Cosa Vedere a Budapest

Budapest è definita la “Parigi dell’Est”, poiché ha molti tratti in comune con la capitale francese. Risulta essere il risultato di tre città: Buda, Pest e Óbuda, unite dal Ponte delle Catene e da altri sette ponti, che sono gli angoli più fotografati dai turisti di tutto il mondo. Un tour di tre giorni è sufficiente per visitarla.

Prima tappa da fare è il Castello di Buda, al centro di tutti gli itinerari turistici. Da qui puoi visitare la vicina Chiesa di Mattia. La visita artistica continua il Museo di Bella Arti (con la metro linea M1); da qui servendoti dell’altra linea metropolitana ti consiglio di andare alla Grande Sinagoga. I prezzi dei biglietti sono accessibili e convenienti se sottoscrivi la Budapest Card.

Il giorno successivo potresti visitare il Parco delle Statue, ma per raggiungerlo devi prendere un autobus che ti porta fuori città (dalle metro N1, N2 o N3 e poi il bus Memento Park). Un consiglio per rilassarti dopo giorni passati a camminare a piedi, ed anche per rinvigorire il corpo, è quello di farti un buon bagno termale, i migliori sono presso la collina Gellert. Altri posti che ti posso consigliare sono: la Piazza degli Eroi, la Collina Gellert, la Basilica di Santo Stefano.

Per quanto riguarda gli spostamenti, arrivi dall’aeroporto in città con il taxi. Scegli sempre una compagnia convenzionata con l’albergo in modo da risparmiare. Se ti vuoi spostare in metropolitana è possibile acquistare biglietti validi per uno, tre o sette giorni. In treno: dalle tre stazioni principali partono i treni per tutte le destinazioni.

Per quanto riguarda la cucina, quella ungherese non è delle migliori, ma puoi scegliere tra molti locali che preparano piatti locali o variegati; tra tutti ti consiglio il Trofea Grill, il Gundel, il Karpatia, il Pampas Steak House e il Sir Lancelot. Molte sono le catene di fast food presso le quali potrai fare veloci spuntini, soprattutto se amante dei sapori decisi.

Ti consiglio di prediligere alberghi a 4 o 5 stelle. Il periodo migliore, visto il clima continentale, è dalla primavera inoltrata fino all’inizio dell’estate, quindi i mesi da aprile a giugno, e settembre e ottobre. Durante i mesi caldi l’afa è consistente, quindi metti in valigia vestiti molto leggeri.

Cosa Vedere a Bratislava

Capitale della Repubblica Slovacca e centro nevralgico della cultura e della storia del paese, Bratislava ti regalerà delle splendide sorprese ad ogni angolo, anche il più nascosto. Dal castello che domina la città alle statue in bronzo che sbucano nel centro storico Bratislava saprà stupirti come nessuno ha mai fatto.

La visita di Bratislava non può che iniziare dal Castello o Hrad, il guardiano dell’intera città. Si trova su un’altura di circa 80 metri, a fianco del Danubio. Costruito nel XV secolo dall’imperatore Sigismondo nel 1811 fu distrutto completamente da un incendio, per poi essere ricostruito durante il regime comunista. Il castello è suddiviso in tre piani: nel primo potrai trovare museo della musica, al secondo una mostra di attrezzi rurali e utensili artigianali, al terzo mobili d’epoca.

Quattro curiosissime statue in bronzo sono l’attrazione della città. Potrai sbizzarrirti a trovarle in tutto il centro storico. Si tratta di Cumil, un uomo al lavoro che esce da un tombino; French army soldier, una sorta di Napoleone appoggiato ad una panchina della piazza principale della città; Schoener Naci, elegantissimo signore con un cappello in mano e infine Paparazzi, un vero e proprio fotografo che si nasconde dietro un angolo di Bratislava.

Se ti piace guardare la città dall’alto e goderti un panorama mozzafiato, anche del Castello di Bratislava, non puoi assolutamente perderti una visita all’Ufo, un ristorante panoramico situato sul ponte Novy Most. Si tratta del simbolo della modernità che caratterizza la città e la rende davvero speciale.

Rimborso Trenitalia per Biglietti non Utilizzati – Come Fare

Oggi è più facile acquistare biglietti Trenitalia, basta infatti collegarsi al sito Internet, registrarsi e richiedere quanto serve per viaggiare con la Società ferroviaria italiana. Senonchè, può accadere che per una qualsiasi ragione, non sia più possibile affrontare il viaggio ed in questo caso il biglietto non andrà perso, perchè è possibile richiederne il rimborso, anche se tutto ciò comporta un onere, mediamente pari al 20% del costo del biglietto intero.

Attenzione, è importante che l’operazione di rimborso venga richiesta prima che il treno sia partito, altrimenti il biglietto andrà del tutto perso. Premesso ciò, collegandosi al sito, occorrerà farsi riconoscere mediante l’inserimento della login e username con relativa password. Fatto ciò, cercare la finestra relativa al rimborso online inserendo il codice presente nel biglietto in possesso, inviare la richiesta e nell’arco temporale che Trenitalia generalmente si prende per ottemperare alla sua obbligazione, si avrà indietro il denaro versato per l’acquisto.

In alternativa è possibile scaricare questo fac simile reclamo Tremitalia da Ireclami.com e inviarlo tramite raccomandata a Trenitalia Spa – Divisione Passeggeri NI – Vendita e Customer Service Base NI – Customer Care e Servizi di Sala Operativa – Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma.

Trenitalia effettuerà infatti il rimborso accreditandovi l’importo del/dei biglietto/i direttamente sulla vostra carta di credito, atteso che generalmente l’acquisto è avvenuto con lo stesso criterio. ma occorre ricordare anche altro. Qualcuno infatti ritiene che è possibile ottenere rimborsi qualunque sia stata la tratta richiesta ma così non è!

Infatti, Trenitalia discerne i tipi di viaggi prenotati, ovvero, non tutti i tipi di viaggio sono uguali. Chi ha prenotato un viaggio internazionale, in caso di rinuncia perde il rimborso dell’intero biglietto, chi invece ha prenotato e non ha usufruito di un biglietto per un viaggio effettuato in Italia, con i limiti di cui sopra, avrà diritto al rimborso. Il rimborso è anche previsto quando il biglietto sia stato acquistato presso le stazioni self service.

Cosa Vedere a Terni

Se vuoi visitare l’Umbria, Terni, pur se non annoverata tra le cittadine più significative della zona, presenta degli aspetti interessanti che comunque andrebbero visti. Questo breve itinerario è studiato per far conoscere almeno in parte le sue bellezze artistiche.

Se visitando l’Umbria ti capiterà di passare per Terni, una giornata vale la pena di spenderla in giro per la città ad ammirare la parte del centro storico più antica. Un edificio degno di nota è la chiesa di San Francesco, da cui può cominciare il tuo tour. Questa chiesa risale al XIII secolo anche se fu poi rinnovata negli anni: della struttura originaria rimane oggi la facciata esterna e il portale gotico. Spostati poi verso Porta Sant’Angelo, la trecentesca porta che era l’ingresso occidentale della città, con accanto le mura di Terni, resti di epoca romana che cingono i giardini della passeggiata. Proseguendo per via Cavour, si arriva a piazza del Popolo e nei pressi del Comune, Palazzo Spada, si può visitare il Tempio del Sole.

La Chiesa romanica di San Salvatore, meglio conosciuta come il Tempio del Sole, sorse su edifici romani ritenuti un santuario del sole e in realtà corrispondenti ai resti di una Domus Romana. Essa è caratterizzata da due corpi, uno circolare del V secolo e l’altro dell’XI-XII secolo. La cappella Manassei risale al 300. Altra tappa importante è la chiesa di San Cristoforo, che si può raggiungere percorrendo quasi tutto corso Tacito. Questa chiesa è una delle più antiche della città e risale al secolo XII-XIII. La facciata esterna mostra una certa semplicità di linee e prelude alla nudità dell’interno.

Dopo aver gironzolato per le vie del centro storico, è ovvio che non puoi omettere la visita alla Cascata delle Marmore, che si trova fuori dalla città a pochi chilometri. Questo spettacolo naturale è in realtà stato creato artificialmente nel 271 a.C. dal console Curio Dentato, che decise di bonificare la pianura reatina realizzando un canale di due chilometri circa fino alla rupe di Marmore. In poche parole, le acque del fiume Velino sono state convogliate nel fiume Nera sottostante, creando la Cascata, che compie un salto di 165 metri. Lo spettacolo si può ammirare dai Belvedere negli orari di apertura della Cascata.

Cosa Vedere a Kinderdijk

Kinderdijk è una suggestiva frazione olandese del bassopiano Alblasserwaard, situata soltanto a 15 chilometri da Rotterdam, famosa nel mondo per la piana dei mulini, oggi considerata Patrimonio dell’Umanità, che è possibile visitare a piedi, in bicicletta o tramite battello.

Kinderdijk è un ottimo posto per essere visitato da famiglie con bambini: il paesaggio circostante è quasi fiabesco, non vi sono pericoli ed il nome stesso della località è frutto di una leggenda che invoglia a visitarla: la leggenda narra che durante l’alluvione del 1420 (la più disastrosa mai avvenuta in Olanda), una culla contenente un bambino e un gatto, era in totale balia delle acque finché fu miracolosamente fermata da una diga e Kinderdijk vuol dire appunto “diga dei bambini”.

La piana dei mulini di Kinderdijk è costituita da 19 mulini a vento, di cui 9 a base circolare e 10 a base ottagonale: siffatte strutture, distribuiti su file opposte, furono costruiti nel 1740 come parte di un sistema di gestione dell’acqua che aveva la funzione di evitare inondazioni. Per godere della loro bellezza e della tranquillità quasi surreale del luogo, puoi decidere di passeggiare a piedi lungo i sentieri che costeggiano i canali, noleggiare una bici, oppure fare un’escursione in battello.

Nei mesi estivi i mulini funzionano ogni week-end offrendo una visuale suggestiva; il mulino denominato “Nedrwaardmolen 2”, il secondo a base circolare, è aperto al pubblico e permette di farsi un’idea di come vivevano e lavoravano i mugnai all’interno di quelle abitazioni. Sono stati arredati come un tempo, dai letti di dimensioni ridotte agli utensili caratteristici. Anche se il periodo migliore per visitare questo splendido luogo sembra essere l’estate, anche altri periodi dell’anno sono fortemente indicati.

Cosa Vedere a Koszeg

Koszeg è una città dell’Ungheria, che conta 12 mila abitanti, contea di Vas. Cittadina di frontiera, sul confine con l’Austria, la più alta dell’Ungheria, ai piedi del monte Irottko, la piu alta vetta del Transdanubio, facente parte delle alpi austriache; è per tradizione un centro di scuole.

Koszeg fu costruita nel secolo XIII per arrestare l’espansione germanica verso est; nel secolo XIV ottenne le patenti di città reale. Chi arriva a Koszeg viene subito indirizzato nella piazza della Repubblica chiamata Koztarsasag ter, che si apre ai piedi del Varkor, il bastione esteriore della città murata; il giro delle mura è pressoché completo, scandito da statue barocche di Santi e affiancato da palazzetti barocchi, rococò e neoclassici.

Sulla piazza si trovano la barocca colonna della peste, una chiesa neogotica e, di fronte a sinistra l’antico celebre albergo Strucc (lo struzzo), costruito tra i secoli XVIII e VIII. Proseguendo a nord della piazza della Libertà si raggiunge la Hosi Kapu, costruita nel 1932 per celebrare il 4° centenario dell’assedio turco. Al dila’ si apre una delle più incantevoli scenografie medioevali dell’Ungheria.

Altro monumento che vi consiglio di non dimenticare nella visita è il castello detto ” Var” costruito nel secolo XIII, ha perso quasi tutto dell’originale; rifatto nel 700 dopo un furioso incendio, restaurato dopo l’ultima guerra, oggi ha solo l’aspetto del maniero medioevale; nell’interno c’è un po’ di tutto: la statua di Jurisich, un albergo turistico, i bagni municipali, un locale per la degustazione dei vini che vi consiglio di fare, perchè ne vale la pena, un “espresso”, un teatro e un Museo di storia, artigianato ed etnografia.

Come Visitare la Cina

Che la moderna Cina sia un concentrato di contraddizioni non è più un mistero per nessuno, specialmente ora che è relativamente facile andarci e rendersene conto di persona. Mistero e fascino a parte, mai come in questi ultimi anni la Cina è vicina. E i milioni di turisti che lo visitano ogni anno ne sono la prova.

Cosa fare. A meno che non abbiate due o tre anni di ferie a disposizione, studiate un itinerario tipo senza avere la pretesa di vedere tutto in pochi giorni. Ad esempio, scegliete di visitare Pechino e poi X’ian, la città che custodisce l’immenso esercito di terracotta, una delle meraviglie del mondo. Altrimenti Shanghai, la Parigi della Cina, la regina d’Oriente prima della rivoluzione culturale, oggi tornata agli antichi – e ambigui -splendori. Infine non sarete stati in Cina se non avrete messo piede, anche per poche centinaia di metri, sulla Grande Muraglia.

Provare la vera cucina cinese. Al vostro ritorno difficilmente tornerete al piccolo ristorante cinese sotto casa. Farete scoperte sensazionali per esempio che il famoso riso cantonese non esiste, dal momento che è una pura invenzione per venire incontro ai gusti occidentali. In realtà le cucine cinesi ufficiali sono quattro, ognuna con caratteristiche ben precise: la cucina mandarini (a vapore), quella cantonese (verdura e carni saltate), quella dello Sichuan (piccante e speziata), quella di Shanghai (essenzialmente a base di maiale).

A Pechino, appena arrivati in albergo, fatevi scrivere su un foglio grande, a chiare lettere, o meglio a chiari ideogrammi, il nome e l’indirizzo di dove alloggiate. Sarà l’unico modo per ritrovare la strada quando, molto probabilmente, vi perderete nel dedalo di viuzze della città. Con i tassisti non esiste altro mezzo di comunicazione.

Unirvi, al mattino presto, ai gruppi di persone che praticano nei parchi pubblici il T’ai Chi, una forma di ginnastica aerobica molto lenta che aiuta la circolazione e predispone mente e corpo ad affrontare al meglio la lunga giornata. Sarete accolti con grandi sorrisi.
Affittare una bicicletta, specialmente se il vostro viaggio prevede tappe intermedie fuori delle grandi città. Le escursioni in bicicletta nelle campagne sono molto diffuse e ci sono ovunque agenzie che offrono soluzioni di questo tipo, con pernottamento incluso in campeggi discretamente attrezzati.

Cosa non fare. Scegliere il periodo del Capodanno cinese. Ovunque c’è un caos indescrivibile, e i prezzi degli alberghi triplicano. Per non parlare dei continui scoppi di petardi e di fuochi d’artificio ogni sera (ufficialmente il Capodanno dovrebbe durare due giorni, ma in realtà si protrae per sette). Li hanno inventati loro e con orgoglio li accendono ogni volta che capita l’occasione.

Salutare, specialmente una donna, con un bacio sulla guancia. I cinesi detestano il contatto fisico.
Bere il baiji, la bevanda nazionale, un distillato di cereali. Ha un gusto pessimo ed è indigesta.
Bere Coca-Cola. Non stupitevi: non è una dichiarazione di antiamericanismo, più semplicemente è l’avvertimento che quella Coca-Cola, con buona probabilità, sarà falsa e fatta chissà con cosa.

In Cina si falsifica praticamente tutto e perfettamente, anche i medicinali più noti a livello mondiale (antibiotici inclusi). Programmare gite, escursioni, spostamenti dalle 12.00 alle 14.00. In questo intervallo di tempo in tutta la Cina (l’ora è ovunque quella di Pechino, otto ore avanti rispetto al meridiano di Greenwich) si fa lo xiuxi, la siesta.

Cosa Vedere a Barcellona in Tre Giorni

Visitare una città bella e dinamica come Barcellona richiede un buona dose di spirito di avventura perchè ogni quartiere ha dei propri luoghi da visitare e dei luoghi da evitare. L’importante in un viaggio in questa città è non perdersi nel luoghi comuni che definiscono Barcellona come la meta più presa d’assalto dai borseggiatori.

Puoi visitare Barcellona in circa 3 giorni vedendo tutti i monumenti più belli e rappresentativi di questa città, basta solo dividerla in 3 percorsi diversi e divisi per zone. La prima zona che potete ammirare è quella intorno a Placa D’Espana, dove salendo le grandi scalinate vicino la famosa fontana si può visitare il Museo Nazionale dell’Arte Catalana (MNAC) in cui vengono esposte le maggiori opere di artisti nati e vissuti in Catalogna.

Dopo avere visitato questo museo prendendo la funicolare puoi salire la città per andare sul colle di MontJuic dove oltre allo stadio Olimpico è possibile notare la torre delle comunicazioni, ovvero Torre Calatrava che domina l’intero panorama. Vi consiglio di dare un’occhiata al museo dello Sport dove oltre a tante aree dedicate ad ogni sport, c’è la collezione delle fiaccole utilizzate per le Olimpiadi dai primi del Novecento ad oggi. Passeggiando per il colle di Montjuic puoi prendere la teleferica per arrivare al Castello Medioevale di Montjuic, ovvero una fortezza che affaccia sul mare.

All’interno del castello non c’è quasi niente da visitare, oltre ai negozi di souvenir e ristoranti che troverai in ogni luogo turistico di Barcelona. Dopo aver visitato questa zona attraverso la metropolitana puoi arrivare in 10 minuti a Passeig de Gracia, che è nota per i numerosi negozi ed opere di AntonGaudi. All’uscita della metropolitana troverai la Casa Battlò, uno dei patrimoni lasciati indenni dall’architetto catalano, che sembra essere una casa senza tempo data la particolare forma e struttura. All’interno di questa monumentale casa troverai un’audioguida che ti spiegherà tutti i dettagli dell’architettura di Gaudì.

Il secondo giorno l’itinerario cambia e puoi visitare luoghi molto affollati come le famose Ramblas e il Mercato della Boqueria dove puoi assaggiare frutta fresca e salumi tipici di questa regione spagnola. Le Ramblas è un’unica zona pedonale dove fino a notte inoltrata si possono incontrare artisti di strada tra i più creativi del mondo. Alla fine delle Ramblas troverai la statua di Cristoforo Colombo e il Museo Marittimo. Prendendo la metropolitana puoi andare a visitare il Parc Gueill sempre ad opera di Gaudì che rappresenta uno dei monumenti più belli ed affascinanti di Barcellona.

Il Parco ospita anche un museo e naturalmente un bar e un negozio dis ouvenirs. Con la metro dopo aver visitato il parco puoi arrivare in 5 minuti alla stazione Arc de Tronf dove oltre ad ammirare questo enorme monumento che anticamente rappresentava la porta principale di Barcelona puoi girovagare anche per l’immenso Parc de la Ciutadella, il quale ospita il Parlamento Catalano. Da questa zona si arriva a piedi al quartiere gotico, Barrio Gotico, il quartiere più antico e affascinante di Barcellona. In questa zona vicoli stretti e stradine lastricate ne fanno da padrona, e tante sono le cattedrali importanti da visitare: Santa Maria del Pi, Sant’Eulalia oltre che al duomo centrale. Anche in questa zona tanti sono gli artisti di strada che affollano le tante strade della città vecchia.

Il terzo giorno potrai rilassarti per dedicarti alla visita delle spiaggie di Barcellona. Queste spiagge sono immense e ben collegate con il centro della città. La più importante e conosciuta è quella di Barceloneta dove è meglio recarsi senza oggetti di valore o soldi per non essere presi di mira da ladri e borseggiatori. Il mare di questa regione è fantastico e anche se Barcellona è prevalentemente una città turistica e un porto commerciale di rilievo, sia le spiagge che le acque sono pulitissime.

Dal porto puoi raggiungere velocemente con la metropolitana l’imponente monumento della Sagrada Familia, opera incompiuta dell’architetto Guadì ancora in costruzione. Purtroppo questo monumento è visibile soltanto dall’esterno, perchè l’interno è ancora in fase di allestimento.Visitare questa città rappresenta un’emozione unica ed imperdibile perchè Barcellona ha un fascino che si fonde tra l’antico e il moderno,dove tutto è conservato in maniera ineccepibile. In serata puoi ammirare il luminoso spettacolo della fontana di Placa d’Espana che a ogni turista regali attimi rari di vero stupore.

Come Ottenere Rimborso da Trenitalia

A volte capita che il treno faccia molto ritardo e quindi si può richiedere il rimborso del biglietto, ma agli sportelli c’è sempre una fila che non finisce mai e poi appena arrivati ci si vuole solo riposare. In questa guida ti dirò come richiedere il rimborso del biglietto online.

Di solito una persona prenota online i biglietti. Arrivato, però, il giorno di partire possono sorgere degli impegni improrogabili che non ti permettono di partire. E il primo pensiero che ti viene in mente è quello del rimborso del biglietto. Avere il rimborso del biglietto è possibile, quindi puoi tirare un sospiro di sollievo.

Trenitalia offre ai suoi clienti di richiedere il rimborso del biglietto online proprio per fargli evitare le lunghe file alle biglietterie. Ora ti spiegherò come fare. Per prima cosa devi registrarti sul sito di Trenitalia. Effettuare il login e cliccare su “rimborso online”. Per ottenere il rimborso devi scrivere il codice di prenotazione del biglietto.

Invia la richiesta e devi solo aspettare il rimborso. Se la richiesta di rimborso la effettui lo stesso giorno della partenza ti rimborseranno quasi tutto e tratterranno l’importo di trattenuta per il rimborso del biglietto. La trattenuta dovrebbe essere il 20% del costo del biglietto. Questa procedura può essere utilizzata solo per il rimborso nel caso di rinuncia al viaggio, per il ritardo del treno utilizzato bisogna comunque andare in biglietteria.

In caso di problemi, è possibile utilizzare il modulo presente sul sito Documentiutili.com in questa pagina per fare un reclamo.

Come Visitare la Russia

Diceva il poeta e scrittore Fyodor Ivan Tyuchev: “Non potete capire la Russia con la ragione, potete soltanto credere in lei”. La frase sintetizza bene il senso di stupore, meglio di smarrimento, che si prova quando per la prima volta si mette piede in Russia. Vuoi che si arrivi a Mosca con un confortevole volo da Roma o Milano, vuoi che si scelga il mitico treno ‘Sibelius’ da Helsinki a San Pietroburgo, quando si giunge a destinazione e lo sguardo si perde all’infinito cercando la fine delle lunghissime “prospettive”, il capogiro, il brivido che ti corre lungo la schiena per tanta bellezza, è assicurato.

Cosa fare. Imparare l’alfabeto cirillico prima di andare. Non è difficile (per chi ha fatto il liceo classico è praticamente un gioco) e vi aiuterà in ogni situazione, dal momento che le indicazioni in caratteri latini scarseggiano un po’ ovunque. Scoprirete che molte parole vi sono familiari o che sono addirittura mutuate da altre lingue. Classico esempio è il famoso orologio ‘rakieta’, derivazione della parola inglese ‘rocket’ (razzo).

Procurarsi il visto turistico: è obbligatorio e non può essere fatto in loco, ma nelle sedi consolari di Roma o Milano. In genere ci pensa l’agenzia di viaggio. Il costo può variare, ma supera comunque i 100 euro. Portare gli euro come unica valuta. Sono in assoluto i più graditi e godono di un cambio favorevolissimo, di gran lunga superiore a quello del dollaro. Per quanto potrà sembrare strano, il biglietto verde non esercita più alcun fascino. Evitate i traveller’s cheques, difficili da cambiare, e le carte di credito, a forte rischio di clonazione anche se usate in negozi apparentemente al di sopra di ogni sospetto.

Andare in giugno a San Pietroburgo e in inverno a Mosca. Lo spettacolo dell’Ermitage illuminato dal sole di mezzanotte (naturalmente dopo averlo visitato di giorno) è impareggiabile, così come unico è il fascino della capitale nel silenzio ovattato del grande freddo, sopportabile anche a temperature impensabili, vista la quasi totale assenza di umidità.

Provare il ‘borsch’, la zuppa di rape rosse, la bistecca alla Stroganoff, e i gustosissimi spiedini di maiale cucinati nei barbecue ambulanti dai georgiani. Non fatevi poi mancare un buon bicchiere di ‘kvas’, la birra ricavata dalla fermentazione del pane di segale raffermo: poco alcolica (1 grado, 2 al massimo), sempre fresca perché contenuta in piccole cisterne dotate di intercapedine come i thermos, e soprattutto a buon mercato.

Procurarsi una dettagliata mappa della metropolitana sia a Mosca sia a San Pietroburgo. I nomi delle stazioni raramente sono leggibili sulle pareti dei tunnel e l’unico modo per sapere dove realmente ci si trova è, oltre ad ascoltare le indicazioni dagli altoparlanti (date rigorosamente in russo), tenere il conto delle fermate. Prendere i taxi collettivi, oggi privatizzati. Raggiungono anche i più remoti sobborghi della città (le distanze nelle due metropoli sono a volte di decine di chilometri) e costano un massimo di 20 rubli a persona (poco più di mezzo euro).

Cosa non fare. Lavarsi i denti con l’acqua del rubinetto. I controlli sulla potabilità e sulle condutture idriche sono stati eliminati per motivi di bilancio. Procuratevi una bottiglia e riempitela con acqua trattata con amuchina. Bevete poi solo acqua minerale in bottiglie sigillate. Arrabbiarsi o spaventarsi se, all’arrivo in albergo, la vostra camera risulterà non prenotata, è la prassi: tutti sono istruiti per farvi cadere la soluzione dall’alto dandovi una stanza che ‘miracolosamente’ salta fuori ma a un prezzo molto più alto di quello concordato dall’Italia.

Rimedio: procuratevi preventivamente una scheda telefonica, telefonate alla vostra agenzia di viaggio e mettete in contatto gli operatori italiani con i loro corrispondenti russi. Tutto andrà a posto: della serie ‘ci provano sempre’. Sentirsi sicuri se state percorrendo a piedi una strada del centro, è proprio qui che avrete la maggiore probabilità di essere assaltati da bande di zingari conniventi con le squadre di poliziotti che pattugliano le vie.

Scandalizzarsi se a organizzare i bagarini dei biglietti di ingresso ai musei più importanti (che misteriosamente vanno subito esauriti) sono gli stessi direttori. Istruiscono gli addetti alle casse a proporre biglietti a cifre astronomiche, in genere 1000 rubli contro i normali 100 o 200. Alla chiusura passano a ritirare la tangente: la corruzione è il male endemico della nuova società russa. Comprare caviale da chi ve lo offre a prezzi stracciati, soprattutto se “beluga”, il tipo più costoso. Sono comuni uova di lompo o di aringa abilmente camuffate.