Cosa Vedere a Scopje

Skopje è la capitale della Repubblica di Macedonia, il piccolo paese balcanico che fino al 1991 faceva parte della ex Jugoslavia. La città è raggiungibile via autostrada da Belgrado oppure, via mare, da dubrovnik, anche se la strada da percorrere è prevalentemente montuosa e quindi non molto agevole.

Iniziamo la nostra visita dalla Fortezza Kale, nella zona antica di Skopje, nella parte più alta della città, affacciata sul fiume Vardar. La prima costruzione del forte risale al VI secolo ad opera dei Bizantini, con blocchi di pietra e marmo che secondo gli archeologi provengono dalla decaduta città di Skupi che sorgeva nei pressi. In estate ospita spettacoli teatrali all’aperto. Proseguiamo la nostra visita con l’antico Bazar ottomano, Stara Čaršija, esempio perfetto di architettura urbana turco-ottomana nei Balcani.

Trasferiamoci ora alla Moschea Mustafa Pasha, costruita nel 1492 dal visir del sultano Selim I, Mustafa Pasha e, successivamente, al Ponte di pietra sul fiume Vardar,costruito nel XV secolo durante il regno di Mehemet II il Conquistatore.Sicuramente merita una visita la Torre dell’Orologio, la più alta presente in Macedonia con i suoi 39,8m. Venne costruita nel 1566 ed originariamente la parte superiore era in legno, ma nel 1689 bruciò in seguito ad un incendio; quella attuale risale al 1904.

Proseguiamo il nostro tour con la Galleria Nazionale dell’Arte (Daut Pašin Amam), ospitata in un edificio storico del XV secolo che rappresenta perfettamente la cultura e l’architettura islamica del tempo. Dal 2001 ospita una mostra permanente sull’arte macedone dal XIV al XX secolo, ma promuove anche manifestazioni artistiche di vario genere ed esposizioni di artisti nazionali ed internazionali. In prossimità della città, sul monte Vodno, possiamo ammirare la Croce del Millennio, costruita nel 2002 per commemorare i due millenni di cristianesimo e, con i suoi 77 metri di altezza, è considerata la più grande croce del mondo.

Cosa Vedere a Cremona

Cremona è una città lombarda che conta poco più di 70000 abitanti. Capoluogo della provincia omonima, è conosciuta per il suo torrone, per i suoi maestri liutai e per essere la città di origine di Ugo Tognazzi, uno dei maggiori attori della commedia all’italiana.

La fondazione della città risale a prima dei romani e il nome dovrebbe derivare dal gallico o dal celtico e dovrebbe significare ‘sasso’. Un’origine più leggendaria vuole che sia stata fondata da qualche eroe in fuga da Troia. Di sicuro i Romani nel 218 a.C. forticarono la città. Le notizie storiche su di essa però scompaiono per molti anni, rimanendo comunque un importante porto fluviale.

Comunque sia oggi cremona è frequentata da turisti soprattutto per il Torrazzo, il campanile del duomo. Questa torre è alta 112 metri ed è una delle più alte al mondo nel suo genere. Comprende più di 500 gradini che, una volta saliti, permettono di arrivare nella part più alta da cui è possibile vedere non solo l’intera città, ma anche alcuni paesi vicini, nonchè il Po.

Proprio il fiume Po è una delle altre attrattive della città. Vicino al fiume (il più lungo d’Italia con i suoi 652 chilometri) sorge un grande parco, dove è possibile andare in bicicletta, fare jogging o portare i più piccoli a giocare a pallone. Il fiume è navigavile ma non balneabile, gli appassionati potrenno comunque pescare.

Uno degli oggetti che ha reso la città famosa in tutto il mondo è senz’altro il violino, che tra i suoi più grandi artefici ricorda Antonio Stradivari, nativo quasi sicuramente proprio di Cremona. La sua importanza è tale che il latino Stradivarius viene utilizzato oggi per indicare questo tipo di strumenti. A lui è dedicato un museo in Via Palestro 17. Tra i musicisti si ricorda anche Amilcare Ponchielli nativo di Paderno Fasolaro(ribatezzata ‘Ponchielli’ in suo onore), attivo nella seconda metà dell’800. A lui è dedicato il teatro in Corso Vittorio Emanuele.

Per raggiungere la città si può usare il treno, la macchina o le linee bus. La città si trova a 30 chilometri dall’Emilia Romagna (divisa proprio dal fiume Po), 75 chilometri da Bergamo e 85 chilometri da Milano, per cui i trasporti da questa città sono veloci. Per muoversi all’interno della città si può usare la linea bus, che copre l’intera città e qualche comune vicino.

Cosa Vedere a Catania in un Giorno

Catania è una delle città siciliane più belle e ricche di storia, tanto che il suo centro storico è stato dichiarato partimonio dell’umanità dall’Unesco. Di certo una sola giornata non basta per visitarla al meglio, ma vediamo a cosa puoi dare la priorità sei stai trascorrendo una giornata a Catania e non sai cosa visitare prima, non avendo molto tempo a disposizione.

Il primo posto, adeguatamente segnalato, che non puoi assolutamente farti mancare è la centralissima Piazza Duomo. In essa, infatti, si trovano almeno 2 delle rappresentazioni storiche della città. Al centro dell’immensa piazza puoi ammirare il vero e proprio emblema di Catania, ovvero la fontana dell’elefante, o Liotru come viene chiamato da quelle parti. La stessa è dotata di scalini su cui puoi sederti per farti fotografare.

Davanti alla fontana, sempre in Piazza Duomo, puoi ammirare l’imponente cattedrale, dedicata a Sant’Agata. Non sempre i suoi cancelli sono aperti, ma se sei fortunato, e sono aperti, entra in essa. Al suo interno puoi ammirare tantissime relique religiose, oltre che respirare l’enorme fede che ruota intorno alla Santa protettrice della città.

Terminata la visita alla cattedrale puoi tuffarti nell’immensa storia del centro storico, visitando il teatro romano, che si trova nei pressi di Piazza San francesco e che risale al II secolo d.C. Ultimamente è stato un pò restaurato per cui puoi godere a pieno di tutte le sue bellezze anche esternamente senza alcun tipo di problema.

Un posto molto suggestivo, che ti consiglio assolutamente di prendere in considerazione è il Castello Ursino. Per vederlo recati in Piazza Federico di Svevia. Al suo interno puoi ammirare il bellissimo museo civico di Catania. Per terminare la tua visita breve a Catania puoi prendere in considerazione uno degli spazi verdi maggiori della città, risalente al 700, il Giardino Bellini.

Puoi arrivarci accedendo all’ingresso monumentale lungo la Via Etnea, la principale via di Catania. Al suo interno puoi godere di un verde fantastico, oltre che ammirare veri e propri capolavori, come il Viale degli Uomini Illustri, formato da un totale di 12 statue, ed il grande orologio fiorito, che puoi vedere nella seguente foto, caratterizzato da un quadrante interamente composto da fiori.

Se vuoi effettuare acquisti, puoi benissimo percorrere la centralissima Via Etnea, che oltre a darti la possibilità di ammirare i diversi edifici ecclesiastici che vi trovano collocazione, ti consente di acquistare tutto quello che desideri per ricordarti la gita a Catania. La via Etnea è generalmente chiusa al transito dei mezzi, eccetto gli autobus e le vetture di servizio per cui presta sempre la massima attenzione quando attraversi da un marciapiede all’altro.

Cosa Vedere a Budapest

Budapest è definita la “Parigi dell’Est”, poiché ha molti tratti in comune con la capitale francese. Risulta essere il risultato di tre città: Buda, Pest e Óbuda, unite dal Ponte delle Catene e da altri sette ponti, che sono gli angoli più fotografati dai turisti di tutto il mondo. Un tour di tre giorni è sufficiente per visitarla.

Prima tappa da fare è il Castello di Buda, al centro di tutti gli itinerari turistici. Da qui puoi visitare la vicina Chiesa di Mattia. La visita artistica continua il Museo di Bella Arti (con la metro linea M1); da qui servendoti dell’altra linea metropolitana ti consiglio di andare alla Grande Sinagoga. I prezzi dei biglietti sono accessibili e convenienti se sottoscrivi la Budapest Card.

Il giorno successivo potresti visitare il Parco delle Statue, ma per raggiungerlo devi prendere un autobus che ti porta fuori città (dalle metro N1, N2 o N3 e poi il bus Memento Park). Un consiglio per rilassarti dopo giorni passati a camminare a piedi, ed anche per rinvigorire il corpo, è quello di farti un buon bagno termale, i migliori sono presso la collina Gellert. Altri posti che ti posso consigliare sono: la Piazza degli Eroi, la Collina Gellert, la Basilica di Santo Stefano.

Per quanto riguarda gli spostamenti, arrivi dall’aeroporto in città con il taxi. Scegli sempre una compagnia convenzionata con l’albergo in modo da risparmiare. Se ti vuoi spostare in metropolitana è possibile acquistare biglietti validi per uno, tre o sette giorni. In treno: dalle tre stazioni principali partono i treni per tutte le destinazioni.

Per quanto riguarda la cucina, quella ungherese non è delle migliori, ma puoi scegliere tra molti locali che preparano piatti locali o variegati; tra tutti ti consiglio il Trofea Grill, il Gundel, il Karpatia, il Pampas Steak House e il Sir Lancelot. Molte sono le catene di fast food presso le quali potrai fare veloci spuntini, soprattutto se amante dei sapori decisi.

Ti consiglio di prediligere alberghi a 4 o 5 stelle. Il periodo migliore, visto il clima continentale, è dalla primavera inoltrata fino all’inizio dell’estate, quindi i mesi da aprile a giugno, e settembre e ottobre. Durante i mesi caldi l’afa è consistente, quindi metti in valigia vestiti molto leggeri.

Cosa Vedere a Bratislava

Capitale della Repubblica Slovacca e centro nevralgico della cultura e della storia del paese, Bratislava ti regalerà delle splendide sorprese ad ogni angolo, anche il più nascosto. Dal castello che domina la città alle statue in bronzo che sbucano nel centro storico Bratislava saprà stupirti come nessuno ha mai fatto.

La visita di Bratislava non può che iniziare dal Castello o Hrad, il guardiano dell’intera città. Si trova su un’altura di circa 80 metri, a fianco del Danubio. Costruito nel XV secolo dall’imperatore Sigismondo nel 1811 fu distrutto completamente da un incendio, per poi essere ricostruito durante il regime comunista. Il castello è suddiviso in tre piani: nel primo potrai trovare museo della musica, al secondo una mostra di attrezzi rurali e utensili artigianali, al terzo mobili d’epoca.

Quattro curiosissime statue in bronzo sono l’attrazione della città. Potrai sbizzarrirti a trovarle in tutto il centro storico. Si tratta di Cumil, un uomo al lavoro che esce da un tombino; French army soldier, una sorta di Napoleone appoggiato ad una panchina della piazza principale della città; Schoener Naci, elegantissimo signore con un cappello in mano e infine Paparazzi, un vero e proprio fotografo che si nasconde dietro un angolo di Bratislava.

Se ti piace guardare la città dall’alto e goderti un panorama mozzafiato, anche del Castello di Bratislava, non puoi assolutamente perderti una visita all’Ufo, un ristorante panoramico situato sul ponte Novy Most. Si tratta del simbolo della modernità che caratterizza la città e la rende davvero speciale.

Rimborso Trenitalia per Biglietti non Utilizzati – Come Fare

Oggi è più facile acquistare biglietti Trenitalia, basta infatti collegarsi al sito Internet, registrarsi e richiedere quanto serve per viaggiare con la Società ferroviaria italiana. Senonchè, può accadere che per una qualsiasi ragione, non sia più possibile affrontare il viaggio ed in questo caso il biglietto non andrà perso, perchè è possibile richiederne il rimborso, anche se tutto ciò comporta un onere, mediamente pari al 20% del costo del biglietto intero.

Attenzione, è importante che l’operazione di rimborso venga richiesta prima che il treno sia partito, altrimenti il biglietto andrà del tutto perso. Premesso ciò, collegandosi al sito, occorrerà farsi riconoscere mediante l’inserimento della login e username con relativa password. Fatto ciò, cercare la finestra relativa al rimborso online inserendo il codice presente nel biglietto in possesso, inviare la richiesta e nell’arco temporale che Trenitalia generalmente si prende per ottemperare alla sua obbligazione, si avrà indietro il denaro versato per l’acquisto.

In alternativa è possibile scaricare questo fac simile reclamo Tremitalia da Ireclami.com e inviarlo tramite raccomandata a Trenitalia Spa – Divisione Passeggeri NI – Vendita e Customer Service Base NI – Customer Care e Servizi di Sala Operativa – Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma.

Trenitalia effettuerà infatti il rimborso accreditandovi l’importo del/dei biglietto/i direttamente sulla vostra carta di credito, atteso che generalmente l’acquisto è avvenuto con lo stesso criterio. ma occorre ricordare anche altro. Qualcuno infatti ritiene che è possibile ottenere rimborsi qualunque sia stata la tratta richiesta ma così non è!

Infatti, Trenitalia discerne i tipi di viaggi prenotati, ovvero, non tutti i tipi di viaggio sono uguali. Chi ha prenotato un viaggio internazionale, in caso di rinuncia perde il rimborso dell’intero biglietto, chi invece ha prenotato e non ha usufruito di un biglietto per un viaggio effettuato in Italia, con i limiti di cui sopra, avrà diritto al rimborso. Il rimborso è anche previsto quando il biglietto sia stato acquistato presso le stazioni self service.

Cosa Vedere a Terni

Se vuoi visitare l’Umbria, Terni, pur se non annoverata tra le cittadine più significative della zona, presenta degli aspetti interessanti che comunque andrebbero visti. Questo breve itinerario è studiato per far conoscere almeno in parte le sue bellezze artistiche.

Se visitando l’Umbria ti capiterà di passare per Terni, una giornata vale la pena di spenderla in giro per la città ad ammirare la parte del centro storico più antica. Un edificio degno di nota è la chiesa di San Francesco, da cui può cominciare il tuo tour. Questa chiesa risale al XIII secolo anche se fu poi rinnovata negli anni: della struttura originaria rimane oggi la facciata esterna e il portale gotico. Spostati poi verso Porta Sant’Angelo, la trecentesca porta che era l’ingresso occidentale della città, con accanto le mura di Terni, resti di epoca romana che cingono i giardini della passeggiata. Proseguendo per via Cavour, si arriva a piazza del Popolo e nei pressi del Comune, Palazzo Spada, si può visitare il Tempio del Sole.

La Chiesa romanica di San Salvatore, meglio conosciuta come il Tempio del Sole, sorse su edifici romani ritenuti un santuario del sole e in realtà corrispondenti ai resti di una Domus Romana. Essa è caratterizzata da due corpi, uno circolare del V secolo e l’altro dell’XI-XII secolo. La cappella Manassei risale al 300. Altra tappa importante è la chiesa di San Cristoforo, che si può raggiungere percorrendo quasi tutto corso Tacito. Questa chiesa è una delle più antiche della città e risale al secolo XII-XIII. La facciata esterna mostra una certa semplicità di linee e prelude alla nudità dell’interno.

Dopo aver gironzolato per le vie del centro storico, è ovvio che non puoi omettere la visita alla Cascata delle Marmore, che si trova fuori dalla città a pochi chilometri. Questo spettacolo naturale è in realtà stato creato artificialmente nel 271 a.C. dal console Curio Dentato, che decise di bonificare la pianura reatina realizzando un canale di due chilometri circa fino alla rupe di Marmore. In poche parole, le acque del fiume Velino sono state convogliate nel fiume Nera sottostante, creando la Cascata, che compie un salto di 165 metri. Lo spettacolo si può ammirare dai Belvedere negli orari di apertura della Cascata.

Cosa Vedere a Kinderdijk

Kinderdijk è una suggestiva frazione olandese del bassopiano Alblasserwaard, situata soltanto a 15 chilometri da Rotterdam, famosa nel mondo per la piana dei mulini, oggi considerata Patrimonio dell’Umanità, che è possibile visitare a piedi, in bicicletta o tramite battello.

Kinderdijk è un ottimo posto per essere visitato da famiglie con bambini: il paesaggio circostante è quasi fiabesco, non vi sono pericoli ed il nome stesso della località è frutto di una leggenda che invoglia a visitarla: la leggenda narra che durante l’alluvione del 1420 (la più disastrosa mai avvenuta in Olanda), una culla contenente un bambino e un gatto, era in totale balia delle acque finché fu miracolosamente fermata da una diga e Kinderdijk vuol dire appunto “diga dei bambini”.

La piana dei mulini di Kinderdijk è costituita da 19 mulini a vento, di cui 9 a base circolare e 10 a base ottagonale: siffatte strutture, distribuiti su file opposte, furono costruiti nel 1740 come parte di un sistema di gestione dell’acqua che aveva la funzione di evitare inondazioni. Per godere della loro bellezza e della tranquillità quasi surreale del luogo, puoi decidere di passeggiare a piedi lungo i sentieri che costeggiano i canali, noleggiare una bici, oppure fare un’escursione in battello.

Nei mesi estivi i mulini funzionano ogni week-end offrendo una visuale suggestiva; il mulino denominato “Nedrwaardmolen 2”, il secondo a base circolare, è aperto al pubblico e permette di farsi un’idea di come vivevano e lavoravano i mugnai all’interno di quelle abitazioni. Sono stati arredati come un tempo, dai letti di dimensioni ridotte agli utensili caratteristici. Anche se il periodo migliore per visitare questo splendido luogo sembra essere l’estate, anche altri periodi dell’anno sono fortemente indicati.

Cosa Vedere a Koszeg

Koszeg è una città dell’Ungheria, che conta 12 mila abitanti, contea di Vas. Cittadina di frontiera, sul confine con l’Austria, la più alta dell’Ungheria, ai piedi del monte Irottko, la piu alta vetta del Transdanubio, facente parte delle alpi austriache; è per tradizione un centro di scuole.

Koszeg fu costruita nel secolo XIII per arrestare l’espansione germanica verso est; nel secolo XIV ottenne le patenti di città reale. Chi arriva a Koszeg viene subito indirizzato nella piazza della Repubblica chiamata Koztarsasag ter, che si apre ai piedi del Varkor, il bastione esteriore della città murata; il giro delle mura è pressoché completo, scandito da statue barocche di Santi e affiancato da palazzetti barocchi, rococò e neoclassici.

Sulla piazza si trovano la barocca colonna della peste, una chiesa neogotica e, di fronte a sinistra l’antico celebre albergo Strucc (lo struzzo), costruito tra i secoli XVIII e VIII. Proseguendo a nord della piazza della Libertà si raggiunge la Hosi Kapu, costruita nel 1932 per celebrare il 4° centenario dell’assedio turco. Al dila’ si apre una delle più incantevoli scenografie medioevali dell’Ungheria.

Altro monumento che vi consiglio di non dimenticare nella visita è il castello detto ” Var” costruito nel secolo XIII, ha perso quasi tutto dell’originale; rifatto nel 700 dopo un furioso incendio, restaurato dopo l’ultima guerra, oggi ha solo l’aspetto del maniero medioevale; nell’interno c’è un po’ di tutto: la statua di Jurisich, un albergo turistico, i bagni municipali, un locale per la degustazione dei vini che vi consiglio di fare, perchè ne vale la pena, un “espresso”, un teatro e un Museo di storia, artigianato ed etnografia.

Come Visitare la Cina

Che la moderna Cina sia un concentrato di contraddizioni non è più un mistero per nessuno, specialmente ora che è relativamente facile andarci e rendersene conto di persona. Mistero e fascino a parte, mai come in questi ultimi anni la Cina è vicina. E i milioni di turisti che lo visitano ogni anno ne sono la prova.

Cosa fare. A meno che non abbiate due o tre anni di ferie a disposizione, studiate un itinerario tipo senza avere la pretesa di vedere tutto in pochi giorni. Ad esempio, scegliete di visitare Pechino e poi X’ian, la città che custodisce l’immenso esercito di terracotta, una delle meraviglie del mondo. Altrimenti Shanghai, la Parigi della Cina, la regina d’Oriente prima della rivoluzione culturale, oggi tornata agli antichi – e ambigui -splendori. Infine non sarete stati in Cina se non avrete messo piede, anche per poche centinaia di metri, sulla Grande Muraglia.

Provare la vera cucina cinese. Al vostro ritorno difficilmente tornerete al piccolo ristorante cinese sotto casa. Farete scoperte sensazionali per esempio che il famoso riso cantonese non esiste, dal momento che è una pura invenzione per venire incontro ai gusti occidentali. In realtà le cucine cinesi ufficiali sono quattro, ognuna con caratteristiche ben precise: la cucina mandarini (a vapore), quella cantonese (verdura e carni saltate), quella dello Sichuan (piccante e speziata), quella di Shanghai (essenzialmente a base di maiale).

A Pechino, appena arrivati in albergo, fatevi scrivere su un foglio grande, a chiare lettere, o meglio a chiari ideogrammi, il nome e l’indirizzo di dove alloggiate. Sarà l’unico modo per ritrovare la strada quando, molto probabilmente, vi perderete nel dedalo di viuzze della città. Con i tassisti non esiste altro mezzo di comunicazione.

Unirvi, al mattino presto, ai gruppi di persone che praticano nei parchi pubblici il T’ai Chi, una forma di ginnastica aerobica molto lenta che aiuta la circolazione e predispone mente e corpo ad affrontare al meglio la lunga giornata. Sarete accolti con grandi sorrisi.
Affittare una bicicletta, specialmente se il vostro viaggio prevede tappe intermedie fuori delle grandi città. Le escursioni in bicicletta nelle campagne sono molto diffuse e ci sono ovunque agenzie che offrono soluzioni di questo tipo, con pernottamento incluso in campeggi discretamente attrezzati.

Cosa non fare. Scegliere il periodo del Capodanno cinese. Ovunque c’è un caos indescrivibile, e i prezzi degli alberghi triplicano. Per non parlare dei continui scoppi di petardi e di fuochi d’artificio ogni sera (ufficialmente il Capodanno dovrebbe durare due giorni, ma in realtà si protrae per sette). Li hanno inventati loro e con orgoglio li accendono ogni volta che capita l’occasione.

Salutare, specialmente una donna, con un bacio sulla guancia. I cinesi detestano il contatto fisico.
Bere il baiji, la bevanda nazionale, un distillato di cereali. Ha un gusto pessimo ed è indigesta.
Bere Coca-Cola. Non stupitevi: non è una dichiarazione di antiamericanismo, più semplicemente è l’avvertimento che quella Coca-Cola, con buona probabilità, sarà falsa e fatta chissà con cosa.

In Cina si falsifica praticamente tutto e perfettamente, anche i medicinali più noti a livello mondiale (antibiotici inclusi). Programmare gite, escursioni, spostamenti dalle 12.00 alle 14.00. In questo intervallo di tempo in tutta la Cina (l’ora è ovunque quella di Pechino, otto ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich) si fa lo xiuxi, la siesta.