Cosa Vedere a Montecarlo

In questa guida vi porto in una delle città più belle: Montecarlo. Visiteremo virtualmente i momumenti più belli e passeggeremo per le vie della città vecchia tra negozietti e passeggiate sul mare, senza dimenticare le ricchezze costituite dal patrimonio e dall’arte.

Cenni sulla città

Montecarlo è una delle città più prestigiose del Principato di Monaco, una città stato indipendente. La città di Montecarlo prende il nome dal principe Carlo III di Monaco , ma solo dal 1866. Fino ad allora infatti, il Principato di Monaco era sotto la protezione del Regno di Sardegna. Montecarlo è famoso per le sue bellezze tra monumenti, spiagge, casino, parchi, circuito della Formula uno. Ospita ogni anno. oltre al Gran Premio di Formula Uno, nel Circuito di Montercarlo, anche incontri di pugilato, sfilate di moda e altre mondanità. Gli abitanti del posto si chiamano monegaschi, la lingua ufficiale è il francese, ma sono in tanti a parlare l’italiano e lo capiscono quasi tutti. Montercarlo è conosciuta come la capitale del Principato di Monaco, ma ufficialmente la capitale è Monaco-Ville. Il Principato di Monaco, come abbiamo detto, è uno stato indipendente e sovrano e dal 1993 fa parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Quando si parla di Montecarlo, è praticamente impossibile non menzionare Monaco. Ecco perchè, in questa guida, troverete anche notizie sulla piccola città monegasca, costituita da 195 ettari, di cui 31 interamente occupati dal mare. Sono ben 32 mila gli abitanti che rappresentano 150 nazionalità diverse. Segnaliamo le presenze dei francesi per 10 mila abitanti, 6400 invece sono gli italiani e 7 mila i monegaschi. Montecarlo è una delle mete preferite dai personaggi famosi di tutto il mondo, che facilmente si incontrano per le vie della città.

Patrimonio architettonico

Risulta essere considerato sicuramente un patrimonio architettonico della città di Montecarlo, il famoso e celebre Casinò di Montecarlo. Fu costruito nel lontano 1878 dall’architetto dell’opera di Paris, Charles Garnier. Dispone di un atrio con pavimento in marmo, circondato da 28 colonne ioniche in pietra onice. Da qui, si accede alla Sala dell’Opera, conosciuta con il nome di “Salle Garnier”. Nel 1883, viene inaugurata la Chiesa Saint-Charles. Una chiesa costruita in stile rinascimentale francese, e con un campanile di 30 metri.

Nel 1864 fu inaugurata uno degli alberghi che rimarrà il più lussuoso nei tempi. Con il passare degli anni ha avuto diverse trasformazioni, rimanendo l’hotel più prestigioso di Montecarlo. Uno stile Belle Epoque lo si può ammirare visitando l’Hotel Ermitage, risalente al 1990. E’ costituito dalle colonne di marmo rosa mentre il soffitto è composto da affreschi che si ispirano al Grand Trianon di Luigi XIV e al Jardin d’Hiver, un progetto di Gustav Eiffel. Un altro gioiellino di Montecarlo, è il nuovo Museo Nazionale, ospitato presso le grandiose sale di Villa Sauber, edificata da Charles Garnier, verso la fine del XIX secolo.

Il patrimonio architettonico più ricco di Monaco è sicuramente il Palazzo del Principe, sorto dove nel lontano 1215 fu costruita una fortezza ad opera dei Genovesi. Il Palazzo dei Principe, rappresenta una tradizione secolare. A disposizione dei turisti, un’audioguida disponibile in ben 11 guide. Una bellezza unica che permette di ammirare i grandi appartamenti del Principe, dalla sua galleria all’italiana al Cortile d’onore, dal salone Luigi XV alla Sala del Trono. Di fronte al “Caffè de Paris” uno dei più lussuosi locali, sorge il Casino Centrale della città ovvero il Casino di Montecarlo, considerato un vero gioiello dell’arte della Bella Epoque. Una vasta gamma di giochi, per tutti gli appassionati. Il Casino di Montecarlo è considerato , uno dei più prestigiosi e più completa di tutta l’Europa.

Stile neoromano si può ammirare alla Cattedrale, costruita in pietre bianche, nel periodo del Regno del Principe Carlo III, fra il 1875 e il 1884. Un’altra ricchezza di Monaco è il Museo Oceanografico, fondato dal Principe Alberto I e inaugurato nel 1910 dallo stesso fondatore. Il Museo fu portato a termine dopo ben undici anni di lavoro e furono utilizzate circa centomila tonnellate di pietre da taglio di La Turbie. L’acquario è sistemato al piano sottoraneo ed è una rara bellezza,in quanto ospita diverse varietà e specie davvero uniche. Possibilità di assistere ad uno spettacolo entusiasmante dal titolo “Laguna degli squali”. Un altro ricco patrimonio architettonico costruito agli inizi del XVIII secolo, è il Fort Antoine. Nel 1944 però fu distrutto , ma nove anni più tardi, fu riedificato per volontà del Principe Ranieri III.

Oggi, questa antica fortezza ospita un teatro all’aperto. Un’altra opera monumentale degna di essere nota , è il Percorso delle Sculture, che sorge nel quartiere di Fontvielle e che permette ai tanti turisti in visita di conoscere appunto opere monumentali. Possono essere racchiuse in queste opere , capolavori dei più grandi artisti contemporanei. Si va , giusto per citarne un paio, da “Adam et Eve” di Botero , a “Le Poing” di Cèsar. Da visitare anche una multivisione ( simile ad un prodotto cinematrografico), che propone la cronaca dei Principi e delle Principesse della cittadina. E’ possibile scegliere la traduzione tra le otto lingue a disposizione. Il Museo della Cappella della visitazione è dedicato esclusivamente allo stile barocco risalente al periodo dal 17* secolo.

All’interno della Cappella , una grande collezione di opere d’arte sacre di Barbara Piasecka Johnson, capolavori di Rubens, Ribera e dei più bravi maestri del periodo di barocco italiano. Presso il Museo del Cinema si possono visionare molte locandine originali di film in onore di Montecarlo. Sicuramente, il Museo dei Ricordi Napoleonici e collezione degli archivi storici del fucile, è un’altra tappa per i turisti di Montecarlo -Monaco. Si tratta di un museo che evoca il passato del Principato di Monaco. Si possono infatti ammirare una grande , ricca e “gelosa” collezione, di oltre mille oggetti e documenti che risalgono al periodo del Primo Impero. Anche in questo caso, per i turisti è disponibile un’audioguida , che prevede una scelta gratuita tra undici lingue.

Il verde

Tantissime passeggiate, non solo lungomare, ma anche in mezzo al verde. Tanti i paradisiverdi di una bellezza davvero unica. E’ il caso del Giardino Giapponese, che si estende su una superficie di circa 7mila metri quadrati, che è stato costruito seguendo attentamente lo stile dell’arte nipponica. All’interno di questo giardino, si possono ammirare composizioni di pietra, acqua e vegetazione. Un altro spazio verde è posto proprio di fronte al Casino ed è costituito da giardini dove sui prati vengono rappresentati composizioni floreali , curati in ogni minimo dettaglio e omaggiati anche di graziosi zampilli d’acqua, che rende tutto davvero magico.

Una passeggiata tranquilla la si può fare sicuramente nel Quartiere del Larvotto, dove sorge la celebre “Champions Promenade”, ovvero la passeggiata dei campioni. Si tratta di un percorso a piedi, che rende omaggio ai più grandi giocatori di calcio di tutto il mondo. Campioni del calibro di Roberto Baggio, Diego Armando Maradona, per passare ad Andry Shevchenko, Just Fontaine e Pavel Nedved, hanno impresso l’impronta del proprio piede all’interno della Promenade del calcio. Spazi verdi anche a Monaco.

I Giardini più antichi risalgono al 1830 e sono i Giardini Saint Martin e Sainte Barbe. Sono situati ai lati del Museo oceonografico. Una “promenade” tranquilla vi aspetta al Roseto Princesse, costituito da ben 4mila piante di rose, ma non si tratta dei rose dello stesso ramo, bensì di oltre 400 varietà. Uno spettacolo unico che vi lascerà a bocca aperta. Proseguendo la passeggiata si arriva al Parco Paesaggistico di Fontveille, che si estende su una superficie di 4 ettari.

Qui, si possono ammirare diverse varietà di specie vegetali di tutto il mondo. Un parco destinato a bambini di ogni età , è il Parco Princesse Antoniette, originarimente creato per salvaguardare la coltura degli ulivi nel Principato di Monaco. Oggi invece, tutti i bambini possono giocare nelle aree specifiche di gioco, con possibilità di cimentarsi in partite di minigolf oppure in partitelle di calcio , rispettivamente presso il minigolf e il ministadio.

Escursioni brevi

In questa parte di guida, vi voglio portare nelle classiche gite fuori-porta. Escursioni di pochi km , da fare anche in giornata. La Costa Azzurra è semplicemente magnifica, non basta sicuramente una giornata per visitare un sito, ma sarà certamente il pretesto per una prossima vacanza. Le destinazioni in cui vi accompagnerò sono ricche di riferimenti storici e di bellezze uniche.

Da Montecarlo potete spostarvi a piedi, verso Cap d’Ail. La cittadina è facilmente raggiungibile seguendo determinati cartelli che ritraggono la flora mediterranea. Un altro sentiero particolare è il Cap Martin, sentiero dal sapore pittoresco. A soli 3 km potete recarvi a Beausoleil, piccola e ridente cittadina che offre un panorama spettacolore sull’Italia, Cap Martin e naturalmente sul Principato di Monaco. A 6 km , vi attende una piccola cittadina, anticamente in territorio monegasco, chiamato Roquebrune-Village.

Si tratta di una città medioevale d’arte, il cui unico monumento davvero degno di essere visitato è il Castello che risale al X secolo. Ha il sapore dell’arte romana, invece La Turbie, una città facente parte della Contea di Nizza. Panorama mozzafiato se vi recate a soli 10 km da Montercarlo. Siamo a Eze-Village, una città arroccata su uno sperone roccioso. Alla stessa distanza chilometrica, potete recarvi nella ridente e conosciuta città di Menton, famosa per i suoi meravigliosi giardini e per le sue opere d’arte.

La Villa Maria Serena, Fontana Rosa, il Palais Carnolès, sono solo alcune delle tappe che vale davvero la pena di visitare, se decidete di passare una giornata a Menton, dove tra l’altro si parla e comunque tutti capiscono, la lingua italiana. A 11 km, possiamo invece recarci a Beaulieur-sur-Mer, ricca cittadina e bellezze rare da visitare, che fa della città una meraviglia della Belle Epoque. Del patrimonio architettonico fanno parte, il Casino, il Palais des Anglais, Villa Kerylos, il Bristol, la Rotonde.

Saint-Jean-Cap-Ferrat dista invece 13 km da Montecarlo, ed è ideale per le “promenade”, e quindi per chi ama passeggiare a piedi. Basta proseguire ancora un solo chilometro , per arrivare a Villefranche-Sur-Mer, magnifica cittadina con un fascino invidiabile. Da visitare la cittadella Saint-Elme, che sorge sopra al mare della Cappella Saint-Pierre. Nizza dista 18 km e offre numerose possibilità di divertimento e di cultura. La Promenade des Anglais, è sicuramente la più famosa passeggiata della città vecchia. Tanti i capolavori che vale la pena di visitare. Solo per citarne alcuni il Museo Matisse, il Museo d’arte Moderno e le Arene Romane di Cimiez. A 780 km di altitudine , un altro villaggio arroccato, e considerato il più elevato villaggio litoraneo di tutta l’Europa che prende il nome di Saint-Agnes.

Escursioni lunghe

Ecco ora qualche “dritta” per le escursioni un pò più lontanucce da Montecarlo. A circa 30 km , potete visitare un piccolo borgo dal sapore medioevale: Haut de Cagnes. Domina in maniera impeccabile sulla citta di Cagnes-Sur-Mer e si può visitare il simbolo del borgo, ovvero un Castello Museo Grimaldi, del XIV secolo e il Museo Renoir. Un’altra cittadina arroccata è Vence, a 40 km di distanza. Ricchezze del posto, sono sicuramente la Cappella del Rosario, il Castello Notre Dame des fleurs, e il Museo del Profumo e del liquore.

Vicinissima è Saint Paul de Vence, città artisticamente ricca con le sue circa 9 mila opere d’arte contemporanea, che si possono ammirare alla Fondazione Maeght. Una città invece che ricorda in tutto e per tutto il vecchio stile provenzale è Antibes. Monumenti da visitare sono sicuramente il Porto e le mura di Vaubon, il Museo Picasso e la Torre quadrata. Biot si trova invece a 42 km da Montecarlo ed è famosa per i suoi stimati laboratori di vetreria artigianale.

Anche il grande artista Fernand Lèger ha lasciato la sua “impronta” nel museo che sorge nella piccola Biot. Ancora qualche chilometro e arriverete a Cannes, grande città con numerose ricchezze, famosa per la celebre Croisette e per la celebrazione del rinomato Festival del cinema. Da Cannes, con un battello è possibile andare alle isole Lèrins: l’isola Saint Honorat e l’isola Saint Marguerite.

Nella prima si può ammirare il monastero in tutta la sua bellezza, mentre nella seconda è il Fort Royal a ricevere i suoi turisti per conoscere il luogo dove fu impriogionata la Maschera di ferro. Famosa per i suoi laboratori di produzione di ceramica e vasellame, è la graziosa cittadina di Vallauris ( a 51 km da Montecarlo), dove risiede anche il Museo Nazionale Picasso. A 56 km non potete dimenticarvi di visitare la città più profumata di tutta la Costa: Grasse. Definita la capitale del profumo, è famosa per i suoi laboratori di profumi. A 70 km invece, ad un’altitudine di 758 metri, possiamo visitare Gorges di Loup, con una vista panoramica davvero unica.

Se vogliamo fare più strada , a 100 km , raggiungiamo Gorges du Verdon, e le sue falesie calcaree stupende. Monumenti si possono ammirare a Valle della Roya Bèvera, a circa 40 km, mentre alla Valle delle Meraviglie a 50 km vi potete recare se siete amanti del verde e delle passeggiate. Troverete sicuramentae un’oasi da sogno. A pochi chilometri da qui, c’è la Valle della Vesubie, dove si possono ammirare bellezze uniche che girano intorno all’arte, alla cultura, senza trascurare il divertimento. Tante destinazioni per tante escursioni da favola durante la vostra permanenza.

Cosa Vedere in Turchia e Quando Andare

Punto di incontro fra Europa e Asia, terra dalla storia antichissima e dalla cultura composita, ricca di città nelle quali modernità e tradizione si fondono e di paesaggi naturali unici, la Turchia è un paese che vale la pena conoscere a fondo. Una breve guida per cominciare ad avvicinarsi alle molteplici realtà presenti in questa terra stupenda.

Per capire la cultura e la complessa storia di un paese come la Turchia, possono essere utili innanzitutto alcuni cenni sulle sue caratteristiche fisiche e morfologiche.
La Turchia ha un territorio particolarmente esteso, con una lunghezza di 1.660 km e una larghezza di 550 km. Si estende per il 97% del proprio territorio in Asia e per il restante 3% (che coincide con la regione chiamata “Tracia”) in Europa, ma è considerata per molti aspetti come parte integrante del continente europeo.

Informazioni generali

Per quanto riguarda la popolazione, i Turchi costituiscono all’incirca il 90% degli abitanti della Turchia, paese abitato da numerose minoranze etniche come gli Armeni, i Curdi, gli Arabi, i Greci. Importante è evitare di assimilare i Turchi agli Arabi: si tratta di due gruppi etnici diversi ed entrambi tengono molto a rendere nota questa differenza.

Al contrario di ciò che spesso si può pensare, non tutti i turchi hanno capelli e occhi nerissimi: molti di loro sono biondi e hanno gli occhi chiari. I Turchi sono decisamente aperti e cordiali nei confronti dei turisti e degli stranieri in generale, la regola che viene seguita in ristorante, alberghi e posti pubblici di vario genere è quella della cortesia nei confronti dell’ospite: i turchi cercano sempre di chiacchierare, entrando in contatto con persone provenienti da altri paesi e rappresentanti altre culture, sforzandosi il più possibile per superare le barriere linguistiche.

La popolazione turca è per tradizione composta da pastori ed agricoltori, anche se in ognuno è presente in modo molto forte la vocazione al commercio, alla compravendita e alla contrattazione.
In Turchia c’è un diffuso e forte rispetto per i militari: chiunque porti una divisa è tenuto in grande considerazione, in relazione all’importanza e al potere che l’esercito ha sempre rivestito in questo paese.

Molto radicato è anche il senso della famiglia, dell’appartenenza a clan e sottoclan all’interno dei quali si ha una forte compattezza e si condividono i momenti di svago, di festa e di riposo.
Moltissimi Turchi sono emigrati all’estero per lavorare, soprattutto in Belgio, Germania, Svizzera, Olanda, Svezia, Australia. Questi emigranti mettono solitamente da parte un gruzzoletto all’estero, per essere poi in grado di ritornare in patria ed iniziare un’attività per conto proprio.

Storia

L’attuale Turchia è costituita da una mescolanza di popolazioni che nelle epoche precedenti hanno dominato o hanno avuto un ruolo di primaria importanza. In Turchia, ed in particolare in Anatolia, vengono fondate, nel sesto millennio a.c., alcune tra le più antiche città del mondo. Con Alessandro Magno l’Anatolia, crogiolo di razze e popolazioni eterogenee, entra nella sfera culturale greco-ellenistica.

L’impero bizantino dura più di 1000 anni e Costantinopoli si trasforma in una città ricca, importante ed estremamente potente. Emergono successivamente i Turchi Selgiuchidi, soppiantati poi dai Turchi Ottomani. L’impero Ottomano dura 5 secoli, raggiungendo una vastità territoriale mai vista prima, per poi essere sconfitto definitivamente nella I guerra mondiale.

Nel 1919 inizia la guerra d’indipendenza, guidata da Mustafa Kemal, che nel 1923 proclama la Repubblica Turca, con capitale Ankara. Kemal si occuperà di una laicizzazione ed occidentalizzazione del paese, abolendo la poligamia, concedendo il diritto di voto alle donne, introducendo l’alfabeto latino a sostituzione di quello arabo e cancellando ogni segno legato alla religione islamica dalla vita pubblica e statale.

La lingua ufficiale della Turchia è il turco, anche se, essendo presenti una serie di minoranze etniche, all’interno di queste ultime, soprattutto in situazioni familiari ed informali sono parlate altre lingue minoritarie (armeno, arabo, greco ecc.). Il turco appartiene alla famiglia linguistica uralo-altaica, dopo essere stato riprodotto per secoli attraverso l’alfabeto arabo, viene scritto a partire dal 1923 in caratteri latini, per esigenze di modernizzazione ed occidentalizzazione, ma anche perché l’alfabeto latino riproduce in modo più chiaro le caratteristiche fonetiche della lingua turca, ricca di vocali a differenza di quella araba.

Cucina

La cucina turca è considerata, da esperti e non, una fra le migliori al mondo.
I Turchi stessi sono estremamente orgogliosi della propria cucina, considerata ricchissima, speciale ed appetitosa.

La gastronomia di questo paese è infatti tra le più varie e raffinate di tutto il Mediterraneo e non teme la concorrenza delle migliori cucine d’Europa. Ricchissima di spezie e aromi, profumata e invitante, la cucina turca offre moltissime specialità a base di carne (in particolare montone ed agnello) ma anche piatti a base di verdura. Questo mix di ingredienti la rende eccezionale per equilibrio e per originalità.

L’incontro tra cucina mediterranea ed asiatica si può osservare nell’accostamento di pregiato olio di oliva (tipicamente europeo) e spezie di vario genere (tipicamente asiatiche).Fondamentale è la freschezza degli ingredienti: verdure, carne e pesce in particolare sono sempre puliti, profumati ed estremamente invitanti.
I piatti sono buoni ed il servizio cortese e attento, sia che ci troviamo nei ristoranti di lusso con spettacoli musicali e danzanti, sia che ci rechiamo in un piccolo locale frequentato soprattutto da lavoratori del posto.

I prezzi variano quindi moltissimo a seconda del tipo di esercizio all’interno del quale ci troviamo: è possibile mangiare con 3 euro nei locali più semplici e spendere fino a 50-100 euro nei luoghi più lussuosi. In alcuni ristoranti non è presente menu, ma si segue il costume per cui il cliente da un occhiata in cucina e indica ciò che più lo attrae e che vorrebbe assaggiare.

Anche per la strada è possibile degustare cibi prelibati e ottimi, come spiedini, polpette o fritture di vario genere, dal costo veramente basso.

Città e luoghi da visitare

Parliamo innanzitutto di Istanbul, maggior città della Turchia e capoluogo dell’omonima provincia. La storia millenaria di questa città, prima chiamata Bisanzio e poi Costantinopoli, centro propulsore dei vari regni e domini che si sono susseguiti nell’area centro asiatica ma anche europea, ne fa un luogo unico per cultura, tradizioni e storia.
Tra i luoghi di interesse prettamente turistico, abbiamo un’infinita serie di chiese ed ex chiese (Hagia Sophia, Basilica di San Polieucto, Theotokos Pammacaristos, Chiesa dei Santi Sergio e Bacco, Hagia Hereine), di moschee (Laleli camii, Sehzade camii, Yeni camii), palazzi (Aynalıkavak, Dolmabahçe, Beylerbeyi, Küçüksu) musei (Museo Archeologico, Museo Ataturk, Museo Militare, Museo dei Tappeti, Museo di Arte Turca e Islamica, Museo Navale).
Molto pittoresca la Galata, l’antica colonia genovese sul corno d’oro, dalla quale prende il nome la squadta di calcio del Galatasaray. Bello da visitare il Fener, uno dei quartieri in cui più si è conservata la vecchia Istanbul. Impossibile perdersi, inoltre, la visita all’antico rito turco dell’hammam, in uno dei numerosissimi bagni turchi della città.

Ankara, posta sull’Altopiano Anatolico, è la capitale della Turchia e seconda città turca per grandezza, dopo Istanbul. E’ situata su di una collina, la quale è sovrastata dalle rovine dell’antica cittadella. Sono presenti in questa città alcuni monumenti greco-romani e bizantini, il più famoso è il tempio di Roma e di Augusto.

Ankara è un centro di importanza industriale e commerciale, crocevia del commercio e del sistema autostradale e ferroviario turco. Dopo essere diventata capitale, Ankara è stata suddivisa in due parti: la parte vecchia e quella nuova. La prima si caratterizza per edifici che testimoniano la storia bizantina, romana e turca della città e per le vie particolarmente strette e tortuose. La parte nuova è chiaramente più moderna, ricca di hotel, negozi, centri commerciali, teatri, strade ampie, uffici, ambasciate.

Non sono da dimenticare le coste della Turchia, che è circondata dal mare su tre lati: il Mar Nero nel nord, il Mediterraneo a sud e l’Egeo ad ovest. Il Mar di Marmara è poi un mare interno presente nell’area nord-ovest del paese, fra il Bosforo e lo stretto dei Dardanelli. Nel mare della Turchia sono presenti ben 159 isole, la maggior parte delle quali non sono conosciute o non sono abitate.

Le spiagge più belle del paese sono considerate quelle sulle coste dell’Egeo, mare limpido, trasparente e pulito. Qui le spiagge sono circondate da uliveti e da boschetti di pini, è possibile pescare in piccoli porti oppure trascorrere una settimana di relax in uno dei numerosi villaggi turistici della zona. La costa che si affaccia sul Mar Nero è umida e sempreverde, caratterizzata da una vegetazione lussureggiante e da fiori colorati, soprattutto durante la primavera.

Cosa Vedere a Firenze

Una tra le più celebri, visitate ed apprezzate città d’arte del Bel paese, Firenze è la culla del Rinascimento e lo scrigno di preziosi tesori artistici. La capitale toscana, visitata ogni anno da migliaia di turisti, rappresenta un perfetto esempio di simbiosi e convivenza tra l’antico e il moderno, serbando in un’aura classicheggiante il fascino di antichi fasti.

Cenni geografici
La città di Firenze sorge a 50 metri sul mare in Toscana, non distante dal confine con l’Emilia Romagna. E’ bagnata dal fiume Arno, e conta circa 366.000 abitanti, senza includere l’area metropolitana esterna. Si estende per circa 102 km² ed è il capoluogo della regione Toscana. E’ circondata da rilievi collinari, tra cui le colline di Fiesole e Bellosguardo, e numerosi fiumi minori attraversano la piana in cui è adagiata. Nelle vicinanze, diverse città d’arte e le colline del Chianti.

Cenni storici
La fondazione di Florentia, questo era il suo nome, avviene ad opera dei Romani nel 59 a.c. La città cadrà successivamente in mani “barbare” dopo il declino dell’Impero. Nel 1200 sarà teatro dello scontro tra Guelfi e Ghibellini, le due fazioni fedeli rispettivamente al Papa e all’imperatore, ospitando insigni personalità tra cui il poeta per eccellenza, Dante Alighieri. Negli anni successivi entrerà in scena la famiglia dei Medici, occupando un ruolo di primo piano nella vita politica della città per circa tre secoli, soprattutto con le figure di Cosimo e Lorenzo “il magnifico”. Dal 1865 al 1870 Firenze sarà capitale d’Italia.

Raggiungere Firenze
Firenze si raggiunge in autostrada con l’A1 uscendo, da sud a nord, a Firenze sud, Firenze – Certosa, Firenze – Scandicci, o imboccando l’A11, ovvero la Firenze – mare. Via treno si scenderà a Firenze – Santa Maria Novella, la stazione meglio collegata con il centro storico e le bellezze artistiche della città. La stazione stessa è un capolavoro architettonico del cosiddetto Razionalismo Italiano, e la sua costruzione risale agli anni ’30.

Scorci caratteristici
Risulta essere raccomandabile, da buoni turisti, l’acquisito di una mappa che consenta di individuare facilmente ed organizzare in tappe i nostri percorsi. Il cuore artistico della città è ovviamente il centro storico, ed è da lì che muoveremo i primi passi, magari accedendovi dalla Porta Romana o dalla Porta al Prato, tra le più antiche e interessanti.
Il centro storico di Firenze è patrimonio dell’UNESCO dal 1982. Esso è racchiuso tra antiche mura medievali, scrigno di bellezze e tesori artistici. La nostra visita comincerà dai monumenti storici della città, alla ricerca di scorci suggestivi o monumenti celebri. E affacciarsi sull’Arno regala di queste emozioni.
L’Arno è attraversato da diversi ponti tra i quali il Ponte Vecchio, un must specialmente tra le cartoline e gli scorci classici, essendo tra i simboli più celebrati di Firenze. Il Ponte Vecchio attraversa il fiume nel suo punto più stretto e consente di godere di un’ottima vista sulla città. Costruito per la prima volta dagli etruschi e ripetutamente danneggiato, ha però resistito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, risparmiato da Hitler che ne seppe apprezzare la bellezza.
Una caratteristica del ponte sono le numerose botteghe che lo sovrastano ed il Corridoio Vasariano, edificato nel 1565 da Giorgio Vasari per collegare Palazzo Pitti con Palazzo Vecchio ed attualmente parte della Galleria degli Uffizi. La zona centrale del ponte ha due terrazze panoramiche, una delle quali ospita il monumento a Benvenuto Cellini, celebre per i suoi “lucchetti degli innamorati”. Un itinerario ragionevole include il ponte come terza tappa di un percorso che prende il via da Piazza della Signoria attraversando la Galleria degli Uffizi. Non è il solo ponte degno di menzione: volendo organizzare un percorso circolare, possiamo rientrare verso Piazza della Signoria attraverso il Ponte di Santa Trinità, direttamente affacciato sul Ponte Vecchio.
Per una veduta dall’alto della città possiamo invece salire sulla collina di Bellosguardo, circondati dal profumo dei cipressi e dagli ulivi, passeggiare nel giardino di Boboli o muoverci verso Fiesole, grazioso borgo medievale che sovrasta l’area della città. Restando tra le mura, invece, la migliore vista panoramica è da Piazzale Michelangelo.

Gli Uffizi ed altri musei
Una visita a Firenze non può prescindere da una sosta alla Galleria degli Uffizi, celebre edificio progettato da Giorgio Vasari, che oggi ospita un’importante collezione di manufatti artistici. Essendo il luogo decisamente frequentato, conviene prenotare nel caso si visiti in giorni di grande affluenza, o essere preparati ad una fila agli ingressi. Sul sito ufficiale (www.uffizi.firenze.it) ci sono tutte le informazioni relative alla galleria ed i numeri di telefono indispensabili. Spesso si fa la fila anche con la prenotazione, ma il gioco vale la candela.
Le varie sale degli Uffizi includono sculture, quadri e oggetti d’arte organizzati in sezioni ed aree disposte in ordine cronologico, in corrispondenza alla numerazione delle sale. Tra le opere presenti, un’ampia collezione di pitture di Giotto, quadri del ’300, testimonianze rinascimentali come dipinti di Masaccio, Beato Angelico, Piero della Francesca e Paolo Uccello, quindi una vasta gamma di lavori di Sandro Botticelli, cui è dedicato molto spazio (la sala è la maggiore del museo), e del quale possiamo ammirare la celebre Primavera, enigmatico incontro di motivi neoplatonici e mitologici.
Nella sala 15 incontriamo un altro celebre toscano, Leonardo da Vinci, con la sua Adorazione dei Magi; ancora, completando la visita, il Perugino, Durer, Mantegna, Michelangelo Buonarroti, Raffaello, Tiziano, il Parmigianino, Caravaggio. Dalla Galleria si può accedere al già menzionato Corridoio Vasariano, per visitare il quale occorre però una guida.
Ma la ricchezza artistica di Firenze non si esaurisce con gli Uffizi. Alla Galleria dell’Accademia è esposto il David di Michelangelo, assieme ad altre sculture dell’artista, e diverse opere provenienti dalla collezione del Granduca Pietro Leopoldo. Il Museo del Bargello, ospitato in un elegante ed antico palazzo del centro, è invece ricchissimo di sculture di pregio oltre che del suddetto Michelangelo, del Cellini o del Brunelleschi. In un vecchio convento dei domenicani è il Museo di San Marco, arricchito da splendidi affreschi. Ancora, disponendo di altro tempo potremmo visitare il museo di Storia della Scienza, le Cappelle Medicee, la casa di Dante o il museo Leonardo Da Vinci.

Piazze e palazzi
La piazza più conosciuta di Firenze è Piazza della Signoria, raggiungibile da Piazza Duomo attraverso Via de’ Calzaiuoli. Guardandoci attorno possiamo scorgere anzitutto Palazzo Vecchio, oggi sede municipale, con la sua caratteristica torre. Commissionato ad Arnolfo di Cambio e conosciuto in seguito come Palazzo della Signoria, Palazzo Vecchio ospita ai suoi piani superiori la Galleria degli Uffizi, ed è in parte aperto alle visite.
Al centro della piazza è una copia realistica del David di Michelangelo, e alla destra del Palazzo la Loggia dei Lanzi, sotto le cui volte sono adagiate numerose sculture tra cui la famosa testa di Medusa retta dalla mano di Perseo. Dalla piazza si raggiunge velocemente l’Arno e Ponte Vecchio, e si accede agli Uffizi. Percorrendo il lungarno raggiungiamo Palazzo Corsini, in stile tardo barocco, quindi il quattrocentesco Palazzo Rucellai, affiancato dall’ex chiesa di San Pancrazio.
Proseguendo per Via della Vigna Nuova si incontra Palazzo Strozzi, attualmente sede di diverse esposizioni d’arte e situato in una zona molto suggestiva e “modaiola” della città. Palazzo tipicamente rinascimentale, oggi ospita il gabinetto Vieusseux e l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento. Prima di chiudere il nostro itinerario raggiungendo Piazza Santa Maria Novella diamo uno sguardo a Palazzo Antinori, anch’esso in stile rinascimentale, di fronte al quale spicca la bella chiesa di San Gaetano.
Tra gli altri palazzi non può mancare una nota a Palazzo Pitti, secondo molti studiosi opera del Brunelleschi, affacciato sul bel giardino di Boboli e sede di diversi musei tra cui la Galleria d’Arte Moderna, la Galleria Palatina e la Galleria del Costume. Da visitare anche gli Appartamenti monumentali, con sontuose decorazioni e arredi caratteristici.
Un luogo particolarmente panoramico ed evocativo della città è il Piazzale Michelangelo, con un monumento a Michelangelo che campeggia al centro della piazza. Percorrendo delle suggestive scalinate si accede infine alla Porta San Niccolò, con la sua torre caratteristica.

Giardini, ville e dintorni
Non manca, a Firenze, un’estesa superficie di aree verdi. Cominciamo dal suggestivo Giardino di Boboli, il giardino di Palazzo Pitti, nel quale la natura incontra mirabilmente la scultura e l’opera umana. Il luogo offre interessanti vedute sulla città, e passeggiando per i suoi viali ci si imbatte in statue, fontane e costruzioni come la Grotta del Buontalenti o la statua dell’Abbondanza, o si sosta nei viali alla ricerca di luoghi appartati. Molto suggestivo il lungo Viottolone, ampio viale circondato da cipressi.
Il maggiore parco di Firenze è però il Parco delle Cascine, che prende il nome dalla presenza di fattorie e granai sull’Isola Estate, dove fu creato. Attualmente si estende fino alle sponde dell’Arno, e include numerose strutture per la pratica sportiva (piscina, ippodromo, velodromo). L’ingresso è ovviamente gratuito, ed il parco è la meta privilegiata di moltissimi fiorentini. Ancora:
Varcando la Porta Romana si incontra il Giardino del Bobolino, caratteristico perché si sviluppa interamente in pendenza. Villa Demidoff, la ricostruzione di una vecchia villa medicea, che ospita un grande giardino all’inglese, oltre a diverse sculture, opere d’arte e specie arboree rare e secolari.
Il Giardino della Gherardesca, il più grande parco privato di Firenze.
Il giardino dell’Iris, dove si coltiva questo bellissimo fiore.
Gli orti oricellari, nei pressi di Santa Maria Novella.
Oltre ai giardini, nel territorio di Firenze sono numerose dimore appartenute ai Medici, non tutte aperte al pubblico, tra cui la Villa della Petraia o la stupenda Villa medicea di Castello.
Per apprezzare davvero le particolarità della natura toscana una puntatina fuori Firenze permette di immergersi tra le splendide colline del Chianti toccando borghi caratteristici come San Gimignano o Volterra oppure, salendo verso nord, inoltrarsi nella magica terra del Mugello, per poi visitare i centri storici di Prato e Pistoia. Più a Ovest, Lucca e la Garfagnana regalano splendide immersioni nella natura e passeggiate in montagna nell’incantevole cornice delle Alpi Apuane.

La città
Quanta storia, quanta arte e quante leggende sono racchiuse in una città come Firenze? Tante, tantissime. Dunque, perché non preparare la valigia e partire subito alla volta di questa stupenda città italiana? Se state pensando alla sistemazione, nessun problema. Abbiamo infatti selezionato per voi i migliori hotel della città. Da 2 a 5 stelle, la lista è lunga. Siamo certi che avrete solo l’imbarazzo della scelta di fronte a tanta vastità.
Perché una visita a Firenze è d’obbligo, sia per chi non ha mai messo piede in questa città toscana, sia per chi l’ha già visitata e vuole tornarci. E poi basta pensare che Firenze è importante sotto tanti punti di vista: arte, letteratura, storia, etc.
La città è infatti considerata il luogo d’origine del Rinascimento. Famosi in tutto il mondo sono i suoi edifici antichi, le gallerie d’arte, i musei, i teatri e le biblioteche che attraggono turisti da ogni parte della Terra. Firenze è anche moda – grazie alla fiorente industria nella vicina cittadina di Prato, all’istituto Polimoda e ai marchi Gucci e Ferragamo – oltre ad eventi di beneficenza e ai festival delle più svariate discipline artistiche.
Firenze è il regno delle botteghe e dei maestri artigiani che, nelle viuzze della città, lavorano mettendo in mostra la loro bravura unita alla passione e alla creatività. L’Oltrarno è il quartiere per eccellenza che ospita laboratori aperti al pubblico grazie a visite – su prenotazione – guidate da guide professioniste. Vi consigliamo di non trascorrere pochissimo tempo a Firenze, di non comportarvi come turisti frettolosi ma, se possibile, di soggiornarvi qualche giorno in più per visitare più itinerari possibili. Da non perdere assolutamente il Duomo, Piazza della Signoria, Ponte Vecchio. E ancora Palazzo Pitti, la Basilica di Santa Maria Novella e i vari musei come la Galleria dell`Accademia e il Museo Opera del Duomo.

Soggiornare
Decidere di soggiornare a Firenze per qualche giorno è una scelta che va certamente ponderata. Tante sono le possibilità al fine di rendere questo periodo di vacanze il più rilassante possibile. Ville di lusso, appartamenti, hotel e agriturismi. Queste sono le varie soluzioni che permettono di trovare un punto fermo per i turisti di tutto il mondo. Firenze, celebre anche per un evento tragico – nel 1966 il fiume Arno straripò causando molti danni alla città e ai suoi edifici – oggi ha un posto d’onore per la sua arte, come già accennato, ma sono anche tanti altri i suoi pregi.
Ricordiamo la classica cucina fiorentina che vede le sue origini nell’utilizzo di ingredienti poveri ma dal sapore ricco e genuino; le vie dello shopping caratterizzate da grandi firme della moda e da numerosi negozi di abbigliamento, calzature, pelletteria e gioielli (quest’ultimi soprattutto nella zona di Ponte Vecchio); i due conosciuti mercati alimentari, con i prodotti tipici locali, nei quartieri di San Lorenzo e Sant’Ambrogio; i numerosi teatri – come il teatro della Limonaia e il Teatro della Pergola – che ogni stagione vantano un cartellone con un’ampia scelta di autori e registi italiani e non; i giardini – come il Parco delle cascine – che permettono di assaporare a pieni polmoni l’aria e l’atmosfera salubre del posto.
Firenze, inoltre, è una città ricca di svaghi e di appuntamenti mondani. Sono davvero tante le enoteche e i cocktail bar che sorgono nel centro storico e che attirano molti giovani desiderosi di una pausa di lavoro, di un aperitivo al tavolo o di un incontro tra amici.
E al calare del sole, Firenze non va a dormire. Sono tante infatti le discoteche, gli spettacoli, le rassegne, gli eventi e i concerti che fanno di Firenze una città poliedrica e adatta davvero per tutte le età.

Cosa Vedere in Valle d’Aosta

Con questa semplice guida alla Valle d’Aosta intendiamo guidare il turista alla scoperta di una delle regioni più belle del nostro paese, indicando al lettore le mete più gettonate a livello tuistico e offrendo consigli su alloggi e altri argomenti.

La regione è raggiungibile con l’automobile tramite autostrada da tutta Italia, semplice da raggiungere anche in treno ovviamente.

Come arrivare

Per raggiungere la città in auto invece si impiegheranno 1 ora da Torino, 2 da Milano, 5 ore per chi proviene da Firenze e 8 ore per chi parte da Roma.
Per quanto riguarda gli itinerari a voi più adeguati sarà conveniente consultare uno dei numerosi siti che dato un punto di partenza e uno di arrivo vi mostreranno il percorso più semplice e veloce da seguire.

Passiamo ora ai periodi più adatti per visitare questa splendida regione; ogni periodo è perfetto a nostro parere, perchè ogni periodo ha le sue attrattive. Scegliere il periodo più adatto a voi dipenderà dai vostri interessi. Se ad esempio amate sciare l’inverno è la stagione perfetta per voi, ma se invece siete appassionati di escursioni in montagna e passeggiate nei boschi vi consigliamo la stagione estiva.

Per finire parliamo dell’ampia gamma di possibilità fra cui potrà scegliere il turista per alloggiare.
Anche in questo caso la vostra scelta dovrà essere decisa in base a tipo di vacanza che volete fare e in base (soprattutto) al budget finanziario disponibile.

In ogni caso avrete la possibilità di scegliere tra varie soluzioni quali ad esempio: agriturismi, alberghi, alloggi per vacanze, campeggi e bed and breakfast.
Vediamo ora i prezzi medi di alberghi e bed and breakfast.

In un hotel a 4 stelle una camera doppia potrà avere un costo medio di circa 140 – 200 euro massimi, più economica (relativamente) la singola che potrete avere per un costo di 75 – 100 euro a notte.
Negli alberghi a 3 stelle spenderete in media 40 – 55 euro per una singola e 60 – 80 euro a notte per una doppia. In un 2 stelle la spesa si aggirerà sui 30 – 50 euro per una singola e 50 – 75 euro per una doppia.
Se preferite invece alloggiare in bed and breakfast la spesa sarà di circa 35 – 45 euro per una singola e 60 – 80 euro per una doppia.

Aosta

Aosta è il capoluogo della Valle d’Aosta appunto, situata a 583 metri di altezza, ha circa 34000 abitanti.
Questa città dalle antiche tradizioni possiede soprattutto monumenti risalenti all’epoca romana e al medioevo.
Cominciamo quindi con l’indicarvi i maggiori reperti che potrete vedere risalenti all’epoca romana.
Lo splendido arco di Augusto ad esempio, situato nella zona orientale della città, risalente al 25 a. C.
Al di sotto dell’arco troverete uno splendido crocifisso; è il crocifisso del Santo Volto, aggiunto in seguito quello che vedrete lì non è l’originale che invece è custodito nel Museo del tesoro della cattedrale.

Altre mete risalenti alla medesima epoca sono il Criptoportico romano, l’anfiteatro e il Ponte romano; posto quest’ultimo sull’antico corso del fiume Buthier, che oggi ormai non scorre più al di sotto di esso. Viene ancora oggi utilizzato. Da vedere poi le rovine della basilica paleocristiana, riportate alla luce da scavi archeologici.
Per quanto riguarda le mete risalenti ad altre epoche ecco le più interessanti.

Molto interessante da visitare è la cattedrale medievale di S. Orso, col suo chiostro all’interno e la bellissima Colleggiata sempre intitolata al santo, al suo interno sono custodite le collezioni del Museo del tesoro di S. Orso. Che tra i suoi pezzi vanta oggetti di fine oreficeria e lo splendido calice di S. Orso.
Il Museo archeologico regionale invece vi da la possibilità di ammirare reperti risalenti a varie epoche antiche, reperti di epoca romana ad esempio ma anche provenienti dall’antica Grecia.

Altre due mete di cui consigliamo la visita sono la Cattedrale di S. Maria Assunta e Piazza Chanoux; quest’ultima è la più grande piazza di Aosta e ospita l’edificio del municipio, risalente al 1800.
Vi consigliamo infine di recarvi a vedere lo splendido Castello di Jocteau risalente agli inizi del ‘ 900.

Parchi della valle d’aosta

Molti sono i parchi naturali presenti in Valle d’Aosta, ognuno merita di essere visitato e ognuno possiede caratteristiche uniche, riguardanti flora, fauna o morfologia.
Il primo in importanza è certamente il parco nazionale del gran Paradiso. Questo parco da sempre è legato ad un particolare animale, che può dirsi il suo vero simbolo: lo stambecco.
Il territorio del parco si estende per circa 70000 ettari caratterizzati da un ambiente tipicamente alpino.
Alcune fra le cime più alte della zona raggiungono i 4000 metri, prima fra queste la cima del Gran Paradiso da cui il parco prende il nome.

Nei suoi boschi e prati si possono trovare specie floreali rarissime; molti sono poi gli animali che sarà possibile osservare da vicino. Tra questi, stambecchi, camosci, aquile reali, marmotte, gipeti e linci.
La riserva naturale Les iles è invece importante in quanto tappa per molti uccelli migratori e la fauna che può vantare è davvero numerosa. Spesso in questa riserva ci sono stati avvistamenti di uccelli non comuni per la zona. Alcuni degli uccelli che sarà possibile osservare sono: la folaga, il germano reale e il tarabusino.
Ecco ora altre delle riserve che potrete visitare:

Riserva del lago di Lozon: è certamente uno degli ambienti umidi più interessanti della zona, ospita alcune piante di origine palustre davvero rare; sarà possibile vedere la rana rossa e il rospo comune.
Riserva naturale lago di Villa: Il lago da cui la riserva prende il nome esiste grazie all’apporto di fonti sotterranee. Sulla superficie del lago sono presenti due piante natanti molto rare in Val d’Aosta. Sono presenti inoltre alcuni animali particolari come la rana verde, la lucertola muraiola e la biscia dal collare.
Riserva naturale Mont Mars: possiede splendidi boschi e praterie, nella zona settentrionale sarà possibile trovare la stella alpina. Possibilità di osservare numerosi animali tra cui: lepri, camosci, ermellini, aquila reale, corvo imperiale e pernice bianca.

Riserva naturale di Tsatelet: vi è un’area di interesse archeologico che fu sede di un insediamento nel tardo neolitico. Sarà possibile osservare la poiana, l’astore, il nibbio bruno e il falco pellegrino durante il periodo migratorio.

Castelli della valle d’aosta

IN questa parte della guida vi indicheremo tutti i più bei castelli della regione; voi potrete poi scegliere quali visitare se uno solo o tutti in base ai vostri interessi.
Il primo che vi segnaliamo è il Castello di Fénis: la sua storia ( e anche quella di altri castelli) è sempre stata legata a quella della famiglia Challant, i proprietari durante tutto il medioevo.

Nel 1906 fu donato allo stato da un architetto di nome Alfredo d’Andrade che l’aveva acquistato in precedenza e poi ristrutturato. All’interno potrete ammirare sulla parete di fondo dello scalone, i bellissimi affreschi raffiguranti S. Giorgio che libera la principessa. Il mobilio che vedrete purtroppo non è quello originale; i pezzi ora presenti sono stati acquistati poco per volta da antiquari dopo che il castello venne donato allo stato.
Il Castello di Issogne appartenne anch’esso alla famiglia degli Challant; a testimonianza di ciò possiamo trovare i bellissimi affreschi al suo interno che celebrano la grandezza della famiglia.

Dopo varie vicende il castello agli inizi del 1800, era in stato di abbandono ma nel 1872 fu acquistato da Vittorio Avondo, un pittore piemontese che prima di donarlo allo stato nel 1907 lo fece restaurare a sue spese, recuperando anche alcuni pezzi del mobilio originale del castello e acquistandone altri adatti. Al centro del cortile del castello si trova la bella fontana del melograno.

Un altro interessante castello è quello di Ussel: venne costruito nel XIV secolo, ma nel XVIII venne abbandonato e andò in rovina. In seguito venne poi fortunatamente acquistato dal barone Marcel de bich, che dopo averlo fatto restaurare lo diede in dono alla regione. Spesso in estate il castello ospita delle esposizioni, solo in questi momenti è accessibile al pubblico.

Il castello di Verrei invece è un edificio dal carattere fortemente militare; costruito da Ibleto di Challant, è uno dei primi esempi di castello monoblocco. Andato in rovina col tempo venne restaurato anch’esso da Alfredo d’Andrade che evito così ulteriori danni alla struttura.
L’ultimo castello che vi segnaliamo è il Castel Savoia. Costruito per Margherita di Savoia, che amava fare lunghe passeggiate in montagna. La costruzione iniziò nel 1833; costruito in stile medievale sono visitabili esclusivamente il pian terreno e il primo piano. Dal 1981 appartiene alla regione.

Cucina regionale

Dal momento che vi trovate in una regione che possiede una tradizione gastronomica dalle origini assai antiche e che vanta piatti unici nel territorio italiano perché non approfittarne per gustare qualche ricetta di questa particolare cucina?

Ecco quindi alcuni fra i migliori piatti della tradizione valdostana che vi proponiamo di assaggiare.
La prima specialità che vi consigliamo è la famosa Fonduta alla valdostana, ghiotta pietanza a base di fontina, uova e latte, ideale accompagnata dalla polenta o da crostini di pane.

Un altro piatto tipico della regione è il Capriolo alla valdostana, buonissimo piatto a base di carne di capriolo, ovviamente, pomodori, vino rosso e bacche di ginepro.
La Seuppa a la valpellenentse è un piatto assai particolare a base di pane, fontina e brodo di carne.
Anche il Risotto alla valdostana vi conquisterà, questo risotto tipico infatti è praticamente un risotto condito con la fonduta.

Un altro secondo che vi conquisterà sono i salsicciotti della Valle d’Aosta, tipico piatto a base di carne di pollo, mortadella e fontina.
Ancora due piatti assolutamente da provare sono la minestra di castagne e la zuppa di Valpelline, quest’ultima a base di fontina, prosciutto crudo, pane e brodo di carne.
Infine vi segnaliamo ancora a polenta al forno e per quanto riguarda i dolci i Rissili, rettangoli di pasta a base di farina burro e uova, fritti e ricoperti di zucchero a velo.

Per assaggiare tutte le bontà che vi abbiamo appena segnalato sarà bene recarsi in qualche ristorante specializzato nella cucina valdostana o magari in qualche buona trattoria tipica. Per quanto riguarda i dolci invece o alcuni fra gli ingredienti necessari a preparare queste ricette, potrete procurarveli, se interessati in qualche negozio specializzato nella vendita di prodotti regionali.

Gli sport all’aria aperta

Essendo la Val d’Aosta una regione dalla natura rigogliosa e ricca di parchi e aree protette è il luogo perfetto per tutti coloro che amano praticare sport all’aria aperta.
La regione infatti offre numerose possibilità agli appassionati di questi sport mettendo a disposizione del turista molte strutture specializzate nei vari tipi di discipline.

Vi presentiamo quindi ora alcuni fra gli sport che potrete praticare in questa bellissima regione, approfittando soprattutto delle belle giornate che regala la stagione estiva.
Alpinismo: la regione perfetta per gli amanti di questo sport, che potranno essere affiancati da esperte guide alpine che accompagneranno il turista alla scoperta delle più alte vette delle regione come il Monte Bianco, la splendida vetta del Cervino, il Monte Rosa e il Gran Paradiso.

Rafting e Canyoning: anche gli appassionati di queste emozionanti discipline troveranno il divertimento che cercano grazie al gran numero di torrenti e fiumi presenti nella regione. Questi sport potranno essere praticati nelle stagioni estive e per chi fosse interessato sono molte le strutture sul territorio che offrono corsi e istruttori.

Equitazione: la splendida natura regionale e i tranquilli sentieri nei boschi sono perfetti per praticare l’equitazione, splendido sport amato da molti. Sul territorio regionale sono molti i circoli equestri e i maneggi che mettono a disposizione dei cavalieri i propri animali per fare lunghe passeggiate o anche trekking a cavallo della durata di qualche giorno.

Sci: come non parlare di uno degli sport più apprezzati dagli amanti della montagna? In Valle d’Aosta questo sport è praticabile anche durante i mesi estivi grazie alle numerose stazioni sciistiche aperte anche in questi mesi.
Questi sono solo alcuni fra gli sport che potrete praticare, altre discipline sono il free climbing, la mountain bike, la pesca sportiva e il golf.

Quando Andare a Berlino e Cosa Vedere

Se vuoi fare una vacanza a Berlino con i tuoi amici o con la tua ragazza, leggi la nostra guida a come scegliere il viaggio a Berlino, quando visitarla, i posti da vedere come: Unter den Linden, Tiergarten, Museumsinsel, Nikolaiviertel, Fernsehturm, Kreuzberg, Kurfürstendamm, Schloss Charlottenburg, Friedrichshain. Inoltre scoprirai la sua gastronomia ed i periodi dell’anno più indicati per visitare la capitale della Germania.

Quando visitarla

Come tutte le metropoli internazionali, Berlino offre ai suoi visitatori una ricca offerta di eventi che coprono praticamente tutto l’anno. Una delle stagioni più propizie per una visita alla città è la Primavera, grazie al clima che torna mite e a molte manifestazioni importanti come l’International Tourismus-Börse, la più grande fiera europea dedicata al turismo o al Theatertreffen Berlin, un festival dedicato al teatro tedesco nel mondo. L’estate rappresenta sicuramente il momento ideale per recarsi a Berlino grazie ai numerosi concerti all’aperto (tra cui la celebre Love Parade) che richiamano appassionati da tutto il mondo. Per i più golosi obbligatoria una visita alla Berliner Gauklerfest, che si svolge ad Agosto nei pressi di Unter den Linden, fiera di specialità culinarie berlinesi.

La stagione autunnale è contrassegnata, a Berlino, da grandi eventi culturali come l’Internationale Funkausstlellung, fiera dell’high-tech, la Maratona di Berlino che si tiene a settembre per le strade della città e l’Art- Forum, cinque giorni di incontri tra i collezionisti d’arte moderna di tutta Europa. L’inverno, a causa del clima rigido con temperature spesso sotto lo zero, non è la stagione più indicata per un viaggio nella capitale tedesca. Se il freddo non vi spaventa approfittatene allora per festeggiare il Natale a Berlino, passeggiando nei tradizionali mercatini del Weihnachstmarkte e brindando all’anno nuovo sotto la Porta di Brandeburgo. Per gli amanti dei musei, alla fine di Gennaio, c’è la Lange Nacht der Museen, la lunga notte dei Musei che rimangono aperti al pubblico fin dopo la mezzanotte.

Storia

La storia di Berlino inizia intorno al 1200 quando sulle sponde del fiume Spree si formano due insediamenti, fra loro opposti: Berlino e Cölnn. Soltanto nel 1432 queste due entità formalizzeranno la loro unione territoriale sotto la dinastia degli Hohenzollern, che riusciranno a reprimere le resistenze dei cittadini alla formazione dello Stadtschloss, facendo diventare Berlino-Cölnn capitale della Marca di Brandeburgo. Inizia un periodo di grande sviluppo demografico, favorito dalla diffusione del protestantesimo luterano, che terminerà solo con l’arrivo delle ondate di peste bubbonica tra la fine del 1500 e l’inizio del 1600 e con la terribile Guerra dei Trent’anni che devasta il Sacro Romano Impero dal 1618 al 1648.

Lo sviluppo riprese ancora una volta sotto l’insegna della dinastia degli Hohenzollern con Federico Guglielmo, detto il “Grande Elettore”, che portò la città ad uno sviluppo senza precedenti. Il suo successore, Federico III, trasformò la Marca di Brandeburgo in Regno di Prussia, assumendo il titolo di Re con il nome di Federico I di Prussia. Inizia così la storia di questo piccolo regno che, in breve tempo, riuscì a proporsi come punto di riferimento per tutti i regni della sfera germanica, sottraendoli all’influenza dell’Impero Austro-Ungarico. Con l’abile manovra politica del cancelliere Otto Von Bismarck, a partire dall’ultima metà del XIX sec., la Prussia riesce ad accentrare su di se tutti i territori della futura Germania, concretizzando il suo potere con la guerra Franco-Prussiana del 1870 che portò alla nascita dell’Impero Germanico con Berlino come capitale.

E’ l’inizio dell’egemonia tedesca sull’Europa Continentale ma anche dei fermenti che porteranno, nella prima metà del XX sec, alle due catastrofiche guerre mondiali. L’Impero Germanico piegato dalle pesanti sanzioni inflitte dalla Pace di Versailles, dopo il primo conflitto mondiale, riesce a risollevarsi con l’avvento del Terzo Reich di Adolf Hitler che riporta la Germania ai vertici delle potenze internazionali. Con l’immane tragedia della Seconda Guerra Mondiale, la Germania e con lei Berlino, verranno quasi completamente rase al suolo dai bombardamenti degli alleati. E’ l’inizio di una nuova vita per la Capitale, divisa nel 1945, dopo la Conferenza di Potsdam, in quattro settori: Berlino si trova così proiettata nel mezzo della guerra fredda che vede opporsi gli Stati Uniti d’America e l’URSS. Sono anni difficili, che portano ad uno sviluppo anomalo della città, condizionato fortemente dai due mondi in cui ruota la sua divisione. Il 1989, con la caduta del Muro di Berlino, segna la fine (sulla carta) dell’esistenza delle due Germanie e Berlino ottiene di nuovo la sua unità. Al giorno d’oggi Berlino si mostra agli occhi dei suoi visitatori come una metropoli a metà tra il Terzo Millennio e la pesante eredità delle assurde tragedie che l’hanno vista protagonista in questo secolo passato.

Cosa vedere

In questa città il turismo ha avuto un incremento a partire dalla riunificazione successiva alla caduta del muro (1989), che ha visto la fioritura di arte e cultura ad alti livelli. La città, il cui motto è “Parigi è sempre Parigi, Berlino non è mai Berlino”, è una metropoli iperattiva e in continua trasformazione (il linea con le maggiori capitali europee), simbolo di una Germania che dopo la guerra è rinata diventando oggi moderna ed avveneristica.

La struttura della città di Berlino, per come la vediamo oggi, è stata creata intorno agli anni 20 del XX sec. con l’integrazione di alcuni paesi che si estendevano al di fuori del suo centro storico. Se si arriva a Berlino con l’aereo si può ammirare dall’alto tutta la zona intorno, disseminata di boschi e laghi che la circondano lungo il suo perimetro. La città infatti è immersa nel verde, colore che la caratterizza anche al suo interno per la presenza di numerosi parchi, anche di notevoli dimensioni. 12 sono i distretti amministrativi che la compongono, alloro volta divisi in ben 95 quartieri. Naturalmente per scoprire le diverse anime di Berlino non occorrerà visitarli tutti quanti, ma concentrarsi su quelli più caratteristici e importanti. L’itinerario che vi proponiamo cercherà di guidarvi tra queste zone, partendo da quelle più centrali per arrivare a quelle più periferiche.

Unter den Linden
Non possiamo non iniziare il nostro viaggio dalla porta più famosa di Berlino, la Porta di Brandeburgo simbolo indiscusso della città. Questa struttura architettonica neoclassica fu realizzata nel 1795 dal genio di Carl Gotthard Langhans che si ispirò nel progettarla all’ingresso dell’Acropoli di Atene. A sormontare la Porta c’è la famosa statua della Quadriga di Joahann Gottfried Schadow, opera dalla storia travagliata, simbolo della Restaurazione del 1814 e della sconfitta di Napoleone. Dalla Porta di Brandeburgo ci inoltriamo così nella Unter den Linden, una delle vie più importanti della città disseminata di caffè, ristoranti, negozi.
Lungo questa strada possiamo incontrare anche la Humboldt Universitat, fondata nel 1810 da Wilhelm von Humboldt, dove hanno lavorato celebri personaggi come i fisici Max Planck e Albert Einstein, i filosofi Hegel e Fichte e dove si sono laureati i padri del comunismo Karl Marx e Friedrich Engels. Sempre nella zona di Unter den Linden possiamo dirigersi verso il Zeughaus, il Museo di Storia della Germania, ospitato all’interno di un antico arsenale di stampo barocco costruito nel 1706.

Tiergarten
Dopo aver visitato la zona di Unter den Linden possiamo arrivare a Tiergarten, antica riserva di caccia reale trasformata nel 1700 nel parco più vasto della città (200 ettari circa di superficie). E’ il posto preferito dai berlinesi per passare momenti di tranquillità, protetti dal caos cittadino. Accanto al parco si erge il Reichstag, il palazzo del parlamento tedesco, simbolo dell’unità nazionale ottenuta nel 1871. Divenne famoso, quando nel 1933, un incendio distrusse la sua sala principale, pretesto per Adolf Hitler di estromettere dal governo i comunisti. Tra il 1995 e il 1999 subì importanti lavori di ammodernamento per opera di Sir Norman Foster con l’aggiunta della cupola ellittica con galleria panoramica.
La zona di Tiergarten è importante soprattutto per la presenza di Potsdamer Platz, una delle piazze più rappresentative di tutta Berlino. La storia di questo luogo è emblematica per quella di tutta la città: punto di ritrovo per tutta l’Europa degli anni ’20, fu ridotta ad un cumulo di macerie con i bombardamenti del Secondo Conflitto Mondiale. Al giorno d’oggi Potsdamer Platz mostra la faccia più moderna di Berlino, con i suoi arditi grattacieli creati dal genio dei più grandi artisti come Renzo Piano, Hemult Jahn e Arata Isozaki. Obbligatoria una visita di notte di questa piazza per ammirare gli imponenti effetti visivi del Sony Center, sormontato da una cupola di vetro e acciaio che si estende per ben 4013 metri.

Museumsinsel
La zona dove chiamata Museumsinsel può, a ben titolo, considerarsi come il luogo più antico della città. Qui infatti sorse, nel 1237, l’insediamento di Cölnn delle cui tracce non rimane più nulla. Ora la zona è disseminata di musei, da cui il nome, tra questi possiamo citare il Pergamonmuseum dove si possono ammirare ricostruzioni di città antiche come quella di Babilonia e dove è presente, all’ingresso, l’imponente Altare di Pergamo ricostruito a partire dai fregi originali e l’Altes Museum, ospitato in un edificio dall’imponente struttura neoclassica progettata da Karl Friedrich Schinkel nel XIX sec, con un portico alto 87m e supportato da 18 colonne di stile ionico, contiene una vasta collezione di antichità greche e romane Nella zona dell’Isola dei Musei possiamo ammirare anche il Berliner Dom, la cattedrale della città dalla struttura neobarocca (con un imponente cupola rivestita di rame alta ben 98m) progettata da Julius Raschdorff e realizzata a cavallo tra il 1800 e il 1900.
All’interno dell’edificio trova ospitalità anche il mausoleo della famiglia più importante di Berlino, quella degli Hoenzollern.

Nikolaiviertel
Il piccolo quartiere di Nikolaiviertel è tra i più caratteristici di Berlino con le sue strette vie piene di negozi, ristoranti, cafè. La ristrutturazione di questa zona iniziata sul finire degli anni ’70 è stato un tentativo da parte del governo della Repubblica Democratica Tedesca di ricreare un villaggio medievale, tentativo dal risultato discutibile che comunque immerge il visitatore in un’atmosfera calma e pacata, ideale per le passeggiate e per mangiare nei numerosi ristoranti presenti.
Due gli edifici degni di nota: il primo è la chiesa parrocchiale di S. Nicholas, che emerge tra i palazzi con le sue due guglie a punta ricoperte di rame, diventata oggi un museo, il secondo invece è il Rotes Rathaus, il municipio di Berlino progettato da Hermann Friedrich Waesamann e realizzato sul finire del XIX sec. Caratteristici sono le sue mura tutte di colore rosso e il fregio continuo chiamato “Cronache di Pietra” che ritrae scene e personaggi della storia della Città.

Fernsehturm
Per poter ammirare tutta la bellezza di Berlino dall’alto non bisogna lasciarsi sfuggire l’occasione di salire sopra la Torre della Televisione che con i suoi 365m è una delle strutture più alte di tutta Europa. La particolarità della Fernsehturm sta nella piattaforma panoramica posta all’interno di una grande sfera di vetro e di acciaio che contiene anche un Caffè rotante, dove poter guardare tutta la città mentre si gustano i tipici piatti di Berlino.
Accanto alla Torre troviamo Marienkirche, chiesa dedicata alla Vergine, uno degli edifici più antichi della città.

Kreuzberg
La Berlino dei nostri giorni cerca di dimenticare il suo passato, ogni tanto però sbucano ricordi che è bene non cancellare per non ripetere gli errori commessi. Per poter aver un’idea di quello che era la Berlino divisa, possiamo recarci a Kreuzberg dove troveremo il Checkpoint Charlie, unico punto di passaggio per gli stranieri tra Berlino Est e Berlino Ovest tra il 1961 e il 1990. A testimonianza di quel triste periodo rimane una copia del gabbiotto originale del posto di blocco, oltre ad un vero e proprio museo, l’Haus am Checkpoint Charlie con una ricca collezione che riattraversa tutti gli anni della Guerra Fredda. Naturalmente l’atmosfera che si respira al giorno d’oggi intorno al Checkpoint è ben diversa, il turismo ha preso il sopravvento riempiendo, le vie accanto, di negozi di souvenir presi letteralmente d’assalto dai turisti ogni giorno.
Nella zona di Kreuzberg non troveremo solo il Checkpoint Charlie ma altri sono i luoghi che meritano un’accurata visita. Tra questi possiamo citare il Topographie des Terrors, una mostra sui crimini commessi dal Nazismo, il Judisches Museum dall’ardita architettura progettata dall’architetto polacco ebreo Daniel Libeskind che rimanda ad un complicato programma filosofico che ci mostra la storia della popolazione ebraica in Germania tra oggetti, fotografie, libri e la Anhalter Bahnhof, la più grande stazione ferroviaria di Berlino ora ridotta ad un rudere dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Kurfürstendamm
Una delle zone più vive di Berlino la troviamo lunga la via di Kurfürstendamm, cuore della ex Berlino Ovest, seconda oggi per importanza solo a Potsdamer Platz.
Qua troviamo i maggiori centri commerciali, i migliori hotel e alcune attrazioni degne di nota come lo Zoologischer Garten, lo Zoo di Berlino famoso in tutto il mondo e la Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis-Kirche, simbolo delle distruzioni della guerra con il tetto devastato della torre centrale, unica superstite di quel 1943. Unita a questa c’è il campanile ottagonale, progettato da Egon Eiermann nel 1961, con all’interno l’imponente statua di Cristo di Karl Hemmeter.

Schloss Charlottenburg
Grande attrazione turistica di Berlino è il Schloss a Charlottenburg, antico insediamento inglobato nella città solo nel 1920. Il castello acquisì il nome di Charlottenburg in onore della regina Sophie Charlotte, moglie dell’elettore Federico III. Intorno allo Schloss nacque una zona residenziale tra le più ambite di tutta la città, che tutt’ora, anche dopo il caos del dopoguerra, ha mantenuto il suo carattere elegante e pittoresco.

Friedrichshain
Per concludere questa passeggiata tra le zone di Berlino non ci resta che recarci a Friedrichshain, dove potremmo ammirare i resti di quello che è considerato il vero simbolo della Città, il Muro (lungo nel suo periodo di “attività” ben 155km). In questa zona periferica infatti si trova la famosa East Side Gallery, una galleria a cielo aperto di artisti che hanno usato, come tela per le proprie opere, proprio una sezione del celebre Muro. I graffiti sono stati realizzati a partire dal 1990 da 118 artisti di 21 paesi diversi.

Gastronomia
Passiamo ora alla parte più golosa di questa guida, il mangiare a Berlino! La terra degli Hohenzollern non si può di certo considerare come la capitale della gastronomia tedesca, tuttavia i prodotti tipici capaci di saziare anche l’appetito più vorace ce ne sono a volontà. Non si può non partire dai Wurst, le famose salsicce che vengono insaporite con ricche salse come nella variante Currywurst dove tagliati a fette galleggiano letteralmente immersi in una salsa al curry, pomodoro e peperoncino.

Per gli appassionati della carne l’invito è quello di entrare in una delle tante macellerie berlinesi per poter assaggiare il Kasseler (carne salata ed essiccata servita con patate e senape piccante) o il tradizionale Stinco accompagnato questa volta dal Erbspuree, puré di piselli. Prodotto tipico per eccellenza della gastronomia berlinese è il pane, sfornato in tutte le varianti possibili come il Mehrkornbrotchen con cereali misti, il Semel con il latte, il Graubrot con la segale. Altrettanto facilmente potremmo trovare le Kartoffel che vengono servite anch’esse nei modi più vari, sia in accompagnamento con le carni sia da sole come nella Kartoffelsuppe, una gustosa zuppa di patate. Per smorzare la sete provocata da queste leccornie non c’è modo migliore, a Berlino, che bere un bel bicchiere di birra. Quello che non dovete aspettarvi è di trovare una grande varietà di questa bevanda, visto che i berlinesi bevono quasi esclusivamente la Pilsner, la classica bionda dal basso grado alcolico.

Se le doppio malto sono pressoché inesistenti, possiamo trovare invece le birre d’orzo come la Bock e la forte Maibock, versione speciale della precedente disponibile solo nel mese di maggio. Non dovrete sorprendervi se i berlinesi, ad accompagnare un bel piatto di carne di maiale, preferiranno uno shot di vodka di segale alla birra. Una bevanda particolare è invece la Berliner Weisse mit Schuss, essenzialmente una leggera birra di grano mischiata allo sciroppo di lamponi o a quello di asperula. Nel primo caso vi troverete di fronte un bicchiere pieno di un liquido rosso rubino, nel secondo invece ad uno con un liquido verde intenso. E’ una bevanda molto rinfrescante, adatta quindi soprattutto per i caldi mesi estivi.

Informazioni turistiche

Non ci resta che concludere questa guida con una serie di informazioni turistiche che vi potranno essere utile per organizzare il vostro viaggio a Berlino.
Come tutte le metropoli il modo migliore per muoversi a Berlino è quello di sfruttare i mezzi pubblici, in particolare la U-Bahn e la S-Bahn. Queste ultime sono le due reti metropolitane della città che si distinguono solo per il fatto che la prima viaggia quasi interamente sotto terra mentre la seconda è un treno vero e proprio, utilizzato dai pendolari per recarsi al lavoro. Le stazioni sia della U-Bahn che della S-Bahn sono molto numerose e ottimamente segnalate da inconfondibili insegne. I biglietti per le due reti sono i medesimi, convenienti soprattutto sottoforma di abbonamenti giornalieri o settimanali.

Cosa Vedere in Germania

Viaggiare piace a tutti,si sa. Che siano vacanze estive o che si parta in inverno, la meta da noi scelta è un’occasione per conoscere una cultura e uno stile di vita diversi dai nostri.

Se il vostro prossimo viaggio si terrà in Germania, leggete questa guida, con tanti consigli e informazioni utili!

La repubblica Federale tedesca ha una superficie di circa 350.000 kmq ed è abitata da quasi 83.000.000 di abitanti, distinte per etnia in: tedeschi, turchi, italiani, spagnoli, polacchi,ecc…E’ il paese più popolato di tutta l’unione Europea.

La capitale è Berlino, città storica e la lingua comunemente parlata è il tedesco.

Informazioni generali

Per quanto attiene al costo della vita ( che può interessare chi vuole andare a visitare il paese) sappiate che la Germania non è tra i paesi meno costosi, e specialmente nella parte orientale pernottare e mangiare nei ristoranti è abbastanza costoso.

Il clima in questo stato è spesso instabile. Solitamente è continentale, ha inferni freddi ed estati miti.
In Germania si riscontra una società molto moderna che unisce stili di vita ed etnie differenti. La società e i suoi membri sono molto emancipati, sebbene per i tedeschi la famiglia risulti ancora un importante punto di riferimento, soprattutto tra i più giovani. In particolare, dal punto di vista sociale, ciò che colpisce della Germania è l’assoluta parità tra uomini e donne.

Le donne tedesche risultano nel complesso più istruite degli uomini, trovano lavoro facilmente e riescono a gestire contemporaneamente anche la famiglia. Anche a livello politico è presente una consistente fetta di parlamentari di sesso femminile.

Tra i turisti sono molto apprezzati in Germania i tipici mercatini natalizi, i grandi concerti e le manifestazioni sportive, con migliaia di turisti che giungono da ogni parte del mondo.
Le città più privilegiate per le visite dai turisti sono Berlino, Monaco, Francoforte e Colonia.

Negli anni passati l’idea di trascorrere le proprie vacanze in Germania, veniva a priori abbandonata dal turista italiano. Chissà perchè, forse per uno strano stereotipo che considera i tedeschi freddi e molto rigorosi, o forse soltanto perchè a differenza delle classiche mete da sempre di moda ( Francia, Spagna; Inghilterra) , la Germania non è mai stata gettonatissima tra le mete preferite. In realtà, trascorrere una settimana in questo paese non solo non è affatto dispendioso, ma offre anche la possibilità di scegliere tra una ricca varietà di scenari e ambienti diversi tra loro.

Infatti la Germania è una meta consigliata per chi ama le città moderne, per chi ama l’arte, le vie dello shopping, il divertimento notturno. inoltre è spesso facile imbattersi durante i soggiorni in Germania in eventi culturali del tutto particolari ed indimenticabili. A partire da mese di maggio fino a tutto agosto la Germania ospita numerosissimi festival della musica: dal pop al rock, all’hip hop, ce n’è per tutti i gusti. Questi festival sono molto apprezzati non solo dai turisti ma da tutta la popolazione tedesca che partecipa sempre numerosissima e con grande entusiasmo.

Oltre alla musica, tutto l’anno si susseguono appuntamenti sportivi, feste del vino e della birra, eventi culturali e di intrattenimento, mostre e mercatini di ogni genere (specialmente nel periodo natalizio).
Anche per gli amanti dello sport, come abbiamo detto, questo paese offre scenari e possibilità di praticare sport davvero affascinanti. Ad esempio esistono meravigliose piste ciclabili che percorrono le rive dei fiumi: Danubio e Reno in particolar modo, ma non solo!

Anche per gli appassionati dell’ equitazione è possibile trovare ampi maneggi, come il famoso centro ippico Verden An der Aller. In tutto il paese comunque è facile trovare luoghi per cavalcare e prendere lezioni di equitazione.

Negli anni passati l’idea di trascorrere le proprie vacanze in Germania, veniva a priori abbandonata dal turista italiano. Chissà perchè, forse per uno strano stereotipo che considera i tedeschi freddi e molto rigorosi, o forse soltanto perchè a differenza delle classiche mete da sempre di moda ( Francia, Spagna; Inghilterra) , la Germania non è mai stata gettonatissima tra le mete preferite. In realtà, trascorrere una settimana in questo paese non solo non è affatto dispendioso, ma offre anche la possibilità di scegliere tra una ricca varietà di scenari e ambienti diversi tra loro.

Infatti la Germania è una meta consigliata per chi ama le città moderne, per chi ama l’arte, le vie dello shopping, il divertimento notturno. inoltre è spesso facile imbattersi durante i soggiorni in Germania in eventi culturali del tutto particolari ed indimenticabili. A partire da mese di maggio fino a tutto agosto la Germania ospita numerosissimi festival della musica: dal pop al rock, all’hip hop, ce n’è per tutti i gusti. Questi festival sono molto apprezzati non solo dai turisti ma da tutta la popolazione tedesca che partecipa sempre numerosissima e con grande entusiasmo.

Oltre alla musica, tutto l’anno si susseguono appuntamenti sportivi, feste del vino e della birra, eventi culturali e di intrattenimento, mostre e mercatini di ogni genere (specialmente nel periodo natalizio).
Anche per gli amanti dello sport, come abbiamo detto, questo paese offre scenari e possibilità di praticare sport davvero affascinanti. Ad esempio esistono meravigliose piste ciclabili che percorrono le rive dei fiumi: Danubio e Reno in particolar modo, ma non solo!

Anche per gli amanti dell’ equitazione è possibile trovare ampi maneggi, come il famoso centro ippico Verden An der Aller. In tutto il paese comunque è facile trovare luoghi per cavalcare e prendere lezioni di equitazione.

Cosa mangiare in Germania

Come ogni grande paese, anche la Germania offre ristoranti e locali in cui ritrovare i sapori tipici di ogni cultura. E‘ facile, infatti, trovare ristoranti italiani e cucina internazionale, ma chi ama calarsi completamente nella cultura del paese che si sta visitando, ha una vasta scelta di cibi tedeschi che n9on sono affatto male. I tedeschi fanno colazione tra le 6 e le 9 del mattino. Solitamente una tipica colazione in germania è costutuita da: pane e salumi, marmellate, confetture e musli.

Il pranzo è il pasto più abbondante della giornata e varia dal pesce ( aringhe, anguille e gamberi) a salsicce, ottimi prosciutti e asparagi. Uno die piatti tipici delle città di berlino è l‘ Eisbein, piatto a base di carne di maiale accompagnato da crauti. In baviera, invece, troviamo l‘ Haxen, un cosciotto di vitello servito con tipici gnocchi ( Knodel).

Tra le 16 e le 17 si è soliti prendere il caffè accompagnato da un buon pezzo di torta. Tra i dolci tipici tedeschi, chi non conosce i Krapfen? Sono ottimi e poco costosi. Altri dolci tipici sono lo Stollen, e la torta di ciliegie Schwarzwalder e le torte di mele.

Tra le 19 e le 21 i tedeschi cenano a base di piatti caldi, salumi e patate. I tedeschi, infatti adorano le patate e sono molte le varietà utilizzate a seconda del piatto da servire: Irmgard, Linda, Christa, ecc.
Uno die più diffusi luoghi comuni sulla cucina tedesca è che sia pesantissima e iper calorica! In realtà tutto dipende da ciò che scegliamo e dagli accostamenti che facciamo. Inoltre la scelta die piatti è molto ampia e varia da ciò di cui abbiamo voglia e soprattutto dalla fame che abbiamo!

Per quanto riguarda le bevande, in germania vi è l’assoluta predominanza della birra, anche se vengono prodotti ottimi vini, che risultano essere più una bevanda nobile, considerato l’elevato costo.

Visitare Berlino

Berlino è una città che, mantenendo stabile la propria identità, appare in continua trasformazione. Ricchissima di cose da vedere, chi la scopre per la prima volta spesso ritorna volentieri per rivisitarla.
Se dal punto di vista storico è diffusa l’importanza che ha e che ha assunto nel passato politicamente, quello che colpisce di più è la vivacità culturale della città. Descriverla a parole non è facile, perchè solo dopo avrela vista di persona si riesce a capire davvero qualcosa del popolo tedesco.

Tra le attrazioni da non perdere durante la visita di questa città, ne citiamo solo alcune: i resti del muro, naturlamente, la porta di Brandeburgo, il grande viale Unter den Linden, la sede del parlamento ( Reichstag ), il Duomo e tanti altri edifici storici, strade per ,lo shopping e parchi al centro della città. In particolare, i musei dell’isola die musei sono ricchissimi di antichità da non perdere per nulla al mondo!

Lo stile architettonico della città è a metà tra classicismo e arte contemporanea. Tra i più illustri architetti di cui è facile apprezzare la presenza troviamo Schinkel e Knobelsdorff e Daniel Libeskind.

Ogni febbraio a Berlino ha luogo il festival internazionale del cinema: questo festival propone collaborazioni tra culture differenti presentando innovazioni e film di ottima qualità. Al termine della cerimonia la giuria conferisce 2 tipici premi : l’orso d’oro e l’orso d’argento.

E per gli amanti dello shopping, non perdetevi un giro nel Kurfürstendamm, dove troverete un’ enorme varietà di negozi tra grandi boutique di marchi prestigiosi e piccoli negozietti locali.

Come Muoversi a Lisbona

Lisbona è una perfetta sintesi di vecchio e di nuovo: le gloriose vestigia di un impero marittimo un tempo potente si fondono con una città dinamica, ricca di stimoli culturali e sociali. Questa capitale, in passato decadente, si è oggi trasformata in una moderna città.

Autobus, tram e funicolari Autobus, tram (eléctricos) e funicolari (elevadores) sono in gran parte gestiti da Carris. Cabine gialle sparse per la città forniscono biglietti e informazioni. Comprate i biglietti (validi su autobus, tram e funicolari) dagli autisti o nei chioschi; un pass è il miglior investimento.

L’Elevador de Santa Justa fa servizio da Rua Aurea (Rua do Ouro) a Baixa fino a Largo do Carmo nel Bairro Alto; l’Elevador da Glória va da Praça dos Restauradores a Rua São Pedro de Alcântara nel Bairro Alto; l’Elevador da Bica va da Rua de São Paulo a Largo Calhariz-Rua do Loreto. I biglietti possono essere acquistati dai distributori automatici (non dal conducente) sui nuovi grandi tram (tra cui il n. 15), occorre moneta contante. Il biglietto deve essere convalidato a bordo al primo utilizzo.

Guidare a Lisbona. A causa degli ingorghi, dei furti d’auto e della mancanza di parcheggi, guidare a Lisbona può essere problematico. Ricorrete ai parcheggi con parchimetro, poiché le auto parcheggiate in maniera illecita vengono rimosse: nel caso, contattate la stazione di Polizia per avere dettagli sul più vicino deposito. Patente di guida e assicurazione italiane sono valide in Portogallo.

Gite Organizzate. I tram sono un mezzo economico per visitare la città. Il tram 28 va dalla chiesa di São Vicente, nella zona est, al Jardim da Estrela a ovest, passando per Baixa. Altri buoni percorsi includono il n. 12 da São Tomé a Largo Martim Moniz e i nn. 15 e 18 (non di domenica) lungo la riva del fiume da Praça do Comércio fino ad Algés, attraverso Belém. Esistono due linee di tram turistici: Circuito Colinas e Circuito Tejo. Molte compagnie propongono gite sul fiume Tago (apr-ott). Gite più brevi partono dalle banchine a Praça do Comércio.

Metropolitana. Lisbona ha una metropolitana efficiente, con quattro linee, in funzione dalle 6.30 alle 1.30 (www.metrolisboa.pt). Acquistate i biglietti agli sportelli o ai distributori agli ingressi delle stazioni (estação). Il costo è di €0.70 a corsa; a/r €1.40; o €6.90 per un carnet (caderneta) di 10 biglietti scontati. La Cartão 7 Colinas vale uno o cinque giorni. Convalidate il pass al primo viaggio.
6Taxi I taxi di Lisbona, color crema o nero e verde sono economici e possono essere fermati in strada (la luce verde significa che il mezzo è libero), oppure si prendono ai posteggi, come quello alla stazione della metro di Baixa-Chiado o Largo do Camões. Posti di sosta sono a Rossio, Praça da Figueira e in altre zone. Le tariffe sono maggiorate del 20% fra le 21-00 e le 6.00, nel fine settimana e nelle feste nazionali.

Cosa Vedere e Fare in Emilia Romagna

Oltre 4 milioni di abitanti per l’Emilia Romagna, regione dell’italia settentrionale. Rinomata per la sua ottima cultura gastronomica, per le sue bellezze architettoniche e per il turismo che vede crescere, di anno in anno, i turisti soprattutto giovani, la regione merita di essere conosciuta nei particolari attraverso questo nostro percorso.

L’identità della regione è sempre stata spezzata in due. Se infatti il profilo etno-culturale della romagna ha sempre avuto una forte rilevanza, per l’emilia non è stato così.

Infatti, a partire dal 568 d.c.e almeno fino al 1859, queste zone prendevano il nome di lombardia e gli abitanti, ovviamente, erano definiti lombardi. Alla fine del vi secolo, l’Emilia Romagna vide una grande espansione etrusca sulle rive del po.

Cenni storici

Importante per i suoi porti, la regione vide fiorire un gran numero di centri urbani commerciali lungo la via emilia.
Tra i tanti nomi: cesena, modena, parma, piacenza. All’inizio del iv sec. A.c., arrivarono i celti e, poco dopo, i romani organizzarono la regione insieme a quella della Liguria. Da questo momento, l’Emilia Romagna ebbe un incredibile sviluppo anche se fu teatro di grandi scontri militari come il passaggio del rubicone di cesare e la stipulazione del secondo triumvirato. Augusto le diede il nome di emilia, mentre nel v sec. D.c., onorio trasportò la capitale a ravenna.

La parte orientale dell’emilia, la romagna, divenne il centro politico dell’impero d’occidente. Con i re carolingi, arrivò la giurisdizione papale fino a passare definitivamente nelle mani della chiesa. Tra i capi alla guida, il cardinale albornoz e cesare borgia, duca di romagna nel 1501. Nel 1731, giunsero i borboni. e nel 1797 dopo la pace di campoformio,l’emilia e la romagna entrarono insieme nella repubblica cisalpina, che nel 1802 diventò repubblica italiana.

Poi, nel 1805, parma e piacenza furono annesse alla francia e il resto entrò a far parte del regno italico. Ci fu anche uno sfortunato tentativo di unificazione al piemonte nel 1848, ma la definitiva fusione tra emilia-romagna e regno d’italia avvenne solo tra il 1859 e il 1860. Da ricordare: per dodici lunghi secoli, la romagna è stata parte dello stato pontificio, che è riuscito ad avere sempre il sopravvento fino al risorgimento.

Bologna, il capoluogo
Bologna, capoluogo della regione, si trova lungo la storica via emilia. Le sue radici sono antichissime. La città, infatti, è sede di reperti archeologici e presenta un assetto urbanistico del centro storico di epoca medievale. Prima gli etruschi, poi i romani l’hanno conosciuta e vissuta. Bologna è ricca di monumenti. Tra tutti, vi sono le due torri, la torre degli asinelli e la torre garisenda, che sono il simbolo della città. Ci sono poi la cerchia muraria, la chiesa di santa maria dei servi, la chiesa di santo stefano, la chiesa di san domenico, la chiesa di san pietro, la chiesa di san giacomo maggiore, i giardini montagnola, i palazzi del podestà e del re enzo, il palazzo comunale, la basilica di san petronio, la piazza maggiore.

Bologna, inoltre, presenta ben 43 musei, soprattutto comunali e universitari, che ospitano le migliori mostre del mercato artistico. I principali musei sono: le collezioni comunali d’arte, il museo civico archeologico , il museo civico medievale, la pinacoteca nazionale di Bologna, la galleria d’arte moderna di Bologna. Anche le biblioteche non mancano. Segnaliamo la biblioteca comunale dell’archiginnasio e la moderna biblioteca sala borsa inaugurata appena nel 2001. Bologna è famosa anche per la sua università, la più antica del mondo occidentale.

Nata nel 1088 – si dice da una commissione con a capo giosuè carducci – oggi accoglie più di 100.000 studenti provenienti da ogni parte d’italia e del mondo e divisi in 23 facoltà. Ma Bologna non ha solo un vissuto antico. La città ha una vita moderna, rivolta al settore internazionale, che si esplica con il suo quartiere fieristico. e’ qui che si ospitano manifestazioni nei settori dell’edilizia, del benessere e della bellezza, delle auto e della tecnologia. La città poi, oltre ad essere un importante nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie, accoglie numerose industrie (meccaniche, elettroniche e alimentari, le maggiori) ed è la sede di istituzioni culturali, economiche e politiche.

Città da visitare

Città emiliane e romagnole. Quanta storia e quante curiosità in ognuna di loro. vediamo alcuni di questi luoghi.

Modena: la città ha come simbolo la sua cattedrale, proclamata patrimonio dell’umanità unesco, e la sua la piazza grande, cuore pulsante dela vita modenese. Appuntamento tradizionale del luogo è il carnevale con il suo unico protagonista locale, la maschera di sandròun, simbolo di furbizia.
Ferrara: la città ha radicata una forte cultura verso il cinema. Proprio qui, infatti, sono nati due grandi artisti del settore come folco quilici e michelangelo antonioni. Ferrara ha palazzi di straordinaria bellezza. Il capolavoro è certamente il palazzo dei diamanti, costruito da biagio rossetti. Non meno importante, la sua cultura gastronomica che vede un dolce come re delle tavole. Parliamo del panpepato, con cannella, cioccolato e miele tra gli ingredienti.
Reggio Emilia: patria di ludovico ariosto, uno dei massimi poeti italiani che nacque in queste terre nel 1474, la città è rinomata per i suoi formaggi. Un nome su tutti? ma ovviamente il parmigiano reggiano! reggio, inoltre, è conosciuta per lo scarpazzòun, una gustosa minestra a base di verdure. Spazio anche ai cappelletti in brodo e alla produzione di un pregiato aceto aromatico.
Piacenza: la città può vantare di un museo unico nel suo genere. Parliamo del museo dedicato alla vespa e dello scooter, simboli dell’italia del boom e della famosa dolce vita. La gastronomia piacentina si esprime attraverso i pisaréi e fasò, gnocchetti con sugo di lardo, cipolle e fagioli. Da assaggiare, anche la frittella piacentina, detta burt-lena. e tra i formaggi., il primato è del grana di piacenza, prodotto del luogo tra i più ricercati.
Parma: la città ha dato i natali a importanti personaggi presenti e passati. Alcuni nomi? parmigianino, esponente dell’arte manierista in pittura; arturo toscanini, uno dei più grandi direttori d’orchestra di tutto il novecento; bernardo bertolucci, regista che ha diretto molti film di successo a livello internazionale come il sensuale ultimo tango a parigi. La bellezza di parma è nel suo duomo, nel battistero e nel teatro regio, tempio della lirica italiana e internazionale.

Tradizioni e feste popolari

In Emilia Romagna, è molto forte e vivo il legame con la propria terra e con le feste che ogni anno celebrano il folclore del luogo. Tra le più importanti
Palio di San Giorgio
Si tiene l’ultima domenica di maggio a ferrara. e’ il palio più antico d’italia, essendo nato nel 1279. Il palio, preceduto da una parata, vede quattro gare diverse: quella dei putti, delle putte, degli asini e dei cavalli.
Festa della teggia e dell’uva
Si svolge nel mese di settembre a cattolica. Canti, musiche tradizionali e la distribuzione di grappoli d’uva tra i partecipanti per festeggiare la sagra dell’uva. Con le “tegge”, cioè le griglie, si cucinano poi le caratteristiche piadine romagnole offerte ai presenti con salame e vino regionale.
Festa di Garibaldi
L’appuntamento è per la prima domenica di agosto a cesenatico. Qui si rivive il 2 agosto 1849, giorno in cui garibaldi, inseguito dalle truppe austriache e pontificie, riuscì a raggiungere venezia, grazie alle imbarcazioni che i pescatori di cesenatico gli avevano donato. La festa si divide in una parata marittima, fuochi d’artificio e palo della cuccagna sulla spiaggia.
Festa della pigiatura in spiaggia
La seconda domenica di ottobre, in provincia di forlì, ha luogo la tradizionale pigiatura dell’uva con i piedi. Nasce così il mosto del sangiovese, poi posto nei tini delle vecchie cantine del paese.
Sagra del formaggioIl 1° maggio, a montecchio emilia, c’è la possibilità di vedere le antiche forme e gli strumenti di lavoro settecenteschi per la preparazione del formaggio. e proprio qui, una volta all’anno, si lavora per preparare un parmigiano secondo gli antichi metodi.
Palio del Niballo
A faenza, nel mese di giugno, c’è uno spettacolare palio. Protagonisti, due cavalieri che corrono per poi incontrarsi sul niballo, sede di due bersagli da colpire per vincere la sfida. C’è spazio anche per gli sbandieratori, per il giuramento dei cavalieri e per un corteo che attraversa l’intera città.

Vacanze in Emilia Romagna

L’Emilia Romagna è, da sempre, una delle regioni maggiormente dedite al turismo. ogni anno le sue città vengono popolate soprattutto da giovani desiderosi di divertirsi nei numerosi locali e discoteche della riviera romagnola. riccione è ai primi posti dal punto di vista della vita mondana. La città ospita quasi 150 lidi che permettono, soprattutto nei mesi più caldi, di praticare varie attività e sport: beach volley, ping pong, nuoto, fino ai corsi di danza e yoga.

Il centro di riccione poi, il famoso viale ceccarini, dalla mattina alla sera è percorso da centinaia di persone che passeggiano tra gelaterie, bar e negozi lussuosi. Per chi non ama particolarmente la movida, può comunque scegliere riccione. Basta solo impostare diversamente la propria vacanza. Molto interessante da visitare, ad esempio, è il museo del territorio, con una sezione geologico-naturalistica ed un settore archeologico.
rimini, altra meta d’eccellenza per i vacanzieri giovani e capitale del divertimento diurno e notturno, è divisa in due borghi: il centro storico e marina centro. rimini non è solo spensieratezza ma anche cultura.

Infatti sono tanti i monumenti che testimoniano la sua storia: il tempio malatestiano, il borgo di San Giuliano, il ponte tiberio, il palazzo dell’arengo, il teatro comunale, il palazzo del podestà. Bisogna poi sottolineare i grandi eventi che ogni anno rimini ospita. Tra tutti, ricordiamo la mostra internazionale riminicinema e la sagra malatestiana.

E cosa dire di San Marino? più di 1700 anni di vita per uno degli stati più piccoli del mondo. San Marino è protagonista di un turismo attivo durante tutto l’anno. La repubblica è conosciuta per l’emissione di francobolli e per le sue innumerevoli armerie. Inoltre ha un ricco patrimonio architettonico, a partire da una serie di particolari musei: il museo delle armi moderne, il museo delle auto d’epoca, il museo delle cere, il museo delle curiosità.

Gastronomia

L’emilia e la romagna presentano tradizioni culinarie molto diverse tra loro. La cucina romagnola è molto più povera e semplice per varie ragioni. Tra queste, il lungo dominio, in passato, dello stato della chiesa. I caratteri della cucina romagnola sono soprattutto tendenti al mondo contadino con un numero modesto di portate. Parlare della cucina romagnola, per molti, significare pensare ai cappelletti, ai passatelli e alla piadina. Ma la regione offre anche una scelta, seppur ristretta, di pesci e altre creature marine. Sembra che in romagna, in passato, ci siano state almeno circa 165 specie tra pesci, crostacei e molluschi.

Il punto forte della cultura ittica e della cucina marinara è rappresentato dal brodetto. Questo deve essere ricco di pomodoro, d’aceto e nero di pepe. Le città specializzate in questa pietanze sono cesenatico e cattolica. Le ricette di carne si basano sui prodotti che offre l’allevamento locale. Tra questi, il maiale è tra i più importanti per la produzione di prosciutti, salami, costolette. Quanto ai vini, i più noti della romagna sono il rosso sangiovese e i bianchi trebbiano e albana, secca e amabile.

Meno conosciuti ma comunque ottimi sono il pagadèbit, il biancale, la cagnina e il rosso di bosco. Noi, comunque, vi consigliamo qualche piatto in particolare. Iniziamo dagli antipasti: se passate per Bologna, provate la mousse di mortadella; a modena fermatevi a gustare la tigella, un tipico pane misto cotto; a parma ricordatevi di gustare almeno una fetta di torta fritta, a base soprattutto di farina. Quanto ai primi piatti, a ferrara sono da assaggiare le lasagne al forno alla ferrarese e, prima fra tutti, il sugo alla bolognese fatto di pomodoro, carne macinata, cipolla, carote e sedano. e i secondi piatti? piacenza è famosa per il capretto, mentre reggio emilia è la patria del coniglio alla reggiana.

Come Muoversi a Hong Kong

Hong Kong è una città che ti fa ricredere d’un tratto, perchè dopo la pace e il fresco di una lobby d’albergo a Kowloon vieni fagocitato dal caldo e dal trambusto delle strade, perchè dopo esserti fatto largo a fatica tra una moltitudine di gente inciampi all’improvviso in un’oasi di spazio, verde e ombra.

Treni. Mtr (Mass Transit Railway) è il modo più rapido per spostarsi tra Hong Kong Island e Tsim Sha Tsui; per raggiungere i New Territories servitevi della stazione di scambio di Kowloon Tong e prendete la Kcr (Kowloon Canton Railway), che arriva fino a Lo Wu, al confine settentrionale. Nelle stazioni troverete chiare spiegazioni in inglese su come usare le biglietterie automatiche, che emettono tessere plastificate acquistabili anche nelle biglietterie o ai box informazione. Le tariffe variano tra 24 e 26 Hk$.
I biglietti sono dotati di una banda magnetica: il prezzo della corsa viene dedotto automaticamente ogni volta che passate per le barriere d’ingresso. All’aeroporto e nelle hall della maggior parte degli hotel sono disponibili mappe della linea Mtr. Nelle stazioni vengono invece distribuite guide gratuite (in inglese e in cinese) che spiegano il funzionamento del sistema ferroviario.

Autobus. Risulta essere preferibile evitare di viaggiare in autobus (eccetto che per tragitti nella parte meridionale di Hong Kong Island): i treni Mtr sono più rapidi ed efficienti. In ogni caso, negli uffici del turismo troverete mappe gratuite con i percorsi e le tariffe degli autobus. Il biglietto si paga a bordo; cercate di avere l’importo esatto (non viene dato resto).

Taxi. I taxi sono convenienti e si trovano in varie postazioni sparse in tutta la città, ma la maggior parte degli autisti non parla inglese. È obbligatorio allacciare la cintura di sicurezza. La tariffa di base è di 15 Hk$; dopo 1,5 km aumenta di 1,40 Hk$ per ogni 200 m percorsi. Se prenotate il taxi telefonicamente e vi fate venire a prendere in un punto specifico, dovrete pagare una tariffa aggiuntiva. Se il taxi è libero espone l’indicazione ‘For Hire’, mentre la sera viene accesa l’insegna ‘Taxi’. I taxi non possono accostare alle fermate degli autobus e sulle linee gialle.

Tram. I tram sono in funzione solo nella parte settentrionale di Hong Kong Island, ma la linea che va da Kennedy Town (ovest) a Causeway Bay (est) è particolarmente utile. Il capolinea è indicato nella parte frontale del veicolo (in inglese). Il biglietto (tariffa fissa di 2 Hk$) si paga al momento di scendere.

Octopus card. Se il vostro soggiorno a Hong Kong è molto lungo, può essere conveniente l’acquisto di una Octopus Card. Si tratta di una carta prepagata che può essere utilizzata sulla maggior parte dei mezzi di trasporto cittadini e anche in alcuni negozi o esercizi commerciali come sostituto del contante. La carta non è personale e il denaro che contiene può essere rimborstato. Lo svantaggio della carta è che funziona come il contante, e se viene rubata può essere utilizzata da chiunque. È possibile controllare il saldo del credito ogni volta che la si usa.

Come Organizzare Viaggio a Cuba

Visitate Cuba un’isola dove si respira la magia della danza più nota e sensuale, la “salsa”. Dove trascorrere vacanze riposando al mare, visitare la capitale l’Avana con i suoi palazzi in stile coloniale, dove il tempo sembra essersi fermato, “buen viaje” buon viaggio!

L’aeroporto di l’Avana non ha tutti i comfort, il benvenuto è dato con la musica, la salsa, che nell’isola di Cuba fa da padrona.

Se questo genere di musica non vi piace cambiate destinazione. IMPORTANTE prima di ripartire da Cuba ricordate di non spendere tutti i vostri risparmi e di lasciare da parte una somma di circa 30 euro per pagare la tassa prima del check-in per il rientro in Italia.
Arrivo a l’Avana
Se il vostro viaggio per Cuba è uno di quelli organizzati, all’aeroporto ci sarà un taxi che vi porterà a destinazione al vostro hotel. Se siete diretti a Varadero, una tra le più famose località turistiche il tragitto durerà circa un’ora ma ci sarà una rinfrescante sosta prima del ponte che divide l’Avana da Varadero, dove potrete assaporare una autentica e gustosa Piña Colada (la famosissima bevanda a base di rum, latte di cocco fresco e succo d’ananas).

Godetevi la magnifica veduta, ascoltando salsa, gustando Piña Colada, acquistando cd, libri e quanto altro riguardo l’isola. Un consiglio, munitevi di una giacca, in quanto la zona è molto ventilata anche se splende il sole.

Varadero

Arrivati a Varadero che si estende lungo una striscia di terra costeggiata dal mare, vi sono hotel di diversa categoria, tutti offrono ottimi servizi. Inoltre in alcuni alberghi e possibile affittare scooter per poter girare tra le diverse spiagge di Varadero.

Gli hotel sono grandi Resort dove con la soluzione “All Inclusive” tutto compreso, si può assaporare la cucina tipica locale a base di fagioli neri, riso, carne alla brace, le gustose e favolose aragoste, la dolce frutta tropicale; bere l’impossibile, anche alcolici; i pasti sono sempre accompagnati da musica “salsa” dal vivo.

Gli hotel durante la giornata organizzano diversi intrattenimenti: il risveglio muscolare (ginnastica in riva al mare a ritmo di musica, naturalmente la salsa), giochi di squadra che servono anche per far socializzare gli ospiti tra loro, canoa, acquagym in piscina, scuola di ballo (sempre di salsa) in spiaggia con musica dal vivo; la sera teatro dove da spettatori si diventa protagonisti.

Molte le feste, serate e cene a tema con musica “salsa” rigorosamente dal vivo. Molti i lustrini, i colori e il calore che questa musica regala a chi guarda e a chi balla. Si ricorda che oltre al rum a Cuba si beve a fiumi la birra fredda quasi “ghiacciata”, quelle più note e migliori sono “Bucanero” e “Cristal”.

L’Avana

Prima di rientrare in Patria si deve visitare la capitale di Cuba, andando in giro con un taxi per la “Habana Vieja” l’Avana Vecchia (proclamata dall’Unesco patrimonio dell’umanità) si possono notare palazzi e abitazioni di architettura stile coloniale, con ampie e colorate vetrate utili per aerare le stanze dal torrido caldo e spaziose terrazze.

Nella stessa zona è possibile visitare il “Museo Rodante” dove si possono ammirare macchine d’epoca degli anni 40 e 50. E’ possibile vedere macchine d’epoca come Chevrolet e Mustang anche in giro per la città, ma non tenute in ottimo stato. Nelle vicinanze c’è “ la Catedral de San Cristobal”, Cattedrale del diciottesimo secolo, di stile barocco; dove vige il silenzio, all’interno vi sono i custodi della Cattedrale per controllare che non vi siano mali intenzionati a danneggiare la secolare e sorprendente struttura.

Recatevi al bar-pub “Boteguita del Medio” famosa a Cuba, perché era frequentata dallo scrittore americano Ernest Heminway, locale piccolo con una scala di ridotte dimensioni che porta al piano superiore e salendo si possono notare sui muri migliaia di firme, fotografie di musicisti e personaggi noti e non, sembra che anche voi possiate lasciare la vostra firma. Se seguite le tracce di Ernest Heminway, potete andare al bar-ristorante “Floridita”, dove all’interno c’è la statua dello scrittore americano.

Trovate il tempo per fare una romantica passeggiata al tramonto al Malecón, il lungomare di l’Avana di circa 8 km, sarete rapiti da magnifici colori e spesso si incontrano musicisti che suonano la tromba ammirando lo scenario. Visitate la “Plaza de la Revolución” dove c’è la grande immagine di Che Guevara.

In tutta Cuba si notano bandiere cubane che sventolano, cartelloni e frasi dipinte sui muri che inneggiano contro i nemici di sempre. L’Avana deve essere visitata con calma, una parte a piedi e l’altra con taxi, in 3 giorni ci riuscirete. In questa città di percepisce e si può constatare come il popolo cubano vive, lavora e va andanti nonostante i disagi con umiltà, forza d’animo senza rassegnazione.

Per noi turisti la vacanza a Cuba è piacevole ma vi assicuro che per chi è abituato a tutti gli agi e alla libertà di viaggiare non verrà in mente di vivere come cubano in una nazione dove ci sono restrizioni. Le giornate trascorrono tranquillamente, lentamente; il ritmo allegro è scandito dalla musica, la salsa; finita la musica si ritorna alla vita normale di tutti i giorni.

Trinidad

Trinidad è una bellissima cittadina di Cuba, dichiarata dall’Unesco patrimonio mondiale dell’umanità, una cittadina tipicamente coloniale, molti gli edifici storici, sembra di vivere in un’altra epoca.

Fate un giro tra i mercatini dove acquistare ricami tipici fatti a mano, una meraviglia! Le spiagge di Trinidad sono di sabbia bianca ed è un piacere immergersi in acqua chiara e lucente per il sole che vi riflette i suoi caldi raggi.

Dovete andare a mangiare in uno dei “Paladares”, case private adibite a ristorante a gestione familiare, qui gustate un piatto di fagioli neri con riso, aragosta con pomodori e insalata, banana fritta chiamata “platano”, frutta e bere la onnipresente “Cerveza” la birra.

Questi Paladares non hanno insegne pubblicitarie e per poterle trovare chiedete alle persone del posto che vi sapranno consigliare e vi accompagneranno regalando loro una mancia. A Cuba, prima di sedervi e mangiare, mettetevi d’accordo sul prezzo del pasto bevande comprese. Ne vale la pena fidatevi!

Cienfuegos

Un’altra delle meraviglie di Cuba, è una cittadina portuale situata nella baia di Jagua sul mar dei carabi, è il terzo porto marittimo più importante di Cuba.

Fondata da coloni francesi e lo si può notare dall’architettura coloniale presente negli edifici come il “Palazzo di Giustizia”, dove si può entrare ma rimanere all’ingresso senza fare foto, al contrario potete fotografare il suo splendore esternamente.

Vale la pena visitare il magnifico e ben curato “Parque José Martí”, situato al centro storico della località.

Intorno al parco ci sono importanti edifici che dovete visitare come la “Catedral de la Purísima Conceptión”, il teatro e anche “El Palatino” un locale dove potete gustare bibite e ascoltare musica dal vivo dei gruppi tipici del posto.

Rum di Cuba

Il rum è la tipica bevanda di Cuba, prodotta dalla canna da zucchero, di cui l’isola ha enormi piantagioni. Il rum è di diversi colori e quindi di diverse gradazione, si passa dai più leggeri (rum bianco, che spesso si utilizza per fare cocktail), gradazione media (rum scuro, che può essere bevuto da solo) e di alta gradazione (rum molto scuro, quindi molto invecchiato “añejo” e deve essere bevuto semplice senza ghiaccio).

Molti cubani si siedono in riva al mare con due bicchieri, uno contenete rum e l’altro acqua, questo perché per assaporare al meglio la qualità del rum tra un sorso e l’altro si deve bere un goccio d’acqua, provare per credere.

Per la legge cubana è concesso riportare in Italia non più di 2 bottiglie a persona, ma sappiate che in aeroporto dopo il check-in è possibile acquistarne altre senza problemi.

Sigari cubani

Un altro tipico souvenir cubano sono i sigari di diverse dimensioni, di qualità del tabacco. La parola “cigarro” è la parola maya che significa “fumare”.

Tutti a Cuba fumano il sigaro anche le donne, si incontrano spesso a l’Avana le anziane donne vestite con abito bianco da “schiava” (tipo la mami del film “Via col Vento” ) che si fanno fotografare mentre fumano e lasciando una mancia è anche possibile fare una foto con loro.

Sempre a l’Avana si può visitare la fabbrica dei sigari, dove uomini e donne mentre arrotolano a mano uno dopo l’altro svariati fogli di tabacco secco, hanno in bocca o tra le mani un sigaro. Le migliori marche di sigari sono: Hoyo de Monterrey, Montecristo, Cohiba – Corona especial, Romeo y Julieta e molti altri. All’interno della stessa fabbrica è possibile acquistare sigari.

Per la legge cubana si può esportare una confezione di sigari con all’interno massimo 20 sigari ma dopo il check-in potete acquistarne quanti ne volete.

Imitazioni

Appena i cubani si accorgono che siete turisti e soprattutto italiani, vi chiedono se volete rum e sigari, attenzione non sempre vi venderanno prodotti originali, attenti!

Fate sempre attenzione e controllate che sulle confezioni ci siano i sigilli di garanzia della Repubblica di Cuba, altrimenti il prodotto è contraffatto.

Se collocate rum e sigari nel bagaglio a mano, non buttate le ricevute di acquisto, perché alla dogana dell’aeroporto potrebbero chiedervi di esibirle.

I ragazzini di l’Avana sono soliti chiedere denaro dicendo: “faccio collezione di euro”, non date loro soldi perché ne arriveranno altri e poi altri e non ve li toglierete più di torno. Se volete, offrite loro bevande, hamburger, caramelle…

Moneta Cubana

Un consiglio se potete, a Cuba non portate con voi dollari perché al cambio pagherete un’ altissima commissione, meglio l’euro che è molto richiesto.

Ma facendo acquisti in euro nei meravigliosi mercatini con oggetti artigianali, negozi, vi daranno come resto la moneta locale il “Peso Convertible” che ATTENZIONE una volta fuori da Cuba non avrà alcun valore e nessuno in Patria accetterà il cambio da Peso a Euro, quindi consumate tutti i Pesos o cambiateli prima di ripartire da Cuba.

Consigli per viaggiare a Cuba

Visitare l’Avana la sera non è molto sicuro soprattutto la zona della Havana Vieja, si consigliano i locali turistici o ancora meglio, i grandi alberghi dove soggiornate sicuramente organizzano uscite di gruppo.

La sera non si vede molta polizia che pattuglia le zone. Al contrario a Varadero zona meramente turistica si può uscire in sicurezza, andare a ballare salsa, assistere a spettacoli di salsa, bere rum in un bar tipico e fare shopping.

La cittadina pullula di turisti e ci si può spostare in pullman che hanno tariffe economiche di andata e ritorno, il biglietto si può fare anche a bordo. Attenzione, è vietato uscire dal vostro albergo e recarsi in un locale con gli animatori cubani, meglio darsi appuntamento direttamente al luogo di ritrovo.

Portate con voi tutti i medicinali di cui avete bisogno o di cui avreste bisogno, a Cuba non è facile trovare gli stessi farmaci che utilizzate in Italia. Prima di partire i medicinali se potete e volete, lasciateli alle famiglie locali per loro è un grande dono. Regalate anche quegli indumenti in buone condizioni, che non avrete più intenzione di usare in Italia.