenda capitale italiana? O siete stati già colpiti dal suo fascino e volete tornarci al più presto? Se tra i vostri progetti futuri c’è quello di partire alla volta di Roma, vi consigliamo di iniziare a preparare da subito le valigie e di seguire, passo dopo passo, questa guida preparata appositamente per voi.

Qui troverete infatti i migliori hotel della capitale, distinti per fasce. Vi assicuriamo che tra le tante proposte, ci sarà sicuramente quella più adatta a voi.
Roma è certamente una delle più realtà italiane, una città ricca di storia, di leggende legate allo spettacolo e alla cultura. E’ facile perdersi lungo le vie che ospitano i maestosi monumenti, che costeggiano i musei. Strade dove si respira l’atmosfera dell’arte italiana e non solo. Basti pensare che il suo centro storico è uno dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

Bagnata dal fiume Tevere, Roma gode del classico clima mediterraneo. Che sia estate o inverno, la città è capace dunque di affascinare i suoi visitatori e di accoglierli nel migliore dei modi. Tanti i suoi simboli ricorrenti, come i colori ufficiali – il giallo ocra e il rosso porpora – , la dea Roma, oggi raffigurata sul monumento del Vittoriano, e l’acronimo S.P.Q.R., Senatus PopulusQue Romanus, che abbraccia il potere del Popolo e del Senato a capo della repubblica.

Roma, dicevamo, è anche capitale di cultura. E’ stata proprio infatti la prima città italiana a inaugurare la Notte Bianca, un avvenimento che ogni anno promuove bellissime iniziative in tutti i campi artistici. E poi festival di danza, rassegne di cinema, grandi stagioni liriche e tour che attraversano la penisola e fanno tappa nei grandi teatro come il Sistina, gare sportive come gli Internazionali di Tennis, fiere enogastronomiche e appuntamenti dell’artigianato nelle grandi strutture adibite per l’occasione, come l’Auditorium della Musica.

Soggiornare

Se desiderate scappare dalla vostra città per tuffarvi nelle bellezze di Roma, avete la possibilità di alloggiare in meravigliosi hotel sparsi per tutta la Capitale. Nessuna paura circa le spese da affrontare. Si va naturalmente da prezzi contenuti fino a hotel di lusso e più cari. Tutte strutture comunque dotate di personale altamente qualificato e gestite nei minimi particolari proprio per garantire ai clienti un soggiorno indimenticabile.

Pensate dunque alla fortuna di dormire nelle più belle zone della città. La ricchezza della zona antistante il Vaticano, l’arte dei Fori Imperiali che sfociano nell’imponente Colosseo, la vita mondana delle vie riservate allo shopping con i negozi delle grandi firme della moda italiana e internazionale, ceramiche artistiche, antiquariato e arredamenti classici e moderni.

Roma è tutto questo ma non solo. Ci sono infatti i numerosi rioni da visitare. Tra i più conosciuti: Campo Marzio che racchiude oggi Piazza di Spagna e Piazza del Popolo; Prati, conosciuto per Piazza Cavour e Piazza dei Quiriti; Testaccio, il quartiere degli operai sino alla fine dell’Ottocento; Esquilino, dove oggi sorge la stupenda Basilica di Santa Maria Maggiore.
Inoltre, tra i pregi di Roma, c’è quello di essere ben collegata grazie ai suoi numerosi mezzi di trasporto. L’ideale per i turisti che vogliono visitare ogni angolo della città in breve tempo, senza rimanere congestionati nel traffico cittadino.

Roma infatti è dotata di una lunga e velocissima linea metropolitana divisa in due percorsi.. Entrambi si incontrano poi in un unico punto, ovvero quello della stazione Termini. Ottima anche la rete costituita da bus, tram e filobus che copre ben 2.152 km. del territorio urbano.
Roma è così, una città dai mille volti, una frenetica quotidianità, Caput Mundi. Un luogo capace di dare intense emozioni a chi la visita e a chi, da lontano, respira la sua storia e l’ama silenziosamente.

Cosa Vedere a Oslo

In questa guida vi porterò in un bellissimo viaggio virtuale . Arriveremo in una città del Nord Europa: Oslo. Dopo una breve introduzione sulla storia della Capitale della Norvegia, faremo tappa nei principali monumenti da visitare a Oslo e nei dintorni, senza dimenticare le specialità culinarie.

Cenni storici

Oslo è la città più antica della Norvegia, oltre che capitale della stessa Nazione. Fu fondata nel 1049 per opera del Re Harald Hardrada. Nel XIV secolo, il Re Hakon V fece costruire una fortezza denominata “Akershus Festining”. La peste , nel 1348 decimò la popolazione di Oslo, tanto che l’intera Norvegia si unì con la Danimarca. Questo fece si che negli anni che vanno dal 1397 al 1624 , Oslo venne dimenticata. Tutto il commercio e gli affari norvegesi vennero concentrati sulla città di Copenhagen. Nel 1624 Oslo venne completamente incendiata .

Fu grazie al Re Christian IV che Oslo venne ricostruita e battezzata “Christiana”. Bisognerà attendere il 1814 per la rifioritura economica della città di Christiana che nel frattempo insieme a tutta l’intera Nazione della Norvegia, si unì alla Svezia. Nel 1905 le due nazioni si divisero e quindici anni più tardi , la città norvegese venne ribattezzata Oslo. Conobbe in seguito un periodo di declino economico dovuto alle conseguenze della prima guerra mondiale. Da sempre dichiarata “neutrale”, l’intera Norvegia , durante la seconda guerra mondiale, venne occupata dai tedeschi. Bisognerà attendere il dopoguerra per fare di Oslo una città economicamente ricca , grazie anche alla scoperta , nel Mare del Nord, di giacimenti di petrolio.

Oggi, Oslo oltre ad essere capitale della Norvegia, rientra tra le città, prime al mondo, per la sua vasta estensione. La popolazione stimata di Oslo è pari a poco più di 790mila abitanti. Una curiosità di Oslo, riguarda il Patrono della città. Intorno all’anno 1100 , un giovane di nome Halvard vide due uomini a bordo di una barca, che stavano tentando di far annegare una giovane donna.

Halvard che, accorse in suo aiuto, riuscì a salvarla, ma fu colpito al volto dai due balordi, con una freccia, fino all’ultimo colpo che gli fu fatale. Questo suo gesto, restò un grande sacrificio, tanto che fu santificato e subito dopo venne nominato Patrono della capitale Norvegia. Nell’attuale stemma di Oslo, si può infatti notare l’effigie di Halvard.

Eventi e manifestazioni

Anche nella città di Oslo, come in ogni città che si rispetti, vengono organizzati diversi eventi, diverse manifestazioni. Iniziamo questa breve carrellata dalla Festa Nazionale norvegese, che viene festeggiata il 17 maggio di ogni anno, ovvero il giorno della Costituzione. Questa è una delle feste più sentite da tutto il popolo norvegese. Protagonisti della festa sono : il popolo che indossa costumi popolari, antichi abiti tradizionali norvegesi, le bande musicali che con le loro musiche passano lungo le vie principali della città, e ancora gli alunni delle scuole che lungo la strada principale di Oslo, il Karl Johans Gate, sfilano fino a giungere il Palazzo Reale.

Una volta arrivati davanti al Palazzo, i bimbi vengono salutati dai sovrani. Una festa sentita da tutta la Norvegia, che viene festeggiata davvero con molta enfasi. Un altrro evento importante per i norvegesi è quello organizzato il 23 giugno di ogni anno.

La festa in questione è denominata “Vigilia di mezz’estate” ed è un grande evento che viene organizzato nelle spiagge. Protagonisti in questo caso, sono i diversi e tradizionali falò che si accendono in spiaggia. Sempre d’estate , Oslo organizza altre manifestazioni, tali da rendere “viva” la città, sempre piena di turisti, e proporre loro, diverse scelte per trascorrere all’insegna del divertimento, il loro soggiorno a Oslo. Tra le molte proposte, segnaliamo “La festa dei Crostacei”, dove i protagonisti indiscussi sono i piatti culinari a base di crostacei.

Molti poi i Festival organizzati in ambito musicale e tra questi segnaliamo il Festival di Rock e Jazz, il Festival musicale Kalvoya, il Festival da musica da camera, dedicata alle musiche classiche, l’International Jazz Festival, e l’Ultima Contemporary Music Festival. Questi i principali eventi organizzati nella Capitale norvegese per i migliaia di turisti che ogni giorno affollano la città. Il “clou” del turismo comunque, è nel periodo estivo, dove l’unico inconveniente è l’aumento dei prezzi in ogni settore.

In giro per la città

Oslo è attorniata da tantissimi musei, chiese e monumenti. Iniziamo il nostro tour dalla strada principale della città: la Karl Joans Gate. Qui possiamo trovare numerosi negozi, tanti locali, ristoranti, pub , bar e molti artisti di strada. Al termine della Karl Joans Gate , trova posto il Palazzo Reale e possiamo visitare il Parlamento. Se ci incamminiamo verso il Porto, incontreremo la classica passeggiata denominata “Aker Brygge”, e un’altra fetta di commercio. Nella baia del porto possiamo ammirare la bellezza della fortezza Akershus. Si tratta di una costruzione che riporta indietro nel tempo fino al 1300.

All’interno della fortezza , trovano posto le prigioni sotteranee dei prigionieri, diverse sale adibite un tempo al ricevimento e la cappella. All’interno di quest’ultima le cripte di Re Olav V e di Re Hakon VII. Vicino alla fortezza, trovano spazio il Municipio costruito in mattoni rossi, e due torri con l’orologio. Per visitare i più bei musei del posto, dobbiamo spostarci nella Penisola di Bygday, raggiungibile in un quarto d’ora con un traghetto. Uno dei musei rinomati è il Museo Popolare.

Si tratta di un Museo aperto dov’è possibile rimanere folgorati dalla bellezza delle navi antiche di origine vichinga, e una particolare zattera ( il Kon-Tiri) di proprietà di Thor -Hederdahl. Altri musei degni di essere visitati, sono il Museo dello sci, il Museo delle Nave Fram, il Museo Folkloristico. Da visitare il Vigerland Park. Si tratta di un parco con annesso un laghetto e tante statue. Se volete trascorrere un pò di relax , nulla vi vieta di sdraiarvi sull’erba e respirare aria pulita. Per quanto riguarda le Chiese, non mancate di visitare la Cattedrale Domkirke, la più importante della Capitale norvegese. Queste sono le principali strutture da visitare in un soggiorno a Oslo. Nel prossimo paragrafo, faremo invece delle gite in giro per tutta la Norvegia, arrivando addirittura a Capo Nord.

Escursioni

Molte le escursioni più o meno vicine a Oslo. Iniziamo il nostro giro , recandoci nella città di Bergen. Una zona particolare di Bergen, è rappresentata dal “Bryggen”, quartiere costituito da casette di legno sistemate una sopra l’altra. La zona in passato era passaggio di magazzini merci che arrivavano con le navi. Proprio dalla città di Bergen, partono le diverse escursioni con destinazione i fiordi. In questo viaggio virtuale, con il treno, possiamo raggiungere Flam, e da qui fare escursioni tra i fiordi.

Se amate la natura in ogni sua sfaccettatura, rimarrete davvero senza fiato. Nelle vicinanze troviamo anche una stazione sciistica, ma noi proseguiamo per Voss. Nella cittadina di Tromso, possiamo visitare la Cattedrale e goderci il paesaggio attorno. Se abbiamo più tempo a disposizione, possiamo organizzare una tappa nella città più a nord della Norvegia: Hammerfest.

Da qui, si può raggiungere CapoNord e visitare l’isola Mageroya. Per arrivare all’isola, occorre immettersi in un tunnel sottomarino per la bellezza di 6 km. L’isola è costituita da villaggi di pescatori, e da campeggi. Un’attrazione da non perdere è sicuramente il Nordkapp. Dopo aver pagato una cifra “salata per l’ingresso , potete visitare negozi, ristoranti, pub , bar e cinema.

Da qui , si può ammirare , tempo permettendo, lo spettacolo unico di vedere il sole a mezzanotte. Questo è un veloce tour nelle principali città della Norvegia. Sicuramente, non riuscirete a visitare tutto, ma vi resterà il pretesto per poter tornare presto a Oslo e proseguire le nostre gite. Il tutto ci permetterà di immortalare con la videocamera o la digitale, dei video e delle immagini che ci ricorderanno dei momenti magici, trascorsi lontano dal lavoro, lontano da casa , lontano dai problemi e liberi dalla routine quotidiana.

Prodotti tipici

La risorsa principale di tutta la Norvegia è il mare! Basti pensare che tutta la costa compresi i fiordi misura 57mila chilometri. Questo permette all’intera nazione di praticare una pesca di circa 3 tonnellate annue. Se continuiamo a parlare di numeri, possiamo dire che i pescherecci presenti sono circa 10mila. La Norvegia esporta il pesce in tutta l’Europa, con oltre 2mila prodotti diversi tra loro. La pesca e il suo commercio dà lavoro a circa 30mila persone suddivise tra le diverse attività.

Sicuramente, il salmone norvegese, è il prodotto tipico per eccellenza, il quanto costituisce una grande risorsa economica. Ma oltre al salmone norvegese, ci sono altri tipi di pesce, tra cui lo skrei, un tipo di merluzzo. Questa specie di pesce viene pescato nel Nord della Norvegia. Altri pesci sono il merluzzo atlantico, l’ippoglosso, la rana pescatrice. E poi, sgombri, aringhe, gamberoni, coregoni, granchi.

Tutte le varietà di pesce norvegese vengono esportati sottoforma di prodotti freschi, affumicati e surgelati, e ancora sottoforma di prodotti ittici impanati, marinati o in scatola. Se escludiamo il pesce, altri piatti norvegesi sono: la carne in rotolo e le zuppe. Molto utilizzate anche le patate per la preparazione di diversi piatti tra cui il “lefse di patate”. Per preparlo, occorre per prima cosa far bollire tre tazze di acqua e 1/3 di latte preferibilmente intero, una tazza di metà latte e metà panna e mezza tazza di margarina. In una ciotola mettete il composto liquido ottenuto insieme a 4 cucchiai di zucchero , tre di acqua calda e lavorate il tutto.

Conservate in frigorifero per circa 10 ore. Poi occorre impastare le lefse. Per farlo, bisogna lavorare una tazza di farina, due di preparato di patate, aggiustate, se occorre di farina. Otterrete un impasto che stenderete su una teglia imburrata. Tagliate la sfoglia con appositi stampini per creare i “lefse” e infornate a 200° fino a che i lefse, risultino dorati. Queste sono le principali risorse economiche di tutta la Norvegia.

Consigli utili per soggiornarvi
Di seguito una serie di consigli utili da seguire, se avete scelto come meta per le vostre vacanze, la città di Oslo. Da sottolineare come prima cosa che i prezzi sono davvero alle stelle, soprattutto nel periodo “clou” del turismo, ovvero durante l’estate.

I prezzi sono alti, un pò in ogni settore. Una vacanza ad Oslo, con alcune precauzioni e dritte, possono farla tutti, anche chi pensa di non farcela economicamente. Infondo, qual’è la località turistica dove non aumentano i prezzi cosidetta” alta stagione”. Piuttosto di un hotel, potete prendere in affitto appartamenti da privati o piccole pensioni. Sono ben tenute , comode e nessuno vi disturberà. In questo caso, potete recarvi nei supermercati della città per fare la spesa. Sicuramente, anche una cena fuori ci può stare, per assaporare i prodotti tipici della Norvegia.

Se avete intenzione di trascorrere una vacanza “culturale” in giro per musei, procuratevi la “Oslo Card”. Si tratta di uno speciale “pass”, di un abbonamento a buon prezzo che vi permette di visitare i diversi musei e di poter utilizzare quotidianamente, tutti i mezzi di trasporto. Nella stagione invernale, la temperatura non supera mai gli zero gradi. Oslo è una città piuttosto piovosa ma la primavera è la stagione con meno precipitazioni. Tuttavia , durante il vostro soggiorno a Oslo, non dimenticatevi di mettere in valigia impermeabili, ombrelli e maglioni di lana.

Se amate fare i pic nic, fateli, ma solo nelle aree attrezzate e in ogni caso, in qualsiasi posto vi troviate, rispettare la natura. Se volete spostarvi in macchina, potete noleggiarla , ma è bene sapere che i limiti di velocità sono ridotti rispetto a quelli in vigore nel nostro Paese. Molti posti però possono essere raggiunti solo a piedi. Per questo, meglio affidarsi ad una buona guida, che vi porterà in siti davvero meravigliosi. Una curiosità che riguarda CapoNord. Il punto più a nord è Knivskjelodden, e non Capo Nord, come molto credono. Knivskjelodden dista 9 km da Capo Nord e ci si può arrivare solo a piedi.

Occorre posteggiare l’auto a CapoNord e camminare per circa 5 ore prima di giungere a destinazione. Se, infine volete comprare dei souvenirs, sono molti i negozietti dove potete sbizzarrirvi ad acquistare simpatici troll originali. Per ricordare la vostra vacanza, potete acquistare anche capi di abbigliamento quali maglioni di lana. Se invece, volete assaporare il gusto culinario norvegese anche quando sarete tornati in Italia, acquistate del buon salmone norvegese.

Cosa Vedere in Toscana

Patria di grandi artisti, di illustri personalità, di eccellenti intellettuali e della nostra lingua, terra di colori, di sapori, di profumi di bellezze naturali, di paesaggi incantevoli e di scenari senza tempo, luogo d’arte, di cultura, ma anche di divertimento di persone accoglienti, calorose e disponibili, la Toscana ammalia, affascina,attira, strega.

La Toscana è una delle maggiori regioni italiane per patrimonio artistico, storico, culturale, e paesaggistico. Questa regione è posta nell’Italia centrale, confina a nord con l’Emila-Romagna, a nord-ovest con la Liguria, a sud con il Lazio e ad est con le Marche e con l’Umbria. È bagnata dal Mar Tirreno nel tratto costiero che va dal promontorio di Piombino alla foce del fiume Chiarone che segna il confine con il Lazio; nella parte centro settentrionale invece si affaccia sul Mar Ligure.
Informazioni generali
La Toscana amministra anche le isole che fanno parte dell’Arcipelago Toscano. Il capoluogo di regione è Firenze; i capoluoghi di provincia sono Arezzo, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Siena.

La Toscana conta più di tre milioni e mezzo di abitanti che rappresentano più del 6% della popolazione italiana, anche se la densità della popolazione è di 155 abitanti per km/q, quindi inferiore alla media nazionale. Poco più del 10% della popolazione vive a Firenze e circa un terzo nell’area Firenze-Prato-Pistoia. Altre zone densamente popolate sono l’area intorno a Livorno, la fascia costiera vicino a Massa-Carrara, la Versilia, la Valdinievole, la piana di Lucca, l’area intorno a Pisa e il Valdarno. Scarsamente popolata invece è l’intera area appenninica.

Geografia

Il territorio toscano è per il 66,5% collinare, per l’8,4% pianeggiante e per il resto montuoso. A nord e ad est la Toscana è circondata dagli Appennini, anche se nella regione vi sono altri rilievi degni di nota: nella parte centro settentrionale ci sono le Alpi Apuane e il Monte Pisano; a nord si trova la Montagna Pistoiese, nella parte centrale i monti del Chianti, ad est il Pratomagno.

A sud rilievi importanti sono le Colline Metallifere, il massiccio del Monte Amiata e più ad oriente il Monte Cetona. I vari sistemi collinari sono separati dalle vallate formate dai vari corsi d’acqua e poi digradano verso ovest in pianure. Nella parte centrale ci sono le colline livornesi, le Balze di Volterra, il Montalbano, le colline del Chianti, della Valdelsa e della Valtiberina. Per quanto riguarda le pianure, le coste settentrionali comprendono la Versilia, mentre l’area pianeggiante tra Pisa e Livorno comprende l’ultimo tratto del Valdarno inferiore.

Luogo tutta la costa centro-meridionale si estende la Maremma. La zona pianeggiante più estesa è il Valdarno a sua volta suddiviso in superiore (a monte di Firenze), medio Valdarno (attorno alla città di Firenze) e Valdarno inferiore (a valle di Firenze). Il litorale Toscano è di circa 230 km; l’Arcipelago toscano è costituito da 7 isole principali e alcuni isolotti più piccoli.

Una leggenda narra che le isole dell’Arcipelago si sarebbero originate dalle perle di una corona indossata da Venere e caduta accidentalmente in mare. L’isola principale è l’Elba, a sud della quale si trovano l’Isola di Pianosa, l’isola di Montecristo, l’isola del Giglio e l’isola di Giannutri. A nord si trovano invece l’Isola di Capraia e l’Isola di Gorgona.

Storia

Risulta essere difficile stabilire con esattezza quali furono i primi popoli ad abitare la regione; le prime tracce certe di insediamenti risalgono al secondo millennio a.C.. fra il decimo e l’ottavo secolo a.c. durante l’età del Ferro, la Toscana era abitata dalla civiltà villanoviana, un insediamento di grande valore archeologico, dove ci sono numerosi ritrovamenti che attestano i progressi nella lavorazione dei metalli. Verso l’ottavo secolo prima di Cristo appaiono i primi segni degli Etruschi: questi chiamarono la Regione Etruria, poi i Romani la nominarono Tuscia, poi Tuscanica e infine Toscana.

La loro origine è tuttora incerta: secondo alcuni erano un popolo proveniente dall’Asia Minore, secondo altri erano popolazioni autoctone che subirono influenze esterne. Verso il sesto secolo a.C gli Etruschi raggiunsero il culmine della loro potenza e possedevano territori dalla Pianura Padana alla Campania. Il livello di civiltà raggiunto da questo popolo è testimoniato da importantissimi reperti archeologici. Nel terzo secolo a.C. gli etruschi furono sconfitti dalla potenza militare dei romani; dopo l’iniziale periodo di prosperità dovuto allo sviluppo dei commerci, all’estrazione del ferro e all’artigianato, la regione subì un crollo economico, sociale e culturale.

Alla caduta dell’Impero Romano la regione subì la dominazione ostrogota, bizantina e poi longobarda che la trasformarono in ducato, con sede a Lucca. Quando Carlo Magno fece crollare i longobardi, il ducato divenne contea e poi marchesato di Lucca. Verso il XII secolo iniziò il periodo dei liberi comuni e Lucca divenne il primo comune in Italia. Con la nascita di libere associazioni di arti e mestieri la Toscana divenne esempio di autonomia culturale, economica e sociale.

Tra le città della regione spiccava Firenze. Il Rinascimento italiano deve molto a questa regione e a Firenze: basta pensare a Giotto e Dante Alighieri nel ‘300 e a tutti gli altri artisti quattrocenteschi. Il rinascimento è inscindibilmente legato alla famiglia dei Medici che governarono Firenze fino al 1737 facendola brillare in Italia e in tutta Europa, grazie all’arte e alla scienza. Dal 1737 il Granducato di Toscana passò sotto la famiglia dei Lorena, austriaci, che governarono fino al 1859: anche i Lorena furono principi liberali e resero la regione una delle più ricche d’Italia.

Non si può non citare la più grande innovazione voluta da Pietro Leopoldo, l’abolizione della pena di morte. La Toscana ospitò durante il periodo napoleonico e nel primo rinascimento patrioti e scrittori che trovarono asilo politico. La Toscana verrà annessa al nuovo stato unitario in seguito ad un plebiscito popolare . Firenze fu capitale del Regno d’Italia per 5 anni, in attesa che la capitale fosse spostata a Roma, nel 1870. Pur conservando una sua specificità, da questo momento la sua storia è quelle dello stato Italiano.

Arte

Poche regioni nel nostro paese e nel mondo possiedono un patrimonio artistico così consistente e variegato. Inoltre la particolarità della Toscana è che le testimonianze artistiche presenti riguardano tutta la storia, dall’antichità alla contemporaneità.

La città più famosa ed attraente della Toscana è senza dubbio Firenze, bagnata dal fiume Arno e circondata dalle colline, di origine romana, conobbe il suo massimo splendore con la famiglia dei Medici: da quel momento infatti i più importanti artisti come Giotto, Cimabue, Michelangelo, Brunelleschi, Botticelli, hanno lasciato con le loro opere una traccia indimenticabile che ancora possiamo ammirare grazie alle loro sculture, ai dipinti e alle opere di architettura come il Duomo, Palazzo Vecchio e moltissime altre. Firenze inoltre ospita musei di fama internazionale: la galleria degli Uffizi, le Cappelle medicee, il Museo Nazionale del Bargello e la Galleria dell’Accademia.

Ma Firenze è tutta un’opera d’arte, ogni via, ogni palazzo, ogni giardino ha il sapore della storia e un aura di romanticismo. Un’altra delle mete quotate dai turisti è la città di Siena, di origine etrusca, che raggiunge la sua fortuna nel medioevo, di cui oggi rimangono palazzi e strade. Molto interessanti sono il Duomo del XIV secolo, piazza del campo-sede del Palio- e gli edifici circostanti. Nota in tutto il mondo, soprattutto per la sua torre pendente è Pisa, anch’essa di origine etrusca, poi divenuta colonia romana. La città è bagnata dal fiume Arno e raggiunse l’apice della potenza nell’XI secolo come base navale: i suoi traffici commerciali interessavano tutto il mediterraneo.

San Gimignano inizialmente era un piccolo borgo etrusco che ha cominciato ad espandersi dal X secolo; durante il medioevo possedeva ben 72 torri, oggi ne rimangono 14. Lucca divenne famosa nel XV secolo grazie all’arte della seta che divenne la principale fonte economica.

Oggi è consigliabile vedere il Palazzo della Signoria, la chiesa dei Santi Giovanni e Reparata e piazza San Martino dove si trova il Duomo dedicato all’omonimo santo. Moltissimo altro ci sarebbe da dire riguardo all’arte di questa regione, ma per rendersi un po’ conto dell’inesauribile patrimonio artistico della regione possiamo pensare al significato di un detto toscano in cui si dice che ogni paese non è mai troppo piccolo per contenere un museo.

Economia

L’economia della regione Toscana si basa prevalentemente sul settore terziario, alimentato in modo molto consistente dal turismo. Il commercio ed il terziario infatti sono la fonte di occupazione per circa i 2/3 della popolazione.

Il modello di commercio tipico è basato sulla piccola o media impresa spesso a conduzione familiare. Nonostante ciò, in Toscana vi sono anche numerosi distretti industriali sparsi nel territorio. Di importanza significativa sono anche l’agricoltura e l’allevamento che offrono prodotti di alta qualità; inoltre questa regione è stata la prima in Europa ad approvare una legge che vieta la coltivazione e la produzione di O.G.M..

Le aree collinari si caratterizzano per gli oliveti ed i vigneti (i vini e l’olio toscani hanno importanza mondiale). Le colline più basse e le pianure invece sono coltivate con prodotti cerealicoli-foraggeri, girasoli, mais, barbabietole, zafferano e vaste aree sono anche adibite al vivaismo e all’orticoltura. L’allevamento si basa prevalentemente sulle razze autoctone suine e bovine che forniscono carni molto pregiate.

Turismo

Senza dubbio il turismo rappresenta una delle principali risorse economiche della regione Toscana; circa il 40% dei turisti si dirigono verso le località balneari: basti pensare che nei mesi estivi la Maremma grossetana decuplica il numero dei residenti. Moltissimi turisti inoltre raggiungono la regione per visitare le città d’arte, ma anche centri minori; la sola città di Firenze generalmente supera i 7 milioni di visitatori ogni anno. Un settore che è sempre più in crescita negli ultimi anni è quello del turismo rurale che si accosta a quello termale: località rinomate sono Saturnia, Montecatini Terme e Chianciano Terme.

E poi nella verde Toscana c’è un luogo famoso per le sue eleganti passeggiate e per i suoi locali notturni, per i suoi mille divertimenti in spiaggia e per le sue colline: è la Versilia, che grazie ad una combinazione di fortunati fattori, lussuosi e confortevoli stabilimenti balneari, paesaggi variegati, parchi naturali e pinete, ma anche attrezzature sportive e discoteche alla moda, riesce ad essere la meta ideale per soddisfare ogni tipo di turista.

La Versilia vanta inoltre porti turistici molto attrezzati che richiamano imbarcazioni prestigiose da tutto il mondo. E parlando di turismo in Toscana, dopo aver consigliato tutte le sue meravigliose città d’arte, non posso non ricordare uno dei momenti più allegri, colorati ed artistici dell’anno: il Carnevale di Viareggio, un susseguirsi di manifestazioni ed eventi di ogni genere che vanno dagli eventi culturali alle serate del divertimento più sfrenato. Accanto al turismo estivo e a quello artistico, rilevante è anche quello invernale, praticato sul Monte Amiata e all’Abetone.

Non si può non riconoscere che quando si torna da una vacanza ciò che ci si ricorda e ci si ricorderà sempre sono i sapori che quella terra ti ha fatto conoscere e la Toscana in questo sa essere davvero sorprendente: dal grande ristorante di città alla rustica trattoria, la cucina Toscana, con la sua semplicità, offre sempre a tutti il piatto giusto, rigorosamente accompagnato dai vini locali.

Cosa Vedere a Montecarlo

In questa guida vi porto in una delle città più belle: Montecarlo. Visiteremo virtualmente i momumenti più belli e passeggeremo per le vie della città vecchia tra negozietti e passeggiate sul mare, senza dimenticare le ricchezze costituite dal patrimonio e dall’arte.

Cenni sulla città

Montecarlo è una delle città più prestigiose del Principato di Monaco, una città stato indipendente. La città di Montecarlo prende il nome dal principe Carlo III di Monaco , ma solo dal 1866. Fino ad allora infatti, il Principato di Monaco era sotto la protezione del Regno di Sardegna. Montecarlo è famoso per le sue bellezze tra monumenti, spiagge, casino, parchi, circuito della Formula uno. Ospita ogni anno. oltre al Gran Premio di Formula Uno, nel Circuito di Montercarlo, anche incontri di pugilato, sfilate di moda e altre mondanità. Gli abitanti del posto si chiamano monegaschi, la lingua ufficiale è il francese, ma sono in tanti a parlare l’italiano e lo capiscono quasi tutti. Montercarlo è conosciuta come la capitale del Principato di Monaco, ma ufficialmente la capitale è Monaco-Ville. Il Principato di Monaco, come abbiamo detto, è uno stato indipendente e sovrano e dal 1993 fa parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Quando si parla di Montecarlo, è praticamente impossibile non menzionare Monaco. Ecco perchè, in questa guida, troverete anche notizie sulla piccola città monegasca, costituita da 195 ettari, di cui 31 interamente occupati dal mare. Sono ben 32 mila gli abitanti che rappresentano 150 nazionalità diverse. Segnaliamo le presenze dei francesi per 10 mila abitanti, 6400 invece sono gli italiani e 7 mila i monegaschi. Montecarlo è una delle mete preferite dai personaggi famosi di tutto il mondo, che facilmente si incontrano per le vie della città.

Patrimonio architettonico

Risulta essere considerato sicuramente un patrimonio architettonico della città di Montecarlo, il famoso e celebre Casinò di Montecarlo. Fu costruito nel lontano 1878 dall’architetto dell’opera di Paris, Charles Garnier. Dispone di un atrio con pavimento in marmo, circondato da 28 colonne ioniche in pietra onice. Da qui, si accede alla Sala dell’Opera, conosciuta con il nome di “Salle Garnier”. Nel 1883, viene inaugurata la Chiesa Saint-Charles. Una chiesa costruita in stile rinascimentale francese, e con un campanile di 30 metri.

Nel 1864 fu inaugurata uno degli alberghi che rimarrà il più lussuoso nei tempi. Con il passare degli anni ha avuto diverse trasformazioni, rimanendo l’hotel più prestigioso di Montecarlo. Uno stile Belle Epoque lo si può ammirare visitando l’Hotel Ermitage, risalente al 1990. E’ costituito dalle colonne di marmo rosa mentre il soffitto è composto da affreschi che si ispirano al Grand Trianon di Luigi XIV e al Jardin d’Hiver, un progetto di Gustav Eiffel. Un altro gioiellino di Montecarlo, è il nuovo Museo Nazionale, ospitato presso le grandiose sale di Villa Sauber, edificata da Charles Garnier, verso la fine del XIX secolo.

Il patrimonio architettonico più ricco di Monaco è sicuramente il Palazzo del Principe, sorto dove nel lontano 1215 fu costruita una fortezza ad opera dei Genovesi. Il Palazzo dei Principe, rappresenta una tradizione secolare. A disposizione dei turisti, un’audioguida disponibile in ben 11 guide. Una bellezza unica che permette di ammirare i grandi appartamenti del Principe, dalla sua galleria all’italiana al Cortile d’onore, dal salone Luigi XV alla Sala del Trono. Di fronte al “Caffè de Paris” uno dei più lussuosi locali, sorge il Casino Centrale della città ovvero il Casino di Montecarlo, considerato un vero gioiello dell’arte della Bella Epoque. Una vasta gamma di giochi, per tutti gli appassionati. Il Casino di Montecarlo è considerato , uno dei più prestigiosi e più completa di tutta l’Europa.

Stile neoromano si può ammirare alla Cattedrale, costruita in pietre bianche, nel periodo del Regno del Principe Carlo III, fra il 1875 e il 1884. Un’altra ricchezza di Monaco è il Museo Oceanografico, fondato dal Principe Alberto I e inaugurato nel 1910 dallo stesso fondatore. Il Museo fu portato a termine dopo ben undici anni di lavoro e furono utilizzate circa centomila tonnellate di pietre da taglio di La Turbie. L’acquario è sistemato al piano sottoraneo ed è una rara bellezza,in quanto ospita diverse varietà e specie davvero uniche. Possibilità di assistere ad uno spettacolo entusiasmante dal titolo “Laguna degli squali”. Un altro ricco patrimonio architettonico costruito agli inizi del XVIII secolo, è il Fort Antoine. Nel 1944 però fu distrutto , ma nove anni più tardi, fu riedificato per volontà del Principe Ranieri III.

Oggi, questa antica fortezza ospita un teatro all’aperto. Un’altra opera monumentale degna di essere nota , è il Percorso delle Sculture, che sorge nel quartiere di Fontvielle e che permette ai tanti turisti in visita di conoscere appunto opere monumentali. Possono essere racchiuse in queste opere , capolavori dei più grandi artisti contemporanei. Si va , giusto per citarne un paio, da “Adam et Eve” di Botero , a “Le Poing” di Cèsar. Da visitare anche una multivisione ( simile ad un prodotto cinematrografico), che propone la cronaca dei Principi e delle Principesse della cittadina. E’ possibile scegliere la traduzione tra le otto lingue a disposizione. Il Museo della Cappella della visitazione è dedicato esclusivamente allo stile barocco risalente al periodo dal 17* secolo.

All’interno della Cappella , una grande collezione di opere d’arte sacre di Barbara Piasecka Johnson, capolavori di Rubens, Ribera e dei più bravi maestri del periodo di barocco italiano. Presso il Museo del Cinema si possono visionare molte locandine originali di film in onore di Montecarlo. Sicuramente, il Museo dei Ricordi Napoleonici e collezione degli archivi storici del fucile, è un’altra tappa per i turisti di Montecarlo -Monaco. Si tratta di un museo che evoca il passato del Principato di Monaco. Si possono infatti ammirare una grande , ricca e “gelosa” collezione, di oltre mille oggetti e documenti che risalgono al periodo del Primo Impero. Anche in questo caso, per i turisti è disponibile un’audioguida , che prevede una scelta gratuita tra undici lingue.

Il verde

Tantissime passeggiate, non solo lungomare, ma anche in mezzo al verde. Tanti i paradisiverdi di una bellezza davvero unica. E’ il caso del Giardino Giapponese, che si estende su una superficie di circa 7mila metri quadrati, che è stato costruito seguendo attentamente lo stile dell’arte nipponica. All’interno di questo giardino, si possono ammirare composizioni di pietra, acqua e vegetazione. Un altro spazio verde è posto proprio di fronte al Casino ed è costituito da giardini dove sui prati vengono rappresentati composizioni floreali , curati in ogni minimo dettaglio e omaggiati anche di graziosi zampilli d’acqua, che rende tutto davvero magico.

Una passeggiata tranquilla la si può fare sicuramente nel Quartiere del Larvotto, dove sorge la celebre “Champions Promenade”, ovvero la passeggiata dei campioni. Si tratta di un percorso a piedi, che rende omaggio ai più grandi giocatori di calcio di tutto il mondo. Campioni del calibro di Roberto Baggio, Diego Armando Maradona, per passare ad Andry Shevchenko, Just Fontaine e Pavel Nedved, hanno impresso l’impronta del proprio piede all’interno della Promenade del calcio. Spazi verdi anche a Monaco.

I Giardini più antichi risalgono al 1830 e sono i Giardini Saint Martin e Sainte Barbe. Sono situati ai lati del Museo oceonografico. Una “promenade” tranquilla vi aspetta al Roseto Princesse, costituito da ben 4mila piante di rose, ma non si tratta dei rose dello stesso ramo, bensì di oltre 400 varietà. Uno spettacolo unico che vi lascerà a bocca aperta. Proseguendo la passeggiata si arriva al Parco Paesaggistico di Fontveille, che si estende su una superficie di 4 ettari.

Qui, si possono ammirare diverse varietà di specie vegetali di tutto il mondo. Un parco destinato a bambini di ogni età , è il Parco Princesse Antoniette, originarimente creato per salvaguardare la coltura degli ulivi nel Principato di Monaco. Oggi invece, tutti i bambini possono giocare nelle aree specifiche di gioco, con possibilità di cimentarsi in partite di minigolf oppure in partitelle di calcio , rispettivamente presso il minigolf e il ministadio.

Escursioni brevi

In questa parte di guida, vi voglio portare nelle classiche gite fuori-porta. Escursioni di pochi km , da fare anche in giornata. La Costa Azzurra è semplicemente magnifica, non basta sicuramente una giornata per visitare un sito, ma sarà certamente il pretesto per una prossima vacanza. Le destinazioni in cui vi accompagnerò sono ricche di riferimenti storici e di bellezze uniche.

Da Montecarlo potete spostarvi a piedi, verso Cap d’Ail. La cittadina è facilmente raggiungibile seguendo determinati cartelli che ritraggono la flora mediterranea. Un altro sentiero particolare è il Cap Martin, sentiero dal sapore pittoresco. A soli 3 km potete recarvi a Beausoleil, piccola e ridente cittadina che offre un panorama spettacolore sull’Italia, Cap Martin e naturalmente sul Principato di Monaco. A 6 km , vi attende una piccola cittadina, anticamente in territorio monegasco, chiamato Roquebrune-Village.

Si tratta di una città medioevale d’arte, il cui unico monumento davvero degno di essere visitato è il Castello che risale al X secolo. Ha il sapore dell’arte romana, invece La Turbie, una città facente parte della Contea di Nizza. Panorama mozzafiato se vi recate a soli 10 km da Montercarlo. Siamo a Eze-Village, una città arroccata su uno sperone roccioso. Alla stessa distanza chilometrica, potete recarvi nella ridente e conosciuta città di Menton, famosa per i suoi meravigliosi giardini e per le sue opere d’arte.

La Villa Maria Serena, Fontana Rosa, il Palais Carnolès, sono solo alcune delle tappe che vale davvero la pena di visitare, se decidete di passare una giornata a Menton, dove tra l’altro si parla e comunque tutti capiscono, la lingua italiana. A 11 km, possiamo invece recarci a Beaulieur-sur-Mer, ricca cittadina e bellezze rare da visitare, che fa della città una meraviglia della Belle Epoque. Del patrimonio architettonico fanno parte, il Casino, il Palais des Anglais, Villa Kerylos, il Bristol, la Rotonde.

Saint-Jean-Cap-Ferrat dista invece 13 km da Montecarlo, ed è ideale per le “promenade”, e quindi per chi ama passeggiare a piedi. Basta proseguire ancora un solo chilometro , per arrivare a Villefranche-Sur-Mer, magnifica cittadina con un fascino invidiabile. Da visitare la cittadella Saint-Elme, che sorge sopra al mare della Cappella Saint-Pierre. Nizza dista 18 km e offre numerose possibilità di divertimento e di cultura. La Promenade des Anglais, è sicuramente la più famosa passeggiata della città vecchia. Tanti i capolavori che vale la pena di visitare. Solo per citarne alcuni il Museo Matisse, il Museo d’arte Moderno e le Arene Romane di Cimiez. A 780 km di altitudine , un altro villaggio arroccato, e considerato il più elevato villaggio litoraneo di tutta l’Europa che prende il nome di Saint-Agnes.

Escursioni lunghe

Ecco ora qualche “dritta” per le escursioni un pò più lontanucce da Montecarlo. A circa 30 km , potete visitare un piccolo borgo dal sapore medioevale: Haut de Cagnes. Domina in maniera impeccabile sulla citta di Cagnes-Sur-Mer e si può visitare il simbolo del borgo, ovvero un Castello Museo Grimaldi, del XIV secolo e il Museo Renoir. Un’altra cittadina arroccata è Vence, a 40 km di distanza. Ricchezze del posto, sono sicuramente la Cappella del Rosario, il Castello Notre Dame des fleurs, e il Museo del Profumo e del liquore.

Vicinissima è Saint Paul de Vence, città artisticamente ricca con le sue circa 9 mila opere d’arte contemporanea, che si possono ammirare alla Fondazione Maeght. Una città invece che ricorda in tutto e per tutto il vecchio stile provenzale è Antibes. Monumenti da visitare sono sicuramente il Porto e le mura di Vaubon, il Museo Picasso e la Torre quadrata. Biot si trova invece a 42 km da Montecarlo ed è famosa per i suoi stimati laboratori di vetreria artigianale.

Anche il grande artista Fernand Lèger ha lasciato la sua “impronta” nel museo che sorge nella piccola Biot. Ancora qualche chilometro e arriverete a Cannes, grande città con numerose ricchezze, famosa per la celebre Croisette e per la celebrazione del rinomato Festival del cinema. Da Cannes, con un battello è possibile andare alle isole Lèrins: l’isola Saint Honorat e l’isola Saint Marguerite.

Nella prima si può ammirare il monastero in tutta la sua bellezza, mentre nella seconda è il Fort Royal a ricevere i suoi turisti per conoscere il luogo dove fu impriogionata la Maschera di ferro. Famosa per i suoi laboratori di produzione di ceramica e vasellame, è la graziosa cittadina di Vallauris ( a 51 km da Montecarlo), dove risiede anche il Museo Nazionale Picasso. A 56 km non potete dimenticarvi di visitare la città più profumata di tutta la Costa: Grasse. Definita la capitale del profumo, è famosa per i suoi laboratori di profumi. A 70 km invece, ad un’altitudine di 758 metri, possiamo visitare Gorges di Loup, con una vista panoramica davvero unica.

Se vogliamo fare più strada , a 100 km , raggiungiamo Gorges du Verdon, e le sue falesie calcaree stupende. Monumenti si possono ammirare a Valle della Roya Bèvera, a circa 40 km, mentre alla Valle delle Meraviglie a 50 km vi potete recare se siete amanti del verde e delle passeggiate. Troverete sicuramentae un’oasi da sogno. A pochi chilometri da qui, c’è la Valle della Vesubie, dove si possono ammirare bellezze uniche che girano intorno all’arte, alla cultura, senza trascurare il divertimento. Tante destinazioni per tante escursioni da favola durante la vostra permanenza.